Pacifer ad Attraversamenti multipli 2024. Di Carlo Lei, Manuela Rossetti per KLP Teatro
[...] Riflessione sul tempo e sui sogni che, in una maniera completamente diversa ma altrettanto efficace, propongono gli abili artisti di circo contemporaneo del Collettivo Flaan in “Pacifer”, diretto da Leonardo Varriale, con Anton De Guglielmo, Alessio Paolelli, Alice Bellini, Flavio Bedini e le scene di Fabio Pecchioli. Una carovana che fa spostare il pubblico da un luogo all’altro del parco. Un viaggio in bilico tra passato e presente, tra immagini riflesse e realtà. L’arte circense è un grande specchio della realtà, della quotidianità che viviamo. Un giro perpetuo di azioni che si ripetono, un salire scale per poi ricaderne giù, metafora messa in scena grazie alle strutture a scalinata praticabili su ruote, oggetto simbolo della ciclicità del tempo e della ripetibilità delle azioni umane, che ricorda Escher e il surrealismo.
Ma l’arte, ancora una volta, ci dona lentezza, ci costringe al qui ed ora, a vivere il presente, l’evocazione di noi stessi proiettati verso un futuro altro attraverso la dolcezza della clownerie, l’esuberanza dell’acrobatica, il trepidare della giocoleria, la giocosità del beatbox."
Pacifer ad Attraversamenti multipli 2024. Di Renata Savo per Liminal Teatri
[...] abbiamo incontrato, come si incontrano per caso gli amici, lungo la strada, Pacifer, del Collettivo Flaan nato nel 2023 dalla volontà di cinque artisti di produrre performance e spettacoli in cui le tecniche del circo potessero diventare strumento narrativo e pretesto per un dialogo con il pubblico e composto da giocolieri e acrobati con passione per il teatro.
Leonardo Varriale dirige Anton de Guglielmo, Alessio Paolelli, Alice Bellini, Flavio Bedini in uno spettacolo molto apprezzato da tutti, oltre ogni età. Una scala – realizzata da Fabio Pecchioli – che si sposta nello spazio, lungo una lieve discesa del parco. Su questa scala e intorno, quattro artisti, tra racconti surreali ed edificanti, giocoleria e beatbox. Le reazioni gioiose e luminose dei bambini, anche quelli più piccoli abbracciati ai loro genitori, sono state per noi, adulti e sempre meno incapaci di viaggiare con la fantasia – ora che ci sono persino le IA a farlo per noi – uno spettacolo nello spettacolo
Theseus - Prologue ad Anomalie 2023. Di Simone Pacini per Fatti di teatro
[...] Theseus – prologue del Collettivo Flaan con la regia di Anton de Guglielmo e Leonardo Varriale. Si è trattato di un lavoro in costruzione ma già definito nel suo immaginario: quello di un universo lontano, immaginifico, onirico nel quale i tre navigatori (Francesco Fiore, Nicola Carbone, Alice Bellini) fluttuano, all’interno di un attrezzo da circo davvero originale (una sorta di roue cyr tridimensionale) che diventa astronave. Alcune parti avranno modo di trovare una miglior fluidità (come ad esempio il numero con i cappelli), ma il ritmo generale insieme alla scelta delle musiche funzionano. E poi c’è una freschezza, una vitalità che viene trasmessa con vigore da questo “viaggio”.
Theseus - Prologue a Battiti 2023. Di Riccardo Baiocco.
Navigare
Dopo la morte del mitico eroe greco Teseo, la sua nave viene conservata dagli ateniesi. Col passare del tempo, essendo costruita in legno e quindi propensa al deterioramento, ogni sua parte originale viene sostituita. Fin quando non è rimasto nulla dei componenti originali. Nasce il famoso paradosso: si può dire che sia la stessa nave? Gli uomini riuniti davanti all’imbarcazione inauguravano così la crisi del concetto di autenticità, che si è fatta sempre più profonda, irreversibile e pervasiva. Tanto che, a duemila anni di distanza, sembra aver contagiato anche il concetto stesso di umano, facendo emergere un ulteriore dilemma, sotterraneo e complementare: è la stessa umanità di Teseo quella che si interroga sulla nave? Theseus – Prologue, progetto del Collettivo Flaan prodotto da Melting Pot e co-diretto da Leonardo Varriale e Anton de Guglielmo, sembra suggerirci che, in questa ricombinazione forsennata, ogni ragionamento puramente settoriale è destinato a fallire. Così, arti circensi e drammaturgia teatrale si ricombinano (dopo la presentazione al Festival Anomalie) sul palco del Teatro Furio Camillo per la chiusura della rassegna “Battiti”.
Risvegliare
Da dietro una quinta mobile spunta un uomo, il volto coperto da un cappello. Le luci si spengono e si riaccendono. Al centro del palco dondola una capsula metallica (ispirata a una crossed wheel) dalla forma ovoidale. Torna il buio, seguito dalla luce. Lo spettacolo può cominciare. La struttura metallica è ora nell’angolo è nell’angolo in fondo a destra del palco. Dentro di essa, tre corpi vestiti di bianco condividono il giaciglio. Il resto della scenografia si compone di un tavolo con una sedia e la quinta mobile che adesso funge da attaccapanni, dove tre cappelli e tre tute da lavoro aspettano i loro proprietari. La prima ad aprire gli occhi è il personaggio di Alice Bellini, che però non ha intenzione di tenerli aperti per molto. Afferra un cuscino, vi inserisce una sveglia e comincia a volteggiare, alla disperata ricerca di una posizione comoda per continuare a dormire. Un’impresa molto difficile, visto che presto si svegliano anche gli altri due personaggi, rispettivamente interpretati da Francesco Fiore e Nicola Carbone, che si vestiranno, chi tenendo in equilibrio una bottiglia in testa, chi ballando sull’unico tavolo presente sul palco. Comunque, il tempo della sveglia era vicino. Anche lei si veste. Il lavoro può cominciare: innescare e preservare il continuo andirivieni, da una parte all’altra del palco, dello scheletro metallico, innescandolo e allo stesso tempo abitandolo. Finché non calerà nuovamente la notte.
Connettere
Non una parola verrà pronunciata nei 40 minuti circa di Theseus – Prologue, ma non ce n’è bisogno. Tutto passa attraverso le sinuose evoluzioni degli interpreti, sfuggendo alla trappola del messaggio univoco. Il corpo degli attori acrobati diventa il vascello che accoglie diversi significati e interpretazioni, li fa vivere e convivere nell’occhio dello spettatore. È qui che si forma in definitiva lo spettacolo di una quotidianità che, ridotta all’osso, è una combinazione di gesti apparentemente effimeri (giochi, scherzi e provocazioni) e implacabili azioni rituali. Tutti, tanto gli interpreti quanto noi spettatori, siamo colti in questa routine composita che permette alla nave, giorno dopo giorno, di non incagliarsi. Uno sforzo sia individuale sia collettivo, un lavoro coordinato che permette a tutti di evitare di andare a fondo. Eppure, si può andare oltre il proposito di rimanere a galla? Quando il ciclo continuo di azioni e gesti si trasforma da motore a rete, pronta a catturarci e a non farci domandare dove la nave sia diretta? Oppure ogni pretesa di controllo è vana? Dato lo stato di sviluppo del progetto, a oggi allo stato di prologo, non vi è risposta a queste domande. Bisognerà aspettare giugno 2024, quando Theseus verrà presentato nell’ambito del festival “Città Ideale” di Roma.