DGR nr. 614 del 14 maggio 2019
Traduzione:
Schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss
In pratica:
Lo strumento amministrativo con cui il consiglio regionale ha determinato ciò che deve essere presente negli ospedali del Veneto.
Vi siete mai chiesti cosa è previsto esattamente per l’Ospedale “San Biagio” di Bovolone? Proviamo a rivedere assieme quanto deciso nel 2019.
Oltre a molti servizi ambulatoriali, ai servizi amministrativi e al punto prelievi sono previsti servizi ospedalieri importanti per tutto il territorio della Mediapianura veronese.
Sono previsti 70 posti letto per il recupero e la riabilitazione funzionale creando un " reparto di riabilitazione" che sarà di riferimento per tutta la provincia con un primario dedicato (terzo piano dell’ospedale).
Viene previsto un "Ospedale di comunità" con 24 posti letto (secondo piano ala sinistra) e un "Hospice" con 6 posti letto.
Essenziale e dedicato alla gestione delle emergenze/urgenze è previsto un "Punto di Primo Intervento" (PPI) operativo 24 ore al giorno 7 giorni su 7, con la presenza costante di una "ambulanza medicalizzata" (unità di soccorso avanzata con medico a bordo).
Le schede sanitarie, una volta approvate in regione, vanno rese operative da parte delle Aziende Ulss nel minor tempo possibile.
Per quanto riguarda l'ospedale di Bovolone a che punto siamo?
Voi cittadini come la pensate? Ritenete che siano servizi adatti al nostro territorio?
Lo Sport per Bovolone Nostra non è solo un passatempo: anche se deriva dall'inglese "Disport", cioè divertimento, esso è un momento utile ad insegnare principi e valori che permettano lo sviluppo dei ragazzi sia dal punto di vista educativo che morale.
La nostra città è ricca di proposte sportive che riescono a proporre diverse discipline, dalla pallavolo alla boxe fino al calcio o al ciclismo, e a coinvolgere cittadini di tutte le età, dagli adulti ai giovani fino ai bambini.
Queste molte proposte sportive, tuttavia, possono essere ancora più all'altezza della nostra città e di chi la abita. Per questo motivo, anche con il vostro aiuto, desideriamo portare avanti nuove idee per il nostro territorio, avanzare soluzioni per portare molti più ragazzi ad avvicinarsi al mondo dello sport, con progetti di educazione sportiva, e per creare nuovi momenti di vita da condividere insieme, con manifestazioni e cura delle strutture.
Per vivere la nostra città serve impegno, preparazione e costanza: valori che possiamo ritrovare nello Sport e, insieme a voi, nella nostra Bovolone.
Come Bovolone Nostra vogliamo aiutare le FAMIGLIE
La nascita di un bambino è un evento importante per tutta la comunità, e in special modo per i genitori: per questo, sapendo quanto sia necessario accompagnare le neo mamme e i neo papà in questa sfida educativa, vorremmo creare alcuni nuovi servizi.
Desideriamo, quindi, collaborare con le realtà locali per dar vita a corsi preparto e ideare progetti per accogliere ogni neonato; insieme a ciò, coinvolgendo i professionisti del settore, vogliamo mettere a disposizione di chiunque lo richieda un elenco di ostetriche, baby sitter, psicologi e badanti preparati e formati al proprio compito.
Le famiglie, infine, meritano una città dove poter vivere in sicurezza e sentirsi a casa: dovremmo aver cura delle aree verdi e delle strade, creare iniziative culturali e d’intrattenimento, dare attenzione al decoro urbano e prenderci cura delle scuole di ogni grado, sia nei servizi che nelle strutture.
Con queste e altre proposte, desideriamo dare alla famiglia la centralità che merita nella nostra società.
Ogni studente, insegnante e genitore deve poter vivere la Scuola come un luogo dove migliorare sia come persona che come cittadino bovolonese.
Per far questo, per prima cosa servono strutture sicure: per troppo tempo i lavori di adeguamento sismico sono stati rimandati, così come diventa sempre più necessario accelerare sulla costruzione della scuola di Villafontana.
La scuola è un servizio alla comunità al quale tutti (dai 0 ai 25 anni) devono avere accesso e poter trovare un aiuto, senza che le difficoltà economiche o nello studio diventino un limite o un ostacolo insuperabile.
Crediamo che per la fascia 0-3 anni servano più spazi negli asili nido, così da dare la possibilità ai piccoli di essere seguiti nel loro cammino di crescita e ai genitori di poter vivere serenamente la loro vita lavorativa.
Desideriamo valorizzare i bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, dando loro la possibilità di studiare e comprendere come diventare uomini e donne del futuro.
Occorre sempre di più offrire spazi per sviluppare e incentivare la creatività dei giovani, con luoghi e momenti sia di aggregazione che di servizio per la propria città.
Inoltre, crediamo sia necessario aumentare la collaborazione tra l’amministrazione e i genitori attraverso i comitati scolastici.
La Nostra Bovolone ha bisogno delle energie di tutti per fare della Scuola un luogo di crescita non solo di chi la frequenta ma di tutta la comunità.
Gli anziani, ed in particolare quelli residenti nelle RSA, hanno subito le conseguenze maggiori in questo periodo di grande difficoltà per tutti.
Questi mesi per loro sono particolarmente difficili proprio perché si trovano a subire e sopportare la lontananza, fisica e psichica, dai propri affetti a causa del Covid-19. Non poter toccare, abbracciare, baciare figli e nipoti è per loro devastante e nemmeno le videochiamate o altre iniziative, se pur utili, spesso riescono a sanare questa mancanza.
Non vanno dimenticate poi le famiglie di questi anziani: improvvisamente si sono trovate a dover delegare ad altri tutta la gestione dei propri cari. Famiglie che hanno dovuto imparare a fidarsi ciecamente degli operatori e di quello che viene detto loro magari tramite brevi telefonate o messaggi. Molte RSA sono state virtuose in questo e hanno capito l’angoscia, non solo degli anziani, ma anche delle loro famiglie. Altre invece hanno trascurato la comunicazione andando così ad amplificare paure e frustrazioni.
Pensiamo che non si possa trascurare chi rappresenta la nostra memoria e per fare questo servono nuove idee e innovazioni.
Mai come in questo periodo ci stiamo rendendo conto di come il patrimonio umano dato dai nostri anziani sta via via scomparendo. Anche la nostra Casa di Riposo è in difficoltà: molti sono gli anziani e i membri del personale colpiti dal virus che ormai tutti conosciamo ma non sempre si sono avute notizie ufficiali sulla condizione degli ospiti.
Come Bovolone Nostra vorremmo porre l’accento sulla comunicazione, che è mancata. Con grande rammarico stiamo leggendo molti commenti sui canali social, fatti da parenti e persone che conoscono la struttura, che si lamentano del mancato aggiornamento sullo stato di salute dei parenti residenti, di telefoni che suonano a cui nessuno risponde, di persone che si devono affidare a post su Facebook per capire se questa cosa capita solo a loro o se è un problema comune.
Pur capendo che anche il personale si trova a vivere uno stato di emergenza che comporta turni stancanti e difficoltà organizzative, riteniamo però che la dignità di queste persone e delle loro famiglie vada messa sempre davanti a tutto. In questo momento di grande confusione e paura abbiamo bisogno collaborare in maniera chiara.
La sicurezza è un tema molto sentito dai bovolonesi: dalla situazione critica in Valle del Menago alle condotte sconsiderate di alcuni pirati della strada, traspare un senso di paura e preoccupazione. Siamo convinti che nessuno dovrebbe rinunciare ad una passeggiata al parco o ad un giro in bici per paura di essere disturbato da chissà chi o investito da un'auto in corsa.
Spesso la soluzione adottata è la semplice installazione di telecamere che possono essere utili per sorvegliare la città, dare una parvenza di sicurezza e scoraggiare eventuali malviventi. Questa soluzione sembrerebbe ottimale ma presenta alcune criticità: da un lato, è necessaria una buona qualità video e la possibilità di conservare le registrazioni per un periodo prolungato; dall'altro, si corre il rischio di invadere la privacy dei privati cittadini.
Questa sola misura non risolve il problema percepito, come Bovolone Nostra vorremmo potenziare i servizi garantiti dalla Polizia Locale e dai Carabinieri aumentando il numero degli agenti: ad oggi infatti si trovano in difficoltà perché non sempre riescono a coprire il territorio in modo adeguato o ad intervenire tempestivamente dove richiesto.
Inoltre crediamo sia necessario rinnovare e modernizzare la stazione dei Carabinieri, di proprietà del Comune, che merita di essere adattata alle esigenze di una città sempre più esigente.
Visto l'impegno richiesto alle forze dell'ordine in questo periodo critico, crediamo fondamentale implementare la zona di nuovo personale, nuovi strumenti e strutture adatte alla nostra città.
Vicino alla stazione ferroviaria si trovano i Vigili del Fuoco, un servizio recentemente potenziato con la creazione, grazie all’iniziativa del Comune di Oppeano, del Gruppo operativo del soccorso (Gos), utile a proteggere il territorio in situazioni di emergenza pubblica, come terremoti ed esondazioni.
Aperto quasi 12 anni fa, e al servizio di oltre 50.000 persone, oggi il distaccamento vive un periodo difficile a causa di carenze sia strutturali che di personale, situazione che limita il funzionamento del servizio. La stazione, un antico scalo merci ristrutturato nei primi anni 2000, nasce grazie ad un accordo tra l’amministrazione e le Ferrovie dello Stato dove queste concedono in comodato d’uso il locale, ma è del comune la responsabilità della struttura.
Ad oggi, poi, il servizio è garantito da solo 15 volontari che, oltre le difficoltà, riescono a coprire i turni infrasettimanali e nei weekend con un impegno notevole, come dimostrano i 130 interventi nel 2020.
Come Bovolone Nostra abbiamo a cuore i vigili del fuoco e sappiamo quanto sia necessario aumentare il numero dei volontari, valorizzandoli di più e pubblicizzando il servizio, e rinnovare la struttura per adeguarla al bisogno di sicurezza di Bovolone e dei comuni vicini.
Abbiamo a cuore la nostra città e crediamo che la cardioprotezione cittadina sia utile e necessaria.
Ogni anno in Italia circa 60000 persone perdono la vita per arresto cardiaco, con una media di circa 7 ogni ora. Questo evento può colpire chiunque e ovunque e si rivela spesso letale per l’assenza di Defibrillatori Semiautomatici (Dae) o per il loro utilizzo non corretto. Ad oggi, i Dae sono obbligatori nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, nelle ambulanze e negli ambulatori, ma non lo sono per le scuole, aziende e le sedi associative. A Bovolone ce ne sono alcuni pubblici e ben segnalati, ma poche sono le persone in grado di usarli correttamente.
Come Bovolone Nostra vogliamo ampliare la disponibilità dei Dae pubblici, in particolare nei luoghi in cui si svolgono attività sportive (per esempio la Valle del Menago o nelle zone periferiche della città), e proporre, in collaborazione con le realtà cittadine, momenti di formazione pubblica e scolastica di primo soccorso.
Se la salute, la vita e la sicurezza sono tra le prime certezze che un’amministrazione deve garantire ai suoi cittadini, fare di Bovolone una città cardioprotetta diventa utile e urgente.
Per comunicazione istituzionale si fa riferimento a tutte le strategie di comunicazione utilizzate da un’istituzione per informare un gruppo di persone o una comunità. Nel nostro caso, l’obiettivo della Pubblica Amministrazione è di trasmettere informazioni ai cittadini bovolonesi.
Data la natura delle informazioni da trasmettere e il linguaggio tecnico utilizzato nei documenti ufficiali, la difficoltà principale è riuscire a trasmettere queste informazioni in modo che siano facilmente recepite della cittadinanza.
Come Bovolone Nostra siamo consci che una comunicazione efficace sia uno degli obiettivi da raggiungere per servire in maniera ottimale i bovolonesi, a questo proposito suggeriamo:
- la ristrutturazione e semplificazione del sito istituzionale, dedicando più attenzione all’usabilità;
- un utilizzo più consapevole delle piattaforme social, a cominciare dall’utilizzo delle pagine pubbliche e non dei profili personali per le comunicazioni istituzionali;
- l’inserimento del Comune di Bovolone all’interno dell’app IO, strumento che raccoglie tutti i servizi, le comunicazioni e i pagamenti delle diverse P.A. e ne permette così una più facile fruizione.
Sono ormai 117 i giorni di chiusura del Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Bovolone (era il 2 Novembre 2020) e al momento non si hanno informazioni su una possibile riapertura.
Come gruppo abbiamo provato a calcolare le persone non assistite a causa del malfunzionamento del Pronto Soccorso. Partendo dai tabulati del Dipartimento Emergenza e Accettazione, sappiamo che gli accessi al PPI nel 2019 sono stati 13932, con una media giornaliera di circa 38 richieste. Con la stessa media in 117 giorni si arriva al totale di 4446: parliamo di anziani, bambini, famiglie, donne e uomini che hanno dovuto viaggiare per molti chilometri per trovare un aiuto.
Come gruppo poniamo alcune domande a chi dovrebbe darci risposta: le persone che non si sono servite della professionalità di medici, infermieri e operatori del nostro PPI dove si sono rivolte? Quanto questa scelta ha appesantito i pronto soccorso vicini? Perché si temporeggia davanti ad un disservizio che coinvolge circa 80.000 abitanti del territorio?
Serve a poco rifare l'entrata dell'ospedale se periodicamente lo si svuota di un servizio e l'apertura del pronto soccorso rimane un miraggio. Meritiamo risposte, un ospedale migliore, un pronto soccorso attivo: lo diremo in continuazione, lo ripeteremo ancora 4446 volte...
Ieri la Presidenza del Comitato dei Sindaci della Pianura Veronese ha annunciato che l'ULSS 9 Scaligera sta organizzando l'apertura di 4 nuovi Centri di Vaccinazione di Popolazione (CVP) nel nostro distretto. I paesi interessati sono Cerea, Nogara, Zevio e la nostra Bovolone. Secondo quanto annunciato, è in programma anche la vaccinazione a domicilio per i cittadini non autosufficienti.
Se la disponibilità dei vaccini lo consentirà, questi CVP saranno di vitale importanza per assicurarne la distribuzione. Sembra che il luogo adibito per il CVP a Bovolone sia il Palazzetto Le Muse.
Sono notizie che ci fanno ben sperare: un passo avanti verso la vaccinazione significa un passo avanti verso la sconfitta di questo virus che sta condizionando la vita di tutti noi.
Come va col PEBA?
Ogni Comune è tenuto, fin dal 1986 e in misura maggiore dal 1992, a redigere il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Questo strumento di analisi e progettazione, permette di capire quali sono gli ostacoli dello spazio pubblico che creano difficoltà di movimento alle persone con disabilità.
Il PEBA di Bovolone è stato redatto nel 2019 ed è evidente quanto lavoro vada fatto per riuscire a creare una città realmente accessibile ed inclusiva. Molto spesso la disabilità è un peso solo se l'ambiente che ci circonda non è adatto; in molti altri casi, invece, con i corretti strumenti, una persona può raggiungere l'autonomia, vivendo la propria città al meglio e uscendo dalle dinamiche di discriminazione e di assistenzialismo.
La Regione Veneto inoltre, co-finanzia la realizzazione del PEBA e nell'agosto 2020 è riuscita a distribuire quasi 500.000 € ai comuni risultati idonei e ammessi alla graduatoria. (Il nostro vicino Oppeano per esempio ha ricevuto un contributo di 11.000€ - Isola Rizza, Roverchiara e Palù circa 2500€). Sembra un'ottima sinergia poter godere di spazi accessibili, creare inclusione e riuscire ad essere pure finanziati.
Se da un lato la tecnologia ha facilitato le nostre vite, dall'altro l'ha resa più complicata per le persone più anziane: spaesati da queste innovazioni, sono spesso penalizzati, esclusi e disorientati.
Tante operazioni che prima si facevano a tu per tu o tramite chiamata telefonica sono diventate telematiche: la prenotazione di visite mediche, le ricette, gli esiti delle visite, lo Spid o le comunicazioni istituzionali.
Come Bovolone Nostra ci piacerebbe sviluppare l'idea dello sportello anziani: un ufficio a cui la popolazione over 65 possa rivolgersi per essere accompagnati da un'operatore professionalmente formato che li possa informare, orientare e supportare nelle necessità telematiche.
Oltre a questo fondamentale ruolo informativo e di supporto, lo sportello deve mantenere i contatti con gli uffici o gli enti pubblici di cui gli anziani necessitano.
Stiamo assistendo ad un costante calo dei contagi da COVID 19. In questo panorama ci interessa in particolare la situazione dell’Ospedale di Legnago, che potrebbe tornare presto ad una quasi normalità dopo l’emergenza causata dalla pandemia.
I casi accertati come positivi si sono di molto ridotti e sappiamo che stanno ripartendo tutti i servizi precedentemente bloccati o rallentati per dare spazio a quelli dedicati alla gestione dell’epidemia, per cui anche il personale cooptato per questo enorme sforzo sanitario dovrebbe essere liberato ed essere ricollocato alle precedenti funzioni.
Tuttavia, pur in presenza di tale situazione di favore, nessuno parla del ripristino del Punto di Primo Intervento (PPI) presso l’ospedale S. Biagio di Bovolone, chiuso – si era detto temporaneamente - proprio per destinare gli addetti sul fronte della lotta al COVID.
Questo silenzio preoccupa non poco, dato che il PPI in questione da tempo è oggetto di una serie di girandole di promesse, mezze promesse e speculazioni che hanno finito per smentire di fatto anche le stesse disposizioni adottate al riguardo dalle vigenti schede sanitarie.
A Bovolone era stata garantita la permanenza e l’apertura 24 ore su 24 di questa alternativa al precedente pronto soccorso, disponibilità oraria poi dimezzata a 12 ore su 24 per poi essere sospesa, appunto, a causa della pandemia, senza che nessuno si sia preso la responsabilità di comunicare ai cittadini che cosa sarebbe accaduto dopo l’onda del COVID.
Siccome non abbiamo la memoria corta, poniamo la domanda a TUTTI coloro, amministratori locali in primis, anche se in scadenza di mandato, che, a vario titolo e in base alle rispettive competenze, tengono le redini della nostra sanità e dovrebbero tutelare la salute delle persone in tutte le circostanze, non solo in caso di epidemia.
Diteci la verità sul PPI di Bovolone, quantificate la temporaneità della sua sospensione, forniteci informazioni e dati coerenti con la situazione ospedaliera del nostro territorio: questa è un’emergenza che rischia di avere ricadute ben più gravi e durature di quella portata dalla pandemia da COVID perché mette a repentaglio la garanzia di un’assistenza costante per tutti gli utenti, che verrebbe a mancare soprattutto agli anziani ed alle fasce più deboli della popolazione.
Vedremo se il nostro appello verrà raccolto: o forse per qualcuno è l’occasione per affossare una volta per tutte questo necessario presidio sanitario al San Biagio?