Tutte le stazioni portano con sé moltissime storie, e la stazione di Bovolone non è da meno. Sta lì, immobile, piccola ma piena di ricordi, di fantasmi, di sogni, di addii e ritorni. I treni permettono incontri, scambi, movimento e sanno essere anche rifugio di pensieri. Come Bovolone Nostra ci siamo chiesti in che modo potrebbe essere utile tentare di recuperare la nostra stazione, sia per permettere ai pendolari di usufruire di questo servizio che per dare alla struttura nuova vita all’interno della nostra città.
Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalle Ferrovie dello Stato, che comprendono l’importanza del riuso sociale del patrimonio dismesso e si rendono disponibili ad una collaborazione con gli Enti Locali che ne fanno richiesta: ad oggi già 450 comuni hanno attivato progetti di utilità sociale.
Nulla di complicato, quindi, ma è necessario collaborare con le realtà del territorio e impegnarsi per presentare un progetto all’altezza della nostra città.
E tu che ne pensi? Come immagini la tua stazione dei desideri?
Bovolone ha un’origine antica in un luogo che, anche se rimasto simile nel tempo, si è saputo rinnovare di continuo grazie alla Natura che lo abita: è la Valle del Menago, il nostro polmone verde.
Inaugurata nel 1995, con una superficie di 35 ettari, è oggi gestita da due associazioni in collaborazione tra loro, la Gea Onlus e Tramedistoria, che si prendono cura della Valle con impegno e dedizione, organizzando anche attività didattiche e culturali. Il parco, poi, è talmente ampio che rende possibile molte iniziative, come il “Dentro il Parco Festival”, due giornate, organizzate due anni fa da giovani volontari di Bovolone, interamente dedicate all’arte, alla poesia, alla musica e alla cultura.
Nel Febbraio 2020 è stato approvato il progetto per costruzione di una struttura all’interno del parco, precisamente a venti metri dalla quercia del grande campo in entrata, per ospitare momenti educativi e ludico-ricreativi, al costo iniziale complessivo di 280.000€: un’idea certamente importante, ma alla quale dovranno seguire altre iniziative e accorgimenti più ampi, in particolare per la sicurezza di chi desidera camminare, fare attività fisica o mettersi alla ricerca della bellezza che la Natura dona a questo luogo e a tutta la nostra città.
Bovolone è una città dal grande potenziale, con risorse e spazi da rinnovare e utilizzare al meglio come nel caso della Base Militare.
Nonostante le asfaltature, i recenti progetti e la previsione di spesa (circa € 300.000) per ristrutturare alcuni edifici, come Bovolone Nostra crediamo che la riqualificazione non debba fermarsi qui: servono idee e visioni a lungo periodo per mettere questo spazio a disposizione dei cittadini come luogo di ritrovo, intrattenimento e divertimento.
Abbiamo parlato con alcuni di voi e le idee che ci avete suggerito sono molte: una sede per alcune associazioni, uno spazio verde pubblico, un teatro all’aperto, un minigolf, un’area per il modellismo aereo, un chioschetto, un museo storico, … sono solo alcune delle proposte che ci sono arrivate. Sono tutte interessanti, e lo spazio a disposizione è molto, ma sarà utile scegliere con attenzione quelle più utili per la crescita della nostra città.
Serve coraggio per guardare avanti, non sprecare questa occasione, centrare l’obiettivo e fare della nostra Base Militare una base di partenza per progetti futuri.
Ci infastidiscono i rifiuti abbandonati, perché sono una mancanza di rispetto verso noi e verso Bovolone.
C’è una cosa che abbiamo notato: ci sono strade, spesso attraversate da molti di noi, che non hanno cestini pubblici. Un esempio è quello di Via Ormaneto, strada moderna, ben illuminata, con marciapiedi nuovi ma senza cestini; lo stesso si può dire di altre vie, come San Pierino, Crosare, Filippo Accordi, o i piazzali Aldo Moro e Mulino.
Sappiamo che non è con qualche cestino in più che si risolve il problema dell’abbandono dei rifiuti: si dovrebbe, piuttosto, trovare una soluzione per le campane di vetro, spesso trasformate in discariche a cielo aperto, ed educare i cittadini alla raccolta differenziata e al rispetto del decoro urbano. Rimane il fatto, però, e senza voler giustificare nessuno, che la mancanza di cestini può diventare un problema per chi cammina in città.
Prima delle grandi promesse in tema di rifiuti, e senza dover chiedere aiuto al Gabibbo o usare un servizio pubblico per la propaganda personale, crediamo sia necessario installare qualche cestino in più così da aiutare ogni cittadino ad essere più rispettoso della nostra Bovolone, una città da vivere e da amare.
A Bovolone abbiamo tutto, non lo neghiamo, ma se c’è qualcosa che è necessario migliorare sono le Piste ciclabili.
Le corsie per i ciclisti, infatti, sono poche e in luoghi insoliti, spesso si interrompono in modo improvviso o corrono su marciapiedi instabili o per strade accidentate.
Come Bovolone Nostra vorremmo una revisione completa delle piste ciclabili cittadine: non basta, infatti, una striscia gialla disegnata sull'asfalto ma serve una pavimentazione adeguata, una segnaletica chiara e protezioni per i ciclisti. Diventa necessario, poi, realizzarle dove sono utili o non esistono, come nelle zone più periferiche, e collaborare con i comuni vicini per crearle oltre i confini cittadini, come la sempre eterna promessa della ciclabile sul Menago.
È osservando la nostra città che notiamo cosa è migliorabile, comprendiamo i diversi problemi da affrontare e ci prendiamo la responsabilità di proporre nuove idee. L’uso della bicicletta è sempre consigliato sia per il benessere fisico che per il rispetto verso l’ambiente, ma servono strade nuove, sicurezza e investimenti per scoprire le bellezze di Bovolone in modo sicuro ed ecologico.
In una realtà moderna come la nostra, le nutrie sono un problema serissimo per i nostri agricoltori e per l’economia del settore agrario.
Il nostro territorio è il loro habitat naturale, con corsi d’acqua dove nidificare lungo gli argini; il problema è che questo mette in pericolo sia la solidità del terreno che i raccolti e gli abitanti della zona.
Il Piano di gestione nazionale del Ministero dell’Ambiente, aggiornato al Maggio 2020, vieta l’uso di pesticidi ma concede la cattura per la successiva uccisione secondo i piani di gestione regionali e nel rispetto della fauna. La riduzione del numero delle nutrie deve avvenire in modo controllato, procedendo in modo “realistico, pianificato e a seguito di un’analisi della distribuzione della nutria, una stima degli animali da rimuovere e la verifica delle risorse umane ed economiche necessarie”.
Come Bovolone Nostra, pur comprendendo la problematica, siamo contro l’abbattimento incontrollato degli animali (dei quali, poi, vanno smaltite le carcasse) preferendo, oltre che le soluzioni stabilite dal regolamento, lavori di rinforzo meccanico degli argini, collaborazione tra le amministrazioni locali e la Regione per azioni comuni e, dopo un’attenta valutazione, la sperimentazione di soluzioni naturali.
In una realtà moderna come la nostra, le nutrie sono un problema serissimo per i nostri agricoltori e per l’economia del settore agrario.
Il nostro territorio è il loro habitat naturale, con corsi d’acqua dove nidificare lungo gli argini; il problema è che questo mette in pericolo sia la solidità del terreno che i raccolti e gli abitanti della zona.
Il Piano di gestione nazionale del Ministero dell’Ambiente, aggiornato al Maggio 2020, vieta l’uso di pesticidi ma concede la cattura per la successiva uccisione secondo i piani di gestione regionali e nel rispetto della fauna. La riduzione del numero delle nutrie deve avvenire in modo controllato, procedendo in modo “realistico, pianificato e a seguito di un’analisi della distribuzione della nutria, una stima degli animali da rimuovere e la verifica delle risorse umane ed economiche necessarie”.
Come Bovolone Nostra, pur comprendendo la problematica, siamo contro l’abbattimento incontrollato degli animali (dei quali, poi, vanno smaltite le carcasse) preferendo, oltre che le soluzioni stabilite dal regolamento, lavori di rinforzo meccanico degli argini, collaborazione tra le amministrazioni locali e la Regione per azioni comuni e, dopo un’attenta valutazione, la sperimentazione di soluzioni naturali.
Il Patto dei Sindaci è il più grande movimento delle città per le azioni a favore del clima e l’energia. Promosso dal 2008 in Europa, con l’ambizione di riunire i governi locali impegnati a raggiungere e superare gli obiettivi comunitari su clima ed energia, l'iniziativa ha introdotto per la prima volta un approccio che parte dalla base cittadina, per fronteggiare l’azione climatica ed energetica.
Ad oggi oltre sono 7.000 gli enti locali e regionali che usufruiscono dei punti di forza di un movimento mondiale, che coinvolge diversi soggetti e fornisce supporto tecnico e metodologico tramite uffici dedicati.
Di certo non mancano finanziamenti e suggerimenti di buone pratiche per tutte le attività che una città può portare avanti nell'interesse dell'ambiente e dei suoi cittadini. E tu lo conoscevi? Dai un occhio al sito e facci sapere quali azioni secondo te sarebbero le prime da proporre!
Alcuni nostri vicini di casa hanno già sottoscritto! https://www.pattodeisindaci.eu/it/
FANGHI TOSSICI SPACCIATI PER FERTILIZZANTI VERSATI ANCHE NEI CAMPI DEL BASSO VERONESE
(PrimaVerona web) (https://tinyurl.com/nxskj43b)
FANGHI TOSSICI USATI IN AGRICOLTURA E VENDUTI COME FERTILIZZANTE :15 INDAGATI
(Verona Sera) (https://tinyurl.com/fj3ehtjx)
FANGHI CONTAMINATI E SPACCIATI PER FERTILIZZANTE : PROFITTI PER 12 MILIONI DI EURO
(L' Arena) (https://tinyurl.com/fpxamfzk)
Questi sono solo alcuni dei titoli che in questi giorni i giornali stanno pubblicando.
Non è la prima volta che tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi o altre sostanze vengono sversati sui terreni agricoli del Basso Veronese. Ricordiamo bene l'incendio doloso della cava Fazion e conosciamo la situazione in cui versano molte delle nostre terre.
Uno scempio che questa volta non solo ha minato il lavoro degli agricoltori, che si dichiarano frodati, ma ha messo a rischio la salute pubblica di tutti i territori, anche quelli limitrofi che usufruiscono del nostro acquedotto.
Noi di Bovolone Nostra, cittadini di un paese coinvolto, ci chiediamo se siano stati fatti sopralluoghi per individuare eventuali danni, ma soprattutto vorremmo più informazione sugli eventuali risultati di analisi che a nostro avviso è d'obbligo richiedere per tutelare la salute dei cittadini.
Non avendo nessuna notizia dall'amministrazione ci siamo attivati contattando gli uffici dell'ARPAV e richiedendo maggiori informazioni sulle procedure in atto.
L'ambiente che ci circonda, l'aria che respiriamo e i terreni i cui prodotti garantiscono il nostro cibo quotidiano devono essere non solo tutelati, ma trattati con cura, rispetto e controllati.