Rete di ricerca:
I ricercatori di: IRPPS CNR, IBE CNR, Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli, Università di Torino, Università di Siena, Università di Padova, Centro di Ricerche FIAB
Partnership:
Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia;
Napoli Bike Festival;
Comune di Napoli;
Federica Web Learning;
UNESCO Chair dell’Università di Torino
In primo luogo, siamo orgogliosi di poter affermare che il workshop ha superato le più rosee aspettative, sia per la qualità scientifica che per l’impegno nello sviluppare ulteriormente il network Bike&Society, oltre che per la positività del contesto relazionale, il tutto grazie alle relatrici e i relatori, nonché al pubblico che ha partecipato attivamente al workshop. A loro va un sentito ringraziamento, che coinvolge anche gli enti che hanno supportato direttamente il workshop: il Dipartimento FISPPA , l’unità di ricerca PaSTIS, il MOHU - Centre for Advanced Studies in Mobilities & Humanities dell’ Università di Padova, e STS Italia, la Società Italiana di Studi su Scienza e Tecnologia.
I temi trattati durante il workshop sono stati molteplici e articolati. Nel suo primo giorno il workshop si è aperto con un intervento di Paolo Landri (CNR- IRPPS), che ha presentato un quadro degli studi sociali sulla mobilità ciclistica e la bicicletta, evidenziando le traiettorie di studio più consolidate e i temi emergenti; Eleonora Belloni (Università di Siena) ha approfondito il contributo dell’analisi storica per lo studio del ciclismo, soffermandosi in particolare sull’evoluzione della mobilità ciclistica nel contesto italiano da fine '800 in avanti; Maurizio Minicuci (Università di Padova) ha presentato il progetto “Scholares Vagantes” attivo nell’ateneo patavino, mettendo in luce la dimensione innovativa con cui il ciclismo può contribuire a valorizzare il lavoro scientifico; Margherita Cisani (Università di Padova) si è invece concentrata sul rapporto tra ciclismo e costruzione sociale del passaggio, con particolare attenzione alle questioni che riguardano il cicloturismo; infine Dario Minervini (Università di Napoli) ha presentato un articolato quadro teorico per studiare l’attività ciclistica basato sulla 'teoria della pratica', mettendo in evidenza i limiti delle analisi incentrate sui comportamenti individuali e sulle 'buone pratiche'.
Il secondo giorno il workshop ha preso avvio con una relazione di Carlo Mari (Università del Molise), incentrata sui meccanismi di funzionamento dell’industria della bicicletta, mettendo in evidenza il ruolo del marketing, i differenti attori che compongono il settore e i processi di segmentazione del mercato; Paolo Magaudda (Università di Padova) ha approfondito il recente processo di innovazione della bicicletta nel settore del ciclismo sportivo, ricostruendo in particolare la traiettoria di costruzione sociale della 'gravel bike'; Maria Cristina Caimotto (Università di Torino) ha sviluppato un'analisi dei discorsi e dei linguaggi che caratterizzano le discussioni pubbliche sulla mobilità ciclistica, soffermandosi su una riflessione dei linguaggi più funzionali per supportare la mobilità ciclistica anche nel contesto istituzionale; infine, Francesco Bonifacio (Università Cattolica di Milano) ha presentato i risultati di una ricerca sui 'rider’ ovvero i fattorini in bicicletta che lavorano attraverso le piattaforme digitali, mostrando le tensioni e i problemi che caratterizzano questa categoria lavorativa emergente.
Il workshop si è concluso con una tavola rotonda, durante la quale i partecipanti del network Bike&Society hanno discusso sugli aggiornamenti sulle iniziative collettive e i progetti futuri.