ANPI

Proposte didattiche 2018 - 2019

L’ANPI propone dei laboratori, tenuti da appartenenti all’associazione con una formazione storico-umanistica, gratuitamente, modulandoli sulle esigenze delle singole classi e in un rapporto di programmazione condivisa con gli insegnanti coinvolti. I laboratori possono evolvere ed essere modificati e rimodulati sulla base di tale esigenze; allo stesso modo, si possono programmare in maniera condivisa altri interventi e laboratori, da concordare con anticipo.


I. Il cinema della Resistenza

Parlare di « cinema della Resistenza » può, almeno all’apparenza, apparire come una contraddizione in termini. Il cinema italiano è attraversato in maniera disorganica dalla « questione » della Resistenza. Ci sono film che affrontano il tema in maniera parziale, come parte di una narrazione di più ampio respiro (ad esempio, lo Scola di Una giornata particolare dove filtra la questione del confino per gli omosessuali); ci sono lavori che, invece, mettono in scena storie e forme di Resistenza, a partire dal Neorealismo (si possono citare Roberto Rossellini, Florestano Vancini, Carlo Lizzani, tra gli altri). Allo stesso modo, alcuni registi propongono importanti trasposizioni cinematografiche di opere letterarie che meritano di essere studiate e riscoperte, anche in un’ottica comparatistica : si può citare Giuliano Montaldo per L’Agnese va a morire, Daniele Luchetti per I piccoli maestri, fino al recentissimo Una questione privata dei Fratelli Taviani, uscito in Francia nella primavera del 2018.

Ma non si tratta che di alcuni, sommari esempi.

La Resistenza al cinema si mostra nelle sue molteplici possibilità espressive, con rappresentazioni plurali che spaziano dalla ricostruzione di avvenimenti storici alla trasposizione di romanzi, spingendosi però, molto spesso, verso altre forme narrative. Il percorso proposto, che si modulerà sulla base delle esigenze didattiche della classe coinvolta, proporrà agli studenti di attraversare insieme alcuni aspetti del cinema della Resistenza, per dibatterne insieme in una dinamica laboratoriale che consenta di condividere con gli alunni riflessioni e impressioni. Non si tratterà, così, di un semplice corso di storia del cinema ma, al contrario, di un momento di riflessione condivisa che, a partire dalla narrazione cinematografica, consenta di trovare piste di analisi che aprano lo sguardo verso la storia e la costruzione della memoria della Resistenza nel secondo Dopoguerra.

2. Percorso sulla memoria degli Anni Settanta

Gli anni Settanta sono come circondati da una cortina di indicibilità, quasi eliminati dal dibattito pubblico. Eppure quel decennio, apertosi con la strage di Piazza Fontana, rappresenta un punto di rottura epocale nella storia della Repubblica. La formulazione di « Anni di Piombo » non riesce forse a contenere la complessità di un’epoca segnata senz’altro da una violenza politica diffusa e radicata, ma allo stesso tempo caratterizzata anche da una forte ritorno al politico, in anni in cui emerge un più forte desiderio di partecipazione e di condivisione di esperienze collettive.


L’approccio che si propone vuole distaccarsi da una trattazione nozionistica e cronologica, forse inutile per proporre uno sguardo critico sulla questione, ma passerà al contrario attraverso l’analisi di documenti archivistici, fonti documentarie, testimonianze, testi letterari, estratti di film ( per esempio Lizzani, Calopresti, il recente di Anna Rita Zambrano), canzoni ( da Pino Masi agli Offlaga Discopax) che consentano di proporre agli studenti una lettura critica degli anni Settanta attraverso soprattutto la riflessione sulla produzione artistico-culturale dell’epoca e dei decenni successivi, e sulle pratiche memoriali che sono state adottate nei decenni successivi, anche in un’ottica comparativa fra il caso italiano e quello francese.

3. Percorso sulla letteratura della Resistenza

L’Agnese va a morire di Renata Viganò (1949) non è soltanto uno dei primi romanzi che descrivono, senza filtri, l’esperienza della guerra antifascista, ma rappresenta anche un importante strumento pedagogico, che trasmette al lettore svariate informazioni di carattere storico sulla guerra civile resistenziale nella Pianura Padana.

A partire da questo testo chiave- la cui pubblicazione fu patrocinata da Natalia Ginzburg presso Einaudi alla fine degli anni Quaranta- si cercherà di affrontare, prediligendo soprattutto autrici, in molti casi messe in secondo piano dal canone, come la stessa Viganò, Giovanna Zangrandi, Lalla Romano, Ada Gobetti, la rappresentazione della Resistenza nello spazio letterario, in particolare nel romanzo italiano del dopoguerra. In questo modo, la classe potrà ragionare sull’autobiograf rapporto fra scrittura e militanza, oltre che sulle pratiche di memoria e di trasmissione che autori e autrici della Resistenza mettono in campo.

4. Percorso sulle donne della costituente


Anche utilizzando documenti e testimonianze archivistiche, si cercherà di ricostruite il contributo delle ventuno « madri costituenti » all’elaborazione della Carta, mettendo in luce i loro tracciati biografici e il loro modo di intendere l’impegno nella nuova geografia politica democratica, mettendo in seguito l’accento sulla partecipazione delle donne alla vita pubblica della nuova Repubblica.

Contatti:

Segretario ANPI Parigi - Jessy Simonini (jessy.simonini@gmail.com)

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Compte rendu rencontre Apirp- Anpi en juin 2018

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