Questa scuola è come un'esplosione fugace di creatività a Roma, un fuoco d'artificio che illumina la città prima del buio.
Fiorisce sotto Papa Clemente VII (da qui il nome), un breve ma intensissimo periodo (1523-1527) in cui Roma diventa il centro di un'arte febbrile, influenzata da maestri toscani come Rosso Fiorentino. È un Manierismo puro e concentrato, quasi ansioso. Le opere sono dinamiche, a volte scomode, con una "licenza dalla regola" che mette in crisi l'ordine classico. Tutto finì bruscamente con il Sacco di Roma del 1527, un evento traumatico che disperse questi artisti per tutta Europa, diffondendo il loro stile.
Parmigianino (Francesco Mazzola),è una delle personalità più importanti e influenti del Cinquecento, nonché uno dei maggiori artisti emersi dopo la scomparsa di Raffaello. Il Parmigianino è celebre per aver superato l'armonia classica del Rinascimento, introducendo uno stile caratterizzato da una grazia enigmatica e figure dalle proporzioni allungate e sinuose. La sua arte non era solo pittura, ma anche sperimentazione: fu un pioniere nell'uso dell'incisione e, negli ultimi anni, si dedicò con crescente passione all'alchimia, una ricerca che, secondo alcuni, lo distolse dai suoi impegni artistici e contribuì alla sua leggenda di artista tormentato. Esponente di spicco della maniera emiliana, fu un talento precocissimo costretto a fuggire dopo il Sacco di Roma, si stabilisce a Casalmaggiore dove, nel 1535, crea le sue opere più ricercate, tra cui il ritratto noto come Antea. L'identità della fanciulla resta oscura, ma il dipinto probabilmente ritrae una giovane nobildonna emiliana nell’occasione del proprio matrimonio.
Giulio Romano è stato una delle menti creative più prolifiche e versatili del Cinquecento, un vero e proprio "genio del Rinascimento". Allievo prediletto di Raffaello a Roma, ha ereditato la sua bottega e la sua eredità artistica, diventando a sua volta un maestro indiscusso, noto per aver portato l'arte verso le vette del Manierismo. Definito da William Shakespeare "quel raffinatissimo maestro italiano", è un artista che sorprende per la sua modernità, un visionario capace di creare mondi fantastici e illusioni spettacolari che anticipano il Barocco
La Sala dei Giganti è un'opera vertiginosa che mette in scena l'assalto delle creature mostruose al Monte Olimpo. L'opera è un'allegoria dell’inutile ribellione contro l'Impero di Carlo V, e celebra il trionfo dell'intelligenza e della civiltà sul caos. La pittura copre senza soluzione di continuità pareti e volta, eliminando la distinzione tra gli elementi architettonici, e crea una scena caotica, ipertrofica e centripeta. Al culmine della prospettiva illusionistica, Giove scaglia fulmini dal suo trono contro i Giganti. Le figure dei Giganti, che tentano invano di proteggersi, vengono travolte dalle cascate delle rocce che essi stessi avevano sollevato.