Spostiamoci a Praga, alla corte dell'Imperatore Rodolfo II d'Asburgo, un monarca ossessionato dall'alchimia, dall'astronomia e, naturalmente, dall'arte più sofisticata.
Lontano dalle tensioni romane, qui il manierismo si trasforma in qualcosa di iper-raffinato, quasi ermetico. La corte di Praga era un calderone di intellettuali e artisti virtuosi. È l'arte del collezionista ossessivo. Qui trovi una precisione maniacale, un'attenzione ai dettagli incredibile e soggetti che mescolano mitologia, allegoria e scienza. È un'arte destinata a pochi eletti, colta e preziosa, che celebra il potere e l'intelletto dell'imperatore stesso.
Giuseppe Arcimboldo è stato un pittore italiano del XVI secolo, nato a Milano nel 1526. Si formò come artista, lavorando su affreschi e come disegnatore di vetrate, come aveva fatto suo padre. Con lo sviluppo della sua carriera, divenne un importante pittore di figure e personaggi regali. Lavorò a Vienna e a Praga, dove fu pittore di corte dell'imperatore Massimiliano II e poi di suo figlio Rodolfo II.
I Quattro Elementi" di Giuseppe Arcimboldo (Aria, Acqua, Fuoco, Terra) sono serie di dipinti manieristi, commissionati dall'Imperatore Massimiliano II, che presentano figure allegoriche composte da elementi naturali e oggetti vari, simboleggiando l'armonia tra microcosmo (l'uomo) e macrocosmo (la natura) sotto il dominio asburgico. Queste opere, create dopo le più famose "Quattro Stagioni", usano animali, piante, strumenti da guerra (cannoni), e simboli araldici per formare ritratti di profilo, enfatizzando il potere e la complessità dell'impero attraverso metafore visive, ed esplorando temi come la caducità e la trasformazione.