"Cos'è la rapina di una banca di fronte alla fondazione di una banca?"
(Bertolt Brecht nell' “Opera da tre soldi”)
Portafoglio Signora I. M., 99 anni, primaria banca italiana - maggio 2026
Caso esemplare che dimostra il livello di “consulenza” che si riceve in banca, l’appropriatezza alla propria situazione, l’onnipresente e subdolo conflitto di interesse, la mediocrità degli strumenti venduti, la mala fede e la furbizia degli operatori.
Vedova senza figli, un fratello rimasto (con delega per operare), residente in casa di riposo, livello di conoscenza finanziaria molto basso.
Patrimonio investito: 250.000 €
A maggio del 2025 le vengono venduti la bellezza di 16 fondi comuni (tutti della casa).
A settembre 2025 vengono venduti al fratello delegato 2 fondi comuni e due certificati (tutti della casa) per complessivi 100.000 €. Peccato che non sia stato informato di tutto ciò (di solito una persona si accorge se qualcuno gli vuole far investire una somma simile) e non gli siano stati consegnati i relativi KID (documenti con le informazioni essenziali).
Il fratello scopre poi che ogni 3 mesi vengono addebitati 320 € sotto la voce “valore insieme” (servizio di “consulenza” mai richiesto e assolutamente improduttivo di benefici, almeno per i clienti).
La componente azionaria del portafoglio ammonta al 25%, un 5% è definito come “altro” (sono qui compresi anche i due certificati).
Tutti i fondi comuni eccetto due ad un anno sono sotto benchmark, a 5 anni tutti ampiamente sotto benchmark. Il costo di gestione annuo è dell’1.59%, pari a 3.457€.
I due certificati stanno perdendo 800 € su 20.000€ investiti e, salvo default dell’emittente, garantiscono il capitale solo alla scadenza quando la signora avrà 105 anni.
Si è dovuto richiedere il cartaceo del resoconto costi e oneri che ammonta a 4.734 €, in percentuale il 2.64%.
La percentuale di titoli di stato o sovranazionali all’interno dei fondi comuni ammonta a circa il 18% (45.000€).
Elementi negativi del portafoglio
1- Livello di rischio elevato sia come emittente (rischio gestore e rischio default per i certificati) sia come percentuale di azionario, data l’età della signora.
2- È stato spudoratamente ignorato l’orizzonte temporale della cliente.
3- Inefficienza di tutti i numerosi fondi venduti, tutti sotto benchmark.
4- Nessuna scelta conservativa del capitale in fase di tassazione successoria: 15.600 € sarebbero andati persi in tasse di successione.
5- I due certificati, sebbene a capitale protetto (ma garantito solo alla scadenza), sono comunque derivati, strumenti complessi non adatti e non compresi. Inoltre, da questionario MIFID del 2025, risulta che la signora ha una profilatura bassa. La profilatura di esperienza / competenza di maggio 2026 è risultata poi magicamente aumentata a medio / basso di loro iniziativa.
Richieste della cliente (maggio 2026)
Chiusura del servizio di “consulenza”.
Richiesta di esenzione dalle spese di uscita di due fondi comuni. Non accettata.
Richiesta di tetto massimo per le spese di negoziazione. Non accettata.
Comportamento del personale della banca
Il direttore ha definito come opinabili le seguenti tesi del sottoscritto:
- servizio di “consulenza” utile solo per la banca
- inefficienza dei fondi comuni
- pressioni commerciali a danno dei dipendenti bancari
- inutilità, costo e non appropriatezza dei due certificati
- tassazione successoria non di sua competenza
- i KID e il resoconto costi e oneri sono reperibili in home banking. Sanno benissimo che i clienti non vi hanno accesso non avendo mai richiesto le credenziali e password.
- Nessuna concessione a livello di costi, per questo è stato fissato un appuntamento con una direttrice ad hoc che la settimana successiva non si è presentata, la settimana dopo si è giustificata che non è stata lei a vendere quei prodotti (è arrivata solo a gennaio), poi però ha difeso senza ritegno l’operato dei colleghi: “ci sono tante banche, andate pure via …”.
- Ma la cosa più vergognosa è stato rendersi conto che, dopo l’incontro di maggio 2025, presenti la cliente, il fratello e il sottoscritto, è stato modificato, per iniziativa della banca senza rendercelo noto, il profilo di conoscenza ed esperienza portandolo da basso (il minimo) a medio basso.
Un’esperienza simile è stata vissuta a giugno 2025, filiale di Schio, patrimonio 480.000 €, questa volta “solo” 7 fondi comuni (costosi e tutti sotto benchmark), ma ben 10 certificati (sempre tutti della casa), una polizza ramo I e una ben più grande unit linked (seguirà dettagliata esposizione).
Stessa direttrice (non esattamente felice di rivedere il sottoscritto), stesso comportamento alla Ponzio Pilato, stesso atteggiamento difensivo di chiusura con l’aggiunta di aperta ostilità verso il sottoscritto.
Passi successivi (vera consulenza, nessuna vendita, nessun conflitto di interesse)
- Vendita di tutti i fondi comuni e dei certificati. Fatto.
- Spostamento in altra banca del patrimonio. Quasi ultimato.
- Sottoscrizione di soli strumenti esentati dalle tasse successorie (risparmio di quasi 17.000) con l’unico obiettivo di mantenere il potere d’acquisto. Quasi ultimato.
- Predisposizione di adeguata lettera di protesta alla banca, ad associazioni dei consumatori, a Plus 24 ore.
- Probabile ed auspicabile reclamo all’Arbitro delle Controversie Finanziarie a causa della vendita di certificati a cliente con livello di esperienza e competenza basso.
Portafoglio coppia di pensionati, 85 anni, primaria banca italiana - giugno 2026
Caso esemplare che dimostra il livello di “consulenza” che si riceve in banca, l’appropriatezza alla propria situazione, l’onnipresente e subdolo conflitto di interesse, la mediocrità degli strumenti venduti, la mala fede e la furbizia degli operatori.
Coppia con figli, livello di conoscenza finanziaria molto basso.
Patrimonio investito: 470.000 €
Composizione portafoglio
7 fondi comuni (tutti della casa), tutti sotto benchmark, per 130.000 €
10 certificati (tutti della casa) per complessivi 126.000 €. Non sono stati adeguatamente illustrati, non consegnati i relativi KID (documenti con le informazioni essenziali), spiegato solo l’efficienza fiscale (ma nessuna minusvalenza da recuperare). Prodotti complessi, non adatti ad investitori con scarse conoscenze finanziarie, costi elevati (soprattutto se comprati in emissione), poco liquidi e con spread elevati, a capitale protetto e condizionatamente protetto. Dopo un paio di anni dalla sottoscrizione sono ancora in perdita.
Polizza unit linked della casa per 165.000 €, molto costosa (2.6% annuali), poco redditizia, componente azionaria prevalente.
Polizza ramo I della casa di 30.000 €, molto costosa (1.5% annuali) e poco redditizia.
La componente azionaria del portafoglio ammonta al 36%, eccessiva, vista l’età della coppia con esigenze che non contemplano tale esposizione, peraltro assolutamente non conosciuta dalla coppia.
Tutti i fondi comuni sono sotto benchmark. Il costo di gestione annuo è dell’1.46%, pari a 1.900 €.
Si è dovuto richiedere due volte il cartaceo del resoconto costi e oneri che ammonta a 7.420 €, in percentuale l’ 1.58% (solo due certificati sono stati venduti nel 2025).
Resoconto mai inviato ai clienti, quando è stato richiesto la prima volta la cliente si è vista rispondere che ci sarebbe voluto un mese. Tornata con le figlie debitamente istruite, è stato stampato immediatamente, insieme alla profilatura MIFID, tenendo a precisare che non addebitavano loro il costo delle fotocopie …
Elementi negativi del portafoglio
- Livello di rischio elevato sia come emittente (rischio gestore e rischio default per i certificati) sia come percentuale di azionario, data l’età della coppia.
- È stato ignorato l’orizzonte temporale dei clienti.
- Inefficienza di tutti i fondi comuni venduti, tutti sotto benchmark.
- I 10 certificati, 6 a capitale protetto (ma garantito solo alla scadenza) e 4 a capitale parzialmente protetto, sono comunque derivati, strumenti complessi non adatti e non compresi. Inoltre, da questionario MIFID, risulta che il signore ha una profilatura bassa per cui è prevalente sulla profilatura media della signora e non la banca non avrebbe dovuto vendere loro i certificati.
- Polizze molto costose e poco redditizie con la unit linked molto esposta all’azionario.
Richieste della cliente (giugno 2026)
- Richiesta di esenzione dalle spese di uscita di due fondi comuni. Non accettata.
- Richiesta di tetto massimo per le spese di negoziazione. Non accettata.
Comportamento del personale della banca
La direttrice, già di mia conoscenza, ha avuto un atteggiamento assolutamente non collaborativo fino a diventare offensivo e ha mal tollerato la presenza di qualcuno a conoscenza dei metodi commerciali discutibili della banca, della composizione del portafoglio, dell’inefficienza e dei costi degli strumenti proposti, dell’inopportunità della vendita di certificati.
Il KID e il resoconto costi e oneri sono reperibili solo in home banking, e sono soliti inviare via posta solo gli estratti conto e le comunicazioni di minore importanza. La filiale sa benissimo che i clienti non vi hanno mai avuto accesso non avendo mai richiesto le credenziali e password.
Purtroppo per i clienti, la loro scarsa conoscenza dei mercati finanziari e l’eccessiva, infondata fiducia che ripongono in banche, promotori e assicuratori comporta rischi eccessivi e facilmente eliminabili, costi molto gravosi che conseguentemente comprimono i rendimenti.
L’onnipresente conflitto di interesse presente tra intermediari e clienti, la fame di commissioni e l’assoluta mancanza di etica professionale e umana portano a estrarre dai propri clienti il massimo lasciando loro, se va bene, solo le briciole tenendoli nell’ignoranza e in una completa mancanza di consapevolezza su come e dove sono trattati i loro risparmi.
Questo è molto grave e, citando le parole di uno storico report di Mediobanca sui rendimenti dei fondi comuni, ora soppresso, comporta la “distruzione di ricchezza del paese”.
Passi successivi (vera consulenza, nessuna vendita, nessun conflitto di interesse)
- Vendita di tutti i fondi comuni e dei certificati.
- Spostamento in altra banca del patrimonio.
- Sottoscrizione di obbligazioni singole governative e sovranazionali con l’obiettivo di mantenere il potere d’acquisto.
- Sottoscrizione di ETF obbligazionari corporate a scadenza, piccola percentuale di ETF azionari ed ETC per recupero minusvalenze.
- Predisposizione di adeguata lettera di protesta alla banca, ad associazioni dei consumatori, a Plus 24 ore.
- Probabile ed auspicabile reclamo all’Arbitro delle Controversie Finanziarie a causa della vendita di certificati a cliente con livello di esperienza e competenza basso.
Portafoglio Signora di 69 anni, rete di vendita di primario gruppo bancario italiano - giugno 2026