L’agroecologia è sempre più riconosciuta come un approccio integrale per affrontare i danni ambientali, sociali e planetari causati dall’agrobusiness. Promuove un sistema alimentare che applica principi ecologici all’agricoltura, valorizza chi produce, garantisce l’uso rigenerativo delle risorse naturali e rafforza il diritto delle persone a scegliere e conoscere cosa mangiano e come vengono prodotti gli alimenti.
Nonostante la sua importanza, permangono tre carenze negli studi sull’agroecologia:
L’agroecologia è stata analizzata soprattutto come scienza e come pratica, meno come movimento sociale.
Le conoscenze che i movimenti agroecologici producono per resistere all’agroindustria e costruire alternative sono poco esplorate nelle scienze sociali.
Lo studio del ruolo delle donne nello sviluppo dell’agroecologia e la distribuzione di genere nei processi di produzione della conoscenza rimangono marginali.
Il nostro progetto intende contribuire a colmare queste lacune.
Prospettiva decoloniale: esamina le conoscenze che i movimenti sociali utilizzano per resistere e sfidare i progetti moderni/coloniali che promettono benessere universale ma avvantaggiano una minoranza, peggiorando le condizioni di vita della maggioranza. L’approccio decoloniale evita di ridurre i movimenti sociali a meri oggetti di studio, riconoscendoli invece come agenti di conoscenza capaci di contribuire al dibattito scientifico e politico sulle alternative alla crisi climatica e alimentare.
Prospettiva di genere: analizza come le strutture culturali che creano disuguaglianze e collocano le donne in posizioni più svantaggiate rispetto agli uomini influenzino l’uso, la costruzione e la distribuzione della conoscenza sull’agroecologia.
Prospettiva geografica: studia i movimenti sociali attraverso l’approccio della costruzione del territorio in tre dimensioni: materiale, simbolica e organizzativa. In questo caso, il territorio si manifesta come uno spazio di costruzione di saperi e come un elemento che conferisce loro forme particolari.
Utilizziamo un approccio qualitativo basato su quattro strumenti principali:
etnografia digitale,
analisi dei contenuti,
interviste approfondite,
osservazione non partecipante.