"La tregua commerciale arriva in un momento in cui i dati confermano un fatto economico già noto in letteratura: i dazi non convengono a nessuno. Per chi li impone, infatti, si traducono in uno shock di offerta; per chi li subisce, invece, rappresentano uno shock di domanda”. L’analisi di Nicola Cucari, professore associato Sapienza Univeristà di Roma e Alessandro Cascavilla, Unitelma Sapienza su Formiche.net
Un nuovo rapporto del World Economic Forum e di McKinsey & Company (Making the Green Transition Work for People and the Economy) riporta il feedback di oltre 11.000 dirigenti in 126 paesi e identifica 3 barriere chiave alla competitività nella transizione verde:
Aumento dei costi dell'energia e delle materie prime: il 37% dei dirigenti segnala questo come un limite alla competitività, percentuale che sale a quasi il 50% nelle economie a basso reddito.
Incertezza e conformità normativa: il 36% cita come ostacolo la scarsa chiarezza o l'evoluzione della normativa, con maggiori preoccupazioni nei paesi ad alto reddito.
Lenti ritorni sugli investimenti: il 32% sottolinea i lunghi periodi di ammortamento e la limitata bancabilità dei progetti
La ricerca accademica può guidare davvero il cambiamento nelle imprese?
Oggi le aziende affrontano sfide complesse, dall’intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici fino alle turbolenze geopolitiche. Eppure, come evidenzia Tima Bansal su Financial Times , gli accademici restano spesso ai margini delle decisioni strategiche e ci si affida principalmente a consulenti.
Il problema non riguarda solo competenze o strumenti, ma la narrazione del ruolo dell’università e dei ricercatori. La conoscenza può trasformarsi in strumenti concreti solo quando accademici e manager lavorano insieme, definendo problemi e costruendo soluzioni in maniera condivisa. Oggi possiamo finalmente dare atto che qualcosa sta cambiando, anche in Italia. Ma il cambiamento parte dal singolo: da chi decide di dialogare, sperimentare e creare ponti tra ricerca e pratica.
La sfida è culturale e personale. Ognuno può contribuire a rendere la ricerca uno strumento vivo per innovare, trasformare e guidare le organizzazioni.
Ho rilasciato un commento sul Corriere della Sera.
«Quando la cultura aziendale è progressista ma l’ambiente politico è conservatore, prevale un atteggiamento difensivo. In un sistema dominato dalla volatilità economica e dalle tensioni geopolitiche, l’etica diventa negoziabile, sacrificata alla convenienza del momento». È un passaggio dal sogno dell’innovazione trasformativa a quello che potremmo definire un realismo adattivo.
La finanza sostenibile è un processo e non un traguardo. Essa rappresenta un laboratorio in cui si misurano le tensioni tra intenzione e risultato, tra narrativa e coerenza, tra opportunità economica e responsabilità sociale. I giovani, più di altri, percepiscono questa distanza e la trasformano in domanda di autenticità. Ne parlo su Formiche.net
E' possibile conciliare economia, spiritualità e impatto sociale in un modello evoluto di sviluppo?
Ne abbiamo parlato con Oscar Di Montigny , promotore della visione dell’economia sferica, un approccio che supera la logica del solo profitto per abbracciare quella del senso, della relazione e della responsabilità condivisa.
Negli ultimi mesi mi sono chiesto come integrare in modo utile, etico e responsabile l’AI nei percorsi universitari. Non per sostituire, ma per potenziare. Non per semplificare, ma per guidare meglio. È nata così l’idea di creare un chatbot a supporto dei tesisti, per offrire uno spazio di confronto sempre disponibile, capace di stimolare domande e a dare orientamento metodologico.
Non è (né vuole essere) un surrogato del dialogo con il docente ma è uno strumento in più. Nei prossimi giorni inizieremo a testare il prototipo e qualsiasi feedback/osservazione è più che benvenuta.