Regista e sceneggiatrice. Dopo una formazione prestigiosa, arricchita dal contributo di Ermanno Olmi, decide di trasferirsi in Sicilia, attratta dal fascino dell'isola che la seduce attraverso la meraviglia della luce, dell'aria, dei colori e dei sapori. Proprio in Sicilia sono ambientate numerose delle sue produzioni tra cui il suo primo grande successo Tano da morire, un lungometraggio in chiave ironica sul tema della mafia, presentato al Festival di Venezia e premiato con due David di Donatello e tre Nastri d'argento.
La regista ha dialogato con gli insegnanti in occasione dell'incontro di formazione rivolto all'analisi di uno dei suoi film, I baci mai dati. La pellicola, definita in tale occasione "un'operazione estetica", offre il ritratto di una Catania periferica e contemporanea che si riconosce nel quartiere di Librino, che la regista sceglie proprio per il suo straordinario disegno architettonico. Nel film trovano spazio l'educazione sentimentale, la dimensione del miracolo, il disincanto, la costruzione e la costrizione di un ruolo, la necessità del ri-conoscimento avvertita da tutti gli esseri umani, in particolare da quei ragazzi cui il progetto EduchiAmo al Cinema è rivolto.
Scrittore, regista, autore e traduttore, ha realizzato negli ultimi tempi spettacoli di successo tratti da testi di Leonardo Sciascia, di cui è nipote. In occasione del Centenario della nascita del celebre scrittore siciliano, Fabrizio Catalano coordina tutte le iniziative culturali promosse per ricordare colui che ha lasciato un patrimonio letterario di inestimabile valore, che rappresenta uno strumento di conoscenza del mondo e in particolare di quell'angolo del mondo che è la Sicilia.
Tra le sue più recenti pubblicazioni: Il tenace concetto. Leonardo Sciascia: la letteratura, la conoscenza, l'impegno civile (Ed. Rogas, 2021), Le viole dagli occhi chiusi (Ex libris edizioni, 2020), L'immaginario rubato. Senza arte, ogni società è indifesa (Ed. Rogas, 2019).
Proprio il tema dell'immaginario è stato l'oggetto dell'incontro tra i docenti e Fabrizio Catalano, che vede nel cinema un enorme mezzo di condizionamento, in grado di raccontarci cosa cambia nella nostra società, difendendo nello stesso tempo un'idea di cinema come enorme atto di libertà creativa.
Il duo comico, noto fin dai tempi dell'esordio a Zelig Circus, si è consolidato negli anni attraverso numerose esperienze che hanno reso Ficarra e Picone celebri e apprezzati dal pubblico giovane e meno giovane sia come protagonisti di numerosi film di successo sia come conduttori del programma televisivo Striscia la notizia.
Il loro primo film, Nati stanchi (2002), è stato proposto agli studenti coinvolti nel progetto come produzione che rappresenta in chiave comica lo stereotipo dell'uomo siciliano fannullone, che ama crogiolarsi nella sua inoperosità, sostenendo in tal modo quella "economia basata sul bar" che rappresenta uno dei tanti elementi dell'immaginario sulla Sicilia che il progetto di educazione al cinema intende portare alla luce ed analizzare.