L'incontro online con Salvatore Ficarra e Valentino Picone rappresenta una tappa significativa all'interno del percorso di costruzione di una cultura audiovisiva comune e di educazione all'immagine intrapreso con il progetto EduchiAmo al Cinema. La realizzazione dell'evento, tanto atteso e vissuto con trepidazione ed entusiasmo, ha consentito di rendere gli studenti protagonisti di un'esperienza diretta di contatto con il mondo del Cinema e dello Spettacolo.
Dialogando con i bambini delle scuole primarie e i ragazzi di scuola secondaria di I grado collegati dalle varie aule insieme ai loro insegnanti, i due famosi attori hanno fornito chiavi di lettura per comprendere meglio il linguaggio della comicità. Amplificando certi aspetti della realtà, costruendo caricature e dipingendo stereotipi in chiave ironica, il Cinema interpretato da Salvo e Valentino affronta tematiche serie (il controllo mafioso sulla città, la raccomandazione e i concorsi truccati, il disinteresse dei cittadini per la vita politica, i comizi elettorali costruiti su promesse impossibili nel film Nati stanchi) offrendo, al di là della risata, importanti spunti di riflessione. Le domande poste dai bambini e dai ragazzi, molte delle quali incentrate sulle "intenzioni" degli attori in merito all'immagine che essi tendono a veicolare della Sicilia e dei siciliani, hanno disvelato i germogli di un interesse che oltrepassa i confini del Cinema inteso come puro intrattenimento, accogliendo quei dubbi che alimentano il pensiero critico.
L'incontro dal titolo “Giovani e Media: il ruolo dei genitori” fa parte delle iniziative rivolte alle famiglie e a tutti coloro per i quali è importante accedere alla possibilità di incontrare degli esperti con cui interagire e instaurare una riflessione approfondita sul ruolo dei genitori e della scuola nell’educazione dei giovani all’uso consapevole dei Media. L’evento si è svolto in modalità telematica lunedì 19 aprile 2021 sulla piattaforma Meet di Google ed è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell'Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo. Hanno fornito il loro contributo, avvicendandosi con interventi e osservazioni e fornendo preziose chiavi di lettura ai numerosi partecipanti, Maria Filomia, Pedagogista esperta nelle relazioni educative familiari e docente di Letteratura per l’infanzia all’Università di Perugia, Andrea Fossati, Dirigente scolastico della D.D. “Landolina” di Misilmeri e Paola Macaluso, referente regionale del MED Sicilia. Erano presenti all'incontro gli insegnanti e i Dirigenti Scolastici di tutte le scuole coinvolte nel progetto in rete, a cui si sono aggiunti anche i colleghi dell'Istituto Comprensivo "S. Lucia" di Lipari e dell'Istituto Comprensivo "Paino Gravitelli di Messina, coinvolti per l'occasione.
Si è svolto in collaborazione con il MED (Associazione italiana di Media Education) il webinar formativo, inserito all’interno delle iniziative nazionali “Aprile 2021, mese della media education” e rivolto ai docenti, sull'utilizzo dei linguaggi multimediali e audiovisivi nella didattica. L'evento online, che ha coinvolto numerose scuole di diverse province, siciliane e non, ha rappresentato un'interessante opportunità di formazione per i quasi 300 docenti che con la loro partecipazione testimoniano un impegno e un interesse concreti da parte degli educatori verso le tematiche della media education e della didattica digitale integrata. Tra le scuole coinvolte, oltre ai quattro Istituti facenti parte del progetto in rete EduchiAmo al Cinema, anche l'Istituto Comprensivo "Santa Lucia" di Lipari e l'Istituto Comprensivo "Paino Gravitelli" di Messina. L'incontro si è aperto con il saluto e l'accoglienza da parte di Alessandro Greco, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo, scuola capofila, e di Gianna Cappello, presidente del Med, cui è seguita una riflessione sull'alta valenza e significatività del progetto da parte di Salvo Presti, che ne ha curato la direzione scientifica. Hanno dunque portato il loro contributo i quattro formatori, professionisti in diversi ambiti ma tutti accomunati da una grande preparazione, competenza e fervida passione nel campo dei linguaggi audiovisivi e della comunicazione in generale.
Davide Bennato (Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Sociologia dei media digitali e Sociologia digitale all'Università di Catania) ha incentrato il suo intervento sulla società digitale e le sue fondamenta, focalizzando l'attenzione sull'importanza dei dati e degli algoritmi che definiscono nel mondo della rete regole basate sull' ideologia di chi li progetta. Di grande interesse il valore attribuito alla Data Literacy come abilità di lettura dei numeri, utile per "comprendere meglio il mondo" ed effettuare scelte consapevoli favorite dalla possibilità di accesso, da una corretta interpretazione e da un uso critico dei dati. In riferimento all'uso dei linguaggi audiovisivi, il professor Bennato apre per i partecipanti un'interessante finestra sul "Cinema dei dati": in che modo la produzione cinematografica può avvalorare, attraverso opportuni spazi di riflessione, l'importanza della Numeracy? Attraverso percorsi narrativi che istruiscono e invitano a riflettere su meccanismi e fenomeni quali la rappresentazione dei frattali e la figura del quant (The bank, di Robert Connolly, 2001); deep fake ed effetti sociali delle simulazioni (Simone, di Andrew Niccol, 2001); sabermetrics, sport e approccio statistico (Moneyball, di Bennet Miller, 2011); mutui subprime, finanza comportamentale (La grande scommessa, di Adam McKay, 2015); data journalism e criminologia statistica (Il caso Spotlight, di Tom McCarthy, 2015). Un itinerario filmico lungo il quale i dati, inseriti in contesti professionali reali, rivelano tutta la loro etica, la loro importanza e l'impatto sociale che deriva dal loro utilizzo.
A seguire Renato Candia, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "Santa Lucia" di Lipari, espone una riflessione importante sulla reciprocità e complementarietà tra media education e digital education, utilizzando un esempio concreto: like e followers, ritenuti secondo l'approccio "tecnologico" dei ragazzi indicatori di successo e segni tangibili di visibilità, nel mondo dell' e-commerce non valgono nulla, se non in quanto inseriti in un sistema di relazioni. Contano nella misura in cui essi riescono ad agganciare il cliente in un acquisto. Ad ogni clic digitato sull'enorme tastiera del web dove tutto viene reso visibile, corrisponde una relazione che diventa, per la media education, campo di intervento privilegiato. L'educazione ai media è educazione ai prodotti mediali, che a loro volta raccontano la realtà. Avere coscienza dei contesti di consumo e di produzione, saper decodificare il senso di quello che vediamo, ci offre la possibilità di un approccio libero e critico sul mondo veicolato dai nuovi media.
Un approccio che è reso possibile solo superando il condizionamento imposto dalle immagini, come osserva Fabrizio Catalano, autore e regista, già ospite durante il ciclo di incontri formativi rivolti ai docenti coinvolti nel Progetto in rete EduchiAmo al Cinema. Interessante la sua analisi dei fenomeni di "riflusso verso l'irrazionale" che caratterizzano le varie epoche storiche caratterizzate dalla "delusione" per una serie di promesse non mantenute, l'accenno alla genesi e al carattere del simbolismo, da cui proviene molto del nostro immaginario (per esempio quello femminile, la cui iconografia ha ispirato molte delle produzioni filmiche americane). Il cinema, infine, come strumento di potere: le "citazioni", l'appropriazione di immagini concepite in epoche e contesti geografici differenti e riutilizzate non per trasmettere messaggi che somigliano a quelli originari, ma particolari visioni e rappresentazioni del mondo. Non si può quindi spiegare il cinema se non si acquisiscono e si trasmettono nozioni che riguardano l'immagine e soprattutto se non si trasmettono strumenti che ne consentano una lettura attenta e critica.
Il webinar si conclude con il racconto di un'esperienza didattica: English Cinema Lab, un'esperienza condivisa da Ermanno Romano, docente di inglese ed esperto di didattica del cinema in lingua. Interessante il focus sulla motivazione come strumento per l'acquisizione delle lingue, ma solo quando si basa sul piacere, e non sul dovere o sul bisogno. La motivazione basata sul piacere, che è quella su cui fa leva il cinema, elimina infatti il filtro affettivo e facilita quella che viene definita la Rule of forgetting, consentendo di distogliere l'attenzione dello studente dallo sforzo linguistico da compiere nell'atto della decodifica del testo. Il docente continua elencando i vantaggi dell'uso del linguaggio audiovisivo nella didattica, in particolare la facilitazione della comprensione del messaggio linguistico. Il cinema, infatti, offre un contesto in cui osservare un uso autentico della lingua, dal momento che rappresenta una situazione reale di comunicazione all'interno della quale si inseriscono numerosi elementi extralinguistici. Infine, un tributo al cinema come esperienza ricreativa in grado di regalare anche emozioni profonde. Paragonabile all'esperienza del sogno, in cui il desiderio inconscio si realizza simbolicamente, attraverso l'identificazione coi personaggi/archetipi. L'intervento si conclude con una serie di spunti e suggerimenti per un utilizzo proficuo del linguaggio audiovisivo nella didattica, interessanti, stimolanti e sicuramente validi poiché non basati su assunti teorici ma sperimentati su quel campo, che è l'ambiente di apprendimento, in cui passione ed esperienza si intrecciano e si alimentano.
Momento conclusivo del progetto EduchiAmo al Cinema, con la presentazione dei prodotti creativi scaturiti dalla visione e dall'analisi dei film. All'incontro, svolto in videoconferenza su piattaforma Google Meet e trasmesso in diretta sulla pagina Facebook dell'Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo, hanno partecipato i Dirigenti Scolastici delle quattro scuole della rete, il direttore scientifico del progetto Salvo Presti, le associazioni MED (Associazione italiana di Media Education) e Magico di Milazzo, i docenti e gli studenti di scuole primarie e secondarie di I grado che hanno avuto l'occasione di incontrarsi e condividere i propri lavori con tutti gli altri protagonisti di questo lungo e intenso percorso.