ACT IV. As Emilia helps Desdemona prepare for bed, the frightened woman sings of a maiden forsaken by her lover. Startled by the wind, she bids Emilia an impassioned farewell and kneels in prayer before retiring. As soon as she has dozed off, Otello enters through a secret door and kisses his wife. This wakens her, but the jealous man, deaf to her protestations of innocence, strangles her. Emilia knocks with news that Cassio has killed Roderigo; entering, she is horrified to find the dying Desdemona and summons Cassio, Lodovico and Iago, who escapes when his wife reveals his treachery. Realizing his tragedy, Otello pulls out a concealed dagger and stabs himself, dying upon a final kiss.
Mi parea. M'ingiunse
di coricarmi e d'attenderlo. Emilia,
te ne prego, distendi sul mio letto
la mia candida veste nuziale.
[Emilia eseguisce]
Senti. [con passione] Se pria di te morir dovessi
mi seppellisci con un di quei veli.
EMILIA
Sacciate queste idee.
DESDEMONA
Son mesta, tanto, tanto.
[sedendo macchinalmente davanti allo specchio]
Mia madre aveva una povera ancella,
innamorata e bella.
Era il suo nome
Barbara. Amava
un uom che poi l'abbandonò; cantava
un canzone: la canzon del Salice.
[parlante] Mi disciogli le chiome. . .
Io questa sera ho la memoria piena
di quella cantilena. . .
Piangea cantando
nell'erma landa,
piangea la mesta. . .
[come una voce lontana] O Salce! Salce! Salce!
Sedea chinando
sul sen la testa!
Salce! Salce! Salce!
Cantiamo! Cantiamo! il Salce funebre
sarà la mia ghirlanda.
[ad Emilia, parlante] Affrettati; fra poco giunge Otello.
Scorreano i rivi fra le zolle in fior,
gemea quel core affranto,
e dalle ciglia le sgorgava il cor
l'amara onda del pianto.
Salce! Salce! [come un'eco] Salce!
Cantiamo! Cantiamo! Il Salce funebre
sarà la mia ghirlanda.
[dolce] Scendean 'augelli a vol dai rami cupi
verso quel dolce canto.
[con espress.] E gli occhi suoi piangean tanto, tanto,
da impietosir le rupi.
[a Emilia, levandosi un anello dal dito] Riponi quest'anello.
[alzandosi] Povera Barbara! [parlante] Solea la storia
con questo semplice suono finir:
Egli era nato per la sua gloria,
io per amar. . .
[ad Emilia, parlante] Ascolta. [Emilia fa qualche passo] Odo un lamento.
Taci. Chi batte a quella porta?
EMILIA
E il vento.
DESDEMONA
[dolce] Io per amarlo e per morir. . .
[dolcissimo] Cantiamo! Cantaimo!
[come una voce lontana] Salce! Salce! Salce!
Emilia, addio. Come m'ardon le ciglia!
È presagio di pianto. Buona notte. [Emilia si volge per partire.]
[con passione] Ah! Emilia, Emilia,
[Emilia ritorna e Desdemona l'abbraccia] addio, Emilia, addio! [Emilia esce]
Ave Maria, piena di grazia, eletta
fra le spose e le vergini sei tu,
sia benedetto il frutto, o benedetta,
di tue materne viscere, Gesù.
[dolce] Prega per chi adorando a te si prostra,
[dolce] prega nel peccator, per l'innocente,
e pel debole oppresso e pel possente,
misero anch'esso, tua pietà dimostra.
Prega per chi sotto [animando] l'oltraggio piega
la fronte e sotto la malvagia sorte;
[dolcissimo] per noi, per noi tu prega, prega
sempre e nell'ora della morte nostra,
prega per noi, prega per noi, prega.
[Resta ancora inginocchiata e appoggiando la fronte sull'inginocchiato io ripete mentalmente l'orazione di cui non s'odono che le prime e le ultime parole]
Ave Maria. . .
nell'ora della morte.
Ave!. . .Amen!