Intendiamo qui precisare che il comitato non ha nessuna forma di pregiudizio contro la Fileni. Apprezziamo sicuramente le sue legittime aspirazione di crescita.
Tuttavia, manifestiamo con franchezza il profondo rammarico per l'atteggiamento assunto in questa vicenda.
In primo luogo, c'è stato a nostro avviso il tentativo di far passare l'approvazione di un progetto di notevoli dimensioni per vie ordinarie.
In secondo luogo, riteniamo che un'azienda rispettosa del territorio debba studiare strategie alternative di crescita che rispettino la natura della zona in cui va ad operare.
Terzo, invitiamo i vertici a guardare al di là della riduzione dei costi e del perseguimento del profitto. La ricerca del profitto è un buon obiettivo imprenditoriale quando esso corrisponde alla creazione di reddito. Non lo è più quando esso prefigura una mera ridistribuzione del reddito. L'operazione che si sta conducendo ci sembra appartenere a questa seconda categoria. Le centinaia di migliaia di euro risparmiate dall'azienda avranno come contropartita una riduzione del reddito delle attività produttive e ricettive della zona e avverranno a scapito della salute e del benessere dei cittadini.
Riteniamo anche che sia ora di smetterla di valorizzare soltanto i (presunti) benefici che il territorio ha avuto dalle imprese presenti nella zona. In una valutazione che valorizzi anche i vantaggi che esse hanno ricevuto dal territorio, l'ago della bilancia non penderebbe così nettamente verso le aziende come si è soliti pensare.
Confidiamo nel fatto che il management dell'azienda sia sensibile anche a queste problematiche.