Emiliano Liberati (commento facebook dell'11 luglio 2011 ore 15:37)
Sarebbe utile valutare quella che è la situazione complessiva del nostro territorio, che da tempo perde occupazione e prospettive di sviluppo. Cavalcare una facile protesta senza tener conto di tutto questo credo che sia abbastanza miope. La Carnj Coop ad oggi è l'unica realtà imprenditoriale in crescita ed in grado di produrre nuovi posti di lavoro. Sono perciò favorevole a questo nuovo impianto, con l'invito (ovviamente) a vigilare sul rispetto di tutti i vincoli esistenti a livello normativo, ma tenendo conto di quanto possa essere importante consolidare una realtà produttiva di questo livello, a salvaguardia di migliaia di lavoratori, anche dell'area cingolana.
Comitato
Caro Emiliano,
ti ringraziamo per contribuire alla discussione. Siamo sicuramente aperti al dialogo soprattutto se costruttivo e foriero di nuovi elementi che ci consentano di focalizzare gli aspetti rilevanti della vicenda.
Non è nostra intenzione "cavalcare la protesta", anche se facebook si presta facilmente a questo scopo.
Per evitare questo, abbiamo da alcuni giorni predisposto questo sito internet.
Ovviamente occorre avere un po' di tempo e pazienza per leggere i vari articoli.
Riassumo in breve il contenuto della sezione "messaggio a Fileni".
Innanzitutto siamo contenti che l'azienda abbia avuto dei risultati che sono in controtendenza con l'andamento economico generale.
Riteniamo però che l'azienda deve rispettare il territorio in cui si insedia.
Il rispetto dei vincoli normativi di cui parli non ci sembra sufficiente. Si tratta secondo noi di una scelta difficilmente reversibile che lega il nostro territorio eccessivamente al settore avicolo. Il futuro è incerto e rischioso, ma il rischio si controlla diversificando. Dunque, cerchiamo di crescere in modo equilibrato riservando un futuro anche alle altre attività (ricettive, ricreative, produtive, agricole ecc.).
Purtroppo, il comitato non ha dati dettagliati su quanti cingolani lavorano nell'azienda, dunque, non sappiamo quanto grande sia stato il canotto di salvataggio fornito dall'azienda per il nostro territorio. Ad ogni modo, se sbilanciamo troppo la nostra struttura produttiva, potremmo trovarci senza canotti di salvataggio in futuro nella malaugurata ipotesi il settore in cui opera la Fileni dovesse subire una flessione (abbiamo già assistito a questa eventualità in passato).
Insomma, per noi l'azienda può e deve crescere, ma lo faccia almeno senza costruire impianti classificati come "insalubri di prima classe"!
Emiliano Liberati (commento facebook dell'11 luglio 2011 ore 19:47)
Caro Comitato, forse ignori quanti cingolani fanno richiesta quotidiana di entrare in questa azienda .... ed in tempo di vacche magre credo che le aspirazioni contino un po' meno della sopravvivenza, perchè di questo si tratta ... se poi qualcuno cerca lavoro sperando di non trovarlo, beh ... questa è un'altra cosa. Comunque, se ritenete che siano utili attività più elitarie, muovetevi e cercatele ... ma mi pare che proprio Cingoli, se questa è la mentalità di alcuni, non sia proprio il luogo ideale
Comitato
Caro Emiliano,
le frasi lasciate in sospeso non agevolano l'interpretazione del tuo pensiero. Ad ogni modo, leggendo tra le righe, le tue parole sembrano sostenere una visione di breve termine e un orientamento involutivo piuttosto che evolutivo. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese sviluppato e crediamo che il futuro dei paesi come il nostro sia nel terziario avanzato, nell'alta tecnologia, nei prodotti ad alto valore aggiunto, nella salvaguardia dell'ambiente ecc.
Coltivare le aspirazioni dei nostri giovani anche in tempi di vacche magre è fondamentale. Quanto al tuo invito di crecare altre opportunità, ti facciamo notare che è proprio quello che stiamo facendo con questa nostra mobilitazione. Ad ogni modo, il ruolo di orientare la futura vocazione di un territorio è prevalentemente dei politici locali. Nella passata campagna elettorale, la valorizzazione del territorio è stato un argomento di una certa rilevanza. Riteniamo dunque che l'eventuale costruzione di sette capannoni sia in netta controtendenza con l'orientamento pre-elettorale della nostra classe dirigente(questo ovviamente se si pensa che i programmi su cui si giocano le campagne elettorali rimangono validi anche dopo le elezioni).