"Aria Libera"
Brano scritto in memoria di Pecchi Giovanni morto a meno di 18 anni nel Campo di lavoro e prigionia di Dresden nella primavera del 1944. Registrazione effettuata in occasione della Giornata della Memoria, il giorno 1 febbraio 2026.
Testo, musica, voce, chitarra di Luisa Benatti, al sax Roberto Trabatti.
Musica di sottofondo alle immagini iniziali è stata generata da Suno A.I.
Questo video contiene testimonianze raccolte grazie ad ANED (Associazione Nazionale ex Deportati) e ANPI
Il brano "Oh Carlo" (Testo e Musica di Luisa Benatti) è ispirato alla storia di Marchetti Carlo nato nel 1911 a Cascina Vigana di Massalengo da padre mugnaio e madre casalinga. (Fonte: “Le belve son più umane” di Roberto Bassi) . La figura di Carlo viene descritta come di un gran lavoratore, generoso e solidale con i più deboli, che nel 1944 viene picchiato, arrestato, deportato per aver raccontato all’Osteria di un torto subito da parte di un collaborazionista dei tedeschi tale Gigi Baggi, in occasione di una vendita di cavalli. Viene picchiato e prelevato dalla piazza del paese, arrestato, portato alle carceri di Lodi (Cagnola), trasferito a San Vittore, poi a Bergamo e deportato in Germania. Ci racconta inoltre del ricatto subito dalla sorella Rosalinda che viene posta davanti ad una scelta che la sua etica le impone di rifiutare…. Sottostare ad un gerarca nazista per ottenere la liberazione del fratello… Ella dovrà convivere con dolore e rimorsi….
Video registrato il 24 gennaio 2026 all'Auditorium di Massalengo (LO) in occasione della Giornata della Memoria.
Voce, Chitarra: Luisa Benatti Sax: Roberto Trabatti
"Max Josef Metzger" Testo, Musica, Chitarra, Voce, Tastiere, Basso, Drum Machine: Luisa Benatti.
Questo brano è ispirato al racconto "Max Josef Metzger" Tratto dal libro "La lama e la croce" di Francesco Comina.
Max Josef Metzger (1887-1944) morì ghigliottinato come martire "per la pace del mondo e l'unità della Chiesa ". Ordinato sacerdote nel 1911, fu cappellano dell'esercito tedesco durante la Prima Guerra mondiale. Tornò dal fronte con la convinzione che il più grande servizio che la Chiesa era chiamata a compiere era quello al servizio dell'unità tra gli uomini, di cui l'unità tra i cristiani doveva essere il primo indispensabile passo. Scrisse a Pio XII una lettera profetica in questa direzione, prefigurando la necessità della convocazione di un concilio ecumenico. Nel 2006 sono iniziate le pratiche per la causa di beatificazione.
(FONTE: https://www.padreplacidocortese.org/cortese/)
Ringraziamenti: Bridgeman Images per l'immagine di copertina: "Guerra alla Guerra (1924) di Kathe Kollwitz, pittrice-scultrice.
"Scendi e dì di no!" Testo, musica, chitarra, voce, tastiere, basso, Drum Machine: Luisa Benatti.
Brano ispirato al racconto "Franz Jägerstätter" tratto dal volume "La lama e la croce" di Francesco Comina. Franz Jägerstätter (20 maggio 1907 – 9 agosto 1943).
Contadino austriaco abitante di un borgo troppo piccolo per avere un ufficio postale (Sankt Radegund), Franz è sposato e padre di due bambini. Nel 1938, quando la maggioranza degli austriaci vota in favore dell'annessione alla Germania nazista, Franz, trentunenne, esprime l'unico voto di dissenso del villaggio. Come ogni uomo austriaco abile alla leva, è chiamato a prestare servizio militare: la cartolina di richiamo giunge nel febbraio del 1943, quando la figlia maggiore ha cinque anni. Ignorando il consiglio del parroco, del vescovo e di molti altri, si rifiuta di indossare la divisa militare, e per questo viene immediatamente messo in carcere. Chi ricopre posizioni di autorità politica gli offre la possibilità di un servizio che non richieda di dover combattere, ma Franz, dopo averci riflettuto, risponde che non è possibile per lui indossare l'uniforme, indipendentemente da quelle che siano le sue responsabilità individuali. Questa decisione gli costa la condanna a morte: il 9 agosto del 1943, all'età di trentasette anni, viene prelevato dalla cella in cui era chiuso, nella prigione di Brandeburgo a Berlino, e viene decapitato.
(FONTE: https://www.monasterodibose.it/ospitalita/...)
L'immagine di copertina è stata scaricata dal sito ARCHEOME