Restauro scientifico Villa Verlicchi a Lavezzola

Il progetto prevede il restauro e la rifunzionalizzazione di Villa Verlicchi e del relativo giardino, tutto di proprietà del Comune di Conselice, da eseguirsi tramite un finanziamento per ¾ della regione Emilia Romagna (tramite bando di assegnazione di GAL Delta 2000) e per ¼ dal Comune di Conselice. I lavori dovranno terminare entro l’anno 2019.

Il progetto è stato realizzato da un gruppo di progettazione composto da Arch. Cristina Bucchi (capogruppo), Ing. Giulio Graldi (strutture), P.I. Michele Coatti (impianti e antincendio) e Arch. Giampaolo Silvestri (coordinamento sicurezza), con la consulenza del Geologo Raffaele Brunaldi e dell'Arch. Michele Bondanelli.

Villa Verlicchi, realizzata nella seconda metà dell‘Ottocento da Antonio Compagnoni viene acquisita nel 1934 da Marcello Verlicchi. Nel 1975 viene acquistata dal Comune di Conselice, completamente ristrutturata e utilizzata dal 1976 al 2008 come asilo nido comunale. Dal 2008 è poi rimasta inutilizzata dopo la costruzione di un nuovo asilo a pochi passi dal sito in oggetto.


Si prevede la creazione di una struttura ad hoc di servizi pubblici con spazi espositivi temporanei e permanenti (collezione di libri d’artista del Comune di Conselice: C.A.B.A. Conselice-Art-Book-Archive), culturali, informativi e di aggregazione per il tempo libero e lo sport. A tal fine si sono individuate alcune associazioni sportive e di volontariato che prenderanno la sede in Villa Verlicchi fra cui l’associazione a valenza regionale (Centro in Romagna Ricerca Arte Contemporanea - CRAC) e l’Associazione Sportiva Lavezzolese.

Il giardino all'italiana di Villa Verlicchi

L'instaurarsi di specie alloctone (ad es. abeti e cipressi) e infestanti (prevalentemente edera) hanno portato in alcuni casi alla morte delle piante preesistenti per mancanza di luce (siepe di bosso) e al soffocamento di altre come ad esempio le 4 magnolie originarie.

Il progetto di restauro approvato dalla Soprintendenza prevede il ripristino del giardino all’italiana, caratteristica di molte dimore storiche dell’epoca, caratterizzato da geometrie, simmetrie e specularità degli elementi con adozione di forme geometriche precise, ordinate e rigorose, nonché alla presenza di siepi geometriche di bosso e statue. Il bosso è una delle piante più indicate a causa della longevità delle stesse e della lenta crescita, il che evita continue e ripetute operazioni di potatura.

Il restauro quindi di questa area dovrà passare attraverso l'estirpazione di gran parte delle piante, soprattutto quelle ad alto fusto, non originarie né di pregio e che soprattutto non permettono l'arrivo della luce fino a terra e quindi impediscono la crescita sia delle siepi di bosso che dell’erba. All’interno delle specchiature del giardino formale all’italiano rimarranno pertanto le 4 magnolie ed i due tassi originari.


elaborazioni grafiche di Simone Nerini

I lavori sono iniziati il 28 maggio 2019 e devono concludersi entro l'anno.