La storia della banda di Porto S. Stefano comincia più di un secolo e mezzo fa, ancor prima del 12 Maggio 1842, giorno in cui, oltre ad inaugurare la diga di Orbetello, Leopoldo II firma il “Dispaccio Sovrano, da aver vigore il primo Gennaio 1843”, con il quale dichiara il Monte Argentario “comunità separata” da Orbetello e nomina gonfaloniere il Cavalier Sebastiano Lambardi.

Risale proprio a quei giorni una delle prime testimonianze della presenza di una banda a Porto S. Stefano, datata 8 Maggio 1842, giorno in cui Leopoldo II visitò la “Grotta degli Stretti”, che era stata scoperta l’anno precedente durante i lavori per la costruzione della diga di Orbetello; la visita del Granduca, infatti, fu accompagnata dalle note della filarmonica di Santo Stefano, come riportato dal gonfaloniere Lambardi nel suo libro “Memorie sul Monteargentario, ed alcune altre sui paesi prossimi” – volume II:

"Li 8 Maggio 1842 Leopoldo II visitò quello speco,
e volle sopra fragile zatta tragittare il laghetto. Mentre compiacevasi ad esaminarlo le flebili note del celebre Rossini nel suo Mosè "Dal tuo stellato soglio ec." eseguite dalla filarmonica di Santo Stefano, nascosta nei dirupi, fecero echeggiare per la prima volta l'asilo della notte e della quiete. Il principe ne ripartì soddisfatto".

Un’altra testimonianza dell’esistenza di una banda santostefanese, ci arriva direttamente dal Prof. Francesco Fanciulli (1853 – 1915), illustre santostefanese che, dal 1892 al 1897, fu Direttore della Marine Band, unica banda autorizzata a suonare alla Casa Bianca. Egli, in un’intervista rilasciata al The Washington Post, apparsa il 30 Settembre 1894, racconta che due suonatori girovaghi arrivarono a Porto S. Stefano nel 1862 e fondarono una società filarmonica che comprendeva non solo una banda musicale, ma anche una piccola orchestra.

Nel 1884 Carlo Scarabelli, nel suo libro “Porto S. Stefano di Monte Argentario”, scrive che la banda del paese veniva addirittura chiamata “Concerto”, ed era diretta da Carlo Sturmann, che inoltre insegnava musica insieme a Calcedonio Fanciulli, fratello del più famoso Francesco.

Dopo un periodo di interruzione delle attività musicali, il Maestro Giuseppe Ivo Baffigi (1899-1977) viene chiamato a Porto S. Stefano per ricostituire la banda di Monte Argentario, nel 1934; egli si trova così alla guida del Complesso Bandistico "G.Puccini", composto da circa settanta elementi. La Banda, costretta ad una nuova pausa, questa volta a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, viene ricostituita da Baffigi stesso al termine del conflitto.

Il 18 Aprile 1960, attraverso le strade del paese, sfila per la prima volta la Banda Caratteristica “La Refola”; questa era nata come la “banda del Rione Valle”, ma era praticamente  amata da tutti i santostefanesi, di qualsiasi rione essi fossero. Divise variopinte e un’incredibile varietà di singolari strumenti erano le particolarità che contraddistinguevano questa banda dalle altre. La Refola, che vanta un calendario ricco di uscite sia in tutta Italia che all'estero, è sempre stata diretta da Pietro Orsini e venne definitivamente sciolta nel 1990.

Tre anni dopo, nel 1993, viene finalmente costituita la Banda Comunale “Giuseppe Ivo Baffigi” che, inizialmente diretta dal Professor Sergio Baffigi, figlio di Ivo, continua la sua attività sotto la guida del Maestro Alessandro Alocci dal 1994. Oggi la banda è formata da una quarantina di appassionati elementi, molti dei quali facevano parte della Refola e alcuni addirittura del Complesso Bandistico “G.Puccini”.

Francesca Birardi
Flauto traverso e Ottavino della Banda "G. Ivo Baffigi"


Riferimenti bibliografici:
Birardi F.
, Fanciulli Their Hero. Arcidosso, Edizioni Effigi,
Lambardi S.
, Memorie sul Monteargentario ed alcune altre sui paesi prossimi, Volume II, Arnaldo Forni Editore, 1974.
Nuti R.
, Carlo Palombo figlio dello "scoglio", Edizioni La Marina, 2004.
Scarabelli C.
, Porto Santo Stefano di Monte Argentario, Roma, 1884.