Giuseppe Ivo Baffigi nacque all’Isola del Giglio nel 1899. Figlio di agricoltori, da bambino passava il suo tempo in campagna a far pascolare le capre. Durante quelle ore di solitudine, giù per i pendii scoscesi dell’Isola, a contatto con quella natura meravigliosa e selvaggia, si costruiva gli zufoli di canna con i fori attraverso i quali uscivano suoni diversi.

Questa sua predisposizione per la musica fu notata dalla sua maestra e in famiglia fu deciso di mandare il bambino ad imparare a suonare il clarino dal maestro capobanda. A quei tempi all’Isola del Giglio, il ballo domenicale era l’unico passatempo, come un rito, al punto che il Prete conciliava gli orari dei Vespri pomeridiani con l’inizio della festa. Era naturale che la cultura musicale di Baffigi affondasse le sue radici nei ritmi dei ballabili classici: valzer, polke, mazurke, etc.

Iniziò così a comporre motivi, spesso velati dalla malinconia del tono minore, invasi da una struggente tenerezza pur nella loro semplicità armonica. Un filone romantico, dunque, di un’incredibile freschezza. Durante la guerra del ‘15-‘18 viene arruolato, appena diciottenne, con i ragazzi del ‘99; il suo clarino lo salvò dal Piave perché grazie alle sue doti musicali fu chiamato a suonare nell’orchestra della corazzata “Andrea Doria”. Dopo il congedo si fece dare un po’ di soldi dal padre e si recò a Napoli dove prese alcune lezioni private di clarino dal maestro Nino Bixio.

Durante uno dei suoi ritorni dall’Isola conobbe la “maestrina siciliana” di cui si innamorò e che in seguito diventò la compagna della sua vita. Questo incontro fu determinante; la signora Annetta lo spinse agli studi più seri di armonia e contrappunto. Fu Direttore dei corpi bandistici di Giglio Castello e Giglio Porto, dedicandosi anche alle composizioni di musica per banda. Prima della Seconda Guerra Mondiale fu incaricato di ricostituire la banda nel Comune di Monte Argentario; per cui si trasferì con la moglie e i suoi due figli, Wilma e Sergio, a Porto S. Stefano, dove aprì la scuola comunale di musica. Il maestro Baffigi aveva doti comunicative, una grande pazienza e un entusiasmo tali da coinvolgere un gran numero di allievi: infatti dopo soltanto un anno dall’apertura della scuola ci fu la prima uscita del corpo musicale bandistico che vantava ben ottanta elementi.

Durante questo periodo egli non trascurò i suoi studi musicali e sotto la guida di valenti maestri, si diplomò in composizione, strumentazione e direzione per banda all’Accademia Filarmonica di Bologna, con ottimi voti. Iscrittosi alla SIAE, la sua attività di compositore lo vide partecipe e vincitore di numerosi concorsi, compresa l’edizione del 1940 del Festival di Piedigrotta a Napoli, dove fu scelta tra le vincitrici la canzone “Lontano sei tu…”.

Il secondo conflitto mondiale era alle porte e lo obbligò ancora ad indossare la divisa dell’artiglieria marittima. Fu un solco doloroso: un inferno dal quale uscì fuori stanco, scoraggiato e sfiduciato. E così tra le macerie fumanti dell’Argentario raso al suolo, la popolazione, rimboccandosi le maniche, ricostruì il paese e fu rimessa in piedi anche la Banda musicale. Contemporaneamente il maestro Baffigi insegnava educazione musicale nei corsi di Orientamento e nelle Scuole Medie, anche coinvolgendo i ragazzi nell’organizzazione di spettacoli che venivano rappresentati non solo a Porto S. Stefano ma anche nei paesi limitrofi.

Fu un uomo pieno di umanità e generosità che prestò la sua opera anche in Enti filantropici: fu presidente della Croce Rossa e dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.Morì nel 1977 a 78 anni a causa di un’affezione circolatoria che lo affliggeva da tempo; la popolazione accorse in massa a rendergli l’ultimo saluto mentre la banda intonava una sua marcia funebre.Il maestro Baffigi ha al suo attivo numerose composizioni edite ed inedite che comprendono brani di musica leggera, marce sinfoniche e religiose e due operette per ragazzi. Dai bollettini della SIAE risulta che la sua musica fa ancora il giro del mondo.


Wilma Baffigi
Presidente della Banda "G.Ivo Baffigi"