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Il sogno di una vita ....diventa realtà !!!
1° ottobre 2001 si parte per il Perù da Roma! Prima tappa a Madrid,dove incontriamo i nostri compagni di viaggio di Pindorama : Daniela, Angela & Andrea.
In 21 giorni abbiamo visto Lima (8 milioni di abitanti) :una città ,un delirio !!!Traffico e clackson impazziti ma anche un mondo di colori (caratteristica di quasi tutti i paesi latino-americani)! Nella metropoli peruviana non ci sono molti grattacieli. Le case sono basse:un piano al massimo da cui fuoriescono gli spuntoni metallici del cemento armato. Si costruiscono fondamenta e primo piano. Il resto solo se ci sono i soldi. In molti posti si ha la sensazione di baraccopoli eppure quello che colpisce non è la povertà quanto l'esplosione di colori ovunque.
Poi abbiamo visitato Lima, Cuzco (l'ombelico del mondo,centro nevralgico della cultura Incas), Machu Picchu (e altri siti archeologici), Puno ,il lago Titicaca con pernottamento sull'isola di Amantanì di cui ricordo la notte stellata più bella che io ricordi) e dulcis in fundo ,Nazca (con le sue misteriose linee).
Tre settimane sono il minimo sindacale richiesto per viaggi di questo tipo.
2 ottobre 2001
In pullmino in giro per Lima. Dopo il viaggio estenuante di ieri ,l'increscioso disguido dello zaino di Laura (nello scalo madrileno era stato smistato verso l'Ecuador) e una notte allucinante con i martelli pneumatici sotto la finestra , incontriamo i nostri compagni di viaggi nella sala della colazione dove ci raggiungono i referenti culturali di Pindorama.
Il Museo di Antropologia di Lima è stato interessante non tanto per il materiale esposto in sè quanto per il fatto che Carla , la nostra guida museale, ci ha spiegato con passione le differenze tra le varie culture peruviane dell'antichità creando un utile preambolo a tutte quelle vestigia che avremmo visitato nei giorni seguenti.
Un mare di bambini (scolaresche in gita) in uniforme scolastica e sorridenti con i turisti.
Visitiamo Miraflores, la terrazza sul Pacifico. Un quartiere residenziale molto ricco non dissimile da quelle zone per nababbi che si vedono nelle metropoli statunitensi. Una bella vista sull'Oceano si ha anche dal quartiere Barraneo, un posto dove gli artisti ,soprattutto musicisti, vanno spesso.
Con il pullmino raggiungiamo il centro di Lima visitando tre chiese (una è la cattedrale) ma nessuna di esse ci "gusta mucho". Nicchie con santi dai vestiti dorati .Barocco come se piovesse.
A pomeriggio inoltrato Elizabeth ,la nostra dolcissima guida, ci conduce all'Aeroporto per recuperare lo zaino di Laura. Non manca nulla , la disavventura è finita.
Lima non è una bella città. Molto caotica e rumorosa è coperta da una perenne foschia ..un clima veramente oceanico.
3 ottobre 2001
Con noi c'è Angel , un viso gioviale caratteristico sì dei paesi andini ma con più gioia negli occhi (si vede che è abituato a parlare e a confrontarsi con stranieri)...dei tre tutor (Elizabeth e suo marito Percy ) , Angel è quello che ci da una lettura molto più politica della realtà peruviana . D'altra parte oggi si visita Villa San Salvador, a sud di Lima, un villaggio -realtà autogestito secondo un modello socialista in cui la gente ha trovato lavoro e ognuno fa qualcosa per la comunità.
A Villa San Salvador , Fidel e Ricardo i referenti locali ci hanno condotto per questa città di 365.000 abitanti in cui il problema fondamentale è l'acqua ! La zona ,pur vicina all'Oceano ha in realtà un clima desertico. I più fortunati hanno l'acqua due volte a settimana , altri devono approvvigionarsi da un camion cisterna . Nonostante ciò i cittadini hanno messo su un sistema di riciclo acqua che permette di irrorare un giardino che da un po' di decoro (estetico) al luogo.
Visitiamo anche il cimitero e la lapide posta a ricordo di una maestra , colpevole di aver tradito la causa dei guerriglieri marxisti-maoisti di Sendero Luminoso e perciò ferocemente uccisa dalle donne dei senderisti .
Dalla'alto Villa S.Salvador sembra un'enorme distesa di scatolette colorate buttate da un aereo. E' un deserto di sabbia dove gli uomini hanno costruito le loro case ponendovi sopra la bandiera del Perù , come dire "Noi siamo qui". Quanti bambini per le "strade" -ossia vicoletti sterrati e polverosi- ,vestiti di streacci ,con le guance sporche e occhi tristemente languidi eppure sorridenti... li vediamo dal pullmino , la voglia è di scendere e giocare con loro ma loro sono un'altra cosa!Ci divide un oceano, una storia ,una civiltà! Ricchi e poveri ;così è diviso il mondo.
Salutiamo Fidel e Ricardo (con loro Villa San Salvador) e ci dirigiamo verso sud, a 30 km da Lima , dove sorge una zona archeologica che si chiama (in lingua quechua) Pachacamac. Ci piacciono i nomi in questa lingua. Sembra di masticarli ,come le foglie di coca. E' la loro lingua, quella precolonialr, degli indigeni. Un forte simbolo di appartenenza. Durante il pranzo al ristorante adiacente il sito , vediamo i primi Lama che brucano legati a guinzaglio.
La visita ai ruderi è un po' deludente; vediamo solo un'enorme distesa di sabbia ,con qua e là cumuli di sassi, alcuni franati altri prossimi a cadereche un tempo , tra il 1100 e il 1400 d.C. erano una città sacra,dove il popolo Inca veniva in pellegrinaggio per adorare il dio Paachacamacnel, glorioso Tempio del Sol. Peccato che si intuisca poco o niente di quello che doveva rappresentare questo immenso complesso architettonico.
La sera cerchiamo un posto per la cena , cercando di accontentare anche i nostri compagni di viaggio ,evitando di entrare in qualche locale tipico (quelli spartani e con poche pretese dove si mangia alla peruviana). Quindi stalkerati da due poliziotti turistici ,praticamente mascherati con uniformi pacchianissime, entriamo nel ristorante più occidentale della Plaza Mayor. Il cibo tutto sommato non è male.
4 ottobre 2001
Sveglia alle 6 con partenza alle 7 per l'aeroporto:direzione Cuzco. L'arrivo all' "ombelico del mondo" , capitale dell'antico impero Inca è entusiasmante (anche se molto turisitco) ...finalmente vediamo i colori (quelli che a ragione rendono famosi i paesi andini agli occhi del mondo). Il cielo, la vegetazione, i vestiti delle persone ! Percy è il nostro tutor , un personaggio troppo divertente e sempre sorridente, ci accoglie al nostro arrivo e ci consiglia vivaemente di stare tranquilli , bere molto e riposarci ..in un'ora siamo passati da 0 a 3300 mt sul livello del mare ! Arriviamo al caldo e accogliente Hostal Paquino, dove ci offrono un ottimo mate de Coca e le foglie da masticare (la foglia di coca è curativa e aiuta anche per le diarree e i mal di testa dovuti alle altezze andine).Dalla finestra , nel cortile vediamo una vecchina con le trecce un vestito azzurro e blu, con una bimba spettacolare in mezzo alle galline nere che le scorrazzano intorno.
Dopo un'ora di siesta, pranziamo in un ristorante turistico molto accogliente e iniziamo la visita di Cuzco. La piazza centrale è deliziosa : ricorda quasi un paesino di montagna sulle Alpi; terrazzi in legno,case basse e aiuole fiorite. Un mare di bambini ci assale chidendoci di comprare cartoline,sigarette...decido di farmi pulire le scarpe da uno sciuscià con la scusa di dargli qualche sol...non è stata una bella sensazione! Troviamo anche un bel po' di Internet Café per comunicare con l'Italia.
Nonostante l'altitudine, reagiamo tutti bene tranne Angela. Il mate e le foglie ci hanno aiutato!!
5 ottobre 2001
Perci è la nostra nuova guida da Cuzco. E' il marito di Elizabeth e sembra simpatico (lo è davvero).Oggi però non viene con noi a Machu Picchu; ci accompagna Jorge (scopriremo dopo che si chiama George Washington), che parla un po' di "itagnolo", come Angel. In pullman arriviamo alla stazione sul fiume Urubamba e da qui parte il treno per la città antica. Ci sono due treni che arrivano a Machu Picchu:uno per i peruviani su cui i turisti non possono salire e uno per i turisti. Chiaramente quest'ultimo costa molto di più…a noi sembra assurdo che uno non possa usare i trasporti del paese e debba per forza accontentarsi di una realtà che già conosciamo. Jorge ci spiega che si può salire su quel treno ma il turista deve in ogni caso pagare 15 USD..come per il treno "turistico".Vediamo i peruviani salire con i loro sacchi pieni di mercanzie e con i loro bambini meravigliosi ma siamo con un viaggio organizzato e non possiamo separarci dal gruppo. Sul nostro treno tutti europei e americani!
Arrivati ad Aguas Calientes, posiamo gli zaini all'hostal Viracocha: si presenta bene…..stanze semplici ma dignitose, proprietari peruviani e all'ingresso -praticamente sulla riva destra del fiume Urubamba- un piccolo giardino tropicale con un bellissimo pappagallino rosso su un trespolo.
Saliamo a Machu Picchu con un pullman (la scarpinata a piedi è rimandata a domani). Il tempo è grigio e piovigginoso e il sole comparirà solo nel tardo pomeriggio. Le rovine della città misteriosa sono imponenti anche se alcune parti sono notevolmente restaurate. Fortuna ha voluto che questo sito mitico sia stato scoperto solo negli anni venti da uno studioso americano ..se fossero arrivate le cavallette (gli Spagnoli) non sarebbe rimasto molto da vedere! E' incredibile scoprire quello che è stato fatto dai "castigliani" in nome del cattolicesimo !!! Nonostante la presenza di molti turisti , il luogo è davvero affascinante ,circondato com'è da montagne altissime e silenziose, con le cime coperte dalle nuvole.Dalla città si sovrasta la valle dell' Urubamba e si sente solo il fragore del fiume. Machu Picchu è un labirinto di stanze, scalinate ripide, muri e nel prato ci sono addirittura tre lama che si lasciano accarezzare tranquillamente dai visitatori (il giorno dopo ne vedremo due prendere la rincorsa e sputare in direzione di un turista tedesco troppo curioso ). Scendiamo a valle e siamo di nuovo ad Aguas Calientes…con Laura decidiamo di farci una passeggiata per le vie di questo piccolo paesino molto turistico (grazioso comunque) dove i marciapiedi sono zeppi di bancarelle e i ristoranti hanno i prezzi più alti visti fino ad ora qui in Perù. Ci colpiscono ,come al solito i bambini: tanti e bellissimiche giocano in strada con i cani o a pallone. Sono mezzi scalzi ...e non è proprio caldo !!
6 ottobre 2001
Oggi abbiamo la giornata libera. Io , Laura ,Andrea e Daniela decidiamo di tornare su a Machu Picchu..questa volta a piedi. Il tempo è grigio come ieri ma il clima è mite. Il sentiero per salire è molto bello; non incontriamo quasi nessuno e finalmente ci godiamo questra immensa natura da vicino. La vegetazione tropicale manda un buon odore di bosco e la fatica è ricompensata dallo splendido paesaggio silenzioso. Conquistaimo la "cima " ed entraimo di nuvo alle rovine inca. Quesata volta ci buttiamo nel prato della città antica e ci riposiamo un po' ..scattando qualche foto ...anche i lama verranno ritratti ! Dopo la breve sosta decidiamo di incamminarci per Huayna Picchu ,la "montagna giovane", che sovrasta la città. Lassù ,sulla vetta , si vedono altri terrazzamenti e una costruzione di pietra. L'entusiasmo spinge Laura a partire per prima ..motivo per cui verrà prontamente ribattezzata da Andrea come lo "scoiattolo delle Ande". Varchiamo l'ingresso per iniziare il percorso e un guardiano ,in un chiosco, ci chiede di segnare sul registro i nostri nomo e l'ora di ingresso nel caso che qulacuno si perda ..INQUIETANTE !! Il sentiero sale e scende e i gradini sono abbastanza ripidi. A tratti piove eil fango ci rallenta. Seguiendo le indicazioni passiamo da una montagna all'altra! Alcuni punti sono scoperti e le pareti sono a strapiombo anche se alcune cordate ci aiutano. Incontriamo molti turisti che scendono (è circa mezzogiorno). La città è diventata piccolissima ...quasi non si vede !!! La salita è molto faticosa ma è grande la voglia di arrivare in cima! L'ultimo tratto è il più bello e il più pericoloso; dopo la piccola grotta piena d'acqua e il cunicolo strettissimo saliamo gli uiltimi gradini diopo i quali non rimane che salire mani e piedi sulle rocce. Alcune di esse ,piatte, saranno la nostra terrazza sul mondo ...da 2700 metri ,panorama a 360° , montagne verdi e cielo ...per un attimo ci sentiamo padroni del mondo !! Qualche foto di gruppo..uno spuntino e riscendiamo. La discesa è peggio come al solito...in alcuni punti ci improvvisiamo gechi perchè le pareti sono a strapiombo e non ci sono corde! Superato il primo tratto , il resto sembra facile ; firmiamo il registro inquietante dell'ingresso apponendo firma e orario di ritorno ; Andrea;laura e Daniela riprendono energia appoggiandosi in piedi a un megalite! Ultimo sguardo a Machu Picchu e si ritorna alla base! Prendiamo il pullman per tornare ad Agua Calientes e mentre scendiamo fa comparsa un bellissimo arcobaleno che da un ulterire tocco di magia al luogo!
7 ottobre 2001
Oggi si visita la Valle Sacra degli Inca:Prima tappa le rovine di Pisco.Nel tragitto in pullman percorriamo strade di campagna:sul ciglio pascolano tori,mucche ,pecore,lama e una marea di galline! Moltissime case hanno ,sul tetto, una croce e a lato due tori e due bottigliette: la croce come ovvio simbolo cattolico , i tori simboleggiano il lavoro agricolo e le due bottiglie sono piene una d'acqua ,per benedire la casa, l'altra di liquore per protare allegria. La campagna è veramente campagna nel senso più rustico del termine: non ci sobno trattori solo tori, le vecchine fanno il bucato nel ruscello e le case sono semplici ,costruite con mattoni di argilla rossa. Il tempo sembra essersi fermato e il paesaggio rende il tutto ancora più emozionante! Oggi c'è il sole ad accom pagnarci in visita.
Le rovine che sovrastano Pisac sono molto suggestive e Laura vola subito sul punto più alto per godersi il panorama.
Il mercato di Pisac è un'attrazione domenicale molto conosciuta:la parte più interessante è il mercato locale. Le vecchie vestite secondo la tradizione che vendono ,per terra, secondo la tradizione i loro prodotti:mais di goni tipo,frutta,verdura...tutto naturalmente coloratissimo! In alcuni banchi per pochi sol si può mangiare carne,riso e pannochhie bollite...e ci sono solo peruviani ! E' in questo tipo di situazioni che si vive veramente il paese !
Perci ci porta anche in una bottega che lavora con A.I.P. (la cooperativa cui appartengono Perci,Elizabeth e Angel e che ci organizza l'itinerario). Qui si producoino ceramiche per l'esportazione e lavorano circa venticinque famiglie ...questa è una delle piccole realtà cooperative che lottano affinchè non scompaiano i piccoli artigiani. Il presidente della cooperativa ;mariano,ci accolglie con calore e ci spiega in breve l'iter della ceramica dalla produzione alla vendita; poi mette in moto il tornio e ci dà un'emozionante dimostrazione ...in meno di dieci minuti ,da pezzo di argilla ,Mariano, con le sue mani e gli occhi concentrati, crea ben cinque oggetti tra vasi,vasetti e coperchi. Siamo rapiti..in questi momenti si apprezza il lavoro manuale ! L'artigianato dovrebbe essere protetto e meglio valutato in tutti i paesi del mondo ! E poi , per dirla tutta , io il tornio l'avevo visto usare solo al cinema (Demi Moore in Ghost) !!
Compriamo alcuni oggetti (che ci faranno eprvenire a Lima alla fine del viaggio) e andiamo a pranzo in una "picanteria" ...prossima tappa Ollantaytambo , "luogo di riposo del militare". Splendidi terrazzamenti incuneati tra due montagne; il sole ci accompagna ma si è alzato un vento fortissimo. Anche questo è un luogo magico, in cui sulla parte superiore ,si trovano massi di pietra lavorata pesanti 300 tonnellate, provenienti da un luogo vicino. Nella fortezza si distinguono chiaramente le parti pre-incaiche da quelle inca; e da quest'ultime è interessante notare come i luoghi sacri erano caratterizzati da muri in cui le pietre erano perfettamente combacianti l'una con l'altra e incastrate senza bisogno di legarle con altri materiali. Incredibile !! Dalle rovine George ci fa osservare la montagna di fronte in cui è scavato una specie di granaio (cmq era un deposito di vivande). Sulla sinistra appare chiaramente scolpito il profilo di un uomo dai tratti chiaramente indios.
All'uscita dal sito io e Laura ci regaliamo a vicenda una croce inca . La croce rappresenta l'Impero Inca ,le sue quattro regioni con al centro Cuzco (l'ombelico del mondo) e ha dodici angoli rappresentanti il numero degli imperatori.
Si torna a Cuzco e ,per cena, con Perci e George andiamo in un ristorante cinese (anche qui!!) ! La serata proseguirà in un locale dove suonano dal vivo.Qui vengono a ballare i peruviani : siamo gli unici turisti e tutti si girano a guardarci! Ci raggiunge anche Pascual ,il proprietario dell'Hostal "Pascualino" dove dormiamo ...sembra un pellerossa ...ha proprio le fattezza da Grande Capo Indiano (AUGH). I nostri compagni di viaggio (soprattutto Andrea e Daniela) si buttano nelle danze..la musica ,La cumbia, non è molto bella ma ai peruviani "gusta mucho" !!
Nota stonata ....apprendiamo che è scoppiata la guerra in Afghanistan !
8 ottobre 2001
Appuntamento davanti alla chiesa di Santo Domingo dove assistiamo ad una scena memorabile.In occasione della festa della Vergine del Rosario, un gruppo di peruviani vestiti con abiti tradizionali coloratissimi danzano al ritmo della banda musicale; la danza è articolata ma riusciamo riusciamo a capirne il significato. Due uomini si rincorrono e litigando si frustano ma.... di fronte alla Vergine del Rosario fanno pace e tornano amici.
Angela e Perci si fanno prestare cappelli colorati e indumenti dei danzatori, per una foto veramente buffa.
Arriva Pascualino (ebbene sì..si scrive con suo furgoncino ..si parte per Saqsaywaman, un luogo sacro , teatro di riti religiosi.
Qui le pietre sono veramente ciclopiche (ognuna di esse arriva quasi alle cento tonnellate). Su un'altura di fronte alle mura ,separata da un bel prato verde ci sono scolpiti due troni sui quali il re e la regina si sedevano per assistre ai riti ,magari alla festa del sole il 24 giugno (ancora oggi si celebra lì).
Le altre tappe sono Puca Pucara ,fortezza di mattoni rossi, luogo strategico di controllo sul territorio..poi Tambo Machai in cui il complesso principale è costituito da una fontana a due piani; in alto c'è un solo rubinetto sotto si diparte in due getti. Si tratta di simboli ..il rubinetto è la divinità e idue getti d'acqua rappresentano il dualismo (uomo-donna,terra-cielo...).
Ultimo sito è Q'enko ,che significa "zig-zag": sulle pietre sono scolpiti dei piccoli zig-zag e si pensa che servissero per far scorrere il sangue durante i sacrifici.
Dopo un buon pranzo (muy barato...3,50 soles !! Un EURO all'incirca) abbiamo il pomeriggio libero a Cuzco. Salutiamo George ,che ride come Eddie Murphy e andiamo in giro. La passeggiata dura poco , un acquazzone ci costringe a chiuderci in un ristorante NewAge molto turistico sulla P.za cnetrale di Cuzco...Daniela e Andrea sono con noi e gustando un mate de Coca discutiamo amabilmente! Facciamo un breve giro in un mercato artigianale e finiamo la serata in una polleria dall'aspetto un po' troppo occidentale. Le notizie sulla guerra e un incidente a Linate ci fanno tornare per un attimo al nostro mondo così lontano da qui.
9 ottobre 2001
Giornata libera: visitiamo alcuni musei (quello di Historia Regional e quello del convento di clausura di Santa Catalina)..nessuno di grande rilievo. Una puntatina anche a San Blas ; lungo la strada vediamo ,incastonata in un muro inca , la famosa pietra dai 12 angoli.
Pranzo frugale e visita alla Chiesa di S.Clara ..una delle più "bizzarre" che abbiamo mai visto! Quasi interamente rivestita di specchi al suo interno..si dice per attirare gli indigeni. La chiesa è piccola e intorno a noi vediamo per lo più povera gente. Fuori c'è un grosso mercato ,quello di San Pedro dove non c'è neanche un turista ! Un salto alla Cattedrale poi ,in taxi, verso il centro ( direzione Hostal di Pascualino) ..non mi sento proprio bene ...stanchezza, febbre e stomaco sottosopra ...l'altitudine e il clima hanno i primi sgradevoli effetti dopo dieversi giorni.
Prima di rientrare ci fermiamo in una polleria..tre bambine con il viso sporco ci guardano mangiare da fuori ! Ci chiedono anche i resti ...gli lasciamo quello che è rimasto e con il cuore pesante ce ne torniamo in albergo !!
Ho la febbre ..mi metto a letto ..la tachipirina di Andrea fa il suo effetto !!
10 ottobre 2001
Si parte da Cuzco...10 ore di treno per arrivare a Puno , sulla riva del lago Titicaca (3800 mt s.l.m) .
Il lungo viaggio ci regala letture (Latinoamericana di Ernesto "CHE" Guevara per me e ...per Laura ) e splendidi paesaggi ...dalle distese di eucalipti della zona di Cuzco alle ampie pianure di terra rossa solcate da fiumi per arrivare a campi secchi di colore giallo con pochi cespugli bassi e alle spalle montagne alte dai dolci pendii ..alcune con le cime innevate .
Attraversiamo alcuni villaggi e in tutti i bambini ci guardano e ci salutano allegramente ..tranne alcuni spaventati insieme ai loro cani dal fischio assordante emesso dal treno ...fischio che ci accompagnerà per 10 ore ,in parte disturbando la poesia dei colori e delle immagini che il paesaggio ci offre.
Le pecore sono ora sostituite dagli alpaca..le mucche diventano sempre più rare . Il tempo sembra essere sospeso ...d'altra parte andiamo alla considerevole velocità di 40 km all'ora ..i bambini che corrono incontro al treno non faticano a straci dietro per salutarci !
C'è spazio e tempo per pensare !!!! I bambini ..Laura li adotterebbe tutti. Sono bellissimi. Le faccette dei più piccoli spunatano alle spalle delle donne, infagottati in coperte coloratissime. I bambini di strada indossando dei sandaletti estivi ...a 3000 metri. Sono vestiti per lo più di stracci!
Ne abbiamo conosciuto uno nella Plaza de Armas di Cuzco, faceva ,come molti di loro , la pubblicità per un ristorante ,cercando di attirare i turisti. Emerson (si chiama così veramente??) ci dice che partirà per la Francia tra qualche giorno con un amico ...ma probabilmente non andrà da nessuna parte. Vorrebbe andare via di lì e chiede a tutti i turisti di portarlo via magari in Europa: Ha l'aspetto simaptico e per un bimbo della sua età (8-9 anni) è abbastanza intraprendente (mastica anche l'italiano) .
I bambini in Perù lavorano quasi tutti ,chi in campagna ,chi in città nei banchetti ambulanti, chi fa lo sciuscià oppure vende cartoline . Alcuni chiedono dei sodi per farsi fare una foto , altri fanno l'elemosina cioè quelli che non hanno nè un agnellino o un costume tipico con cui poter essere ritratti per la gioia di noi occidentali.
Ma questa non è l'infanzia ...perlomeno non quella che conosciamo noi occidentali !! Questa non è quell'infanzia cui dovrebbero aver diritto tutti i bambini del mondo !! ....i bambini di Kabul e quelli ammassati nei campi profughi al confine con il Pakistan!
Dove è il diritto sacrosanto all'infanzia ???
11 ottobre 2001
Sul lago Titicaca. 3800 mt s.l.m . , una splendida giornata con un sole abbagliante ...vento freddo e aria rarefatta! Si parte con la visita delle isole Uros, isole galleggianti costruite con le canne di totora , una pianta autoctona ! Gli abitanti rigenerano queste piattaforme ogni mese ,ponendovi sopra un nuovo strato di canne perchè quelle sottostanti a contatto con l'acqua marciscono. La totora è anche commestibile :la canna si sbuccia come una bana e il cuore bianco è fresco e dolciastro. Buona ! Come mettiamo piede sull'isola si avverte subito l'instabilità stiamo camminando su un tappeto che oscillae a volte , soprattutto verso le "riva" si rischia di bagnarsi un po' i piedi ..come è successo ad Andrea. Ad un'occhiata più approfondita iniziamo a notare alcuni particolari che ci indicano come queste isole siano ormai perfettamente integrate nell'industria turistica; sulle case ,fatte con erbe e paglia , ci sono pannelli solari e antenne paraboliche ...c'è la televisione. Anche qui donne e bambini vendono i loro prodotti turistici . Sull'isola c'è anche un minuscolo museo naturale dove sono impagliati alcuni uccelli..e addirittura una scuola. Una tipica imbarcazione locale fatta anch'essa di canne ci porta sull'isola di fronte. Il nostro "gondoliere" ha una faccia paciosa e un bel sorriso (è abituato a convivere con i turisti) ,rema lentamente e noi tutti a bordo respiriamo l'energia di questo luogo. Un bimbo sulla riva , urla qualcosa e si dirige correndo verso di noi ..è il figlio del barcaiolo. Ci accostiamo per farlo salire e proseguiamo il viaggio con lui. E' un bel bambino dalla tipica fisionomia indigena...non possiamo far a meno di notare il contrasto tra i suoi occhi neri e selbvaggi (veri direi) e la sua maglietta su cui campeggina un POKEMON ...anche questa è globalizzazione. Finiamo il giro in barca e torniamo al battello per raggiungere ,dopo tre ore , l'isola di Amantanì: qui ci accolgono le famiglie di una delle otto comunità presenti sull'isola: Clever ,la nostra nuova guida, ci assegna a gruppi di due o tre famiglie;Io e Laura veniamo assegnati a Teofila. Anche qui le donne indossano il costume locale e in vita hanno una cintura coloratissima su cui portano ricamato il loro nome. Seguiamo Teofila che in realtà è un cyborg ..più che camminare corre su strade (??) e viottoli sconnessie piccoli con dei sandali scomodissimi ai piedi ...e mentre cammina fila la lana ...ho detto che è un cyborg. Dopo 10 -15 minuti (a noi sono sembrati un'eternità -gli zaini non erano proprio leggerini-) e sotto un "sole giaguaro" arriviamo alla abitazione . E' una casa fatta di terra rossa , metà intonacata ; due piani e con un minuscolo cortile dove bazzica una gallina gigante. Di fianco al cortile ,attigua ad un'ala della casa ,c'è la parte adibita alla cucina,dove sia ccende il fuoco. il bagno lo scopriamo solo verso sera (con le torce) e consiste in una turca all'interno di una casetta a misura d'uomo. Le porte delle stanze sono bassissime rispettando la statura della popolazione locale. Sul retro della casa ,che ha un tetto in lamiera, ci sono una decina di pecore ,capre e agnellini. La nostra stanza si trova al piano superiore e per salire c'è una scaletta di legno..all'apparenza poco affidabile ! La stanza è accolgiente e sui letti sono ammucchiate molte coperte colorate: al centro un tavolo con due sedie . Conosciamo Ruth,la sorella minore di Teofila e Ricardo ,il fratello anche lui minore . Ricardo sembra sveglio ed è lui a servirci il pranzo in camera: una squisita sopa di verdure e quinua e poi riso patate fritte e uovo fritto (da paura). Per finire un mate de muña (un'erba locale...rilassante e buona che viene usata da queste parti come la coca per alleviare il male da altitudine. Dalla porta della stanza ,una meravigliosa vista del lago assolato.
Dopo il pranzo Teofila ci riaccompagna al punto di ritrovo con gli altri del gruppo (quelli che erano con noi sul battello..quasi una ventina di persone). Dopo una breve introduzione ,Clever ci conduce su per la montagna, fino ad arrivare in cima al tempio delSole ,sacro alla gente del luogo e quindi inaccessibile ai turisti. Ad ognuno consegna un rametto di muña per la scalata che in effetti si rivela abbastanza dura sotto il sole.
La vista dal punto di vista più alto è qualcosa di incredibile..suggestivo... da lasciare senza parole ..da sindrome di Stendhal...il silenzio ,nonostante la moltitudine che eravamo, del sole che cala lentamente e lascia spazio allew nuvole cariche di pioggia, il lago immenso ,calmo ,l'aria irreale ...un trip !
Dopo esserci inebriati iniziamo la discesa ..è notte ormai e server la torcia. Ruth ci viene a prendere e ci guida fino a casa.
Conosciamo Eduardo, il capo famiglia: un signore abbastanza anziano (almeno così sembra alla luce della torcia) con un cappello a tese larghe e un sorriso buono, un viso vissuto. Qui tutti vivono esclusivamente di agricoltura. Eduardo ci guida al bagno.. e poi ci accompagna e ci da le candele per la notte. Dopo la cena siamo invitati tutti ad una festa ,insieme alle famiglie che ci ospitano e forse altri indigeni. Per l'occasione ci repstano gli abiti del luogo: le donne bardate come le donne di Amantanì e gli uomini con il classico Poncho e il cappello di lana peruviano. Ruth aiuta Laura a vestirsi: una deliziosa camicetta bianca ricamata a tinte vivaci, una gonna di lana con sopra un'altra gonna verde,ampia e corta, il tutto fermato con una cintura ricamata...io con un enorme poncho marrone chiaro e il cappello. Usciamo con Ruth che ci guida fino al salone delle feste...siamo tra i primi ad arrivare. Ha smesso di piovere ..sarà una breve pausa che ci permetterà di assistere alla pioggia di stelle ..non le ho mai viste così vicine e così vere ..senza un velo di smog..sembrano a portata di mano !! Ci godiamo questo regalo finchè non iniziano ad arrivare tutti gli altri !! Inziano le danze ..io non sto al massimo e non ballerò tutta la sera ma assisterò a qualcosa di unico ...tutti questi turisti occidentali vestiti alla peruviana insieme ai peruviani! Tutti divertiti e festosi ..non c'è niente di squallido ..non penso a terribili balere nostrane !! Siamo lì ed è tutto gioiosamente vero ...nonostante la pioggia abbia ripreso violentemente e insistentemente. La festa volge alla fine , la pioggia rallenta e ne approfittiamo per farci accompagnare a casa da Juan ,il fratellino più piccolo (ma quanti sono?!).
12 ottobre 2001 ???Falta una fecha !
13 ottobre 2001
Andrea sta ancora male , cos' partiamo solo io,Laura,Angela e Daniela sempre accompagnati da Clever. Visitiamo le rovine di Sillustani nei dintorni di Puno:la necropoli è arroccata su una montagna che è in realtà un promontorio su un piccolo lago. Le tombe del periodo Inca hanno una strana forma a bicchiere costruite sempre con pietre molto grandi pefettamente incastrate. Il panorama è veramente affascinante e intenso come Machu Picchu. Di fronte al sito vediamo anche un'isola ,una riserva naturale dove è allevata la vigogna. Il vento freddo ci fa comunque apprezzare la bellezza della natura circostante. Saremmo rimasti ancora ma la visita è ancora lunga... la prossima tappa ,sempre nei dintorni di Puno è il Tempio della fertilità : caratteristica principale ,simboli fallici come se piovesse, sullo sfondo una chiesa cattolica con tanto di campanile su cui troneggia l'immancabile ......FALLO al posto dewlla croce , retaggio della civiltà indigena usata come manovalanza per le opere dei distruttori spagnoli. Tappa successiva il mercato di Puno: una grande folla di Peruviani e Boliviani mostrano le loro mercanzie e le loro doti di "ladrones" ...mentre un complice ,per distrarmi mi gavettona con (spero) acqua ,un nano cerca di fregarmi il portafoglio allungando la manina ...prontamente stroncata. A parte questa vita di tutti i giorni (Porta Portese docet) rimaniamo favorevolmente colpiti dalla disponibilità e dalla dolcezza del popolo boliviano più gentile e somaticamente poco indios (sembrano vietnamiti o thai). Una signora ci offre dei biscotti da assaggiare prima di comprarli.
Si riparte alla volta di Juli , la piccola Roma d'America (bah?) con pranzo in un locale very rustico e ruspante (da NAS direi); c'è anche una sciammia sul cornicione del cortile. A fine pranzo una coloratissima comitiva di donnine autoctone riempie la bettola: si tratta di una classe di analfabeti che stanno imparando a leggere e scrivere; dai loro sguardi direi per loro siamo sicuramente una specie aliena!Veloce visita alla cattedrale di San Pedro dove nonostante il tabernacolo d'oro massiccio il sagrestano non esita a cheiderci un'offerta! Al ritorno lungo la strada ci fermiamo presso una cooperativa di artigiane della lana di alpaca. Purtroppo a causa di una fiera , molti prodotti mancano ...io compro un ottimo maglione lavorato a mano e una sciarpa per mia nipote Flavia. Facciamo ritorno a Puno ,dove salutiamo Clever . L'aperitivo è un Internet Café e la cena un'inquietante misculgio di pecore sulle sedie ,camerieri talebani e peruviani mascerati che suonano dentro le nostre orecchie ... quanto di più turistico si potesse NON desiderare. Usciamo e la pioggia ci accoglie !!
14 ottobre 2001
Un giro mattutino nel mercato locale a pochi passi da Monterrey. Laura dopo lunghe e sofferte decisioni compra una manta e qualche borsellino peruano ...io uno zaino. Nella Plaza De Armas ci imbattiamo in una pomposa parata cittadina con tanto di tribuna d'onore di militari; visitiamo velocemente la Cattedrale ma c'è ben poco da vedere all'interno a dispetto della massiccia e rispettosa facciata esterna . Pranziamo velocemente in un localino dove ci deliziano con perro caliente , hamburgesas e musica rock occidentale. Ci riuniamo agli altri..alla volta dell'aeroporto di Juliaca salutiamo Perci che rivedremo il giorno dopo ad Arequipa. I 30 minuti di volo (in pullman si parlava di 8 ore di viaggio) sono stati deliziati da un atterraggio da corte marziale (l'aereo che rimablaza l'avevo visto solo nei fumetti) ! Un po' nauseati arriviamo ad Arequipa dove ad attenderci c'è una graziosa fanciulla di nome Ana che ci conduce all'Hostal Arequipa Inn non lontano da Plaza De Armas. Il tempo di posare gli zaini e iniziamo un piccolo tour della città (ennesima parata festosa) con visita lampo alla chiesa della Compania e di San Francisco : Le vie sono quasi deserte , i negozi chiusi ...è domenica. Torniamo all'Hostal per riposarci e prepararci per cena. Il locale dove Ana ci porta è turistico ma carino ..il cibo ottimo . Decido di mangiare il famoso CUY (il porcellino d'India). Superato l'impatto visivo perchè , presentato come facciamo noi con il pollo alla diavola, il CUY assume l'aspetto inquietante di un grosso TOPASTRO , devo ammettere che la carne è veramente buona e dolce. Rapido giro serale per la città che ci offre i suoi tipici abitanti (uno praticamente in costume da bagno).
15 ottobre 2001
Veloce desayuno in compagnia di Perci in versione "zombie" dopo la notte passata in Pullman. Alle 8:30 si parte per il Canyon del Colca. Con noi una nutrita schiera di turisti giovani e "babbioni". Dopo un paio di soste veloci arrivamo sulla vetta più alta di quelle raggiungibili con "carretteras": a 4800 metri , con il paesaggio dei tre vulcani arequipeni innevati ,troviamo migliaia di cumuli di piccole pietre: sono offerte agli APU , cioè i vulcani ritenuti sacri. Anche noi costruiamo i nostri piccoli "altari". In discesa vewrso Chivay , uno squallido paesino che ci accoglie con un pranzo cameratesco in compagnia di tutti i nostri compagni di viaggio (c.ca 20 persone). La passeggiata pomeridiana non ci offre un granchè , tranne "picanterie" serrade e tanto freddo ! Cena in un locale pseudo-turistico . Notte tranquilla e calda.
16 ottobre 2001
Sveglia con le galline (5:30). In Pullman raccogliamo tutti i compagni di viaggio sparsi per i vari hostal di Chivay e partiamo per il Canyon del Colca. Dopo due ore di viaggio e svariate bestemmie ,dovute all'asfalto "improbabile" raggiungiamo la "CRUZ delCONDOR". Spettacolare paesaggio ...a 3400 mt più in basso scorre il Rio Colca . Quattro volatili si concedono ai nostri occhi ma non ai nostri obiettivi. Si torna a Chivay dove pranziamo con il solito sandwich di pollo; dopodichè Laura decide di sentirsi male ..mezz'ora di black-out fisico con tanto di bombola d'ossigeno e di "herr Doktor" con cappello da Cowboy. Laura non è stata la prima e non sarà l'ultima a svenire a quell'altezza. In quattro ore siamo di nuovo ad Arequipa . Cena in ristorante turistico ,passeggiata serale (stavolta c'è più gente in giro)..e nanna.
17 ottobre 2001
Con Daniela;Andrea e Angela visita al monastero di S.Catalina D'Arequipa...molto colorato e "misterioso". La guida protesta per la mancia (esige un salario garantito). A pranzo decidiamo di separarci dai nostri compagni e poiché abbiamo deciso di farci bastare i "soles" che abbiamo senza cambiare altri dollari ci pappiamo due hamburgesas in un locale "rustico". Reunion dopo pranzo nella Plaza de Armas di fronte alla Cattedrale di Arequipa (l'unica al mondo ad occupare un lato di una piazza per la sua lunghezza) che non possiamo visitare a causa dei lavori di restauro dopo il terremoto. Ci dirigiamo verso il convento della Recoleta ma non entriamo per la vil pecunia !! Ci fermiamo in un Internet Cafè per gli ultimi messaggi a casa e poi partenza in pullman per Nazca per un lungo viaggio notturno.
18 ottobre 2001
Arrivo a Nazca al mattino presto e colazione all'Hotel Alegria. Siamo pronti al decollo e a vedere le mistriose linee dall'alto (questo uno dei miei desideri di tutta la vita). Nel piper io e Laura scattiamo un po' di foto mentre il pilota "provoloneggia" con un'avvenente biondina canadese. Il cielo è terso e la visuale ottima ..le figure si distinguono chiaramente .Sotto di noi passano figure geometriche estesissime,l'astronauta (l'unico visibile da terra perchè diseganto sul lato di una collina), la scimmietta,il condor,le mani ,il colibrì e il ragno . Il sogno dura una mezz'oretta circa . Riatterriamo e siamo pronti ad nuovo viaggio. La nostra guida di oggi (Tina Turner) ci porta al cimitero di Chauchilla vicino Nazca. A cielo aperto (al limite solo tetti di legno) ci sono centinaia di ossa e mummie esposte . Ci chiediamo come abbiano fatto a conservarsi meglio della Montalcini ..la risposta è da ricercare nella assoluta secchezza del clima (non piove mai). La visita si sposta in un laboratorio di ceramica e di oro (la scusa è sempre quella di farci comprare qulache cosa). In effetti io e Laura ci siamo impuntati a non voler spendere di più anche per questo motivo. Sei turista e come tale fonte di guadagno a costo di spremerti soldi per qualsiasi cosa (dalle mance a trutto il resto). Francamente il nostro approccio è assai poco turistico (in senso tradizionale) quindi non ci sentiamo di dover nè lesinare soldi a chi ne ha bisogno nè essere spremuti... ma tant'è . Ripartiamo verso Pisco e dopo il pranzo arriviamo in una piccola oasi circondata da dune molto alte. Qui è nato un piccolo villaggio attorno a un laghetto poco invitante ma dove i bambini del luogo sguazzano senza problemi:La località si chiama Huacachina. Qui una ragazzetta ci abborda per portarci nel suo locale ovviamente per venderci qualcosa e nella fattispecie vino. Ci offre degli assaggi ma rimane un po' scornata quando solo Daniela le compra dei dolcetti. Torniamo a Pisco all'Hostal San Jeorge vicino alla piazza centrale..intorno il deserto. Cena "muy barata" con Angela e Daniela nella polleria più sfigata del mondo e attendiamo i fuochi d'artificio più pallosi del mondo da quando l'uomo ha inventato la polvere pirica. Buonanotte.
19 ottobre 2001
Escursione alle Islas Ballestas:mezz'ora di motoscafo e siamo in questo paradiso naturale di rocce sull'oceano abitate da circa 2000 leoni marini e innumerevoli gabbiani,cormorani e altri volatili che hanno tinto le rocce di bianco (guano) e addirittura un buffissimo pinguino. I leoni marini urlano come due umani (Giampaolo e Luca insieme). Rientriamo a Paracasa per visitare la riserva naturale che si trova nella penisola. Da lontano (solo col binocolo) vediamo i fenicotteri migratori. Con il pullman ci portano in due punti panoramici (la Cattedrale cioè rocce altissime erose dal vento a picco sull'oceano che formano un agglomerato simile ad una chiesa gotica e la Lagunella con pranzo annesso). Ritorniamo a Pisco il poemriggio presto e con Perci andiamo a fare un giro "peligroso" sulla spiaggia . Tutti ci allertano ma noi temerari ci avventuriamo in dstrade deserte ma tranquille (unico pericolo ..una bambina che mi sfotte chiamandomi "gringo" ..ma sembro così americano??).La spiaggia non è Miami Beach ma la passeggiata sul pontile disastrato ha comunque un suo valore. Foto di gruppo al tramonto ,rientro all'Hostal e cena lampo.
20 ottobre 2001
8:30 si riparte ..da Pisco verso Lima. Ritroviamo la dolce Elizabeth e co lei e Perci pranziamo di fronte la Chiesa di San Francisco con un tipico menù "peruano":zuppa e pollo in umido con riso e patata dolce (detta camota). Con gli ultimi soles compriamo una confezione di mate de coca e una bottiglia d'acqua. Il clima della capitale sembra diverso dall'inizio del viaggio:ora fa molto caldo e gil grigiore del cielo ha lasciato il posto ad un bel sole. Caos a parte , la città sembra essere ora più calda e accogliente. Facciamo un giro e purtroppo la vacaza ha un fastidioso epilogo. Seguendo il consiglio delle nostre guide lasciamo zaini e giacche sul pullmino ...quelli di Daniela vengono rubati . Dentro lo zaino aveva tutte le foto della vacanza ,alcuni regali da portare a casa e qualche oggetto personale. Rimaniamo di merda anche perchè al commissariato scoraggiano eventuali denunce ..e la burocrazia vince ! Sicuramente il conducente del pullmino sa qualcosa in più ma Perci e Elizabeth non possono fare nulla. Un'altra lezione per i turisti ...mai fidarsi di nessuno e portare sempre con sèpassaporto e valori ! Ci dirigiamo all'aeroporto amareggiati ...compresi Perci ed Elizabeth (..la lezione di vita vale anche per loro). Ci salutiamo ed entriamo !! Addio Lima ,addio Perù !!
21 ottobre 2001
Il nuovo giorno è arrivato ..Laura si è addormentata subito ..io non mi sono fatto pregare e l'ho raggiunta nelle braccia di Morfeo. 8 ore di sonno filate e liscie. Ci svegliamo che sono le 13:30 ora locale del Portogallo (che sorvoliamo in quel momento). Arriviamo a Madrid e qui salutiamo i nostri compagni di viaggio .Andrea,Angela e Daniela vanno verso Milano. Promettiamo a Daniela di inviarle le nostre fotografie e nel salutarli ci assale un po' di tristezza . Ci imbarchiamo sull'aereo che ci porterà a Roma dove arriviamo alle 18:30 ...il tramonto della capitale ci accoglie. Bentornati a casa.