● Orientamento spaziale
● Capacità di dividere un'immagine complessa in unità minime e gestibili
(problem solving)
● Lettura di semplici algoritmi
● Avvio al pensiero computazionale con la produzione di semplici istruzioni
● Lavorare in piccolo gruppo (gestione di tempi, materiali, turni)
È stato proposto un lavoro a stazioni che ha presentato quattro attività diverse:
1. Cornicette: realizzazione di semplici disegni geometrici realizzati a mano libera su un foglio quadrettato; permettono, oltre allo sviluppo della motricità fine, della spazialità e della concentrazione, di capire che la programmazione non è legata solo agli strumenti digitali, ma è un modo di pensare, di organizzare lo spazio e di comunicare istruzioni in modo univoco.
2. Pixel art: è una forma di arte digitale in cui le immagini vengono create seguendo un codice stabilito che definisce quanti e quali pixel (quadratini colorati) riprodurre; l’immagine che risulta è quindi la visualizzazione del codice.
3. Percorsi con Bee Bot: viene fatta muovere la Bee Bot sul tabellone seguendo un percorso scelto dal gruppo; prima di toccare il robot, i bambini devono posizionare sul tavolo le tessere con le frecce nell'39;ordine corretto e verificare poi se il comando è corretto.
4. Codice da scoprire e percorso con Bee Bot: viene dato ai bambini un alfabeto abbinato ad un codice segreto (ogni lettera corrisponde ad un animale diverso; es: A = anatra, B = pecora …); sulla base di quel codice vengono date da scoprire sei parole che, una volta scoperte, vanno abbinate all’immagine corrispondente e ad un ordine specifico (es: 1. cat, 2. dog, 3. bird …). Sulla griglia vengono poi posizionate in ordine sparso le immagini degli animali, i bambini dovranno programmare la Bee Bot in modo che aggiunga tutti gli animali nell’ordine stabilito.
La classe è stata divisa in quattro gruppi che hanno svolto ciascuna attività per quindici minuti; al termine del tempo a disposizione i bambini si spostavano nella stazione successiva in senso orario. Le stazioni erano sistemate in modo da alternare le attività con le Bee Bot con quelle grafiche. (es: pixel art – percorsi con Bee Bot – cornicette - codice da scoprire e percorso con Bee Bot).
In poco meno di due ore tutti i bambini sono riusciti a sperimentare le quattro proposte.
I bambini hanno trovato le proposte coinvolgenti e le hanno svolte con attenzione ed entusiasmo. Non essendo attività sequenziali, hanno potuto tutti alternare attività completamente unplugged (cornicette e pixel art) con quelle con le Bee Bot e questo ha permesso di mantenere alta la motivazione e la concentrazione. Il fatto di lavorare in ogni stazione per soli quindici minuti e poi di spostarsi ha permesso loro di vivere un tipo di attività più dinamica, molto funzionale per i bambini di quell’età.
In un gruppo in particolare si è evidenziata una difficoltà di gestione delle dinamiche relazionali. La didattica a stazioni implica infatti anche lo sviluppo di competenze sociali e di cooperative learning che vengono sviluppate parallelamente ai contenuti disciplinari proposti. Lavorare fin dalle prime classi in questo modo, anche se talvolta può risultare impegnativo, è fondamentale per lo sviluppo del lavoro futuro.