LA STORIA DI BOLOGNA
Esistono varie leggende sulla nascita di Bologna.
Forse la leggenda più affascinante è quella che narra del re etrusco Fero, proveniente da Ravenna e approdato nella pianura tra due torrenti, i futuri Aposa e Ravone, il quale assieme ai suoi uomini cominciò a costruire capanne in quella terra sconosciuta ma fitta di vegetazione e in un'ottima posizione geografica. Il villaggio si ampliò attorno a uno dei due torrenti e Fero fece costruire un ponte per collegarne le due sponde: il Ponte di Fero.
Un giorno però Aposa, amante di Fero, venne travolta da una piena del fiume mentre stava raggiungendo l'abitazione di Fero per vie nascoste. Da allora il torrente prese il nome della donna, Aposa, e scorre ancora oggi nei sotterranei di Bologna. Il villaggio crebbe e Fero decise di proteggerlo con una cinta muraria e, benché anziano, lavorò lui stesso alla costruzione. Durante il lavoro, in una caldissima giornata estiva la figlia di Fero porse al padre un recipiente d'acqua a patto che Fero desse il suo nome alla città. Fero acconsentì e mantenne la promessa; da quel momento la città prese il nome della figlia, Felsina.
EVENTI
La nostra partnership con il seguente sito di cultura sulla città di bologna, ci permette di avere in tempo reali tutti gli eventi presenti in città. https://www.culturabologna.it/lang/ita/calendar/?range%5B0%5D=2024-03-08.
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Prezzi e offerte
BOLOGNA TOUR DELLE ACQUE
Si parte da Piazza Nettuno e si percorre la strada del centro fino ad arrivare in Via Oberdan.
In questa via si possono ammirare il Canale delle Moline, chiamato cos’ per via dei 15 mulini da grano che già nel XV secolo erano alimentati dal suo fluire, e le abitazioni dei mugnai, un esempio ormai raro di edilizia del XV secolo.
Successivamente si visiterà la Via Piella, conosciuta per la sua famosa finestrella dalla quale è possibile vedere le acque del canale che scorrono tra i palazzi.
Si prosegue visitando la Via Riva di Reno, chiamata così grazie al Canale di Reno che vi scorre sotto e poi chiuso nel dopoguerra. Da qui partivano una serie di canali navigabili che sfociavano nel Fiume Reno e poi nel Po.
In questa via si può trovare anche la Cineteca di Bologna, un edificio in stile liberty affacciato sul canale dove si utilizzava l'acqua per alimentare le macine che trituravano le foglie di tabacco e tutt’oggi alcuni di questi macchinari sono visibili.
Nelle vicinanze è possibile visitare il Parco del Cavaticcio, utilizzato dai Romani per scopi igienici e difensivi ma più recentemente serviva per alimentare il porto fluviale fondato nella metà del XV secolo.
Vicino al parco si trova l’edificio della Salara, costruito alla fine del XVIII e ristrutturato negli anni 90’ e usato come deposito di sale proveniente da Cervia.
Il nostro percorso continua in Via della Grada, la via deve il suo nome all’enorme grata che segna il punto d’ingresso del Canale di Reno in città.
La “grada” fu costruita nel XIV secolo e aveva lo scopo di impedire l’accesso di detriti nelle ruote idrauliche che avrebbero potuto danneggiare questi ultimi.
La grada era apribile a differenza di quelle degli altri canali perché le acque venivano utilizzate per il trasporto dei tronchi che arrivavano dall’appennino alle segherie della città.