Nicla e Teresa 3 D
Immagina Despina come una città di confine: da una parte c'è un deserto infinito di sabbia, dall'altra un deserto infinito d'acqua (il mare).
Arriva un cammelliere che non ne può più della sabbia: vede i grattacieli e le antenne e pensa: "Che bello, un veliero! Mi porterà via da questo deserto".
Arriva un marinaio che non ne può più delle onde: vede la stessa città e pensa: "Che bello, un cammello carico di cibo! Mi porterà via da questo mare".
Calvino ci dice una cosa fondamentale: "Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone". Ma cosa significa davvero?
1. Vediamo quello che ci manca (Il "Filtro" del desiderio)
Hai presente quando hai una fame incredibile e ogni nuvola in cielo ti sembra un panino? O quando sei triste e ogni canzone alla radio sembra parlare proprio di te?
Il concetto: Il nostro cervello non è una macchina fotografica neutra. Noi guardiamo il mondo attraverso il filtro dei nostri bisogni. Il cammelliere "vede" una nave perché ha un disperato bisogno di acqua e movimento; il marinaio "vede" un cammello perché ha un disperato bisogno di terra ferma.
Il succo: Despina ci insegna che non descriviamo mai le cose per come sono "veramente", ma per come ci servono in quel momento.
2. Il "Muro" della realtà (L'immaginazione non può tutto)
Anche se il cammelliere è convintissimo di vedere una nave, se provasse a issare una vela su un grattacielo o a far navigare un palazzo, non ci riuscirebbe.
Il concetto: Esiste una differenza enorme tra quello che abbiamo in testa (le nostre interpretazioni) e quello che c’è fuori (la realtà fisica). La realtà è "dura": ha dei confini che non puoi cambiare solo con il pensiero.
Il succo: Puoi immaginare che un grattacielo sia un albero maestro, ma il grattacielo resta fatto di cemento e vetro. La realtà "resiste" ai nostri sogni e ci riporta coi piedi per terra se proviamo a ignorarla troppo.
3. Gli "Inviti" della forma (Perché non vediamo cose a caso)
Perché il cammelliere vede una nave e non, per dire, una torta gigante? Perché i grattacieli e le antenne radar di Despina sono alti, sottili e svettanti: "invitano" l'idea di un albero maestro.
Il concetto: Gli oggetti non sono neutri, ci danno degli indizi. Una sedia "invita" a sedersi, un bicchiere "invita" a bere. Despina ha una forma fisica che permette certe fantasie ma ne esclude altre.
Il succo: La nostra fantasia non è libera di inventare qualsiasi cosa: ha bisogno di "appigli" reali. La realtà ci offre le basi, e noi ci costruiamo sopra i nostri castelli in aria.
4. Umani vs Robot (La differenza tra avere un cuore e avere un sensore)
Se a Despina arrivasse un drone con una telecamera, non vedrebbe né navi né cammelli. Vedrebbe solo "strutture verticali di altezza X e densità Y".
Il concetto: Il drone non ha fame, non ha sete, non è stanco e non vuole scappare da nessuna parte. Solo gli esseri viventi (gli organismi) vedono il mondo come una serie di possibilità di salvezza o di pericolo.
Il succo: Interpretare il mondo non è un difetto, è ciò che ci rende umani. Noi "coloriamo" la realtà perché abbiamo bisogno di sopravvivere.
Despina ci insegna che la realtà è un incontro tra due cose:
Quello che c'è fuori: I mattoni, il ferro, la polvere (la città fisica, che non cambia).
Quello che abbiamo dentro: La nostra sete, la nostra stanchezza, i nostri sogni (il deserto da cui scappiamo).