Per lui il bambino è al centro della riflessione pedagogica.
L'opera di Rousseau immagina di seguire la crescita e la formazione di un fanciullo dalla nascita al matrimonio. Emilio è un bambino orfano e nobile che verrà condotto in una campagna dove maturerà a stretto contatto con la natura e sotto la guida vigile ed attenta del precettore.
Alla base del romanzo vi è la polemica contro i collegi e l'educazione aristocratica. Il ruolo dell'educatore é quello di ritardare l'apprendimento delle discipline per far vivere al fanciullo la propria infanzia felice.
La formazione di Emilio si compie attraverso un processo in cui spicca l’importanza dell’apprendimento dall'esperienza, dell’educazione della donna e di quella sociale e politica attraverso viaggi e studio delle altre culture.
Secondo noi, il pensiero di Rousseau è alla base di quel lungo processo che porterà al riconoscimento dei diritti dei bambini e dei ragazzi elencati compiutamente nella Convenzione ONU: diritto alla vita e naturalmente a uno stile di vita dignitoso, diritto all’istruzione e alla salute, diritto di ricevere protezione da ogni forma di violenza o sfruttamento, anche sessuale, o a causa di problemi nei loro paesi di origine... I bambini hanno diritto anche all'ozio, ai capricci, alle risate; in una sola parola, il diritto che nessun bambino dovrebbe mai perdere, è quello alla felicità.