Il Duce è l’eroe delle fiabe italiane risalenti all’epoca fascista.
Nel libro per le elementari dal titolo “L’aratro e la spada”, sia nei testi di Petrucci che nei bellissimi disegni di Pullini, ricorrente è l’immagine idealizzata ed eroicizzata del Duce, all’interno vi sono inoltre diversi racconti in cui i bambini immaginano o addirittura sognano il Duce davanti alle sue schiere di legionari, con la penna bianca sulla testa.
Famose sono le immagini di Mussolini a cavallo, spesso ritoccate con un primitivo “photoshop” al fine di farlo risaltare unico avanti, “enorme” agli occhi di un bambino, in una posizione dominante, sopra gli altri. Le immagini si rifanno chiaramente ai monumenti equestri che, a partire dall’antichità, raffiguravano a cavallo imperatori e grandi condottieri.
Nel 1937, in una scuola elementare di Roma venne proiettato il film “Scipione l’Africano” e in seguito fu chiesto agli scolari di 3° 4° e 5° elementare di raccontare nei temi e nei disegni le loro impressioni. Quando nel ‘39 questi disegni furono pubblicati, si vide come tutti i bambini avessero identificato in Scipione la figura del Duce, collegando anche le famose battaglie di Canne e di Adua con le battaglie di Zama e la conquista dell’Etiopia nell’era fascista.
Numerose sono anche, sempre nei testi elementari, le poesie, tutte rigorosamente in rima affinché fosse più semplice per i bambini memorizzarle e recitarle:
Tu levi la piccola mano
col viso di luce irradiato.
Tu sei quel bambino italiano, che il Duce a cavallo, ha incontrato.
«Ti guardo, bambino. La fede, che il cuore mi fa come il ferro, s’accende più viva e più crede. Più forte il destino a me serro.
«Io lotto e combatto per te, o piccolo dolce italiano.
E palpita il sogno ch’è in me, per questo saluto romano.