di Stefano Lupoli, Daniele Cuomo e Mario Bresca
La stagione estiva ischitana può iniziare con il vento in poppa!
In seguito ai lavori svolti a Sant’Angelo e al lido di Ischia Porto, riguardo la riparazione di alcuni tubi fognari, le analisi dall’Arpac hanno dato un esito positivo. Al terzo prelievo, le Ischia le acque sono risultate tutte balneabili 🥳
Può iniziare così la stagione balneare per gli isolani che in queste settimane sono stati travolti da grandi flussi di turisti accorsi per visitare l’isola e le sue numerose bellezze.
L’isola ha registrato, dal ponte del primo maggio, un incremento di visitatori di tutte le età che sottolinea come il nostro territorio sia la meta perfetta per giovani e non solo.
Auspichiamo che questi afflussi siano solo l’inizio di una stagione da record per l’isola verde che non ha nulla da invidiare alle altre isole del Mediterraneo.
UN'ISOLA RIVOLTA AI GIOVANI
di Giulia Castellaccio e Francesco Iacono
Sei un adolescente che vive sull’isola d’ischia. Sei stanco delle solite serate e giornate monotone. Puoi andare al Blanco o all’ Ecstasy? Ci sei già stato/a per due sabato di fila.
Questa noia nasce dal fatto che sull’ isola mancano reali luoghi di intrattenimento per ragazzi.
Ischia è sempre stato un luogo incantato per i turisti, un paradiso termale per gli adulti, ma rischia di diventare un deserto di opportunità per chi ha tra i 14 e i 25 anni. Se durante l’estate il mare e i lidi mascherano l’assenza di strutture, l’inverno ischitano mette a nudo una realtà amara: ai giovani non è rimasto quasi nulla.
Immaginiamo dunque di trasformare un simbolo dell'intrattenimento del passato in un centro di incontro per il futuro. La struttura dell'ex Cinema delle Vittorie di Forio si presta perfettamente a queste esigenze.
In questo articolo proponiamo quelli che potrebbero essere spunti su come sfruttare al meglio l’ immobile:
Il Ritorno del Bowling:. Il bowling è l’attività sociale alternativa perfetta, permette infatti di trascorrere il tempo con gli amici parlando e competendo in modo sano. Sarebbero costruite quattro o sei piste.
Arena E-Sports e Sala Giochi Next-Gen: Uno spazio dedicato non solo ai giochi “classici”, ma a postazioni con visori per la Realtà Virtuale che attireranno ragazzi da tutti i comuni dell'isola.
Area Lounge & Studio: Durante il pomeriggio, una parte della struttura potrebbe fungere da caffetteria letteraria offrendo un’alternativa alla biblioteca per studiare in un ambiente stimolante.
Un'isola che non investe nel tempo libero dei suoi giovani è un'isola che smette di guardare al domani. Creare un centro con bowling, gaming e aree relax non è un lusso, ma una necessità sociale per combattere la marginalità e rendere Ischia viva tutto l'anno, anche quando l'ultimo traghetto dei turisti è partito.
di Marco Capobianco e Teresa Ciccarelli
La Notte Nazionale del Liceo Classico è tornata anche nel 2026, confermandosi un appuntamento significativo per valorizzare la cultura umanistica e il ruolo del liceo classico nella società contemporanea. L'evento si è svolto il 27 marzo, seguendo il tema “Un viaggio tra i valori dell’Humanitas”, con un’attenzione particolare al Mediterraneo come spazio di incontro, scambio e dialogo tra civiltà.
La serata ha visto una grande partecipazione di studenti, docenti e pubblico. L'edizione di quest’anno ha assunto un significato ancora più profondo perché è stata dedicata alla professoressa Concetta “Titti” Lauro, docente di italiano, geostoria, latino e greco del nostro istituto, recentemente scomparsa. Figura amatissima da studenti e colleghi, ha rappresentato per anni un punto di riferimento umano e culturale all’interno della scuola, distinguendosi per passione, dedizione e attenzione verso i suoi alunni.
I protagonisti sono stati gli studenti, che si sono messi in gioco attraverso diverse forme espressive: letture di testi classici e moderni, rappresentazioni teatrali, performance musicali e momenti di riflessione. Tutto ciò ha contribuito a dimostrare come gli studi classici siano ancora capaci di parlare al presente e di offrire strumenti per comprendere la realtà. Fondamentale è stato anche il contributo del liceo musicale e del liceo artistico, che ha arricchito la manifestazione con esibizioni e, in particolare, con l’orchestra, creando un forte legame tra musica, arte e letteratura e rendendo l’atmosfera ancora più coinvolgente.
Per portare qualche esempio delle performance che si sono tenute, la 3AC guidata dalle prof.sse Lavinia Pecorella e Paola Ardizzone ha realizzato una performance di circa 10 minuti su cosa si intende per Humanitas ai tempi di Diogene, Cremete e Terenzio, autore della celebre frase "Homo sum, humani nihil, a me alienum puto" (alla quale si è ispirato il tema della Notte di quest'anno), ed ai giorni d'oggi, grazie a piccoli ma significativi esempi di umanità rappresentati dagli studenti.
Un altro esempio di performance che si è tenuta durante la Notte del Classico 2026 è stato quello realizzato dalla 3CS guidata dalle prof.sse Alessandra di Meglio e Maria Carcaterra. Lo spettacolo, "Bethween Ballads: incanto dell'Humanitas", ha rappresentato un percorso che ha unito musica, teatro e riflessione sul concetto di Humanitas, attraverso l'alternanza di ballate medievali e canzoni moderne accompagnate da sketch ispirati ad eventi reali.
La Notte del Liceo Classico si è così confermata, anche a Ischia, come un’occasione importante di condivisione e crescita, capace di unire passato e presente attraverso l’entusiasmo e la creatività degli studenti. La manifestazione, ideata dal prof. Rocco Schembra, coinvolge ogni anno centinaia di licei in tutta Italia, sottolineando l’importanza e l’attualità della cultura classica.
Di Giusy Di Primio e Marika Schettino
Dal 2 all’8 marzo, un gruppo di studenti del nostro istituto ha vissuto l’esperienza dello scambio culturale dell’Erasmus che come altri 75.000 istituti circa nel mondo, offre la nostra scuola. Infatti grazie all’azione KA122 del programma Erasmus+, ha permesso ad alcuni studenti di immergersi nella realtà realtà culturale e sociale di Lille, frequentando soprattutto le lezioni in una scuola locale.
La selezione degli studenti, che avviene attraverso un bando e la relativa graduatoria, non è semplice ma garantisce la premiazione dei meriti ed estrema equità; infatti i criteri principali sono l’ISEE e le medie dei voti dell’anno precedente e soprattutto di lingua inglese.
Abbiamo intervistato una delle studentesse partecipanti: Rosa Pilato della 3AC, che ci ha raccontato la sua esperienza e la crescita formativa che le ha offerto questo viaggio.
Come è stato doverti adattare e dover utilizzare una lingua a te non familiare?
Non sempre comprendevo ciò che gli altri dicevano in francese e spesso comunicavamo nei ristoranti grazie all’aiuto della prof.ssa Serena Papallo o in inglese, quando c’era la possibilità.
Che tipo di attività o lezioni svolgevi durante il giorno?
Nella mia scuola, ovvero Lycèe Beauprè,
ho seguito lezioni di filosofia, geopolitica, fisica, inglese e spagnolo, seguendo l’orario di una ragazza francese. Le lezioni di filosofia erano molto diverse, basate su brani di autori e svolgevamo confronti tra testi. In fisica abbiamo abbiamo discusso sull’energia e sull’era industriale. abbiamo avuto anche ore di spacco, andando in libreria e nella sala podcast, dove siamo state intervistate, in inglese, sul sistema scolastico.
Hai notato qualcosa di particolare nelle scuole di Lille che vorresti vedere anche in italia?
Mi ha affascinato la presenza della libreria e della sala radio, per registrare i podcast. Ho notato anche la mensa e le lezioni utili per la vita, come educazione sessuale, parlando di malattie come: mononucleosi e papilloma virus, aumentando la consapevolezza dei giovani.
Per quanto riguarda la città, cosa ti ha colpito di più?
La città mi ha colpito per la bellezza e l’organizzazione:mezzi puntualissimi e persone gentilissime. E’ giovanile e pulita e offre molte attività.
La scuola com’era rispetto alla nostra? ti è sembrata più seria o più rilassata?
L’ambiente scolastico è più rilassato, con valutazioni su test scritti e presentazioni. gli studenti erano molto motivati e responsabili.
Che cosa facevate nel tempo libero, dopo le attività organizzate?
Dopo le attività passeggiavamo, facevamo soste per la merenda o cena, e trascorrevamo tempo insieme, confrontandoci sulle giornate.
Cosa pensi ti abbia lasciato questa esperienza?
Questa esperienza mi ha arricchito dal punto di vista culturale e linguistico, ho conosciuto nuove persone, mi ha reso più indipendente e mi ha aiutato a sviluppare il pensiero critico e nuove consapevolezze.
In conclusione, l'Erasmus non è solo un viaggio per staccare dal ritmo scolastico ma anche una esperienza di crescita culturale e linguistica
Ciceroni del FAI a Ischia
di Teresa Ciccarelli
Il FAI: Fondo per l’ambiente Italiano è una fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975 con l’ obiettivo di tutelare, valorizzare e far conoscere il patrimonio artistico, storico e naturale dell’Italia.
Ogni anno il FAI coordina delle Giornate FAI di Primavera, che rappresentano uno degli eventi più rilevanti organizzati dalla fondazione. Durante queste giornate, che coinvolgono anche la nostra isola d'Ischia, vengono aperti e valorizzati alcuni luoghi apprezzabili del nostro territorio, permettendo ai visitatori di scoprirne la storia, l’arte e le tradizioni.
A queste Giornate FAI partecipano anche gli studenti del nostro liceo, coinvolti nell’iniziativa Apprendisti Ciceroni. Con l’aiuto della prof.ssa Raffaella Di Meglio e dei volontari del FAI, gli studenti studiano la storia dei luoghi scelti e, in occasione delle giornate di Primavera scelte dalla fondazione, essi stessi diventano delle vere e proprie guide per i visitatori. Quest’anno le attività si svolgeranno presso lo Stabilimento Balneotermale Militare (Palazzo Reale) di Ischia nelle giornate del 21 e 22 marzo. Il 20 marzo è previsto un sopralluogo per permettere agli studenti di conoscere meglio gli spazi per prepararsi alle visite. Per l’evento, gli allievi coinvolti del nostro liceo sono stati divisi in due gruppi: logistica e narratori o Ciceroni. Il gruppo della logistica si occupa dell’organizzazione e dell’accoglienza dei visitatori, mentre i Ciceroni, o narratori, hanno il compito di accompagnare il pubblico e raccontare la storia e le caratteristiche del Palazzo Reale. In questo modo gli studenti partecipano attivamente alla valorizzazione del patrimonio della loro isola.
di Claudia Gini e Matteo Rumore
La musica fa parte delle nostre vite ogni giorno, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Ci accompagna mentre studiamo, quando siamo felici, in un tragitto in auto, quando ci si vuole isolare dal mondo o semplicemente sentirci parte di qualcosa.
Per questo crediamo che la musica possa avere un ruolo fondamentale anche a scuola, luogo che frequentiamo quotidianamente, non solo come materia di studio ma anche come strumento educativo, sociale ed emotivo.
Durante le lezioni pratiche o nei laboratori, l’uso di un sottofondo musicale può davvero fare la differenza. Ci è capitato più volte di lavorare meglio con un sottofondo musicale: l’atmosfera diventa più rilassata, la concentrazione aumenta e anche la collaborazione tra compagni migliora.
Non è solo una sensazione: diversi studi scientifici dimostrano che la musica può favorire l’apprendimento, migliorare l’attenzione e ridurre lo stress, soprattutto negli ambienti scolastici.
Uno studio dell'Università di Firenze afferma: “La musica rilassante riduce efficacemente lo stress, abbassando i livelli di cortisolo, frequenza cardiaca e pressione sanguigna, specialmente se ascoltata per oltre 13 minuti. Studi indicano che brani con un ritmo lento (es. 50-60 bpm) e frequenze specifiche, come i 432 Hz, favoriscono il rilassamento. Anche la musica classica e i suoni della natura sono validi alleati per il benessere psicofisico.”
Anche in educazione fisica o nei momenti di studio individuale, una musica adatta può aiutare a mantenere il ritmo e la motivazione.
Secondo noi, una scuola ideale dovrebbe dare più spazio alla musica. Non solo un’ora a settimana, ma progetti, laboratori, eventi, concerti scolastici e momenti di ascolto condiviso. Per esempio, si potrebbero invitare artisti sia isolani che non, che potrebbero raccontare la loro esperienza e cosa sia la musica per loro durante le assemblee d’istituto.
La musica può diventare un linguaggio comune, capace di unire studenti diversi, superare timidezze e creare nuove amicizie in base ai propri gusti musicali.
Per molti ragazzi la musica è stata ed è una vera ancora di salvezza.
Ascoltare una canzone, scrivere testi o suonare uno strumento può aiutare a esprimere emozioni che non riescono a uscire.
La scienza conferma tutto questo: la musica viene utilizzata anche in musicoterapia, perché aiuta a ridurre ansia e depressione e migliora l’umore.
In conclusione, crediamo che la musica debba avere un ruolo centrale nella scuola di oggi. La musica rappresenta ognuno di noi, chi più e chi meno, evidenzia i nostri caratteri.
La musica è unione, legame e compagnia e portarla di più a scuola significa che noi ragazzi non siamo solo voti e verifiche, ma emozioni, identità personale e fragilità.
Vi invitiamo a rispondere al seguente sondaggio per capire il vostro pensiero riguardo l'argomento, cliccando qui.
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani (8 giugno), la classe IA indirizzo Classico ha realizzato, durante le lezioni di Educazione Civica con la prof.ssa E. Vitale sulla tutela degli oceani e dell'ecosistema marino (soprattutto isolano), un volantino informativo da scaricare gratuitamente per promuovere, in vista della pausa estiva, alcuni comportamenti responsabili da tenere in spiaggia per preservare le coste, il mare e la fauna marina che le abita. Buona estate a tutti! #savetheocean
degli studenti di 3AU e 3BU coinvolti nel progetto
Quest’anno scolastico noi ragazzi di 3°A e 3°B abbiamo iniziato diversi percorsi di PCTO, in particolare ce n’è stato uno che era rivolto a noi dell’indirizzo Scienze Umane. Questo progetto era in collaborazione con la “Mensa del Sorriso”, che si trova a Casamicciola Terme.
A scuola abbiamo conosciuto dei volontari, Fausta, Michela, Fatima e Carlo che ci hanno aperto gli occhi su un argomento molto importante: aiutare gli altri. Nei primi incontri illustrativi , ci siamo fatti un’idea di cosa sia il volontariato e di chi sia il volontario. Ma abbiamo anche riflettuto su quello che, secondo noi, sia il volontariato e in che modo nel nostro piccolo potremmo praticarlo. Molti di noi non conoscevano proprio questa associazione, mentre altri avevano già avuto piccole esperienze come volontari. L’iniziativa ci è piaciuta molto ed abbiamo continuato questa esperienza proprio in mensa. Lì abbiamo conosciuto altri volontari, ma anche diversi ospiti. I pomeriggi trascorsi lì sono stati molto piacevoli, soprattutto quando aiutavamo in cucina nella preparazione della cena. Ma non solo: preparavamo le buste, per consegne a domicilio, tagliavamo il pane, apparecchiavamo la tavola. Ma abbiamo anche scambiato qualche chiacchiera con gli ospiti e volontari, soprattutto con Agniezska, con cui Antonio ha parlato anche in polacco! Non è semplice interagire con gli ospiti perché hanno un trascorso duro e complicato, ma noi siamo riusciti ad intervistarne alcuni, vi racconteremo qualche storia. Iniziamo da Agniezska.
Agniezska é nata in Polonia, ed ha 52 anni. Frequenta la mensa perché quando è uscita dall’ospedale aveva una brutta malattia, non aveva una fissa dimora e aveva bisogno di essere aiutata. “Per me tutti i volontari sono angeli”, ci dice. Stare in mensa l’ha cambiata molto, ma soprattutto adesso che la sua vita ha avuto una svolta molto importante, è molto felice. È riuscita persino a trovare un lavoro ed una casa in affitto, nonostante fosse difficile per via del suo cane, e in mensa ha fatto molte amicizie. Adesso è molto serena nel raccontare la sua storia. La vita l’ha messa alla prova, ma lei è sempre stata fiduciosa. Sapeva che il cambiamento sarebbe arrivato.
Andrea, invece, ha una storia diversa ma altrettanto significativa. Cinque anni fa, è arrivato sull'isola per la sua bellezza e per un nuovo inizio. Originario della Polonia, Andrea ha lavorato in miniera e come lavapiatti. La fine del suo matrimonio lo ha portato a trasferirsi da suo cognato, dove ha dovuto affrontare i propri problemi di alcolismo. Ricorda con emozione come un gruppo di amici lo abbia incoraggiato a cercare aiuto. Attualmente dorme presso la mensa e ci ha condiviso quanto si senta accolto e trattato con rispetto da tutti. Ha un obiettivo chiaro: trovare un lavoro estivo per risparmiare e poter tornare a trovare la sua famiglia nel suo paese. Andrea ci ha dimostrato che, nonostante le avversità, la volontà di riprendersi è più forte di qualsiasi ostacolo.
Tra i volontari, abbiamo intervistato Fausta e il dott. De Luciano. Fausta è la veterana della Mensa del sorriso! Fa volontariato da 30 anni, da 8 in questa mensa. La sua scelta parte dal desiderio di combattere le ingiustizie e di aiutare le persone. Nonostante non sia un’attività che comporti una ricompensa materiale, è molto contenta di svolgerla, perché si sente soddisfatta nel pensare che le sue azioni facciano stare bene qualcun altro. Anche le persone che le stanno accanto la sostengono e spesso riesce a coinvolgerli. Ci dice di aver conosciuto la Mensa leggendo notizie sul Dispari. Fausta consiglierebbe questa attività a chiunque, si aiuta il prossimo con leggerezza, ma anche serietà!
Incontrando il Dottor De Luciano, un medico che ha scelto di fare volontariato da sette anni, abbiamo scoperto quanto sia importante l’impegno sociale. Il Dottor De Luciano ha iniziato a lavorare alla Mensa del Sorriso dopo che un suo amico, Simeone Schiano, gli chiese di sostituirlo. Inizialmente, la mensa ospitava solo 10 persone, ma durante il Covid il numero è salito a 250 pasti al giorno! Oggi, si aggira attorno ai 60 pasti. “Se non c’è empatia, è inutile farlo”, ci ha detto, sottolineando l'importanza dell’aspetto umano nel volontariato. Dedica un giorno alla settimana a questo impegno e segue anche gli ospiti dal punto di vista medico. La sua famiglia è assolutamente entusiasta e il Dottor De Luciano ha coinvolto anche molti amici in questa causa, dimostrando quanto possa essere contagioso lo spirito di altruismo.
Dunque, questa esperienza alla Mensa del Sorriso ci ha particolarmente colpito e arricchito! È stato molto bello dare una mano ai volontari, sapendo che avremmo aiutato persone che non hanno la nostra stessa fortuna, come vivere in una casa al coperto e mangiare tutti i giorni. Alcuni di noi hanno scoperto di essere anche molto abili in cucina! Noi consigliamo questa esperienza anche a voi lettori, perché "Ogni mano conta".
Un ringraziamento speciale alla Dirigente del Liceo, prof.ssa Assunta Barbieri, che ci ha permesso di vivere questa esperienza, ai volontari della mensa per la loro accoglienza e alla prof.ssa Maria Ferrandino che ci ha consigliato e accompagnato nel percorso.
Una rappresentanza di studenti al lavoro, con il Professore Matteo D'Acunto dell'Università di Napoli L'Orientale, alcuni docenti del liceo e una giovane archeologa.
degli studenti coinvolti nel progetto
A partire dal 2 settembre 2024, dopo ben cinquantatré anni, Ischia torna protagonista della ricerca archeologica con la ripresa degli scavi nel quartiere artigianale di Mazzola (Lacco Ameno), dove si trova l'antico insediamento di Pithekoussai, il primo insediamento greco in Occidente. Questo progetto di ricerca, che coinvolge l'Università di Napoli L'Orientale, la Soprintendenza Archeologica e il Comune di Lacco Ameno, offrirà nuove scoperte sulla vita, l’economia e la cultura dei suoi antichi abitanti.
Un aspetto particolarmente interessante è la volontà di aprire gli scavi alla cittadinanza, con l'invito a noi studenti del liceo Giorgio Buchner a partecipare attivamente. Un’occasione unica per conoscere più da vicino la storia di questo affascinante sito, che ha avuto un ruolo cruciale nel commercio e nella cultura del Mediterraneo. Sebbene inizialmente si fosse pensato che l'isola fosse stata scelta per la sua protezione dai barbari locali e per il bisogno di terre agricole, le recenti scoperte archeologiche hanno confermato che era anche un importante punto di scambio, in particolare per i metalli, risorse molto richieste dai Greci. Quindi, l’insediamento di Pithekoussai rappresentava un crocevia commerciale di grande rilevanza, che favoriva le interazioni culturali e mercantili nel Mediterraneo occidentale.
Noi studenti ci siamo immersi nel mondo dell’archeologia così come Giorgio Buchner, che è stato uno dei più importanti archeologi italiani, famoso per le sue scoperte a Pithekoussai. Nato nel 1927, Buchner avviò gli scavi negli anni '50, riportando alla luce importanti reperti che hanno cambiato la comprensione della colonizzazione greca nel Mediterraneo. Il suo lavoro ha rivelato Pithekoussai non solo come una colonia greca, ma come un fondamentale punto di scambio culturale e commerciale. Buchner non si limitò a fare ricerca, ma cercò anche di coinvolgere la comunità locale nella tutela e valorizzazione del patrimonio. La sua eredità vive ancora oggi, con le nuove campagne di scavo che continuano a esplorare il sito di Pithekoussai, in linea con la sua visione di un'archeologia condivisa e partecipata.
Durante le giornate di lavoro abbiamo collaborato con archeologi nello svolgimento di alcune attività pratiche come la pulizia dei reperti, la loro selezione e una prima classificazione per tipo e materiale. Abbiamo appreso come usare strumenti semplici ma fondamentali, come spatole, pennelli e setacci con molta attenzione. Ogni oggetto ritrovato veniva trattato con cura, perché anche il più piccolo frammento può raccontare un pezzo della nostra storia. Per gli studenti del triennio, questo progetto è valso come P.C.T.O.
Lo scavo archeologico e la collaborazione con la nostra scuola riprenderanno a settembre, e non vediamo l’ora di rimetterci all’opera!
di Stefano Lupoli
Nel corrente anno scolastico la nostra scuola ha garantito una ricca offerta di viaggi di istruzione. Circa 800 studenti sono partiti alla volta della scoperta delle bellezze dell'Europa!🎉I viaggi sono stati effettuati da marzo fino alla fine di maggio. Le mete sono state varie, sia estere che sul territorio italiano; le quinte sono state le uniche ad aver visitato l’estero: le classi 5AL, 5AS, 5ES sono state a Budapest, la Parigi dell’est, dominata dallo stile neogotico, espresso dal famoso Parlamento, e barocco, come nei quartieri storici di Buda. Il resto delle quinte è stato ospitato dalla calorosa città di Praga, la città delle torri, attraversata dal fiume Moldava, con architettura e paesaggi mozzafiato.
Tutte le classi quarte hanno scelto come meta la Sicilia orientale (Catania, Taormina, Siracusa e altre città) e alcune assisteranno a degli spettacoli organizzati dall’INDA, due tragedie di Sofocle, “Edipo a Colono” ed “Elettra”, presso il Teatro Greco di Siracusa.
Anche la Toscana è stata una meta gettonata, preferita da 14 classi terze. Tra le città esplorate troviamo Firenze, Siena, Pisa, Lucca e San Gimignano; i ragazzi sono riusciti anche a visitare l'immenso (ma forse dispersivo) museo degli Uffizi.
Infine, la Puglia è stata la destinazione di quasi tutti gli studenti del secondo anno, che sono stati ospitati dalle città di Bari, Alberobello e Trani, oltre a visitare Castel del Monte, la stupenda fortezza fatta costruire da Federico II, e le grotte di Castellana. Due classi seconde (2AO e 2BL), invece, hanno optato per Matera con i suoi sassi, gioiello della Basilicata.
L'organizzazione dei viaggi ha richiesto un grande dispiegamento di forze, ma ne è valsa la pena perché il risultato è stato molto positivo; famiglie, studenti e docenti sono fermamente convinti che tali esperienze contribuiscono in maniera significativa alla crescita personale e alla costruzione di un rapporto più sereno con i compagni di classe e la scuola stessa.
A Ischia, come in molte scuole italiane, ogni anno si tiene la Settimana dello Studente, un'iniziativa molto attesa dagli studenti. Per alcuni giorni le lezioni tradizionali vengono sospese e la scuola diventa un luogo di creatività, discussione e apprendimento alternativo.
Durante la settimana, svolta tra il 18 e il 21 febbraio, gli studenti diventano i protagonisti: organizzano attività artistiche, sportive e culturali. Tra i laboratori più comuni ci sono pittura, musica, teatro, fotografia e scrittura creativa. Si svolgono tornei sportivi, come calcio, pallavolo e pallacanestro, mentre momenti culturali come dibattiti su temi di attualità, proiezioni di film e incontri con esperti o ospiti locali fanno anch'essi parte del programma. Alcune scuole offrono anche giochi di gruppo, quiz di classe e talent show, quest’anno ci siamo cimentate nello studio di “Belve”, dove facevano varie interviste, come ai collaboratori scolastici e ai rappresentanti d’istituto.
Questa iniziativa è una grande opportunità per sviluppare competenze trasversali essenziali come la collaborazione, la responsabilità, la creatività e la gestione di eventi. Anche se si tratta di una settimana diversa dalle normali lezioni, la frequenza è obbligatoria e ci si aspetta sempre un comportamento corretto.
La Settimana Studentesca a Ischia è quindi l'occasione perfetta per rafforzare lo spirito di comunità scolastica, incoraggiare la partecipazione attiva degli studenti e vivere la scuola in modo più dinamico e coinvolgente, promuovendo al contempo le capacità di ogni studente.
Come per tutte le esperienze, anche per questa volta ci sono stati fattori che non hanno funzionato: la nuova piattaforma, utilizzata quest’anno, ci ha dato la possibilità di scegliere e organizzare soltanto i primi due giorni, lasciando ai rappresentanti la scelta dei restanti.
di Giusy Di Primio e Sabrina Galano
Il 29 aprile 2025 si è svolta presso la Basilica di Santa Restituta di Lacco Ameno la prima edizione del Concerto per la Pace, organizzata dal liceo "Giorgio Buchner" in collaborazione con l’ISIS Melissa Bassi di Scampia.
hanno partecipato ospiti importanti: Daria Lubrano Di Ricco, in rappresentanza della Fondazione "Casa dello Spirito e delle Arti"; il maestro liutaio del carcere di Secondigliano Vincenzo Romano; Amara, componente della Cooperativa Sociale "La Paranza", oggi guida alle Catacombe, un tempo migrante salvato dalle acque del Mediterraneo nel suo viaggio dalla Costa d'Avorio verso un futuro migliore.
Gli studenti dei licei musicali di Ischia e di Scampia hanno suonato tre degli strumenti dell'Orchestra del mare, due mandolini e una chitarra. Questi strumenti sono stati realizzati dai detenuti del carcere di Secondigliano a partire dal legno delle barche dei migranti salvati a largo delle nostre coste.
La musica, linguaggio universale che unisce e consola, è stato un veicolo potente per esprimere un'importante segnale di presenza, di unità, di speranza e vicinanza per i detenuti e i migranti.
L'esibizione è stata intervallata dai discorsi della presidente Daria Lubrano Di Ricco, di Amara, del parroco di Lacco Ameno Don Pasquale Trani. E non solo: si sono esibite anche le ballerine allieve della maestra Carmen Pilato, nostre studentesse, e, in contemporanea, delle studentesse del liceo artistico hanno dipinto un quadro ispirato ai temi dell'evento.
Si è anche ricordato, attraverso immagini proiettate su uno schermo, come Papa Francesco, da poco scomparso, sempre attento agli ultimi, agli emarginati della società, in particolare ai profughi, ai carcerati, abbia benedetto gli strumenti musicali dell'Orchestra del mare, simbolo potente della musica come mezzo che unisce popoli, razze e Paesi, può aiutare le persone in difficoltà, a partire dai detenuti, che non sempre vengono aiutati a realizzare una nuova vita.
Sul progetto “Metamorfosi”, che prevede la trasformazione delle barche dei migranti in strumenti di musica e di preghiera (soprattutto rosari), abbiamo intervistato la dott.ssa Daria Lubrano di Ricco. Ci ha spiegato che la Direzione delle carceri di Secondigliano e Milano ha selezionato alcuni detenuti che lavorano nelle liuterie delle due case circondariali affinché si dedicassero alla costruzione di questi oggetti. Questi ricevono un salario e ciò permette loro sia di imparare un mestiere sia di aiutare le famiglie. La presidente della fondazione ha affermato che “il progetto Metamorfosi è stato fondamentale per i detenuti, perché ha dato loro uno scopo e una speranza. Per gli ergastolani, in particolare, poter lavorare e guadagnare un salario regolare è stato un cambiamento radicale di vita”.
Il progetto ha anche ricevuto l'appoggio di papa Francesco. La vicinanza del papa ai migranti ha influenzato positivamente il progetto e non solo. “Il papa è stato fondamentale, perché ha dato un impulso importante alla sensibilizzazione sull’accoglienza dei migranti. La sua vicinanza ai migranti e ai detenuti ha mostrato che c’è una speranza per tutti”.
Daria Lubrano Di Ricco ha aggiunto che "se più chiese in Italia facessero quello che ha fatto Papa Francesco, aprendo le porte alle persone fragili, sarebbe un grande passo avanti per la società. Speriamo che questo progetto possa ispirare altre iniziative di solidarietà e accoglienza" e ha concluso: "in questo momento storico così delicato e complesso, segnato da eventi che ci toccano profondamente, avvertiamo la forte responsabilità di far sentire la nostra voce".
Il Concerto per la Pace rappresenta un’occasione straordinaria per unirci come comunità educante e lanciare un messaggio corale e potente di solidarietà, speranza e irrinunciabile desiderio di pace.
Il progetto "Metamorfosi" è un esempio di come l'arte e la musica possano essere utilizzate per promuovere la speranza e la redenzione.
NEL GOLFO DI NAPOLI NEL XX SECOLO
di Daniele Forino Russo
Senza collegamenti con la terraferma, il nostro Liceo non potrebbe assicurare le sue attività, visto che buona parte del personale docente e non docente risiede a Napoli e in provincia. Ma come funzionava il trasporto marittimo in passato?
Fin dall’Ottocento i collegamenti con le isole nel golfo di Napoli erano garantiti da vapori adibiti al trasporto pubblico statale, gestito dapprima dalla “Società Napoletana di Navigazione a Vapore” (SNNV), poi dalla “Società Partenope”, nata nel 1865, che nel 1925 assunse il nome di “Società Partenope Anonima di Navigazione” (SPAN), in seguito sostituita dalla “Campania Regionale Marittima” (CAREMAR), fondata nel 1975, tuttora attiva.
L’esigenza di aumentare le corse giornaliere, molto limitate, portò alla nascita all’inizio del Novecento delle prime piccole compagnie di navigazione private che, oltre alle persone, trasportavano su motobarche in legno anche derrate alimentari in sacchi, vino e olio in botti, persino buoi vivi da macellare.
Nel secondo dopoguerra i passeggeri e turisti aumentarono notevolmente. Per venire incontro all’esigenza sempre più diffusa di spostarsi con le proprie auto, all’inizio gli armatori e i marittimi ricorsero a soluzioni improvvisate, di fortuna, come tavole di legno utilizzate come rampe, e a una sorta di "arte dell’incastro", per riuscire a sistemare le auto a bordo delle imbarcazioni. A guardare la documentazione fotografica, si resta stupiti e in parte divertiti nel vedere come le auto fossero portate a bordo, alla meno peggio, senza alcuna misura di sicurezza, in equilibrio precario o instabile, in alcuni casi sporgendo pericolosamente dall’imbarcazione!
La carrellata di immagini che segue aiuta a farsi un'idea del trasporto marittimo nella prima metà del Novecento, consente di scoprire che in passato le imbarcazioni attraccavano anche a Ischia Ponte e altre curiosità.
12 settembre 1935: prima corsa inaugurale della motonave “Vittoria” dell’armatore Nicola Monti sulla tratta Ischia Ponte-Napoli. Il pontile era ancora in legno. La nave partiva da Ischia Ponte alle 7:30 e ritornava alle 16:00. La “Vittoria” apparve anche nel film Campane a Martello del 1949.
1951: la società di navigazione Span (Società Partenope Anonima di Navigazione) inaugura lo scalo di Ischia Ponte, iscritto nel Registro della navigazione nel Golfo di Napoli dal 1° marzo.
Erano effettuate quattro corse giornaliere sulla tratta Ischia Ponte - Procida - Napoli: 7:30, 10:30, 16:30, 17:00.
Anni Cinquanta:
auto e passeggeri ammassati in modo precario
sulla motobarca “Salvatore Marino”.
13 luglio 1956: “Freccia del sole” di Carlo Rodriquez è il primo aliscafo a viaggiare nel Golfo di Napoli. Copriva in soli 28 minuti la tratta Napoli Mergellina-Ischia Porto. Il successo dei mezzi veloci portò alla nascita della “S.p.A. Aliscafi”, successivamente diventata “Aliscafi S.N.A.V. - Società di navigazione Alta Velocità” dei Rodriquez, che poi passò al gruppo Aponte.
Dai cantieri Rodriquez provenivano anche i primi natanti dell’”Alilauro”, fondata da Agostino Lauro, che, tra gli anni ’50 e gli anni ’70, creò la prima flotta privata del golfo di Napoli.
1958: entra in servizio il primo traghetto, “Città di Pozzuoli”, ex “Asa Thor”, acquistato in Danimarca dall’armatore Antonino Colandrea. Il ferry svolgeva il servizio di trasporto auto tra Pozzuoli e le isole flegree.
DA IERI A OGGI
Attualmente l'Alilauro, una delle principali compagnie di navigazione del golfo di Napoli, dispone di una flotta di più di dieci unità che garantisce i collegamenti tra le isole e la terraferma.
Daniele, che ha una vera e propria passione per gli aliscafi, tanto da conoscere a memoria i nomi e gli orari di tutte le unità Alilauro, ha rivolto a Carmine, uno dei motoristi della compagnia, alcune domande su un lavoro fondamentale e di grande responsabilità, ma anche di poca visibilità.
L'INTERVISTA DI DANIELE A CARMINE,
MOTORISTA DELL’ ALILAURO
di Daniele Forino Russo
D. Come hai scelto questo lavoro?
C. Ho scelto questo lavoro all'età di 15 anni come apprendistato e poi sono diventato meccanico di auto.
D. Da quanto tempo svolgi questo lavoro?
C. Faccio questo lavoro da 50 anni.
D. Il tuo lavoro è pericoloso?
C. In ogni lavoro si deve fare sempre attenzione, perché il pericolo è sempre nascosto dietro l’angolo.
D. Cosa ti piace del tuo lavoro?
C. Fare questo lavoro comporta una grande responsabilità.
D. Come sei diventato motorista dell'Alilauro?
C. Sono diventato motorista perché avevo esperienza come meccanico di auto.
di Francesco Iacono
In occasione della XI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, la classe della terza D scientifico, in collaborazione con la terza C scientifico, ha elaborato il Breviario Ischitano, una mappa dell’isola interattiva. Un clic sui luoghi più celebri dà accesso a diversi aspetti di quella location, come le caratteristiche naturali, le antiche tradizioni o le specifiche festività. Questi reportage di video, foto ed interviste sono stati fatti dagli studenti della 3Ds, divisi in gruppi. Invece i ragazzi della 3Cs hanno operato sempre sulla stessa mappa, ma si sono focalizzati sul mostrare l’isola da un punto di vista turistico, mostrando, ad esempio, dove si possano trovare diversi belvedere. Le due classi hanno operato sotto la tutela della professoressa di storia e filosofia Martina Dell’Annunziata.
Lo scopo del progetto è quello di far conoscere Ischia a 360°, raccogliendo i particolari più nascosti e caratterizzanti di ogni comune dell’isola.
Cliccate sull'icona per poter osservare l'elaborato.
di Giusy Di Primio
Durante i tre giorni dello studente, il 16 aprile 2025, la nostra scuola ha avuto l’onore di ospitare Giovanni Cricco, un ischitano con una storia toccante, quella del suo bisnonno deportato a Dachau. Giobatta Cricco è stato una delle tante persone trasferite nei terribili campi di concentramento, per poi morire di stenti, di fame e freddo. Giovanni ha raccontato i dolori della sua famiglia, a partire dal nonno fino a suo padre, i quali lo hanno aiutato a ricostruire la triste storia del bisnonno. Cercando tra le lettere e gli atti ufficiali, spinto dal desiderio di conoscere la verità sulla sua scomparsa, riesce a ripercorrere il calvario del deportato e a fare chiarezza sulla sua morte. “Ricordo quando ho trovato la lettera di mio nonno Giovanni che scriveva che la sua più grande paura era che tutto quello che era accaduto al padre cadesse nel dimenticatoio una volta morta la sua generazione” ci dice, spiegandoci quanto sia importante ricordare e raccontare storie come queste, perché fanno riflettere e non allontanano questi fatti ma li rendono più vicini a noi: “Vediamo queste storie come molto lontane, invece, raccontandole, le persone possono capire che è una disgrazia accaduta a tante persone e che può ancora accedere”. Durante la mostra si potevano toccare con mano i documenti della deportazione e le lettere dei parenti di Cricco in preda al dolore, infatti Giovanni ha svelato anche le ripercussioni della scomparsa del caro bisnonno, che a quel tempo era già padre, sulla moglie e sui figli.
Ma cosa possiamo fare noi giovani? “Io credo che voi potete e dovete ricordare ogni giorno quello che è accaduto e le sofferenze che hanno patito queste persone, ma soprattutto anche voi dovete essere una voce forte nel denunciare le sofferenze degli altri".
In conclusione, l’incontro con Giovanni Cricco è stato un momento di grande riflessione per tutta la comunità scolastica. Attraverso la storia del suo bisnonno deportato, abbiamo avuto l'occasione di scoprire il dolore del passato e di comprendere quanto sia importante conservarne la memoria. Un’esperienza intensa e formativa, che ci ha ricordato quanto ognuno di noi abbia il dovere di raccontarla e difenderla.
di Daniele Cuomo, Stefano Lupoli e Mario Bresca
Gianni Sasso è un atleta paralimpico ischitano che lo scorso mercoledì 9 aprile 2025 ha tenuto presso la nostra scuola una mostra intitolata “Passi di inclusione”. Con il termine inclusione Gianni intende la socializzazione e lo scambio culturale tra le diverse comunità.
Tra i suoi innumerevoli traguardi troviamo il record mondiale sui 10 km con le stampelle, registrato pochi giorni prima della mostra; un altro successo importante è il record mondiale nella maratona di New York nel 2008, completata in sole 5 ore e 5 minuti.
Gianni, successivamente al suo incidente, grazie alla sua grinta e alla sua passione ha ripreso a giocare a calcio arrivando a rappresentare l’Italia ai Mondiali per amputati in Messico nel 2014, dove è riuscito a dimostrare la sua resilienza, ed ha conquistato anche il titolo italiano nel paratriathlon nello stesso anno.
Lo scorso anno ha compiuto il cammino di Santiago per un totale di 930 km: è partito da Saint Jean Pied de Port ed ha raggiunto Santiago de Compostela, dove è stato accolto trionfalmente dagli altri pellegrini, per poi proseguire verso Finisterre, arrivando a un totale di 1000 km, ai limiti della forza umana. Per il giornalino abbiamo posto alcune domande all’atleta.
Come prima cosa gli abbiamo chiesto come il suo incidente avrebbe potuto cambiare la sua carriera se fosse successo in età più avanzata;
Gianni Sasso ci ha raccontato che si reputa molto fortunato ad aver avuto un incidente in giovane età poiché quando si è piccoli la mente è più malleabile e i traumi col tempo passano più facilmente e si trasformano in qualche modo in normalità, infatti lui si reputa una persona molto fortunata che nella vita si è riuscito a togliere ogni tipo di soddisfazione e gioia.
Poi gli abbiamo chiesto quale fosse il rimpianto più grande nella sua vita; Gianni ci ha risposto che il suo più grande rimpianto è materiale ed è quello di non essere mai riuscito a conquistare una medaglia alle olimpiadi, poiché moralmente si sente completo e soddisfatto.
Infine abbiamo deciso di fargli una domanda sul suo cammino a Santiago de Compostela per capire se esso sia stato più difficile dal punto di vista mentale o fisico; egli ci ha detto che questo viaggio non gli è pesato né dal punto di vista fisico né da quello mentale poiché la sua forza di volontà e la sua passione lo hanno travolto durante il viaggio e non gli hanno fatto pesare la grande fatica.
In conclusione Gianni ci ha spiegato che la chiave del suo successo deriva dalla sua voglia di vivere appieno la vita, portando sempre avanti le sue passioni con la disciplina e con l'allenamento che lo hanno reso grande. Inoltre ci ha raccomandato, come insegnamento di vita, di vivere sempre fino in fondo ogni esperienza e di fare, ovviamente nel rispetto degli altri, tutto ciò che ci rende liberi e felici.
di Giusy Di Primio
La nostra scuola si trasforma in un palcoscenico di emozioni e ricordi durante due eventi speciali, la Notte nazionale del Liceo Classico e il Dantedì, che portano gli studenti a vivere esperienze uniche e indimenticabili. il Dantedì è stato il 25 marzo 2025 dalle 16 alle 18 mentre La Notte si è svolta il 4 aprile 2025 dalle 18 alle 24.
Nel pomeriggio del Dantedì abbiamo raccolto interviste e pareri di alcuni studenti e professori.
Ma cosa significa il Dantedì per coloro che lo vivono ogni anno?
Tutti gli organizzatori sono stati molto felici di partecipare a questo progetto, sebbene molto stancante e impegnativo. Dice la professoressa G. Tessitore, d'accordo con tutti professori, che è importante partecipare al Dantedì perché il sommo poeta ci ha regalato “una lingua che ci unisce” e ci ha dato “l’orgoglio di essere italiani”. Tra gli alunni c’è chi si è divertito e chi non vedeva l’ora che tutte le prove pomeridiane e lo stress finissero. Irene Di Meglio della classe 3BS, esibitasi con lo spettacolo “Gli iracondi - Filippo Argenti”, ha evidenziato con entusiasmo l’importanza di celebrare questo giorno, ha descritto il duro lavoro fatto e il ruolo fondamentale che ha Dante nella letteratura. Invece Chiara Iacono e Michela Castagliuolo della 4BU, che hanno preso parte al divertente spettacolo “Belve”, ci hanno spiegato che La divina commedia non è solo un grande testo del passato ma è anche molto attuale. Tale è l'entusiasmo che anche ex studenti vogliono avere ancora il ruolo di protagonisti, come Francesco Monti, che ha avuto una parte importante nella rappresentazione del Paradiso: “sono contento di tornare qui dopo aver terminato il mio percorso ed è stata una bella esperienza”, ci ha detto prima di spiegarci il canto che ha rappresentato con tutte le sue sfumature.
La Notte nazionale del Liceo classico, XI edizione
Nella Notte nazionale ci sono stati molti spettacoli e rappresentazioni, tutti incentrati sul tema del Mediterraneo, che hanno reso unica la serata, regalando emozioni non solo alle persone coinvolte nell'organizzazione ma anche ai genitori e agli altri spettatori. Presentando gli spettacoli, non possiamo non citare la performance della 2AC che ha rappresentato la storia di Enea e del suo viaggio, oppure The tempest delle classi 4AAF e 4AAM, che hanno messo in scena uno spettacolo tratto da un'opera di William Shakespeare.
Invece tra le mostre e le installazioni, segnaliamo l'invito a cena tra le ricette del mondo greco-romano della 1BC, dove i piatti, cucinati dagli studenti, erano esposti e descritti da loro stessi.
In conclusione, il Dantedì e la Notte Nazionale del Liceo Classico sono due eventi che offrono agli studenti l’opportunità di vivere esperienze uniche e indimenticabili. Grazie alle testimonianze dei professori e degli alunni, abbiamo potuto scoprire il significato di questi eventi e come essi possano influenzare la vita degli studenti. Un’esperienza da non perdere!
di Sabrina Galano e Giusy Di Primio
Il 14 febbraio 2025 la nostra scuola ha avuto l’onore di essere ospitata nel cinema Excelsior di Ischia per la visione de Il ragazzo dai pantaloni rosa, a cui hanno aderito quasi tutte le classi, vista la popolarità del film.
Il ragazzo dai pantaloni rosa è un film del 2024 diretto da Margherita Ferri, prodotto da Eagle. La pellicola è l’adattamento cinematografico della storia di Andrea Spezzacatena, interpretato da Samuele Carrino. Vittima di bullismo e cyberbullismo, Andrea si tolse la vita il 20 novembre 2012 all'età di 15 anni. Il film, nelle sue 2 ore, riesce a racchiudere una storia dolorosa, ma racconta anche la vitalità e la spensieratezza del giovane protagonista. Andrea è infatti un adolescente romano brillante e solare, studente modello, appassionato di musica e canto. Nonostante le sue doti, diventa bersaglio di bullismo a scuola. Quando sceglie di indossare dei pantaloni rosa regalatigli dalla madre, questo gesto, simbolo di una libertà individuale che non si piega ai pregiudizi, scatena le prese in giro da parte di un gruppo di compagni. L’emarginazione e l'incomprensione lo spingono a chiudersi in sé stesso, portandolo a un tragico epilogo.
La storia ha fatto commuovere tutti, ragazzi e adulti, con lo zoom sulla vita di Andrea, sui suoi conflitti adolescenziali e il rapporto che ha con il mondo. Il ragazzo dai pantaloni rosa è un film necessario, che affronta con delicatezza e serietà il tema del bullismo, offrendo una riflessione profonda sulla sensibilità degli adolescenti e sull’impatto che hanno le parole. Le scene che colpiscono di più sono quelle che trasmettono maggiore suspense, come l’arrivo del ragazzo al ballo di fine anno o la scena della lotta con Todi, o altre più leggere, come quella dello spogliatoio, che ha sorpreso tutti. Dei personaggi uno dei più amati è la madre, perché desidera assecondare il figlio, pensando di renderlo felice. È un esempio di forza per tutte le madri che vogliono aiutare i loro figli nei momenti più difficili.
Consigliamo il film a chi ancora nel 2025 si mostra intollerante e violento.
di Stefano Lupoli
Sabato 1° febbraio 2025, il maestoso Duomo di Napoli ha ospitato il Concerto per la Pace, un evento straordinario che ha unito artisti internazionali e italiani e ha lanciato un potente messaggio di speranza e unità alle nuove generazioni.
Promosso dalla Regione Campania in collaborazione con l'Arcidiocesi di Napoli, la Fondazione Campania Festival e Anteprima, questo concerto ha rappresentato una sinergia virtuosa tra istituzioni laiche e religiose, sottolineando l'importanza del dialogo interreligioso e interculturale. In occasione dell'Anno Santo del Giubileo, l'evento mirava a rafforzare la coscienza collettiva sui valori della fratellanza e della pace.
L'evento è stato condotto da Marisa Laurito e Neri Marcoré, con il supporto giornalistico di Carmen Lasorella e Claudia Conte, e gli interventi storici di Maurizio De Giovanni.
Sul palco, il Concerto per la Pace ha portato artisti provenienti da paesi oggi segnati da gravi conflitti, come Ucraina, Russia, Palestina, Israele e Iran. Tra questi c’erano Noa (Israele) e Miriam Toukan (Palestina), il violinista russo – ungherese nato in Ucraina Graf Mourja e la soprano russa Nina Solodovnikova, che si è esibita con il tenore campano Giuseppe Talamo. Le giovani pianiste ucraine Diana e Danielle Dvalishvili e il gruppo multiculturale Sistanagila, che unisce artisti iraniani e israeliani. Hanno partecipato anche molti artisti italiani come Lina Sastri, Enzo Avitabile, Irene Grandi, Ermal Meta, Tosca, Amara ed altri.
La nostra scuola, insieme ad altre, è stata invitata per la partecipazione e circa 30 alunni delle classi 3DS, 3BL, 2BO e 2BS hanno voluto partecipare.
Siamo arrivati a Napoli per le 16:00, subito abbiamo raggiunto il Duomo e abbiamo atteso circa due ore prima di entrare. Poco dopo il nostro ingresso il concerto è iniziato. Ad aprirlo è stato il Presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, con un discorso sulla pace e sull’importanza di preservarla, rivolgendo poi uno sguardo ai conflitti nel mondo. Successivamente sono iniziate le performance dei cantanti.
Abbiamo dovuto lasciare l'evento per le 21:00 per motivi logistici, per prendere l’ultimo traghetto di rientro delle 21:55.
Il concerto nel complesso è stato molto interessante, soprattutto perché ha espanso gli orizzonti sulla tematica della guerra. A detta di molti studenti non sono mancati i problemi di organizzazione legati al grande afflusso dei partecipanti. Tuttavia, iniziative come queste sono importanti per sensibilizzare i giovani sulla cultura della pace, perché parlarne può sicuramente evitare che le nuove generazioni sposino lo stesso modo di pensare di coloro che stanno creando conflitti attualmente.
Interviste agli studenti riguardo i viaggi di istruzione in Sicilia e a Firenze
di Aurora Bilardi, Lucia Buono e Sabrina Pugliese
Anche quest’anno le classi del liceo sono partite per le gite scolastiche.
Le quarte hanno trascorso sei giorni in Sicilia divise in due gruppi (un altro partirà a maggio).
Intervistiamo Lucia della 4AC, partita con il primo gruppo dal 13 al 18 marzo.
A: La gita in Sicilia si è appena conclusa. Come ti senti a riguardo?
L: Devo dire che è stata un'esperienza veramente positiva. Il viaggio è stato molto intenso, ma questo ha reso ogni momento ancora più interessante. Abbiamo visitato molti posti diversi e non abbiamo mai avuto il tempo di annoiarci.
A: Il programma della gita prevedeva diverse tappe. Ci puoi dire quali sono state le mete principali?
L: Siamo stati a Taormina, Sant’Alessio Siculo, Catania, Siracusa, Noto e Modica, e naturalmente abbiamo anche visitato l’Etna. È stato un percorso molto vario, con una bella combinazione di mare, città e paesaggi naturali.
A: Quale tappa ti ha sorpreso di più?
L: Sicuramente l’Etna. Non mi aspettavo di trovare la neve, quindi è stato un impatto forte. Le foto non rendono pienamente l'idea di come sia stato emozionante.
A: Com’è stata la visita all’Etna?
L: Un po’ faticosa a causa del freddo, ma molto bella. Il fatto di essere su un vulcano attivo è già di per sé un'esperienza unica, e il paesaggio era veramente particolare.
A: Tra le città che avete visitato, ce n’è una che ti è rimasta più impressa?
L: Taormina mi è piaciuta moltissimo per l'atmosfera e i panorami. Anche Noto mi ha colpito, soprattutto per l'architettura, che è molto diversa da quella che siamo abituati a vedere.
A: Come ti sono sembrate le città di Catania, Siracusa e Modica?
L: Ognuna ha il suo carattere. Catania è più vivace, Siracusa ha una parte storica molto bella, mentre Modica mi è sembrata più raccolta, ma comunque interessante.
A: Consiglieresti questa esperienza a chi partirà nei prossimi turni?
L: Sì, perché è un modo per scoprire nuovi posti e vivere giorni diversi dal solito. È un'esperienza che resta nel cuore.
Passiamo alle classi terze. Le classi 3BO, 3AC, 3AS si sono dirette per quattro giorni, dal 23 al 26 marzo, a Firenze; altre hanno viaggiato in Umbria, altre ancora partiranno presto per Firenze. Le terze dell'artistico, invece, hanno optato per Venezia.
Oggi intervisteremo Gabriel della 3BO.
S: Com’è stata l’esperienza di questa gita a Firenze?
G: È stata un'esperienza molto positiva. Nonostante il programma fosse impegnativo e ci fosse tantissimo da camminare, la città ti ripaga con la sua bellezza. Girare per il centro storico con i compagni rende tutto più piacevole rispetto a una normale lezione in aula.
S: Alla Galleria dell’Accademia avete visto il David. Che impressione ti ha fatto?
G: È pazzesco. Sapevo che fosse una statua importante, ma trovarsela davanti è un’altra cosa. Mi ha colpito soprattutto la grandezza e la precisione dei dettagli: la tensione dei muscoli e le vene sulle mani lo fanno sembrare quasi vivo. Ti trasmette una forza incredibile, è sicuramente l’opera che mi ha sorpreso di più.
S: Agli Uffizi vi siete fermati davanti alla Venere di Botticelli. Cosa ne pensi?
G: C’era molta confusione, ma ne è valsa la pena. È un quadro molto elegante, con dei colori e una luce che dal vivo rendono molto meglio rispetto alle foto dei libri. Ti trasmette un senso di armonia particolare; è uno di quei capolavori che, anche se non sei un esperto, ti lasciano senza parole per quanto sono curati.
S: In definitiva, consiglieresti questo viaggio?
G: Assolutamente sì. Vedere dal vivo le opere che studiamo durante l'anno ti aiuta a capirle meglio e a dare un senso a quello che facciamo a scuola. È stata una gita che ha unito bene il divertimento alla cultura.