"Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo" - George Santayana
Il 2 agosto 1980 è stato una giornata che ha segnato la città di Bologna in maniera indelebile, lasciando una cicatrice evidente ancora dopo più di quarant'anni. Le testimonianze di questa strage ci circondano e possiamo vederle con i nostri occhi. Si tratta non soltanto di targhe e lapidi, ma anche di persone vere e proprie, le cui vite sono state irrimediabilmente cambiate da questa tragica strage.
A Bologna il tempo si è fermato alle 10:25 del fatidico giorno. Il simbolo più significativo, anche se non il più evidente, è uno dei due orologi analogici presenti ai lati dell'entrata principale della stazione.
L'autobus 37, guidato da Agide Melloni, venne messo a disposizione per trasportare le vittime dalla stazione fino all' obitorio cittadino, diventando così un simbolo della reazione spontanea dei bolognesi.
La sala d'aspetto dove è esplosa la bomba è un segno evidente dell'attacco terroristico alla stazione di Bologna. Uno squarcio apre il muro che lascia il posto a una vetrata da cui si vede il primo binario e, all'interno della stanza, al suo fianco, c'è una lapide con i nomi di tutte le 85 persone morte nella strage. Proprio sotto ad essa c'è poi un buco, ricoperto di cemento: si tratta del punto esatto in cui è esplosa la bomba, il punto da cui è partita l'onda di distruzione che ha provocato questa tragedia.
Ad alcuni potrebbero sembrare delle semplici pietre, ma in realtà gli occhi attenti noteranno che costituiscono un vero e proprio "percorso della memoria", che si estende dalla stazione fino a Piazza del Nettuno, dato che su ognuna di esse è riportato il nome di una delle sfortunate vittime della strage.