E TU LO SAPEVI CHE...
I rifiuti elettronici (RAEE) si riferiscono a una categoria di rifiuti derivanti da dispositivi elettronici obsoleti, danneggiati o non più utilizzati. Questi possono includere una vasta gamma di apparecchiature elettroniche come computer, telefoni cellulari, televisori, elettrodomestici, apparecchiature audio e video.
Per quanto riguarda i telefoni cellulari, il loro impatto ambientale è significativo, poiché la durata media di un dispositivo è di circa 3 anni, dopodiché problemi software o hardware ci costringono a ripararlo (il che sarebbe l'ideale!) o a sostituirlo con uno nuovo e più performante. Solo 20 anni fa, non avremmo potuto immaginare l'esistenza degli smartphone, e ora non possiamo vivere senza di essi. Il numero di connessioni supera ormai il numero di persone sulla Terra, senza considerare che il 9% della popolazione mondiale non ha accesso all'elettricità (fonte: Ansa.it). Solo il 20% degli smartphone viene riciclato; il resto viene spesso smaltito in modo improprio, causando inquinamento, rischi per la salute e perdita di habitat. In Ghana si trova la più grande discarica di rifiuti elettronici al mondo.Ricorda che anche il cellulare che tieni nel cassetto è considerato rifiuto elettronico!
Riciclare è importante non solo per proteggere l'ambiente e gli animali, ma anche perché ci permette di recuperare materiali preziosi all'interno dei nostri dispositivi. Esistono infatti più di 50 elementi chimici, ognuno con un ruolo specifico all'interno di uno smartphone. Man mano che le prestazioni di un dispositivo migliorano, aumentano anche gli elementi chimici necessari per ottenerle... Gli smartphone sono davvero "intelligenti"? A noi non sembra! Elementi delle terre rare (REE, dall'inglese Rare-Earth Elements): si tratta di 17 elementi chimici (Scandio, Ittrio e i 15 lantanidi) essenziali per la produzione di componenti elettronici. Sono chiamati "rari" perché si trovano mescolati ad altri materiali, e la loro separazione richiede processi costosi, lunghi e inquinanti. Coltan: una miscela di columbite e tantalite. Circa l'80% delle riserve mondiali si trova nella Repubblica Democratica del Congo, dove l'estrazione, spesso artigianale e in condizioni disumane, alimenta conflitti armati e lavoro minorile.
Minerali dei conflitti: il termine 3TG si riferisce ai quattro minerali stagno, tungsteno, tantalio e oro. Il termine deriva dal fatto che l'estrazione e il commercio di questi materiali in aree politicamente instabili alimentano conflitti armati e corruzione. Le miniere, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e nei paesi limitrofi, sono spesso controllate da milizie che sfruttano la popolazione locale.
Con inquinamento digitale si intende l'impatto ambientale causato dall'utilizzo di dispositivi elettronici, come computer, smartphone, tablet e da tutti servizi online. Si tratta di un inquinamento “invisibile” perchè difficilmente pensiamo che la produzione e l’utilizzo di tutti i dispositivi tecnologici produca emissioni di CO2. La maggior parte dell’impronta di carbonio deriva dall’estrazione dei materiali e dall’assemblaggio, ma anche lo streaming di dati e la conservazione nei data center influisce molto sul consumo di energia.
L'impatto ambientale dei telefoni cellulari è elevato, con circa 80 kg di CO2 generati per ogni nuovo dispositivo, concentrati per oltre l'80% nella produzione e trasporto. Estrarre materiali preziosi (oro, cobalto, terre rare) richiede enormi risorse idriche ed energetiche, mentre il rapido ricambio genera milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, spesso non riciclati.
L’estrazione di materiali preziosi che troviamo nei nostri smartphone , come i 3 TG, distrugge gli habitat delle scimmie nella Repubblica Democratica del Congo, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. La deforestazione, infatti, è una delle maggiori causa di perdita di biodiversità,
Riciclare cellulari usati riduce la domanda di questi materiali e aiuta a proteggere l’ambiente naturale degli animali.
Nella discarica di elettronica più grande del mondo, in Ghana, i rifiuti vengono bruciati principalmente per estrarre metalli preziosi come rame, oro, argento e alluminio da rivendere, per ricavare qualche spicciolo. La combustione a cielo aperto di plastiche, cavi e componenti elettronici libera nell'aria sostanze nocive che si depositano al suolo, contaminando le falde acquifere e provocando gravi malattie respiratorie e neurologiche.
Condizioni di lavoro disumane: L'estrazione di materie prime, in particolare il cobalto in Congo e il litio in Sud America, è spesso associata a condizioni di lavoro estreme, inclusi lo sfruttamento del lavoro minorile e la mancanza di sicurezza per i minatori.
Conflitti e finanziamento armato: La richiesta di minerali provenienti da zone di conflitto alimenta l'instabilità politica e sociale in alcune regioni, finanziando indirettamente gruppi armati.
Impatto sulle comunità locali: L'estrazione mineraria causa la distruzione di ecosistemi, con conseguente perdita di terreni agricoli e fonti di sostentamento per le popolazioni indigene.
Rischi per la salute: L'estrazione di terre rare, di cui la Cina è il principale produttore, genera rifiuti tossici ed emissioni nocive che danneggiano la salute dei lavoratori e degli abitanti delle aree circostanti.
Cos'è il Coltan: Contrazione di columbite-tantalite, da cui si ricava il tantalio, un metallo indispensabile per la fabbricazione di condensatori ad alte prestazioni e miniaturizzati in elettronica, essenziale per la tecnologia (smartphone, pc, auto elettriche).
La guerra del coltan è un conflitto drammatico e persistente, attivo da oltre 20 anni nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), che ha causato milioni di vittime. La RDC detiene circa l'80% delle riserve mondiali di questo minerale.
Il coltan viene spesso estratto in condizioni di schiavitù e contrabbandato attraverso paesi vicini (Ruanda, Uganda), finanziando signori della guerra e ribelli. Bambini e adulti lavorano nelle miniere per 14 ore al giorno, spesso per meno di 1-2 dollari, in condizioni estremamente pericolose.
Si stima che il conflitto, alimentato dal controllo delle miniere, abbia causato almeno 8-10 milioni di morti.
fonte: Nova Lectio