Luca ha creato una famiglia speciale che, in un pomeriggio soleggiato di dicembre dello scorso anno, ci ha aperto le porte della propria casa e del proprio cuore per aiutarci a ricostruire i momenti salienti della vita del nostro collega e amico.
Questo incontro, intimo e profondo, è stato prezioso per trovare la forza di superare il vuoto lasciato dalla sua scomparsa e soprattutto per trasformare questo vuoto in una nuova consapevolezza: sentire la pienezza della sua presenza in ognuno di noi ed esprimere gratitudine per averlo incontrato nel nostro percorso di vita.
Luca nasce il 6 novembre 1962 a Varese; trascorre la sua prima infanzia nel quieto quartiere di Giubiano, dove le strade tranquille e i piccoli giardini diventano il palcoscenico delle sue prime avventure. Fin da piccolo si distingue per la sua inesauribile energia e il suo amore per l’aria aperta e il movimento. Nonostante la giovane età, Luca mostra uno spirito da vero esploratore, sfrecciando con la sua bicicletta per le vie del quartiere, sempre alla ricerca di nuove scoperte. Una volta, ci racconta la moglie Elisa, poco prima della sua Prima Comunione, una delle sue corse spericolate finisce con un rovinoso incidente, senza tuttavia gravi conseguenze.
Durante la sua giovinezza, Luca si lascia conquistare da due grandi passioni: gli scout e la pallavolo, attività che hanno plasmato il suo carattere e arricchito la sua vita di esperienze indimenticabili.
Gli scout diventano per Luca una vera seconda famiglia, un ambiente ricco di stimoli dove crescere, mettersi alla prova e costruire legami profondi. Le sue esperienze come scout lo portano a vivere avventure indimenticabili, condivise con i suoi coetanei, sia durante le escursioni in montagna che nei campi nautici. Tra i più significativi, quelli a Fano, nelle Marche, e sulle rive del Lago Maggiore, vicino a casa, a cui partecipa sempre con grande entusiasmo. Durante queste attività, Luca non solo apprende le abilità necessarie per vivere a stretto contatto con la natura, ma scopre anche il valore del lavoro di squadra, della condivisione e del servizio al prossimo. I principi del fondatore del movimento scout, Lord Baden Powell, diventano per Luca un riferimento quotidiano: “Guida la tua canoa”, “Gioca, non stare a guardare”, “Procurate di lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato” e “Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri”; queste parole non sono semplici versi di canzoni intonati attorno a un fuoco, ma si trasformano in una vera e propria bussola per la sua vita, orientando le sue scelte e ispirando ogni sua azione. Diventato adulto, diventa capo ed educatore di giovani scout, un ruolo che ricopre con entusiasmo e responsabilità. Il suo totem, “Camoscio Blu”, racconta molto di lui: un ragazzo agile e instancabile, che si arrampicava ovunque con la stessa leggerezza di un camoscio, sempre accompagnato dalla sua inseparabile Vespa blu, simbolo di libertà e avventura. Ottiene infine anche il brevetto di capo nazionale.
Luca ha vissuto una lunga carriera nella pallavolo, sia come giocatore che come allenatore. Dal 1982 al 1999 è stato giocatore e capitano della Pallavolo Varese, partecipando a campionati nazionali di Serie C e B. Con il ruolo di alzatore, era il cuore tattico della squadra, costruendo le strategie di gioco e guidando i compagni in campo. Le sue figlie, quando erano bambine, lo seguivano sugli spalti, assistendo con entusiasmo alle sue partite e vivendo da vicino la passione che ha sempre animato il loro padre. Luca non ha mai smesso di amare questo sport, continuando a giocare fino all’età di quarant’anni. Dopo il ritiro dal campo, ha scelto di trasmettere la sua esperienza allenando gratuitamente squadre locali, tra cui la Castiglione Volley, dal 1982 al 2011. Pur non amando particolarmente il ruolo di allenatore rispetto al piacere di giocare, ha comunque dedicato tempo e impegno a formare nuove generazioni di atleti. Inoltre, dal 2015 al 2018, Luca è stato membro del centro di formazione degli allenatori di pallavolo del Centro Sportivo Italiano (CSI) di Como.
Anche durante il servizio militare Luca ha trovato il modo di vivere la sua passione. Inizialmente destinato a diventare carrista, è stato notato per la sua altezza e invitato a far parte della squadra di pallavolo del Servizio Militare a Genova. Grazie alle vittorie ottenute con la squadra, ha ricevuto come premio un trasferimento vicino a casa, a Como.
Proprio il 1° dicembre 2023, poche ore prima di lasciarci, Luca avrebbe dovuto ricevere, presso il Salone Estense di Varese, il prestigioso “Premio Enrico Ravasi”, assegnato dal CONI a chi, silenziosamente, porta avanti la missione dell’educazione attraverso lo sport. La malattia che lo ha colpito gli ha impedito di essere presente, ma il caloroso applauso del mondo dello sport varesino lo ha idealmente raggiunto, trasformando quel riconoscimento in un tributo a una carriera interamente dedicata ai ragazzi.
Luca è sempre stato una persona curiosa, costantemente alla ricerca di nuove passioni e sfide. Dopo aver concluso la sua carriera da allenatore, ha scoperto il padel e l’arrampicata, due attività che lo hanno subito conquistato. Entrambe, infatti, rispondono al suo desiderio di mettersi alla prova e di esplorare nuovi orizzonti. Con lo stesso spirito di avventura che lo ha sempre contraddistinto, ha abbracciato queste discipline, scoprendo un nuovo modo di vivere l'aria aperta e la natura.
Luca si è laureato nel 1985 presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica (ISEF) dell’Università Cattolica di Milano, con una tesi sull'Orienteering, sotto la supervisione del Professor Tonetti. Subito dopo aver conseguito l'abilitazione, inizia la sua carriera professionale come insegnante precario nelle scuole della provincia di Varese, ricoprendo per dieci anni i ruoli di docente di Educazione Fisica e di Sostegno. Nel 2001, ottiene la cattedra di Educazione Fisica presso la scuola media di Jerago, diventando titolare della materia. Contemporaneamente, dal 2004 al 2007, inizia a collaborare con l'Università dell'Insubria di Varese, dove insegna come docente a contratto nel corso di laurea in Scienze Motorie. Inizialmente si occupa della disciplina “Teoria, tecnica e didattica degli sport di squadra: pallavolo” e successivamente, dal 2007 al 2020, insegna “Teoria e metodologia del movimento umano”. Luca collabora anche con l'Università dell'Insubria come membro della commissione esaminatrice e docente per i corsi abilitanti speciali per la classe di concorso A030 (Educazione Fisica nella Scuola Secondaria di Primo Grado) e dal 2013 al 2015, lavora come docente nei laboratori di didattica delle attività motorie nei PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nel 1987, Luca sposa Elisa Liuzzi, professoressa di Italiano e Latino al Liceo "Marie Curie" di Tradate, e insieme danno vita a una famiglia che si arricchisce con la nascita di tre figlie: Michela nel 1989, Claudia nel 1993 e Letizia, la più piccola nel 2001. Oltre all’amore per la sua famiglia, Luca ha coltivato altre due grandi passioni: l'arte della cura dei bonsai, che gli ha permesso di sviluppare pazienza e un profondo legame con la natura, e la passione per la moto e i motori. La sua Suzuki non era solo un mezzo di trasporto, con cui percorrere in lungo e in largo le strade della nostra provincia, ma un simbolo di libertà. Tuttavia, questa passione non è stata priva di piccoli incidenti che gli hanno causato qualche brutta caduta, senza tuttavia mai scalfire il suo entusiasmo e la sua determinazione.
Luca ha sempre nutrito una grande passione per l'educazione al movimento, vedendola come un'opportunità per insegnare e motivare i ragazzi. Ha promosso e partecipato a corsi di sci con l’obiettivo di potenziare l’Educazione Fisica che normalmente si svolge nella palestra e di offrire nuove opportunità ai giovani. La sua filosofia si basava sulla libertà di fare le cose con dedizione e impegno, senza cercare il prestigio personale, ma trovando la soddisfazione nel rapporto autentico con i ragazzi. Questo legame, basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, è sempre stato per lui la vera fonte di appagamento.
La vita di Luca è stata un viaggio intenso, ricco di passione, dedizione e impegno, un lungo percorso che ha toccato tante vite, soprattutto quelle dei giovani che ha avuto il privilegio di guidare, educare e motivare. La sua passione per l'educazione al movimento, la sua dedizione come allenatore e docente, e il suo amore per le sfide, che si riflettevano tanto nelle sue esperienze sportive quanto nel suo impegno quotidiano, sono stati i tratti distintivi di una carriera e di una vita spesa con generosità. Anche se la malattia lo ha strappato troppo presto, la sua eredità e il suo esempio continueranno a vivere nelle persone che ha incontrato, in ogni giovane che ha aiutato a crescere, in ogni studente che ha imparato a credere in sé stesso. Luca rimarrà per sempre un punto di riferimento, un uomo che “ha reso il mondo un po' migliore di come lo ha trovato”, proprio come gli era stato insegnato.
Un anno fa, le figlie del prof. Luca Floreani, Michela, Claudia e Letizia, hanno letto un commovente messaggio d'addio al suo funerale. Quelle parole non erano solo un saluto, ma un atto d’amore e di riconoscenza che ha toccato profondamente tutti i presenti.
Abbiamo deciso di pubblicarlo oggi, ad un anno di distanza, nel giornale scolastico, per offrire ai lettori un'occasione di riflessione su ciò che conta davvero nella vita: i legami che ci uniscono, l'importanza di esprimere gratitudine e la forza ispiratrice del ricordo di chi abbiamo amato.
Cari familiari, amici, colleghi e studenti,
sappiamo bene che tutti quelli che hanno conosciuto Luca lo hanno percepito come un uomo speciale. In questo momento è difficile esprimere a parole la tristezza che avvolge i nostri cuori, ma ci sembra importante con semplici parole parlare di lui perché ha davvero lasciato un'impronta indelebile nelle nostre vite.
Vogliamo ricordare innanzitutto la passione per la vita e l’entusiasmo che Luca trasmetteva in ogni ambito. Amava profondamente la sua famiglia, e lo testimoniava dedicando tanto tempo e affetto a sua moglie, a noi figlie. Curava con attenzione le sue amicizie, fondate sul rispetto, sulla fiducia e sulla gratitudine. Amava anche la sua professione di educatore e questo era evidente nel suo continuo aggiornamento e nella dedizione a ricercare i modi migliori per far crescere e divertire i ragazzi a scuola e per ispirare i futuri professionisti all’università.
Luca era letteralmente un prof, un “maestro” perciò ha segnato profondamente le persone che lo hanno conosciuto. A scuola, sapeva far fiorire le qualità di ogni suo studente, e voleva essere una presenza amica per i colleghi. La sua è stata una vera vocazione all’insegnamento, e lo si capiva proprio dall’entusiasmo nel preparare le sue lezioni, che non dovevano essere solo precise nei contenuti, ma anche costituire occasioni di crescita personale.
Oltre alla passione, era contagiosa anche la gentilezza di Luca. Chiunque lo conoscesse poteva percepire la sua calma, la sua pazienza e il suo rispetto per gli altri. Era un uomo che sapeva ascoltare e consolare, che credeva nel potere delle parole buone e nell'importanza di costruire ponti di comprensione tra le persone.
Luca ha avuto un dono, quella della mitezza, che gli ha permesso non solo di essere umanamente accogliente nelle relazioni ma anche di guardare la vita e di affrontare le difficoltà con serenità, pensando a un Oltre. E tutto questo può solo venire da una saggezza del cuore ispirata da una profonda Fede. Nei momenti difficili, a casa, in campo, a scuola, Luca cercava di essere la voce pacata che rassicura, il sorriso gentile che ricompone i dissidi e incoraggia ad essere un po’ migliori in questo mondo, per noi stessi e per gli altri. Una posizione di servizio al prossimo che ha imparato nella sua vita scout e nel gioco di squadra. È stato un mite anche nella sua malattia, ha resistito con fermezza, mai non con rabbia, provando solo dispiacere nel lasciare tante persone di cui avrebbe voluto prendersi cura ancora a lungo.
Oggi sentiamo questo strappo e dolore per la sua perdita, ma siamo consapevoli del dono prezioso che Luca è stato per la nostra vita. A tutti, e specialmente ai suoi ragazzi, piccoli e grandi, diciamo che il modo migliore per ricordarlo è quello di fare nostre la passione e la gentilezza che ci ha insegnato, per essere in questo nostro cammino persone più amorevoli e quindi molto più felici, come lo è stato lui.
Luca sapeva e voleva dire grazie per tutto quello che riceveva e noi con lui oggi vogliamo ringraziare tutti, parenti, amici, medici che gli sono stati accanto e lo hanno accompagnato in questi mesi, facendosi capaci di parole buone e carezze .
Grazie alle nostre scuole, ai Dirigenti, colleghi, studenti e genitori, che hanno condiviso in modo compassionevole il nostro percorso.
Un pensiero speciale va ai ragazzi della “sua” scuola di Jerago per gli striscioni dedicati al loro prof. Cari ragazzi, Luca li avrà letti con piacere da Lassù, e con il megafono vi inviterebbe ora a correre con tutta l’energia che avete la campestre della vostra vita.
Luca, sarai per sempre nei nostri cuori.
Si ringrazia il Comitato Genitori Nuccia Casula per la realizzazione e la condivisione del video.