INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA DEBORHA SALVO, DIRIGENTE SCOLASTICO DEL NOSTRO ISTITUTO.
La Dirigente, prof.ssa Deborha Salvo, durante un’intervista rilasciata nel suo ufficio il 18 novembre 2024, ha condiviso con noi il suo ricordo del rapporto speciale che ha costruito con il prof. Luca Floreani da quando è alla guida dell’Istituto Comprensivo “E. Fermi” di Cavaria.
In particolare, la nostra Preside ci ha raccontato che ha conosciuto il professore nel settembre 2019, appena ha preso servizio a Cavaria e che da subito è rimasta colpita dalla sua gentilezza e dal grande rispetto che dimostrava verso i colleghi, gli alunni e i genitori.
Ricorda con molta ammirazione la grandissima passione che animava il professor Floreani durante lo svolgimento del suo lavoro e che lo spingeva a ricercare per i suoi studenti attività e metodologie d’insegnamento sempre più coinvolgenti e stimolanti.
Inoltre racconta di aver avuto spesso occasione di confrontarsi con lui durante i momenti istituzionali e le riunioni e sottolinea con orgoglio il prezioso contributo che il docente ha offerto a tutta la comunità scolastica. Le sue iniziative sono state veramente tante: tra esse meritano di essere menzionate il gemellaggio con la scuola francese di Chazelles sur Lyon, le corse campestri che in autunno organizzava e i numerosi laboratori sportivi pomeridiani.
La Preside, con un gran sorriso, ricorda come il prof. Floreani durante le attività sportive parlava spesso con il megafono, mostrando così il suo carattere vivace, aperto e coinvolgente. L’insegnante sottolineava in tutte le occasioni l’importanza del movimento e dell’attività fisica nei giovani per uno sviluppo sano e armonioso della loro persona in un’epoca, come la nostra, in cui il tempo trascorso dai ragazzi davanti agli schermi è in continuo e preoccupante aumento. Inoltre, come afferma la nostra Preside, il professor Floreani considerava lo sport un elemento importantissimo nella vita di ogni ragazza e ragazzo anche per costruire e rafforzare i rapporti e le amicizie: attraverso il movimento, infatti, i giovani possono apprendere valori fondamentali come il lavoro di squadra, la disciplina, la perseveranza e il rispetto delle regole. Per queste ragioni l’attività fisica e sportiva non è solo un passatempo, ma uno strumento educativo essenziale per formare individui sani e attenti, consapevoli dell’importanza di prendersi cura del proprio corpo e del valore dell’amicizia e della collaborazione.
La Dirigente ricorda anche con gratitudine l'eleganza che ha sempre contraddistinto il comportamento del professor Floreani nelle sue relazioni quotidiane. Grazie alla sua disponibilità, il docente riusciva a instaurare un legame di fiducia con i suoi alunni, dimostrandosi attento e disponibile ad ogni tipo di dialogo.
Grazie al suo contributo, continua la nostra Preside, la scuola è cresciuta tanto dal punto di vista dell’offerta formativa e sotto l’aspetto morale e umano. In tutti questi anni il professore ha saputo arricchire il corpo docente con la sua esperienza, la sua passione e la sua visione educativa, rendendo ogni momento di confronto e di collaborazione un'opportunità di crescita per tutti.
La sua eredità, tuttavia, non si esaurisce nel passato, ma vive attraverso le pratiche, i comportamenti e i principi che ogni giorno animano il nostro Istituto. Il lascito del professor Floreani si manifesta in modo tangibile nelle pratiche didattiche adottate all'interno della scuola, che portano la sua impronta di rigore e passione per l'insegnamento, e nel clima di comunità che pervade l'intero Istituto: il docente ha sempre creduto nel valore della collaborazione e dell’inclusione e nella creazione di un ambiente in cui ogni individuo, che fosse studente, insegnante o genitore, si sentisse parte di un progetto comune.
La nostra intervista si conclude con un ricordo che la Dirigente ha voluto condividere per descrivere l’essenza del professor Floreani. Le sue parole risuonano come un tributo sincero a una figura che ha segnato profondamente l’intera comunità scolastica. Lo ha definito "una persona serena, tranquilla e carismatica". La serenità e la tranquillità del professor Floreani non erano semplicemente tratti del suo carattere, ma rappresentavano la sua forza interiore, un riflesso della sua esperienza e della sua capacità di saper ascoltare e comprendere gli altri. Il suo carisma, infine, non derivava da un'autorità impositiva, ma dalla sua naturale capacità di entrare in sintonia con chiunque lo incontrasse, una qualità rara che gli permetteva di comunicare in modo autentico con tutti e, nello stesso tempo, di far sentire ogni singolo individuo importante.
LA LEZIONE DI VITA DEL PROF. FLOREANI RIVIVE NELLE PAROLE DEL SIGNOR PAOLO AMBROSETTI, PRESIDENTE USCENTE DEL CONSIGLIO D'ISTITUTO.
Il giorno 11 novembre 2024 abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’ingegner Ambrosetti, presidente uscente del Consiglio d’Istituto dell’I. C. "E. Fermi" di Cavaria. Anche a lui abbiamo posto alcune domande inerenti al suo rapporto personale e professionale con il professor Luca Floreani.
Durante l’intervista il dottor Ambrosetti si è commosso diverse volte ripensando alla figura dell’insegnante e ha risposto alle nostre domande non senza emozione. Ci ha raccontato che ha conosciuto il professore nel 2019, in un periodo particolarmente difficile per la scuola per il diffondersi del Covid-19, e che da quell’anno è iniziata una fruttuosa collaborazione.
Fin da subito il signor Ambrosetti è entrato in sintonia con il docente condividendo con lui l’idea che lo sport sia fondamentale per lo sviluppo della personalità dei giovani e che sia importante valorizzare soprattutto gli sport “alternativi” e meno pubblicizzati. Per anni, infatti, l’attività pomeridiana più seguita nella nostra scuola, organizzata e gestita dal professore, è stata “Non solo calcio” che ha permesso ai nostri ragazzi di scoprire nuove passioni, di sviluppare diverse abilità e di valorizzare il lavoro di squadra in contesti sportivi meno comuni e conosciuti.
In qualità di Presidente del Consiglio di Istituto aveva anche proposto al prof. Floreani di affiancare allo sport attività educative capaci di formare cittadini consapevoli e attivi. Ha proposto per questo al professor Floreani di promuovere progetti innovativi come il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR) per coinvolgere gli studenti in percorsi di cittadinanza attiva, e la creazione di un giornale scolastico, uno spazio in cui dare voce alle idee e alle esperienze degli alunni stessi. Queste iniziative avrebbero sicuramente arricchito l’offerta formativa e avrebbero favorito negli studenti lo sviluppo della creatività, del senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità scolastica.
Il signor Ambrosetti ha particolarmente apprezzato nell’insegnante la sua capacità di ascolto, una dote che lo rendeva non solo un buon educatore, ma anche una persona capace di instaurare legami sinceri e di fiducia con tutti quelli che incontrava. “Sentire ed ascoltare”, dice il Presidente del Consiglio di Istituto, “sono due azioni molto diverse”: sentire è infatti un’azione automatica, che avviene passivamente e senza impegno; ascoltare, invece, richiede tempo, attenzione e fatica. Il professor Floreani, grazie a questa sua qualità, riusciva a comprendere i bisogni e i sentimenti di chi, adulto o ragazzo, si rivolgeva a lui, facendolo sentire importante e capito.
Il dottor Ambrosetti ci racconta anche che con il professore aveva costruito e mantenuto negli anni un rapporto professionale e umano fondato sul rispetto e sulla stima reciproci. Ricorda, in particolare, il giorno in cui il professore lo ha messo al corrente della sua malattia: lo ha fatto con un sorriso e con queste parole: “Ho finito le lacrime per piangere” dato che era in qualche modo consapevole che il suo percorso di vita stava per completarsi.
Noi tutti che lo ascoltiamo, abbiamo dovuto fermarci un attimo: il nostro ospite non trattiene le lacrime, gli offriamo dell’acqua e aspettiamo in rispettoso silenzio che il ricordo si faccia meno doloroso per poter proseguire.
Il racconto del signor Ambrosetti poco dopo riprende. Ci tiene a dire che tutti i genitori che hanno conosciuto il professore, ne hanno un bellissimo ricordo perché sapeva prendersi cura dei propri ragazzi, specialmente di quelli più fragili. Era in grado di coglierne le sfumature e le potenzialità e per questo riusciva a supportare le famiglie nel difficile compito di aiutare i propri figli nella loro crescita. Con il suo modo d’insegnare sapeva trasmettere grande entusiasmo agli alunni, perché “parlava la loro lingua”, ci racconta ancora il nostro ospite.
Il Presidente del Consiglio d’Istituto conserva tanti bei ricordi del professor Floreani; uno in particolare, che definisce “indimenticabile”, riguarda il bellissimo discorso pronunciato il giorno della campestre che per la prima volta si svolgeva dopo il periodo di isolamento causato dall’emergenza sanitaria per la diffusione del Covid. In questa occasione il professore ha invitato i ragazzi e tutti i presenti a considerare questo evento, che finalmente li rivedeva uniti e insieme dopo tanto tempo, come un atto di rinascita, una nuova alba: erano nuovamente una squadra.
Con gli occhi ancora lucidi, il dottor Ambrosetti ricorda il più grande insegnamento che il professor Floreani gli ha trasmesso. Spesso nei colloqui con le famiglie egli sottolineava la necessità di aiutare i figli a confrontarsi con le difficoltà e gli ostacoli, non ad evitarli e ripeteva l'importanza di percorrere ogni sfida fino in fondo per preparare i ragazzi ad affrontare il futuro con maggiore sicurezza e competenza.
Ai colleghi della scuola di Jerago, continua il signor Ambrosetti, resterà il suo esempio di insegnante attento, capace di instaurare un legame sincero con gli studenti, di ascoltarli e comprenderne le difficoltà senza giudicarli per aiutarli a superare insieme alle loro famiglie le sfide della vita.
Quando al termine della nostra lunga chiacchierata chiediamo al Presidente del Consiglio di Istituto quale immagine gli torna alla mente quando pensa al professor Floreani, ci risponde mostrando un grande sorriso: “lo vedo con un megafono e il cronometro al collo che grida: <Non mollare!>”.
Prima di andarsene, infine, il dottor Ambrosetti ci stupisce con una domanda: “ E voi ragazzi, quale ricordo avete del prof. Floreani?”. Non senza commozione Federico risponde: “Il suo sorriso, anche nella sofferenza e nella malattia”.
Affrontare una malattia terminale con il sorriso è un atto straordinario di coraggio e serenità, segno di una grande forza interiore. Non significa negare la realtà della malattia, ma scegliere di affrontarla con dignità e coraggio. Inoltre, in quel sorriso vogliamo vedere anche un gesto di grande generosità e di attenzione da parte del nostro professore, un modo per alleviare il dolore e per infondere speranza e coraggio, anche nelle situazioni più buie, in chi gli stava accanto. Fino all’ultimo, il prof. Floreani si è preso cura di tutti noi, studenti, colleghi, genitori e amici, lasciandoci come ultima eredità la forza del suo sorriso autentico, non piegato nemmeno dalla malattia.
IL SINDACO DI JERAGO CON ORAGO,
DOTT. EMILIO ALIVERTI,
RICORDA IL PROFESSOR LUCA FLOREANI.
"Il professor Floreani è stato un esempio
di professionalità e di umanità per tutti
quelli che lo hanno conosciuto"
Il giorno 11 novembre 2024 abbiamo incontrato online il sindaco di Jerago con Orago, dott. Emilio Aliverti per ricordare l’importanza del nostro professore Luca Floreani per la scuola e per l’intera comunità cittadina.
Il sindaco ci ha raccontato di aver incontrato il prof. Floreani molti anni fa, durante il suo mandato come Assessore alla Pubblica Istruzione nel comune di Jerago. In quel periodo, oltre a ricoprire questo ruolo amministrativo, il sindaco aveva anche un legame personale con il professore dal momento che era insegnante delle sue figlie. Questo doppio legame, sia istituzionale che privato, ha reso il loro rapporto particolarmente significativo e duraturo nel tempo.
Il dottor Aliverti ha ricordato con affetto come il docente già allora fosse una figura di riferimento per l’intera comunità scolastica e cittadina, capace di unire la sua passione per l'insegnamento ad una grande umanità e attenzione nei confronti dei suoi alunni. La sua capacità di ascoltare, comprendere e rispettare ogni singolo studente era evidente a tutti e questo lo rendeva un insegnante unico.
Il prof. Floreani, ci racconta il sindaco, era costantemente impegnato a cercare nuovi stimoli e nuove idee per coinvolgere i suoi alunni e, per questo, era una vera e propria miniera di energia e di creatività. Amava coinvolgere tutti i ragazzi e le ragazze nelle iniziative che proponeva, non solo i suoi studenti delle medie, ma anche quelli dell'Università Insubria dove insegnava.
In particolare il sindaco, con un velo di malinconia, ricorda la sorpresa fatta al prof. Floreani quando, grazie ai finanziamenti comunali, è stata installata la parete di roccia nella palestra comunale con la scritta “ROCK’N ROLL”. Questa scritta, che ricordava il genere musicale preferito da entrambi, era stata particolarmente gradita dal professore perché era anche un implicito riferimento alla difficoltà che gli studenti avrebbero incontrato cimentandosi su quella parete. La parola "ROLL", infatti, rimanda alla sensazione di instabilità che si prova durante l'esecuzione degli esercizi, quando gli alunni insicuri e "traballanti" devono trovare il loro equilibrio e la loro determinazione per concludere quella sfida. La scelta di questa scritta, quindi, non era solo un omaggio a quel genere musicale apprezzato da entrambi, ma anche un modo per stimolare gli studenti a perseverare nelle proprie scelte per provare a superare le difficoltà. Il sindaco, ricordando questo episodio, ha voluto sottolineare la capacità dell’insegnante di combinare passione, divertimento e sfida, rendendo ogni esperienza atletica una prova educativa unica e memorabile.
Il dottor Aliverti ricorda con affetto come il professore non si arrabbiasse mai e che tutti i suoi alunni gli mostrassero un sincero affetto: li trattava con grande rispetto, li ascoltava con il cuore e parlava a loro con sincerità e schiettezza. Non era solito dispensare complimenti gratuiti e superficiali ai suoi alunni, ma all’occorrenza, con rimproveri costruttivi, riusciva a correggerli e a guidarli verso una maggiore consapevolezza dei propri errori e delle proprie potenzialità. Li incoraggiava e sapeva apprezzare anche il più piccolo risultato, se ottenuto con il massimo impegno e sacrificio.
Il valore più grande che il sindaco ha sempre apprezzato del professore Floreani è stato la sua straordinaria capacità di vedere il lato positivo in ogni circostanza e in ogni persona. Non importava quanto difficile o complessa fosse la situazione, il prof. Floreani riusciva sempre a individuare un aspetto positivo, un’opportunità di crescita o di miglioramento.
In un mondo dove spesso ci si concentra sugli errori o sulle difficoltà, il professore insegnava l’importanza di guardare oltre, di cercare sempre il lato migliore di sé e degli altri. Questo atteggiamento di positività e di fiducia nei ragazzi li motivava e li spingeva a dare il meglio, a credere nelle proprie capacità, anche quando sembrava che il cammino fosse pieno di ostacoli.
Con un pizzico di rimpianto, il sindaco Aliverti ricorda un ultimo progetto che avrebbe voluto realizzare con il prof. Floreani: la scuola di vela; un’iniziativa che avrebbe rappresentato un’altra grande sfida e un'importante opportunità di crescita per i ragazzi
“Sicuramente il prof ha lasciato un' impronta nella comunità di Jerago”, afferma il sindaco, “e la prova ne è stata la sera prima del suo funerale, vedendo la chiesa stracolma di alunni, ex alunni e di genitori degli stessi”. Per questo motivo l'Amministrazione comunale sta lavorando affinché il nome "Luca Floreani" non venga dimenticato, intitolando a lui la palestra o la pista della nostra scuola. Tuttavia, il cammino verso la realizzazione di questo progetto non è né facile né rapido, ci spiega il dottor Aliverti, perché i vincoli legali e burocratici sono molti.
Nonostante le difficoltà, l'Amministrazione è determinata a portare aventi questo proposito, consapevole dell'importanza di rendere omaggio a una persona che ha avuto un impatto significativo sulla comunità. Questa iniziativa non si limiterà a custodire la memoria del passato, ma rappresenterà anche un'occasione per perpetuare i valori di dedizione, passione e impegno che il prof. Floreani è riuscito a trasmettere con il suo esempio.