IL FLAUTO TRAVERSO
a cura di Sofia (1A)
Il flauto traverso è uno degli strumenti a fiato più eleganti della musica, appartiene alla famiglia dei legni, anche se oggi è quasi sempre costruito in metallo. Il suo nome è legato al fatto che viene suonato di lato, a differenza del flauto dolce che si tiene frontalmente. Questo strumento ha origini molto antiche, i suoi antenati erano in osso o in bambù.
I primi ritrovamenti risalgono addirittura a 50.000 anni fa, mentre le prime citazioni del flauto sono state fatte in Asia (IX sec a.C.). In Europa si diffonde nel Medioevo, probabilmente portato dall'Asia attraverso l'Impero Bizantino. Nel Cinquecento era un semplice cilindro di legno con sei o sette fori e nessuna chiave e spesso usato da destra verso sinistra.
Il flauto traverso moderno è in in metallo e possiede generalmente 14 fori principali, che vengono aperti o chiusi tramite un meccanismo di 16 chiavi (tasti). Questo strumento è lungo 65 cm e possiede un'estensione
Suonare il flauto traverso richiede una precisione assoluta e tecnica specifica: il controllo del fiato, la posizione delle labbra e il coordinamento delle dita. Il musicista, nell'eseguire le note, deve avere una grande agilità con le mani e con le dita e deve soffiare un flusso d’aria costante per produrre un suono chiaro.
Questo strumento viene utilizzato nella musica classica, nelle composizioni jazz e anche nella musica contemporanea e pop. Grandi compositori come Wolfgang Amadeus Mozart e Claude Debussy hanno scritto brani famosi che esaltano le qualità del flauto. Pur sembrando uno strumento difficile da suonare è adatto agli studenti di tutte le età.
IL CLARINETTO
a cura di Andrea (2C)
Il clarinetto è uno strumento musicale a fiato che è stato inventato all’inizio del XVIII secolo da Johann Christoph Denner. Derivato dallo chalumeau, uno strumento a fiato simile al flauto dolce, il clarinetto si differenziò grazie all’aggiunta di una chiave che permetteva di estendere la gamma delle note. La sua evoluzione fu rapida e nel XIX secolo il clarinetto aveva assunto la forma che conosciamo oggi, con un sistema di chiavi più complesso e una maggiore estensione tonale.
Questo strumento è formato da un numero di leve metalliche (meccanismi) che ne determinano la complessità tecnica e le possibilità esecutive. Tale caratteristica è chiamata "chiave" e quella usata col clarinetto è in chiave tenore, cioè rendere la lettura delle note sul pentagramma più agevole.
Nonostante le sue origini europee, il clarinetto si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, trovando un posto speciale in culture musicali diverse.
Caratteristiche
Materiale.
Tradizionalmente realizzato in ebano, un legno duro e denso, oggi esistono clarinetti in materiali sintetici, ideali per i principianti. Alcuni modelli di alta gamma utilizzano legni selezionati per migliorare la qualità del suono.
Estensione.
Il clarinetto standard (in Sib) ha un’estensione di circa tre ottave e mezzo, permettendo una grande varietà di espressioni musicali. Alcuni modelli specializzati possono raggiungere note ancora più acute.
Tipologie.
Esistono diverse varianti di clarinetto, tra cui il clarinetto basso, il clarinetto contralto e il clarinetto piccolo, ognuno con un timbro unico.
Il clarinetto della storia della musica
Artisti come Benny Goodman e Artie Shaw hanno portato il clarinetto al centro della scena jazz, rendendolo uno strumento simbolo dell’era swing. Il clarinetto è stato successivamente utilizzato anche nel bebop e nel jazz moderno, grazie a musicisti innovativi come Jimmy Giuffre.
Curiosità
Il “re” del jazz Benny Goodman, noto come il “Re dello Swing”, ha reso il clarinetto uno degli strumenti più popolari degli anni ’30 e ’40.
Un record di estensione. Il clarinetto è uno degli strumenti a fiato con la gamma più ampia, capace di produrre note gravi e acute con grande fluidità.
Strumento universale. Grazie alla sua flessibilità, il clarinetto è utilizzato in culture musicali di tutto il mondo, dal klezmer ebraico alla musica tradizionale indiana.
Uso cinematografico. Il clarinetto è spesso utilizzato nelle colonne sonore di film per creare atmosfere malinconiche o misteriose. Un esempio celebre è la colonna sonora del film “Ragtime“, composta da Randy Newman.
Tecniche estese. I clarinettisti moderni utilizzano tecniche come il “frullato” (flutter-tonguing) e il “suono multifonico” per arricchire le loro performance.
CAPAREZZA
a cura di Nicolas (1A)
Caparezza è uno dei più grandi rapper italiani, occupa un posto unico nel mondo della musica italiana per il suo stile inconfondibile.
E' nato il 09/10/1973 a Molfetta in Puglia con il nome di Michele Salvemini. Negli anni novanta inizia a pubblicare dischi con il nome di Mikimix, del 1996 è il suo primo album "Tengo duro", ma non ottiene molto successo.
Dopo qualche anno avviene un importante cambiamento, decide di tornare in Puglia e di farsi chiamare Caparezza, nome, che in dialetto pugliese significa “testa riccia”, e inizia per lui una rinascita artistica e personale.
Il grande successo arriva nel 2003 con il secondo album "VERITÀ SUPPOSTE” che contiene alcune canzoni importanti. Il famoso brano Fuori dal tunnel, considerato da molti come una canzone da discoteca, parla invece di una società superficiale che preferisce distrarsi passando il tempo in discoteca per sfuggire alla realtà e non affrontare i problemi reali. La canzone “IO VENGO DALLA LUNA” la terza canzone più ascoltata di Caparezza. La canzone affronta il tema del razzismo e del pregiudizio verso gli immigrati, per il cantante venire dalla luna significa essere considerati diversi dagli altri.
Negli anni successivi Caparezza continua a pubblicare album dimostrando di essere un artista che usa la musica per affrontare temi importanti come la libertà di pensiero, il potere dei media e l’identità personale. Per queste sue scelte artistiche e culturali a costruito l'immagine di un cantante indipendente, per lui la musica non è solo intrattenimento ma la possibilità di capire la società in cui viviamo.
La canzone più conosciuta in assoluto che ha avuto 46 milioni di visualizzazioni è “TI FA STARE BENE” canzone di grande successo a livello mondiale. Ha anche dedicato una canzone anche alla sua terra natia la Puglia con “VIENI A BALLARE IN PUGLIA”
Ogni sua canzone vuole trasmettere un messaggio importante, tra queste ce n'è una con un significato più forte delle altre cioè “IO DIVENTERò QUALCUNO”. Questa canzone parla delle generazioni future e di come l’uso dei dispositivi digitali prenderà il sopravvento così tanto che diventeranno persone importanti senza leggere o studiare. Ricordiamo alcuni i premi vinti: Rockol Awards 2021, certificazioni FIMI, miglior album del 2025 superando OLLY e TAYLOR SWIFT, ha raggiunto questo importante traguardo con il suo album “ORBIT ORBIT”.
SAL DA VINCI
a cura di Carlotta e Giordana (2A)
La 76ª edizione del Festival di Sanremo è stata vinta da Sal Da Vinci con il brano "Per sempre si”.
Sal Da Vinci, nome d’arte di Salvatore Michael Sorrentino, è un cantante e attore italiano nato nel 1969 a New York da una famiglia napoletana. Figlio d'arte, infatti il padre Mario Da Vinci è anche lui attore e cantante, ha ereditato la passione per la musica e per il teatro. Ha iniziato a recitare prestissimo all'età di 7 anni, la sua vera passione è sempre stata la musica.
Sal Da Vinci ha costruito una carriera molto popolare soprattutto nel panorama musicale partenopeo. Il suo stile unisce melodia napoletana, pop e teatro, rendendolo un artista completo. Il legame con Napoli è sempre stato molto forte e è evidente nella sua musica. Tra i suoi brani più noti ci sono: Rossetto e caffè, Non riesco a farti innamorare, Se amore è.
Il brano: "Per sempre sì" ha trionfato all'ultimo Festival di Sanremo superando le canzoni di Sayf, secondo posto con "Tu mi piaci tanto", e Ditonellapiaga, terzo posto con "Che fastidio!" La canzone è stata definita una ballata romantica e classica che parla dell'eternità di un legame amoroso e della promessa di restare uniti per la vita. Quando si fa una proposta di matrimonio, si sta chiedendo a una persona di trascorrere il resto della vita insieme. È “la promessa più grande che possiamo fare nella nostra vita”.
La canzone racconta una storia d’amore che cresce attraverso le difficoltà, un percorso che parte dalla fase iniziale dell'innamoramento fino alla costruzione di una vita insieme con la promessa più importante di tutte fatta il grande giorno del matrimonio, rendendo l'amore un patto sacro.
Il brano è tutto in italiano, ma il cantante ha voluto finire la canzone con una frase in napoletano ("Accussì, sarrà pe sempe sì") per sottolineare la profondità dei sentimenti espressi e la sua forte cultura napoletana. Dopo la proclamazione sul palco di Sanremo, il cantante ha infatti dedicato il premio alla sua famiglia e alla sua città, Napoli.