LA PASSIFLORA
a cura di Sofia (1A)
La Passiflora è una pianta erbacea rampicante perenne originaria dell’America centrale e meridionale che appartiene alla famiglia delle Passifloracee, oggi è diffusa in tutto il mondo e conosciuta con il nome di fiore della passione. Il suo frutto è certamente più famoso della pianta stessa: il frutto della passione o maracuja.
Le passiflore erano sconosciute in Europa prima della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Solo dopo il 1492, queste bellissime piante furono descritte e portate in Europa, dove furono accolte subito con grande meraviglia.
L'origine del nome Passiflora risale ai primi missionari spagnoli che giunsero in Sud America. Il fiore per la sua composizione venne considerato un simbolo religioso. Il nome passiflora, che deriva dal latino “passio” cioè “passione” e “flos”, “fiore”, è legato alla religione cattolica perché raccoglieva in sé tutti i simboli della crocifissione di Gesù. Ancora oggi, osservando bene le caratteristiche di questa pianta, possiamo riconoscere nei viticci la frusta con cui venne flagellato Gesù, nei tre stili i chiodi con cui è stato crocifisso, negli stami il martello e infine nella raggiera corallina la corona di spine che gli venne posta sul capo.
Oggi questa pianta ha significati più moderni come: spiritualità, amore e trasformazione.
Esistono molte varietà di questa pianta ma la passiflora cerulea è la più diffusa in Italia, soprattutto grazie alla sua grande adattabilità al freddo, per questo motivo in Sicilia spesso cresce molto bene all’aperto quasi tutto l’anno fiorendo dalla primavera all'estate.
La Passiflora non è utilizzata soltanto come pianta ornamentale, è famosa pure per le sue proprietà benefiche: calmanti e antinfiammatorie, per questo motivo è impiegata anche in erboristeria per preparare infusi e tisane. Anche i suoi frutti, ricchi di vitamina C, sono scelti per preparare alimenti e bevande.
Eistono oltre 700 specie di passiflora e molte di queste hanno un ruolo molto importante per gli ecosistemi in cui vivono perchè hanno sviluppato strette relazioni con insetti, colibrì e pipistrelli, attraggono impollinatori, come api e farfalle, e svolgono un ruolo ecologico nei giardini tropicali e temperati .
GIORNATA MONDIALE DELLE TARTARUGHE MARINE
a cura di Carlotta, Giada (2A)
Il 16 giugno si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine grazie all' associazione The Sea Turtle Conservancy (STC) la quale si batte per la sopravvivenza di questi animali. L'associazione è stata fondata dal biologo marino dott. Archie Carr che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia di queste creature, spesso minacciate dall'inquinamento e dalla pesca. Il 16 giugno è sia il giorno di nascita del biologo Carr sia un momento molto importante nella vita delle tartarughe perché inizia la stagione delle nidificazioni.
La tartaruga marina è un animale molto antico che è riuscito a sopravvivere alle grandi estinzioni di massa; vive negli oceani da milioni di anni e preferisce le acque dei mari tropicali e temperati. Esistono diverse specie di tartarughe marine e tutte sono affascinanti per il loro aspetto elegante, il carattere tranquillo e la straordinaria capacità di orientarsi nel mare. Oggi sono diventate un simbolo di saggezza e di legame tra terra e cielo.
La tartaruga marina presenta delle caratteristiche principali: ha un corpo protetto da un guscio resistente chiamato carapace, per difendersi dai pericoli, ha zampe trasformate in pinne, che le permettono di nuotare velocemente e di percorrere lunghissime distanze. Le sue dimensioni possono variare in base alla specie, possono pesare pochi chilogrammi o superare i 500 chili. Il loro colore cambia dal verde al marrone, aiutandole a mimetizzarsi nell’acqua. Le tartarughe marine si nutrono principalmente di alghe, meduse, piccoli pesci e crostacei; poichè si cibano di alghe soffocanti hanno un ruolo fondamentale nell'ecosistema marino, aiutano infatti altri animali marini a sopravvivere.
Nel Mediterraneo la più famosa e diffusa è la Tartaruga Marina Comune (Caretta caretta), si nutre di di meduse, pesci, crostacei e molluschi e può vivere fino a 80 anni.
La vita delle tartarughe è minacciata dalle attività umane come la pesca, l'inquinamento da plastica la presenza di illuminazione, rumore e abitazioni vicino alle spiagge.
Tutte le specie sono protette da leggi nazionali e accordi internazionali, per proteggere questi animali, molte associazioni ambientaliste come il WWF organizzano programmi di tutela perché é importante che tutti noi contribuiamo a mantenere puliti i mari e a rispettare la natura.
IL TORNADO
LA POTENTE FORZA DELLA NATURA
a cura di Nicholas (1A)
Il tornado è un fenomeno atmosferico molto spettacolare, si presenta come un violento vortice d’aria a forma d’imbuto con la base al suolo. I tornado si formano durante forti temporali, quando masse d’aria calda e umida si incontrano con aria fredda e secca, creando movimenti d’aria molto intensi. La sua forza è impressionante, infatti, i venti possono superare i 300 chilometri orari, sollevando oggetti pesanti e trascinandoli a grande distanza. Alcuni tornado durano solo pochi minuti, mentre altri possono percorrere decine di chilometri.
Il 3 Maggio 1999 a Oklahoma il tornado è riuscito a raggiungere 512 km/h il più alto registrato. Per classificare la loro intensità si utilizza la Scala Fujita, che va da tornado deboli a tornado estremamente distruttivi (EF 0 a EF 5). Il tornado EF 5 è il famoso “EL RENO” avvistato il 31 Maggio 2013 alle 18:03 nella Contea di Canadian in Oklahoma, lungo 4,2 km, è considerato il tornado più grande della storia e per questo ha ottenuto il guinness world record. Ha ucciso 8 persone tra cui il noto cacciatore di tempeste Tim Samaras e ha ferito 151 persone, ma non è stato il più letale.
Il 29 aprile del 1989 è ricordato come il giorno in cui il tornado di Daulatpur–Saturia in Bangladesh ha cambiato totalmente un'intera città, ha attraversato alcune delle aree più povere del Bangladesh, con una larghezza di oltre 1 miglio. Interi villaggi sono stati cancellati dalla mappa mentre il tornado ha percorso un sentiero lungo 50 miglia attraverso il distretto di Manikganj. Il tornado ha causato la morte di oltre 1.300 morti, 12.000 feriti, mentre 80.000 persone sono rimaste senza casa. E' considerato uno dei tornado più devastanti della storia anche se è stato classificato come EF 3,5.
I tornado si manifestano dove le condizioni climatiche favoriscono la formazione di forti tempeste, come negli Stati Uniti o in altre parti del mondo, poichè sono un pericolo per le persone e per l’ambiente, i meteorologi controllano continuamente il clima attraverso radar e satelliti, cercando di prevedere l’arrivo di queste tempeste.
Nonostante tutto ciò il tornado è un fenomeno naturale che affascina gli scienziati egli studiosi di meteorologia per la loro potenza e imprevedibilità, ma il suo studio aiuta a comprendere meglio il clima e a proteggere le persone dai disastri naturali.
LE GROTTE VULCANICHE DI SAN PIETRO CLARENZA
a cura di Alessio (2D)
Le tante eruzioni del vulcano Etna hanno originato, in tutto il territorio etneo, dei fenomeni naturali fra i più affascinanti: le grotte vulcaniche che attirano studiosi e appassionati per motivi scientifici e culturali. Ad oggi tante sono le grotte etnee conosciute, ma tante altre sono poco note o non ancora inesplorate.
Nel territorio di San Pietro Clarenza, comune della provincia di Catania, situato nel versante sud dell'Etna, sono state scoperte diverse grotte di scorrimento lavico. Tre di queste grotte sono le più importanti: la grotta “u Signuri” (il Signore), la grotta dei “sgangheri” o sganghi, la grotta delle colombe.
La grotta del Signore è un tunnel formato dalla lava e un tempo aveva due ingressi uno anteriore ed uno posteriore, per quasi metà è stata distrutta dalla mano dell’uomo. Il suo nome potrebbe derivare dalla volta della grotta, simile a quella di una chiesa. Una leggenda racconta che durante una eruzione vulcanica una famiglia per sfuggire al pericolo si trovò circondata dalla lava, tutti insieme pregarono Dio affinché non venissero bruciati, improvvisamente la lava si alzò creando un bolla d’aria, cioè la grotta, salvando così tutta la famiglia.
Alla grotta Sgangheri si entra attraverso un piccolo ingresso laterale, è lunga circa 30 metri, larga circa 10 metri e all’ingresso la volta è alta circa 2 metri, questa man mano si abbassa fino ad arrivare al suolo. Anche questa grotta ha la sua leggenda. Si racconta che era il ritrovo di maghi, fattucchiere, licantropi, che nelle notti di luna piena andavano a farsi burla di Dio, nella vicina chiesa, coperta dalla lava nel 1669. Un giorno Dio si arrabbiò e decise di gettarli dentro il cratere dell'Etna, dopo averli legati con una catena.
La grotta delle Colombe, invece, si trova tra il territorio di Belpasso e quello di San Pietro Clarenza. La galleria, da cui si accede da una grande apertura, si trova sotto il livello della strada ed è lunga circa 100 metri, la volta ha una altezza variabile da 2 a 7 metri. Il pavimento è pieno di spuntoni e scorie di lava.