Il campo di concentramento di Buchenwald, istituito nel luglio 1937, fu uno fra più grandi campi della Germania nazista. Fu costruito su una collina ricoperta da una fitta estensione di alberi di faggio, al di fuori da sguardi indiscreti. Furono costruite molte baracche, circondate da filo spinato elettrificato, vigilate da ss armate di mitragliatrici e dominate dall'enorme ciminiera dei forni del crematorio. Oggi la strada che attraversa il bosco di faggi e che porta al museo di Buchenwald è chiamata Blutstrasse ("via del sangue"), in memoria delle decine di migliaia di prigionieri che vi morirono.
Fu il campo dove maggiormente fu sperimentato l'annientamento per mezzo del lavoro. Il lavoro era massacrante fino a quindici ore al giorno, violenze compiute sui prigionieri, atti di sadismo, condizioni igieniche e sanitarie tali da favorire epidemie, esecuzioni sommarie per futili motivi, cibo scarso al limite della fame ed esperimenti su cavie umane. I medici di Buchenwald condussero una serie di pericolosi esperimenti, sulla febbre gialla e l'influenza. Fecero anche esperimenti per l’ omosessualità, consistevano nell'impianto di massicce dosi di testosterone, alla ricerca di una "cura" che avrebbe dovuto rendere eterosessuali i soggetti trattati. Il risultato fu che essi persero la vita per un esperimento fallimentare. Buchenwald ha inoltre un triste primato: fu il primo campo interessato all'operazione "Aktion 14F13", ovvero l’ eliminazione fisica di tutti i disabili.
Il campo di Buchenwald è stato reso famoso anche da Ilse Koch, che sposò il comandante del campo. Per la sua ferocia, immoralità e sadismo Ilse Koch aveva un desiderio inquietante per i tatuaggi dei prigionieri, che avrebbe fatto rimuovere dalle vittime, per conservarli. Si ritiene che la pelle dei prigionieri che avevano tatuaggi identificativi, dopo l'uccisione, sia stata conciata, e che sia stata utilizzata per fare copertine di libri e paralumi.
Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz liberato a Buchenwald, deceduto nel 2020 è stato uno dei più attivi testimoni italiani della Shoah.