Per questo primo numero non poteva mancare l’intervista al nostro nuovo Dirigente, il Prof Giuseppe Sangeniti, che ci ha accolti nel suo ufficio con entusiasmo e con grande cordialità rispondendo a tutte le nostre domande, a cura di tutte le classi del plesso di San Calogero e dalla classe III A di Rombiolo , che di seguito riportiamo.
Prof. Giuseppe Sangeniti
D. Per quale ragione ha scelto di svolgere la professione di dirigente scolastico e da quanto tempo la svolge?
R. La svolgo da quasi cinque anni e ho scelto di farla, perché mi è sempre piaciuta la scuola e quindi ho cominciato prima come docente e poi ,volendo sempre di più approfondire il mondo della scuola e come funziona ,mi sono ritrovato a fare questo nuovo lavoro.
D. Che sensazione prova a dirigere la scuola in cui è stato alunno?
R. Eh, questa è una bella domanda! E' una bella domanda perché ,vi confido, che è più difficile perché c'è una maggiore responsabilità e quindi sì, tornare da dirigente in una scuola che io ho frequentato ,da un certo punto di vista spaventa dall'altro però mi stimola a fare sempre cose migliori per questa scuola, perché alla fine è la mia” scuola.
D.Sappiamo che lei è un eccellente violinista e che ha all'attivo notevoli esperienze nazionali ed internazionali. Da dove è nata questa passione? Che posto occupa nella sua vita?
R.La musica è importantissima a prescindere perché ,come spiegavo in un recente incontro con alcuni genitori, studiare musica aiuta i ragazzi a ragionare meglio, aumenta la concentrazione e l’attenzione , oltre ad arricchire lo spirito . A me ,in particolare, è sempre piaciuto suonare sin da piccolo; è ovvio che ora il tempo per studiarla non c'è come prima e questo un po' mi manca, non si può fare tutto come anche voi non potete fare tutto. Ecco, vedete come tutto torna poi, alla fine c'è il momento di studiare e c'è il momento di divertirsi e quindi poi bisogna fare delle scelte.
D.Qual è il desiderio più grande per questa scuola?
R. Il mio desiderio più grande è quella di vederla crescere sempre di più e fare in modo che voi possiate fare un percorso di crescita scolastica e umana che vi consenta di intraprendere con serenità le vostre scelte future , quindi il mio augurio è che l'istituto comprensivo di Rombiolo e San Calogero possa sempre continuare a formare alunni preparati e responsabili perchè voi siete il nostro futuro. Chi può dirlo ? Magari tra di voi ci sarà il futuro sindaco di Rombiolo o di San Calogero ,o il futuro Presidente della Provincia o della Regione Calabria, quindi io mi auguro che voi possiate prendere le vostre strade e fare sempre cose belle per il nostro bellissimo territorio.
D. La scuola da quando lei era tra i banchi, in che cosa è cambiata e in che cosa si potrebbe migliorare?
R. Allora, quando io ero nei banchi, di sicuro, mi dispiace dirlo, c'era più rispetto per i docenti, c'era più rispetto per lo studio. Io ricordo che se ci comportavamo male in classe, arrivati a casa, non vi dico che succedeva. Ora, non so se succede la stessa cosa, però avevamo più rispetto per i docenti, quindi c'era più sintonia e più collaborazione anche con le famiglie.
Inoltre, di certo è cambiata, perché i vostri bisogni, i vostri interessi non sono quelli di un tempo. Voi adesso siete bombardati da tutto quello che succede all'esterno, in televisione; quindi, ovvio che a volte la scuola non riesce a stare al passo. Allora, lì forse è il problema della scuola di oggi che non parla la vostra stessa lingua, dovrebbe parlare un po' di più.
Quindi da questo punto di vista anche i docenti devono un po' cambiare il modo di porsi e di fare lezione. Perchè nel bene e nel male ,rispetto ai miei tempi,è cambiato tutto.
D.Quale consiglio si sente di dare a noi alunni e quale invece alle famiglie?
R.A voi alunni, uno: Studiare! Molto semplice e senza fraintendimenti.
E alle famiglie di avere più fiducia nella scuola.
D. Qual è la domanda che vorrebbe noi le facessimo?
R.Eh, questa... ci devo pensare…
Sei contento di essere a Rombiolo? Io dico sì, sono molto contento e spero di fare del mio meglio.
Aiello Raffaele,Crudo Marta, La Rosa Maria
( III A ROMBIOLO)
Intervista a Monsignore don Rocco Scaturchio
Da un paio di mesi sono subentrati nella nostra parrocchia di San Calogero due nuovi sacerdoti, Don Rocco Scaturchio e Don Andrea Campennì, che hanno sin da subito destato interesse e curiosità in noi ragazzi. Con molto entusiasmo li abbiamo accolti quando sono venuti a salutarci nella nostra scuola. In seguito ogni classe della scuola secondaria di primo grado di San Calogero ha formulato qualche domanda da porre a Don Rocco che ha prontamente risposto all’intervista curata da alcuni ragazzi delle terze e che, pertanto, ringraziamo per la disponibilità, invitando entrambi i sacerdoti a ritornare a trovarci per iniziare a collaborare.
D. Come si sta trovando a San Calogero?
R.Molto bene stiamo ancora cercando di comprendere la realtà nelle sue varie dimensioni ma già l’impressione è molto buona c’è un sacco di interesse da parte dei fedeli, dei giovani, dei ragazzi siamo molto contenti abbiamo visto pure che ci sono molte associazioni stiamo cercando di entrare in contatto con loro per avviare un dialogo e pian piano una conoscenza e un’amicizia reciproca.
D. Da ragazzo quali erano i suoi sogni? E cosa desiderava diventare da grande?
R. Io da bambino ho sempre pensato di diventare prete. Già da ragazzino facevo il chierichetto e il mio sogno è stato sempre di diventare prete, quindi lo faccio con gioia. A dieci anni in prima media sono entrato nel seminario e ho fatto tutto il curriculum fino a ventiquattro anni, quattordici anni di formazione. Sono stato impegnato in parrocchia, poi sono tornato nei seminari e mi sono dato alla formazione.
D. Quale attività pensa di organizzare con i giovani della parrocchia? E con le loro famiglie?
R.Intanto cominciamo dalle famiglie: è importante recuperare la dimensione della famiglia come luogo di comunione, di amicizia, di approfondimento della realtà sociale; le famiglie poi possono influire sui ragazzi e dare un indirizzo abbastanza chiaro. Con i giovani stiamo cercando e abbiamo già avviato varie attività, intanto siamo partiti con l’oratorio, stiamo cercando con le scuole superiori di creare un gruppo impegnato come dopo cresime per animare e delle attività sociali e anche parrocchiali più specifiche. Vogliamo aprirci alla società. Con voi ragazzi di scuola media vorremmo tentare un progetto che riguarda la “Laudato Si” cioè un’iniziativa del Papa per quanto riguarda l’ecologia e il sistema del cambiamento climatico.
D. Cosa l’ha spinta a diventare sacerdote?
R.L’amore per il Signore e l’amore per i fratelli.
D. Ricorda quando ha celebrato la sua prima messa?
R.Si che lo ricordo è stato il 3 giugno del 1979, a Roma.
D. Qual è stata la sua prima parrocchia?
R. La mia prima parrocchia è stata lì a Roma stesso “Santa Emerenziana” e mi sono dedicato ai ragazzi della vostra età e ai giovani un po' più grandicelli.
D. Ha mai avuto momenti di smarrimento nella fede o ha mai pensato di lasciare il sacerdozio?
R.No, lasciare il sacerdozio mai, di qualche momento di smarrimento della fede smarrimento nemmeno direi, di approfondimento sì, nel senso qualche volta mi veniva difficile capire, allora ho cercato di approfondire in maniera tale che poi il piano di Dio diventasse più chiaro per me e quindi condurre avanti la mia attività apostolica.
D.Cosa faceva prima di arrivare a San Calogero?
R.Sono stato direttore del seminario di Catanzaro e poi del seminario teologico, dove si formano i sacerdoti, ho lavorato prima di arrivare qui per 25 anni nei seminari della formazione come padre spirituale e poi come direttore del seminario regionale, e poi ho dato una mano a Vibo Valentia come vice parroco.
D. È felice di essere arrivato nella nostra parrocchia?
R. Sì, tantissimo, quando il Signore ci chiama significa che ci riserva qualcosa di bello, qualcosa di buono, chiaramente siamo felici di stare in mezzo a voi, sia Don Andrea sia io.
D.Abbiamo saputo che nell’altra parrocchia Don Andrea ha fondato una squadra di calcio. Ci racconta questa esperienza?
R. Sì, Don Andrea è stato prima 3 anni a Paravati e ha creato un oratorio anche lì. L’intento dell’oratorio era di fondare una squadretta di calcio, la stessa cosa fatta l’ha fatta a Favelloni, e la sua esperienza è stata molto positiva, perché a Favelloni non avevano già il campetto di calcio come invece avete voi qui a San Calogero, lì si è trovato benissimo perché poi ha messo la squadra in un circuito con altri paesi e facevano dei campionati, dei tornei e quindi si è trovato molto bene e ha radunato intorno a sé molti giovani. Anche qui ha intenzione di creare una squadra di calcio dell’oratorio in modo tale che anche con le altre squadre che sono qui presenti possano entrare in competizione attraverso tornei e attraverso campionati. Abbiamo già chiesto al comune se ci dà la disponibilità del campetto di calcio che è stato appena finito, e il comune pare che sia disponibile. E vorrebbe far partire questa attività anche qui a San Calogero in modo da creare squadre di calcio sia maschili che femminili.
D. Don Andrea ha trovato grosse differenze tra la parrocchia che seguiva prima e la nostra?
R.San Calogero è molto più grande, la parrocchia che seguiva prima aveva 700 abitanti, e quindi c’erano pochi ragazzi, e pure riuscì a metterle insieme tutti quanti, anche nei paesi vicini. Qui invece ci ritroviamo davanti ad una realtà abbastanza grande. Lui vorrebbe associare qui anche la parrocchia di Calimera, sapete che lui è anche parroco di Calimera e anche lì ha già avviato un discorso di avvicinamento.
D. Si parlava di un viaggio a Roma…
R. Sì, questa iniziativa l’ha presa l’associazione ‘’Santa Paola Frassineti’’. Qui a San Calogero ci sono molte associazioni tra cui anche ‘’Santa Paola Frassineti’’ perché poi come sapete voi ragazzi qui c’è stato un miracolo su Maria Maccarone, defunta da ormai un mese, e si è creata questa associazione per devozione a Santa Paola, che è diventata Santa in seguito a questo miracolo, e quindi ci stiamo muovendo in questa direzione, e se andremo visiteremo il Vaticano.
Galati Edwige
Vallone Francesco
Raso Rocco
Gigliotti Mariaurora
Francolino Caterina IIIA e IIIB San Calogero