LA SPERANZA OLTRE LA VIOLENZA
In queste ultime settimane si sta parlando molto della violenza sulle donne e sulla disparità tra uomo e donna, su cui si sofferma anche il punto 5 dell’agenda 2030. Mercoledì 22 novembre insieme alla scuola, siamo andati al cinema a vedere il film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. E’ ambientato a Roma, alla fine della 2° guerra mondiale. Ivano, il marito della protagonista Delia, picchia la moglie e fa capire come venivano e a volte vengono, ancora oggi, trattate le donne, schiave senza diritti e libertà. La regista è stata brava a trattare questo argomento forte sdrammatizzando. Non ci è piaciuta una scena in particolare, bensì l’insieme di tutto il film, perché ci siamo immedesimati nella protagonista Delia, provando un grandissimo senso di pietà nei suoi confronti, ricevendo così un grande insegnamento. Secondo noi l’obiettivo principale non è solo valorizzare la donna, ma è anche la speranza, perché come dice Delia e come dice il titolo stesso “C’è ancora domani”! Quindi dietro tutte le difficoltà, le paure, i sacrifici c’era un piccolo spazio di speranza che poteva finalmente cambiare il mondo di Delia, ma anche di tutte le donne e renderlo un posto migliore, dove la donna non è un oggetto che gli uomini utilizzano a convenienza e possiedono. Abbiamo capito che donna è sinonimo di coraggio, che la donna è colei che ha sempre il sorriso in viso, anche quando le sue giornate sono dipinte di grigio o addirittura di nero. Non vogliamo dire di aver visto il film “C’è ancora domani”, ma il film “C’è sempre domani”! Forse non ci saranno sempre le votazioni, come alla fine del film, ma ci sarà sempre il tempo per esprimere il proprio pensiero e i propri ideali. Inoltre un’altra data importante è stata quella del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Insieme al presidente e ad alcuni membri del “Lions club” di Nicotera abbiamo aperto un dibattito sul film che avevamo visto. Quando ascoltiamo questi episodi di cronaca, come l’ultimo accaduto a Giulia Cecchettin, le domande che ci poniamo sono tante: perché gli uomini trattano così le donne? Perché tutta questa violenza? E’ difficile trovare una risposta. Alcuni ragazzi hanno pronunciato delle frasi con degli stereotipi sulle donne, al suono della batteria da parte di un compagno, alcune ragazze abbiamo realizzato una coreografia per rappresentare quella giornata nel modo più artistico assoluto, interpretando la canzone “Vietato morire” di Ermal Meta, perché nessuno ha il diritto di togliere la libertà all’altro, quindi la vita. Vogliamo credere che siamo riuscite a trasmettere il nostro messaggio tramite l’arte e le nostre emozioni. Tutti insieme abbiamo fatto rumore e abbiamo gridato “Stop alla violenza!” Siamo davvero riconoscenti alla nostra scuola di averci dato questa importante opportunità di crescita personale.
Grazia De Vita
Isabella Varone
IIIA San Calogero
Il 25 novembre nel Plesso di Rombiolo si è svolta la manifestazione contro la violenza sulle donne.
Per prepararci all’evento, nelle settimane precedenti, abbiamo riflettuto molto sul problema della violenza sulle donne e la vicenda di Giulia ci ha colpiti così tanto che in classe , guidati dalla prof. d’italiano, abbiamo scritto un dialogo ispirato a lei.
Per ricordare e rendere omaggio alle donne vittime di violenza abbiamo preparato cartelloni, orme, fiori e fiocchetti rossi, simboli della lotta contro i femminicidi.
Alla manifestazione sono intervenuti il Presidente della Pro loco, il Sindaco D. Petrolo, la psicologa Dott.ssa Bonavena, l’esperta in diritti umani Dott.ssa El Afia, dirigente della polizia amministrativa sociale e dell’immigrazione della questura di VV .
L’evento ha avuto inizio con l’intervento della Psicologa, che ha parlato a noi ragazzi dell’importanza dell’educazione alle emozioni e del rispetto della persona senza distinzione di genere. La dottoressa ci ha lasciato un messaggio molto importante ovvero che è necessario per tutti quanti noi usare meno i cellulari e i social per imparare a relazionarci di più con gli altri, rispettare la sensibilità di tutti e non aver paura di mostrarsi fragili; imparare a chiedere aiuto quando si è in difficoltà ai genitori o agli insegnanti.
La breve drammatizzazione ispirata alla vicenda di Giulia ,recitata da noi alunni di 3^ A ,ci ha dato modo di mettere in evidenza l’importanza di saper captare qualsiasi atteggiamento che possa far presagire lo scatenarsi di azioni violente nei riguardi delle donne. Quindi, accogliendo l'appello della sorella di Giulia a fare rumore, il suono di un rullo di tamburo ha scandito il nostro NO alla violenza. Interessante anche l’intervento della dott.ssa El Afia che ha parlato della parità di genere e della comunicazione verbale.
Gli alunni della classe 2^ A hanno toccato le corde del cuore emozionando i presenti con la lettura della poesia ‘’Se domani non torno’’ scritta dall’attivista peruviana Cristina Torres , mentre gli alunni della classe I A hanno letto il messaggio di Papa Francesco in cui afferma ‘’ …da come trattiamo una donna si rivela il nostro grado di umanità’’.
Successivamente, gli alunni di 3^ B sono intervenuti con la declamazione della poesia ‘’ In ricordo di Reyhnaeh Jabbàri’’ e gli alunni di seconda A con la poesia ‘’ In piedi signori davanti ad una donna’’.
Infine, la manifestazione si è conclusa con un momento davvero carico di emozioni quando sulla nostra panchina rossa è stata apposta una targa in nome di tutte le donne vittime di violenza.
Gli alunni e le alunne della III A Rombiolo
25 Novembre : un momento per riflettere
Samira, Rita, Giulia…. sono solo alcune delle 105 donne uccise, in Italia, nel 2023: donne uccise dai propri mariti, fidanzati o ex fidanzati, o…. addirittura, dai loro padri.
Alcuni uomini sono molto possessivi e vogliono avere tutto sotto controllo, e quando non è così, se la prendono con le donne.
Alcune volte, le donne aggredite portano in grembo anche un piccolo che vuole solo nascere, ma perdono la vita sia la madre che il piccolo innocente. Le donne danno tutto il loro cuore, però gli uomini lo devono saper tenere, non stracciarlo o ucciderlo piano piano. Noi donne del futuro dobbiamo combattere per le nostre figlie e nipotine.
Spesso gli uomini fanno violenza non solo fisica o sessuale, ma anche mentale.
Nella realtà ci sono uomini che danno la vita per la loro donna e altri invece che obbligano le donne a fare le cose che dicono loro, altrimenti le uccidono.
Noi ci chiediamo: “Come fanno a vivere questi uomini dopo che hanno ucciso le loro donne? “E i padri come fanno ad uccidere le loro piccole donne”?
Un uomo deve accettare anche le decisioni della donna e lasciare libero il suo amore perché LA VIOLENZA…. NON È AMORE!
Arena Mariachiara, classe 1 A Secondaria Rombiolo
I DIRITTI DEI BAMBINI
Istituzione ONU sui diritti dei bambini
Il 20 novembre 1989 a New York è stata promossa l’idea sui diritti dei bambini:
Diritto ad avere una casa e di avere una famiglia;
E’ stata approvata il 2 settembre 1990 ed è stata stabilita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Perché sono stati ideati i diritti dei bambini?
Nel 1924 la Società delle Nazioni Unite scrisse la Dichiarazione dei diritti del/la fanciullo/a spinta dalle conseguenze devastanti che la Prima Guerra Mondiale aveva prodotto specialmente sui bambini.
Violazione dei diritti dei bambini nelle Nazioni in Guerra
I diritti violati nelle Nazioni in guerra sono per lo più quelli economici, sociali e culturali. Le Nazioni Unite hanno verificato almeno 75.000 casi di negazione all’accesso Umanitario per i bambini tra il 2005 e il 2020, dei quali l’ 80% dei casi è avvenuto tra il 2016 e il 2020.
Negazione dei Diritti
Questo ce lo dimostra quanto sta avvenendo nelle striscia di Gaza. Tra le vittime civili israeliane dell’attacco di Hamas del 7 Ottobre si contano anche, circa 33 minori innocenti uccisi e circa 59 rapiti. Bisogna subito fermare questo massacro ed evitare che questo influenzi la vita dei bambini e neghi i loro diritti.
Abuso dei minori nelle miniere Africane
Nelle caverne, i minori scavano nella sabbia, nella roccia e nella terra. Frantumano rocce più grandi di loro stessi per ottenere minerali e materiali resistenti.
Cosa estraggono?
I bambini che vengono abusati hanno raccontato ad alcuni ricercatori le terribili condizioni in cui lavorano nelle miniere di cobalto. La maggior parte dei bambini lavora fino a 12 ore al giorno.
Il Coltan
Il Coltan, abbreviazione di culumbo-tantalite, è una miscela di due minerali, culumbite e tantalite. Viene estratto per ottenere tantalio, un metallo utilizzato nella produzione di componenti elettronici come condensatori. I bambini africani sono spesso coinvolti nelle miniere di Coltan sfruttando i lavoratori e causando danni ambientali soprattutto nelle controversie legate ai conflitti armati. Attraverso il Coltan, che è anche una droga, i bambini vengono addormentati e al risveglio non sono lucidi, in questo modo vengono sfruttati per il lavoro pesante.
Situazione dei bambini soldato
Migliaia di bambini non giocano, perché costretti a combattere. I paesi più interessati, secondo l’ONU, sono i paesi orientali e africani. Nel 2021 sono stati registrati circa 2 mila bambini morti.
Classifica 10 paesi da cui prendere esempio
I 10 paesi che vengono riconosciuti per il rispetto dei Diritti dei bambini sono: Svezia, Norvegia, Finlandia, Paesi Bassi, Islanda, Nuova Zelanda, Svizzera, Canada, Germania e Belgio.
Classifica 10 paesi in cui sono presenti gravi violazioni sui diritti dei bambini
I 10 paesi peggiori dove non si rispettano i diritti dei bambini sono: Afghanistan, Siria, Yemen, Sudan del Sud, Korea del Nord, Repubblica centrafricana, Mali, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Myanmar.j
In conclusione...
...i diritti del fanciullo servono a proteggere i minori da ogni tipo di discriminazione, dovuta alla lingua, all’origine, alla religione, al sesso, alla disabilità e allo stato sociale. Da questo breve reportage emerge che sono tanti i bambini nel mondo a non vivere la loro età, ai quali viene rubata l’infanzia e vengono negati i diritti fondamentali, quali il diritto alla vita, al gioco, allo studio, alla salute, alla libertà, all’uguaglianza. La nostra è una conclusione amara perché si è constatato che in molti paesi del Mondo questi diritti non sono rispettati. La strada per arrivare al rispetto dei diritti in tutto il Mondo è ancora lunga.
Classe II B San Calogero