1. Quello del minatore è sempre stato molto duro: costretto a stare molte ore al giorno nelle gallerie e nei cunicoli sotto terra. Lavorava spesso in ginocchio ed era sempre in pericolo di vita.
2. Per illuminare la miniera buia servivano fonti di luce. Le lampade ad olio, le lucerne, erano dei contenitori con uno o più beccucci laterali che avevano uno stoppino il quale imbevendosi di olio veniva bruciato.
3. Nella miniera era importante creare una circolazione di aria per poter respirare bene.
Il mantice veniva azionato per avere una buona areazione.
4. Lo scalpello con la punta affilata si afferrava attraverso il manico e con una pesante mazza si percuoteva la sua estremità. Se il colpo era forte, staccava un pezzo di roccia che veniva raccolto. Il materiale si portava poi all'esterno della miniera.
5. Le lampade a carburo erano più pratiche delle lucerne e producevano più luce. Usavano come combustibile l'acetilene un gas prodotto dalla reazione chimica che fa il carburo se viene a contatto con l'acqua.
6. Il cappuccio a punta segnalava la distanza tra capo e soffitto roccioso. Veniva imbottito di paglia per proteggere la testa. La casacca e i pantaloni erano fatti con un tessuto grezzo, robusto e resistente. Il grembiule in cuoio, legato dietro, proteggeva il fondo schiena dai sassi e dall'umidità.
IL SIMBOLO DELLE MINIERE
NELLA MINIERA DI FONTANELLE
MAPPA DELLE MINIERE DEL LAGORAI