Noi ragazzi: un mosaico di colori
Professor Ruggero Cortese, Emma Campagnolo e Veronica Martinazzoli, 3^B
17 maggio 2023
"Pixel Art: Ritratti in stile Chuck Close"
Gli studenti di 3^B e 3^E hanno concluso un progetto di arte ispirato alla tecnica di pixellatura dell'artista Chuck Close, artista americano famoso per le sue opere fotografiche iperrealiste. E' stato chiesto loro di utilizzare una griglia sovrapposta alle foto dei loro autoritratti posterizzati e di riprodurre l'immagine utilizzando colori e texture diverse differenziate nelle parti chiare e scure.
I ragazzi hanno affrontato la sfida di utilizzare questa tecnica artistica per creare un effetto originale di pixellatura, riproducendo il loro autoritratto scomposto in minuscole parti. Hanno imparato a utilizzare colori e texture diverse, lavorando a lungo e con pazienza per completare l'immagine.
Questa tecnica ha permesso di mettere alla prova la loro creatività e le loro abilità artistiche e ad imparare a guardare l'immagine in modo più dettagliato, cercando di capire come le parti dell'immagine si combinano per creare l'effetto finale.
CICLI DI FEEDBACK: il meccanismo che accelera i cambiamenti climatici
Bedin Riccardo, Biondolillo Giada, Campagnolo Emma, Martinazzoli Veronica,Toniolo Anna, 3^B
12 maggio 2023
Ciao a tutti!
Oggi affronteremo il tema dei cambiamenti climatici, un tema attuale che riguarda tutti, anche te che stai leggendo.
È risaputo che la temperatura media terrestre si sta alzando, e che questo è un grande problema, e sappiamo anche che la principale causa siamo noi. Ma il problema più grande è che in molti credono che si abbia tanto tempo per risolverlo. In realtà, più il tempo passa, più questo problema diventa grave e irreversibile. È in corso un vero e proprio “effetto a catena”, in cui la conseguenza di un fenomeno ne amplifica la causa, si parla di CICLO DI FEEDBACK POSITIVO.
Un ciclo di feedback è positivo se il processo si velocizza con il passare del tempo e va in crescendo. È un circolo che si “autoalimenta”: la causa determina un effetto e questo effetto va ad alimentare la causa.
Purtroppo quando si parla di cambiamenti climatici sono numerosi i casi di ciclo di feedback positivo. Facciamo un esempio: se la temperatura terrestre si alza, il permafrost (lo strato di terreno permanentemente ghiacciato a ridosso dei poli) si fonde liberando nell’atmosfera il metano intrappolato in esso, e questo gas andrà ad amplificare il fenomeno dell’effetto serra e quindi l’ulteriore innalzamento della temperatura.
Un altro esempio che riguarda le regioni polari della Terra (e indirettamente anche tutti noi) è la riduzione dell'effetto albedo. Per effetto albedo si intende la capacità delle nevi e dei ghiacci di riflettere una buona parte dei raggi solari nello spazio. Se questi “specchi” si fondono, i raggi solari vengono maggiormente assorbiti dalla Terra, infatti i mari e gli oceani riflettono molto meno. Di conseguenza la temperatura si alza e i ghiacci e le nevi si fondono ancora di più.
Non vi basta?
Ecco un altro esempio: l’aumento del numero degli incendi boschivi. La temperatura aumenta, scoppiano più incendi e viene rilasciata più anidride carbonica che amplifica l’effetto serra facendo alzare la temperatura.
In conclusione: molti pensano che sia abbia molto tempo per cancellare questo problema, per risolverlo, e questa questione viene quindi spesso rimandata, come è successo alla COP 27. Ma non si può! È stato innescato un meccanismo autodistruttivo, e, se non interveniamo adesso sarà difficile, quasi impossibile interrompere.
Non è ancora troppo tardi per cambiare questa situazione, ma dobbiamo agire ORA e agire IN FRETTA.
Guardarsi dentro, percorso di poesia autobiografica
Professoressa Maria Teresa Canton
12 maggio 2023
Quest’anno mi è stata affidata una nuova classe, la 3D.
Per entrare in contatto con loro ho pensato di proporre un modulo di scrittura dedicato alla poesia autobiografica e ideato da Agnese Pianigiani, formatrice di Italian Writing Teachers.
Il laboratorio prevede la lettura di poesie autobiografiche d’autore, attività per comprenderne il messaggio, annotazioni nel taccuino e infine la produzione di testi in versi.
Lungo il percorso è emersa la difficoltà dei ragazzi di parlare di sé e di riconoscere le proprie emozioni più profonde, ma alla fine, dopo diverse bozze, nei loro componimenti sono riusciti a raccontarsi.
In questo percorso la collaborazione con il professore di Arte, Francesco Innocente Fabris, è stata determinante, in quanto il linguaggio grafico e simbolico ha permesso ai ragazzi di raffigurare il significato e il significante delle loro poesie.
Leonardo Crivelletto, Mohamed Dghay, Anas Dghoughi, Arthur Lindolfo Da Silva, Kenneth Paniagua, 3^B
12 maggio 2023
Chi di voi sa che cos’è la Cop 27?
L’autunno scorso non si parlava d’altro: da questa riunione internazionale, che si è svolta dal 6 al 18 novembre a Sharm el Sheikh, in Egitto, ci si aspettava molto.
Con il termine “Cop” si indica la “Conferenza delle parti”, cioè la riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici”.
Quella di cui vi parleremo è la 27° edizione. La prima Cop si è riunita, infatti, nell’anno 1995 a Berlino, con l’obiettivo di mantenere basso il livello di emissioni per i paesi più sviluppati.
La Cop 27 aveva l’obiettivo di trovare un modo per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C entro il 2030.
Che cosa è stato deciso?
Invece di pensare al modo in cui si può raggiungere l’obiettivo prefissato, è stato istituito un fondo per risarcire le spese provocate dai danni climatici nei paesi in via di sviluppo, così da limitare le migrazioni climatiche.
Greta Thunberg, la diciannovenne ambientalista che noi tutti conosciamo, ha deciso di non partecipare alla conferenza, affermando che si sarebbe trattato di un confronto inutile e falso, tanto da poterlo catalogare tra le strategie di greenwashing, cioè tra quelle tattiche adottate dalle aziende per truffare le persone e convincerle che i loro prodotti sono sostenibili o eco friendly quando in realtà non lo sono.
Che cosa sta succedendo nel Sud-Est asiatico?
L’acqua degli oceani sta subendo una modificazione che prende il nome di acidificazione: l’anidride carbonica presente nell’aria in quantità molto più rilevante rispetto al passato produce una reazione chimica nell’acqua che diventa più acida. Nel Sud-Est asiatico questo fenomeno sta provocando gravi danni alle barriere coralline che diventano sempre più fragili, si sbiancano e spesso muoiono. La morte dei coralli genera ripercussioni negative su tutto l’ecosistema marino.
Questo è un grave problema perché nel Triangolo del corallo (una zona tra l’Oceano Pacifico e quello Indiano) è presente circa un quarto di tutte le specie marine che dipendono dalla barriera per vivere. Da esse, poi, dipendono anche le popolazioni di quelle zone: il 70 % della popolazione delle Filippine vive di pesca. Si stima che, nel Triangolo del corallo, circa 384 milioni di persone dipendono dal mare per l’alimentazione: se i pesci in quelle zone continuano a diminuire, molte di queste popolazioni avranno meno cibo disponibile.
Cosa sono le migrazioni climatiche?
Le migrazioni climatiche sono gli spostamenti delle persone per eventi improvvisi o progressivi dovuti alla crisi climatica.
Questi spostamenti possono essere causati dall’alterazione delle precipitazioni, dall’aumento dei periodi di siccità, dall’incremento delle temperature e da eventi ambientali estremi. Tutte queste situazioni possono rendere così dura la vita delle persone da costringerle a spostarsi.
Le popolazioni che subiscono maggiormente il cambiamento climatico sono quelle povere o ancora in via di sviluppo, ad esempio alcuni paesi del Sud-Est asiatico o le popolazioni africane del Sahel.
Quali sono le prospettive per il futuro?
Non ne abbiamo la certezza, ma si stima che entro l’anno 2100 avremo un grande aumento di fenomeni climatici estremi: tempeste e siccità, carestie, perdita di terre utilizzabili per l’agricoltura, l’allevamento o le abitazioni.
In futuro, il livello del mare aumenterà dai 60 ai 100 centimetri per via della fusione dei ghiacciai e per l’espansione termica dovuta all’aumento della temperatura dell’acqua.
Questi cambiamenti ricadranno soprattutto sulle popolazioni costiere, infatti si pensa che molti paesi verranno sommersi totalmente o in parte dalle acque marine. Tra questi, abbiamo le Filippine,Tuvalu, l’Indonesia, Seychelles. (Fonte: The Guardian)
Il 30% delle terre non sarà più coltivabile e questo determinerà una minore disponibilità di cibo. Inoltre, in queste zone si formeranno paludi nelle quali torneranno ad esserci malattie come la malaria.
L’acqua marina entrerà in contatto con le falde acquifere e con i fiumi provocando danni alla biodiversità di quel territorio.
Stando così le cose, è evidente che questo problema influirà sulla vita di tutti gli esseri umani.
Per queste ragioni, i governi di tutte le nazioni, specialmente quelle più sviluppate, dovrebbero impegnarsi affinché i propositi enunciati nelle conferenze internazionali trovino una traduzione pratica concreta. Solo una rapida inversione di tendenza potrà avere effetti positivi sull'ambiente e sulle persone.
I campionati Internazionali di Giochi Matematici 2023
Leonardo Erriquez, 3^E
I campionati Internazionali di Giochi Matematici sono una gara in cui tutti, nelle proprie categorie, possono partecipare.
La gara consiste nel risolvere un certo numero di quesiti matematici in 60, 90 o 120 minuti a differenza della categoria.
Ci sono quattro fasi:
- I Quarti di finale: da alcuni anni si svolgono online a causa della pandemia e si tengono i primi di marzo
- Le Semifinali: si svolgono verso metà marzo, vengono organizzate in più di 100 sedi (la nostra sede è quella di Vicenza-Thiene) e passa circa il 10% dei partecipanti per categoria
- La Finale nazionale: avviene verso metà maggio e si svolge all'università Bocconi, a Milano. I primi cinque classificati delle categorie C1 e C2 e i primi tre delle altre categorie formeranno ciascuna una squadra che rappresenterà l'Italia alla Finale internazionale
- La Finale internazionale: si tiene presso una località diversa ogni anno (quest'anno è a Wroclaw, a sud-ovest della Polonia) e viene fatta verso fine agosto
Ci sono varie categorie e sono:
- C1: studenti di prima e seconda media
- C2: studenti di terza media e prima superiore
- L1: studenti di seconda, terza e quarta superiore
- L2: studenti di quinta superiore e primo biennio universitario
- GP: sta per "grande pubblico" ed è riservata agli adulti, dal terzo anno di università fino ai 99 anni di età
- HC: sta per "alta competizione" ed è riservata agli adulti dal terzo anno di università fino ai 99 anni di età che si sono classificati nei primi tre posti della finale nazionale nelle categorie L2 e GP nelle ultime dieci edizioni
Emma Campagnolo di 3B e io ci siamo classificati per la finale nazionale e il 13 maggio andremo a Milano. Sarà una bella giornata e penso che partecipare ai giochi matematici sia un'esperienza da fare. Oltre a tenere allenata la mente è anche un'occasione per conoscere persone nuove che condividono le tue stesse passioni.
Ludovica Dutto e Jasmin Lazzaretto, 3^E
16 maggio 2023
Che cos'è?
È una competizione matematica a cui tutta la classe partecipa. Si lavora in gruppo per poter risolvere sette problemi. Non basta trovare il risultato corretto, bisogna anche spiegare in modo chiaro il procedimento.
Come e dove si svolge?
Ogni classe partecipante svolge nella propria scuola, a febbraio e ad aprile, due prove. Solo le due classi di ciascuna categoria che hanno ottenuto il punteggio più alto passano alla finale.
Il Rally matematico si svolge in tutta Italia e noi siamo associati alla sezione di Belluno. Quest’anno le classi del nostro Istituto che hanno partecipato alla gara sono 1^A, 2^E e 3^D della sc. secondaria di 1° grado. La classe 2^ E si è classificata per la finale. Il torneo non si svolge solo in Italia ma anche in Belgio, Francia, Lussemburgo e Svizzera.
La finale quando si svolge?
La finale del Rally Matematico Transalpino a Belluno si è svolta il 22 maggio 2023. La classe 2^ E si è classificata terza su 26 classi seconde partecipanti.
Cosa abbiamo tratto da questa esperienza?
Questa esperienza ci ha fatto capire quanto sia importante un buon lavoro di gruppo perché è grazie a questo che ci siamo classificati per la finale. Noi e la nostra classe non ci aspettavamo questo grande risultato e quando ce l'hanno comunicato pensavamo si trattasse di uno scherzo. Ce l'abbiamo messa tutta e la soddisfazione è arrivata!
Missiva fuoriprogramma
Professoressa Anna Vallotto
20 maggio 2023
Cari miei ex alunni…
ma che dico?!?
Voi non siete per niente degli ex perché per me ci siete e ci sarete sempre!
In questo mio nuovo stato di diversamente giovane, di pensionata con cagnolino e lunghe giornate di libertà, la vostra esistenza mi sta ancora insegnando molto, spesso anche indicandomi la via.
La vostra allegria, la vitalità, la voglia di ridere anche sulle cose serie, di scherzare, di esplorare, di mettervi in discussione, la vostra terribile e scomoda sincerità, la spontanea disposizione ad aiutare l’altro, la creatività nel trovare soluzioni alternative a problemi complessi, la non paura di far brutta figura, l’immediatezza nel bene e nel meno bene, la capacità di amare e di soffrire, l’entusiasmo e anche la noia, lo sbuffare ma anche il sorridere fino alle orecchie, la simpatica ironia, il vostro rompere le scatole preso un po’ come missione, il miracolo di sognare sempre e comunque, di progettare grandi e piccole cose, di vedere una lunghissima vita davanti, ma anche di vivere il momento come se fosse l’eternità…ecco, tutto questo caleidoscopio del vostro essere mi ha irreversibilmente contagiata e mi si è incarnato dentro con tante forme e colori, tenendomi attiva, allegra e con ancora infinita voglia di vita.
Quando trovo qualcosa sul computer che vi riguarda, una foto, una relazione, una lezione programmata o una vostra verifica o anche solo pensandovi mi si allarga il cuore che non si stancherà mai di stringervi in un affettuosissimo e infinito abbraccio.
Per sempre grazie,
la vostra prof Anna FUORIPROGRAMMA
Alla scoperta della pittura romantica
Classe 3^B
16 maggio 2023
Come dimenticare la pittura romantica? le emozioni dei pittori romantici e il loro amore per la bellezza sono ottimi spunti per un nuovo disegno. Ci siamo impegnati a comprendere la bellezza, la suggestione della pittura romantica, analizzando attentamente ogni dettaglio dell'originale di Friedrich.
Ci siamo concentrati sulla sfumatura dei colori utilizzando varie tecniche con acquerelli e pastelli, per riprodurre il paesaggio e le figure in silhouette di cartoncino nero ritagliato.
Durante il progetto, abbiamo esaminato attentamente la posizione dei personaggi e gli elementi naturali come le rocce, gli alberi e il mare. Abbiamo cercato di creare ambienti suggestivi, momenti della giornata carichi di emozione, come il tramonto, l'alba o un paesaggio al chiaro di luna.
Il progetto ci ha permesso di esplorare il nostro lato creativo, lavorando insieme per condividere le nostre idee e mettere alla prova le nostre abilità artistiche. Siamo soddisfatti del risultato finale e orgogliosi di aver contribuito alla creazione di una riproduzione del dipinto di Friedrich.
Emma Campagnolo e Veronica Martinazzoli, 3^B
16 maggio 2023
"Fauve City Views".
In questo percorso artistico abbiamo esplorato il mondo coloratissimo degli artisti Fauves, le "belve". Concentrandoci sui paesaggi dipinti da André Derain, abbiamo cercato di ricreare alcune immagini della nostra città ispirate al loro stile.
Ma chi erano i Fauves? I Fauves erano degli artisti appartenenti ad una corrente d'avanguardia del primo Novecento che facevano "esplodere" i colori, semplificavano le forme e sostituivano i colori realistici con tonalità insolite. Volevano un'arte libera e gioiosa, influenzata dal modo in cui i bambini e i popoli primitivi si esprimevano.
Per individuare luoghi suggestivi della nostra città abbiamo utilizzato immagini catturate con l'app Maps e le abbiamo stampate. Abbiamo cercato di lavorare su queste stampe con coppie di colori contrastanti utilizzando il disco cromatico, per ottenere un effetto più suggestivo. Con i pastelli abbiamo stravolto completamente i colori, utilizzando tonalità pure in forte contrasto tra di loro e tracciando i disegni con linee scure. Attraverso i colori, abbiamo imparato ad esprimere liberamente la nostra creatività artistica.
Ci siamo lasciati trascinare nel mondo"primitivo" e "selvaggio" degli artisti Fauves, ricco di contrasti e di emozioni: un'avventura!
Clarincanto, una full immersion nel mondo del clarinetto
Professor Giuseppe Alessandrello
30 aprile 2023
Domenica 30 aprile 2023 si è tenuto il primo dei Concerti di “Clarincanto”, un progetto a cui hanno preso parte alcuni dei nostri alunni di clarinetto che frequentano la sezione ad indirizzo musicale, rappresentando l’Istituto comprensivo di Marostica: Stella Lavarda e Gioele Corà.
Ho prontamente accolto l’invito a partecipare al progetto, arrivato dal Liceo musicale di Castelfranco Veneto. Il Liceo musicale ha rivolto agli studenti l’attività, coinvolgendoli in un importante impegno didattico-formativo che si protrarrà sino a giugno, partecipando a diversi concerti.
“Clarincanto” è un coro di clarinetti costituito da strumenti di differenti tagli, dal clarinetto contrabbasso in sib che produce dei suoni molto gravi, al quartino – clarinetto piccolo in mib il quale emette dei suoni acutissimi.
L’inconsueta formazione musicale è composta da alunni frequentanti sia le Scuole secondarie di primo grado, come la nostra, sia da alunni del Liceo musicale e del Conservatorio di Castelfranco Veneto.
Lucia Salviato, 2^B
28 aprile 2023
Cos'è il social day
La storia e il significato del Social Day sono stati spiegati agli alunni delle classi seconde del nostro Istituto durante un incontro tenutosi in Aula Magna lo scorso 31 marzo con gli educatori del Gruppo Giovani di Marostica.
Il Social Day nasce in Germania e arriva in Italia nel 2007 a Bassano del Grappa. Lo scopo di questo progetto è di raccogliere fondi che verranno usati per finanziare progetti internazionali. Questi mirano soprattutto a garantire un’istruzione a ragazzi e ragazze nei Paesi in via di sviluppo, principalmente in Sud America, Africa e India; alcune volte anche nel Sud Italia.
I progetti di quest’anno aiuteranno alcune città della Bolivia, del Perù, del Brasile e della Giordania per permettere ai ragazzi e alle ragazze di continuare gli studi dopo la scuola primaria.
Questa giornata vede la partecipazione di diverse associazioni di volontariato come la Caritas e Lyons che si mettono a disposizione della comunità svolgendo piccole attività che aiutano la propria città e donano il ricavato che contribuirà a realizzare progetti internazionali.
Il Social Day è rivolto principalmente ai ragazzi delle superiori, ma anche gli studenti delle medie sono invitati a partecipare. Ogni classe seconda del nostro Istituto è stata affiliata a un’associazione del territorio e quindi a una specifica attività destinata a dare un aiuto concreto in lavori socialmente utili oppure destinata alla raccolta fondi attraverso la vendita di prodotti.
Un'esperienza concreta
Quest’anno la mia classe, la 2^B, ha avuto modo di lavorare con la Compagnia delle Mura, un’associazione locale che agisce sul territorio di Marostica. La Compagnia è nata con lo scopo di preservare le mura del castello di Marostica e di curare la manutenzione delle aree verdi adiacenti. Alcune delle attività svolte dai volontari sono lo svuotamento dei cestini nei luoghi dove non passano gli addetti del comune, addobbare le mura con le luci di Natale, tagliere l’erba e potare o recidere alberi che potrebbero nascondere la vista del castello o disturbare la passeggiata lungo il sentiero che conduce al castello superiore.
La nostra mattinata è iniziata raggiungendo a piedi il castello superiore attraverso il sentiero che parte dalla Chiesa dei Carmini fino al torrione del castello superiore. Una volta giunti a destinazione, i volontari della Compagnia delle Mura ci hanno illustrato la storia e le attività svolte dall’associazione e poi ci siamo messi al lavoro: abbiamo trasportato tronchi e rami potati dai volontari per liberare e pulire il sentiero che avevamo appena percorso. Per portare quella grande quantità di legna abbiamo formato una lunga catena umana dal torrione fino alla strada, dove c’era un pick-up che veniva caricato. Ognuno di noi doveva compiere solo il breve tragitto tra il compagno precedente e quello successivo, altrimenti avremmo dovuto camminare avanti e indietro per tutta la distanza con il pesante fardello da portare.
Partecipare al Social Day è stata un’esperienza utile e che sottolinea quanto di lavoro di squadra possa fruttare di più in confronto al lavoro svolto singolarmente.
Come ricompensa per il nostro contributo, i volontari della Compagnia delle Mura ci hanno offerto delle bibite fresche e una visita al castello superiore.
Cosa abbiamo imparato
Se all’inizio l’idea del Social Day mi aveva lasciata un po’ dubbiosa e non mi aveva fatto venir voglia di partecipare, ora che ho avuto modo di calarmi concretamente nell’attività posso dire che se non l’avessi partecipato avrei perso l’occasione di vivere un’esperienza meravigliosa. Non solo aiuta i ragazzi dei Paesi più poveri a ricevere un’istruzione che permetta di avere più possibilità di successo da adulti, ma è anche un modo per mettersi in gioco e immedesimarsi nei volontari delle varie associazioni per capire quanto lavoro svolgano senza ricevere nulla in cambio. Inoltre, questa esperienza ti lascia un senso di felicità perché sai di aver aiutato qualcuno, di aver contribuito, anche se minimamente, a rendere la tua città migliore.
Mettersi in gioco con il Social Day
Giorgia Vivian, 2^D
28 aprile 2023
Secondo me, il Social Day quest'anno è stata un'esperienza molto formativa, nel senso che nel nostro caso ci ha permesso di sviluppare moltissimi aspetti diversi, non prendendo in considerazione solamente l'idea di saltare un giorno di scuola. Abbiamo fatto moltissimi conti (anche sbagliando qualche volta!) per dare i resti corretti alle persone. Abbiamo memorizzato i costi di ogni alimento o pianta. Abbiamo messo alla prova la nostra timidezza: pesando con cura le parole da usare con ogni persona che incontravamo durante il tragitto. Qualcuno di noi ha anche strimpellato uno strumento! Siamo tornati a scuola con le gambe a pezzi e la schiena distrutta, ma con un sorriso stampato in faccia e la soddisfazione che ci traboccava dagli occhi. La cosa che mi è piaciuta di più è che questa giornata non è stata vista come un obbligo sgradevole, ma come un'esperienza fatta con piacere, in cui sia noi sia alcuni professori e genitori abbiamo potuto metterci in gioco e soprattutto divertirci!
Sboccia il Social Day
Autore: Lorenzo Sanfilippo
Classe 2^Gm
Durante il Social Day mi sono divertito molto! Devo dire che mi ha aiutato molto a infrangere la mia comfort zone, andando incontro a persone sconosciute per fare del bene. Mi sono sentito molto soddisfatto sapendo che avrei fatto qualcosa che avrebbe aiutato tutta la comunità e le persone bisognose. Abbiamo venduto diversi tipi di piante e illustrato alla gente che ci ascoltava il motivo per cui eravamo lì: fare beneficenza assieme all'associazione Lions, a cui eravamo stati abbinati. La fatica che abbiamo fatto durante la giornata, girando per tutta la città sotto il sole cocente, è stata ripagata dagli sguardi amichevoli di alcune persone e dal guadagno ottenuto. Naturalmente, ero anche soddisfatto perché, oltre a divertirmi con i miei amici, ho saltato un’interrogazione programmata.
La redazione
15 marzo 2023
Alla nostra redazione è pervenuta la relazione del lavoro svolto, lo scorso anno scolastico, dalla classe 3^C della nostra scuola. Di seguito pubblichiamo il materiale ricevuto.
Nel corso dell'anno scolastico 2021-2022, gli studenti della classe 3^C della Scuola Secondaria di primo grado hanno partecipato, con le docenti di Scienze e di Tecnologia, Gabriella Baron e Lorella Tommasi, al Progetto IPAZIA. Questo progetto si sviluppa in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), nell'ambito del Programma "Insegnare con lo spazio" finalizzato alla promozione delle discipline STEM.
Gli studenti hanno affrontato due importanti sfide:
• Progettare e realizzare un manufatto in 3D che doveva contenere i componenti hardware essenziali per la realizzazione di un Assistente Vocale.
• Ideare un set di domande/risposte per istruire l’Assistente Vocale a supporto degli astronauti durante le loro missioni contest “Insegnare con lo Spazio”.
Il lavoro fatto dagli alunni di 3^C è stato fortemente apprezzato dalla commissione e pubblicato tra i materiali didattici del sito di ESERO per la diffusione alle altre scuole e si può visionare al seguente link:
https://www.esero.it/progetti/marost-ipazia/
In seguito a questo importante risultato, le docenti Gabriella Baron e Lorella Tommasi sono state invitate il 13 marzo a Milano per partecipare, con tutte le scuole che hanno aderito al progetto, ad un incontro con l'astronauta ESA Samantha Cristoforetti presso il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", una location speciale per un incontro davvero emozionante.
Classe 3^D
16 maggio 2023
Tra gli argomenti di studio del programma di scienze, l’insegnante quest’anno ci ha proposto un laboratorio per la realizzazione di un Rover, ossia di un robot costruito sul modello di quelli utilizzati per esplorare i pianeti, ma di dimensioni ridotte e utilizzando materiale in parte riciclato.
L’idea è maturata in seguito ad una conferenza online tenuta da alcuni esperti di astronomia e rivolta alle classi di terza media di diverse scuole italiane.
La nostra classe ha accolto la proposta e abbiamo iniziato ad organizzarci, perché le nostre conoscenze erano limitate al sistema solare e alle sue caratteristiche generali.
Durante la lezione successiva la professoressa ci ha riconsegnato le componenti del rover più tutto il necessario per completarlo, quindi ruote, tavoletta di legno, scatola di succo per contenere la batteria, dei bastoncini di legno, dei parallelepipedi piccoli sempre in legno, un tappo di sughero, un elastico e due cannucce.
A questo punto abbiamo iniziato ad unire tutti i pezzi montando le cannucce e le ruote e aggiungendo interruttore, batteria e motore e posizionando il tutto in modo approssimativo prima di saldarlo definitivamente con la colla a caldo.
Durante l’ultima fase abbiamo decorato i rover e gli abbiamo dato un nome: Mafalda Killer, Scooby Doo, C3PO, Geltrude e Raffaella.
Fare questa esperienza ci ha insegnato a gestire delle attività pratiche che prima non conoscevamo, ma soprattutto ci ha spinto ad approfondire un mondo a noi finora sconosciuto relativo alle esplorazioni spaziali e agli strumenti più innovativi necessari per il loro successo.
Missioni su Marte
Tra le esplorazioni su marte abbiamo approfondito una in particolare, quella del Rover Perseverance: questo rover infatti a 4 obiettivi da portare a termine: il primo è cercare segni di vita passata; il secondo studiare le rocce per cercare di ricostruire la storia; il terzo raccogliere campioni di roccia da inviare sulla terra in missioni future e infine il quarto testare le tecnologie che un giorno potrebbero aiutare a sostenere la presenza umana su Marte.
Nei prossimi anni ci saranno diverse missioni: la Nasa punta a portare i primi astronauti sul pianeta entro il 2030, la Cina entro il 2033 e gli Emirati Arabi Uniti vorrebbero addirittura formare una colonia entro 100 anni!
Elon Musk con la sua azienda SpaceX ha progettato di andare su Marte con una un razzo alto circa 119 metri. Purtroppo la prima prova di lancio non è andata a buon fine perché si sono riscontrate delle anomalie, per la quale la Starship è stata poi fatta esplodere volutamente.
Una missione marziana però potrebbe portare diversi rischi, come l’elevata quantità di radiazioni a cui sarebbero esposti gli astronauti, quello della gravità perché questa può avere un impatto negativo sulle abilità cognitive e di comprensione delle emozioni degli astronauti, problemi fisici ad ossa, occhi e muscoli e infine ai problemi di isolamento.
(Il rover Perseverance)
Per finire…
È stato davvero un lavoro interessante che ci ha fatto scoprire nuove cose e ci ha fatto divertire tra di noi. Ci siamo ingegnati per risolvere i problemi, ognuno di noi ha messo del suo per portare a termine il proprio rover!
Un'esperienza spaziale!
PRONTI AD ESPLORARE MARTE!!! Con "Rosita", il ROver Spaziale ITAliano
Elisa Dal Pra’ ed Isabel Parise, 2^C
CURIOSITA' EXTRATERRESTRE
Sapete che il prossimo obiettivo dell’esplorazione spaziale è riportare l’uomo sulla Luna e farlo arrivare fino al Pianeta Rosso?!
Se pensate che questo sia utopia, allora sappiate che noi, la nostra generazione, avrà la fortuna di assistere a questi nuovi straordinari passi che ci porteranno alla conoscenza dello Spazio!
Il nostro percorso spaziale !!!!
Quest’anno, noi alunni di classe 2C abbiamo partecipato al progetto ROSITA promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana.
Ma con quali obiettivi?….tranquilli…non diventeremo astronauti….o forse qualcuno in futuro …chi lo sa.
Per il momento il progetto si propone di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica nel campo spaziale e aerospaziale, ispirando e stimolando le nuove generazioni allo studio e all’apprendimento delle discipline scientifico-tecnologiche.
IL PROGETTO:
Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra l’ASI, Agenzia Spaziale Italiana, e il Dipartimento di Ingegneria Informatica Automatica e Gestionale Antonio Ruberti dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Non nascondiamo che qualche difficoltà c’è stata, ma grazie a questa opportunità abbiamo avuto la possibilità di progettare e costruire, con materiali poveri, dei modellini di rover alimentati a batteria o attraverso pannelli fotovoltaici….. è stato FANTASTICO!!!
IL MOMENTO DELLA VERITA’
Ed ecco il momento della verità: abbiamo portato a scuola le nostre creazioni….. le abbiamo portate nel giardino della scuola e …
FUNZIONAVANO TUTTI!!!
Tutti eravamo felici e poi ci siamo divertiti un sacco a recuperarli!!!
Tutti i mini rover sono stati costruiti con lo stesso materiale, ma decorati in modo
diverso…
La creatività e l’ingegno facevano sfoggio su tutti i modellini, da quelli più grandi a quelli più piccoli.
I SUPER VIDEOGIOCHI SU MARTE:
Indovinate un po’...
Avete mai imparato il linguaggio di programmazione a blocchi su Scratch? Pensate, si può fare qualsiasi gioco!
Beh dovreste provare…
Noi a gruppi siamo riusciti a creare un videogioco ambientato…..giusto per restare in tema... sul Pianeta rosso!!!
L’ENTUSIASMANTE COMPETIZIONE:
Dopo queste fantastiche attività, abbiamo avuto l’occasione di partecipare (da remoto) con diverse scuole d’Italia (esatto, d’Italia!!) al pilotaggio di un rover interfacciandoci con l’Agenzia Spaziale Italiana;
Ciò che dovevamo fare era cercare tracce di vita passata, rappresentate con dei tag disseminati su una ricostruzione del terreno marziano.
L’esperienza:
Grazie a questa meravigliosa occasione, siamo riusciti ad esplorare e a mettere in pratica i concetti appresi a scuola riguardo all’esplorazione spaziale, alla robotica e all’intelligenza artificiale!
Vi confessiamo , però, che lavorando e progettando in gruppo, abbiamo incontrato anche numerose difficoltà, ma siamo riusciti a superarle tutte, tentando varie volte soluzioni alternative.
Un’esperienza spaziale, coinvolgente ed entusiasmante non solo per noi ragazzi, ma anche per le insegnanti di scienze, tecnologia e inglese, che ci hanno guidato e aiutato in questo progetto!
“Schio Legge” raccontato dai ragazzi
Classi 1^A e 1^G
Schio Legge è un festival di letteratura per giovani lettrici e lettori.
Nei giorni del festival, lungo le strade del centro storico, si possono incontrare scrittrici e scrittori, illustratrici e illustratori, bibliotecari, direttori artistici ed esperti di letteratura per ragazzi, editori, docenti, poeti e… ragazzi.
Ragazzi come quelli di 1A e di 1G che quest’anno hanno vissuto il loro primo festival di letteratura e così ce lo raccontano…
Che cosa mi aspettavo?
Mi aspettavo una presentazione dei libri noiosa e pesante.
Mi aspettavo di trovare autori interessanti, bravi ma anche scherzosi che potessero, qualche volta, strapparti un sorriso.
Mi aspettavo di annoiarmi molto, perché a me non piace tanto leggere; invece ho trovato degli autori molto simpatici ed è stato divertente.
Mi aspettavo che gli autori fossero “divertenti” e che chiedessero anche a noi (più piccoli) di fare delle domande.
Che cosa ho trovato:
Ho trovato autori che, oltre a parlare della loro vita, hanno raccontato cosa li spinge a scrivere e cosa li ispira, e ragazzi delle superiori che hanno fatto domande molto interessanti.
Ho trovato alcuni autori simpatici, altri un po' meno. Nessuno però ci ha chiesto di fare qualche domanda.
Una parola o una frase di un autore che mi resterà sempre nel cuore:
Florence Thinard, quando ha detto: “Quando si è anziani, bisogna andare oltre l'età”.
Daniele Nicastro: “Non c'è un momento in cui si diventa adulti”.
Marco Magnone: “Compito delle storie è proprio questo: raccontare ciò che sta sotto la superficie attraverso quel poco che si vede”.
Quando Manlio Castagna ha raccontato che sua figlia ha staccato la testa di Peppa Pig, l'ha infilata sulla scopa e ha sparso del materiale rosso per terra per fare il sangue.
Un libro che vorrei subito leggere, perché...
Vorrei leggere “Berlin”, perché quando Fabio Geda e Marco Magnone ne hanno parlato, mi è sembrato molto interessante.
Un libro che vorrei leggere è “Fino alla fine del fiato”, perché parla di una tragedia e credo sia giusto conoscere.
Un libro che vorrei leggere è “I segreti di Acquamorta. Delitto al lago”, perché a me piacciono i gialli e la trama sembra molto interessante.
Un libro che vorrei subito leggere è “La banda dei vecchi bacucchi”, perché Florence Thinard parla anche delle persone anziane che le stanno più a cuore e si capisce dal racconto quanto lei ci tenga e quali siano i suoi sentimenti verso di loro.
Vorrei scrivere che ...
Ad Antonio Ferrara vorrei scrivere che al prossimo festival potrebbe presentare “Batti il muro”, libro che mi ha colpito molto e che sicuramente sarebbe piaciuto anche ad altri.
A Daniele Nicastro vorrei scrivere che continui a scrivere questi meravigliosi libri e che sia sempre fiero del suo successo.
A Marco Magnone vorrei scrivere che sono impressionato dalla passione che mette nella scrittura di un libro.
Sono stato deluso da..., perché...
Sono stato deluso dal fatto che gli autori usassero dei termini un po' difficili per i ragazzi della nostra età, forse perché c'erano anche ragazzi delle superiori che partecipava all'incontro. Ho fatto fatica a capire alcune cose di cui si è parlato, anche per i riferimenti ai libri che non ho letto.
Sinceramente nulla mi ha deluso, perché gli autori mi sono sembrati bravi e i libri interessanti.
Sono stata delusa dal comportamento degli autori: ascoltarli era sì interessante, ma mancava il divertimento, quella voglia di continuare ad ascoltare e di non lasciare mai l'autore.
Mi piacerebbe ritornare il prossimo anno al festival di Schio perchè...
Perché è stato molto interessante e poi ho una passione per i libri! Grazie al festival ho scoperto questo genere di manifestazioni.
Per stare con i compagni di classe e conoscere nuovi libri.
Per rivivere questa bella esperienza: sono riuscito ad incontrare vari autori e a sentirli parlare di libri che non conoscevo. Mi sono portato a casa una bella lista di libri! Spero per il prossimo anno di riuscire anche a comprendere meglio i contenuti degli incontri e conoscere più autori.
1^classificata - Sofia Bozzetto (1^D); 2^ classificata - Amanda Boscato (1^F) 3^ classificata - Eleonora Mottin (1^B)
1° classificato - Faccio Rebecca (2^F) 1° classificato - Marco di Palma (3^D); 3°classificato - Mattia Lunardon (3^D)
Professor Francesco Innocente Fabris
30 aprile 2023
Il 2, 10 e 16 aprile 2023 si è svolto il 44° Concorso grafico pittorico dedicato alla chiesa di Sant’Agata, promosso dal comitato omonimo e dall’Associazione Cultura Marostica.
L’evento, dopo lo stop di tre anni dovuto alla pandemia, complice anche le giornate di bel tempo, ha visto la partecipazione numerosa e allegra di diverse studentesse e studenti delle scuole materne, primarie e medie di Marostica e dei territori limitrofi.
Ragazzi e ragazze armati di colori dovevano sviluppare su un foglio A4 il tema della “Figura di S. Agata, la sua chiesetta e aspetti tipici della zona e dintorni”.
I giovani artisti hanno saputo sviluppare con originalità e impegno il soggetto della chiesetta medievale, rappresentandola da mille angolazioni e con diverse tecniche: dal chiaroscuro all’acquerello, passando per i cieli di Van Gogh e i colori luminosi degli impressionisti.
I numerosi elaborati sono stati poi accuratamente valutati dai prof. Paola Bittante, Francesco Innocente Fabris e Fabiola Pretto che, nonostante la qualità elevata di molti tra i disegni realizzati, hanno dovuto restringere la rosa a soli 3 tra i più meritevoli per ogni ordine di scuola.
Nella giornata di domenica 25 aprile si sono tenute le premiazioni alla presenza di una coraggiosa folla di ragazzi e ragazze con le loro famiglie, visto il tempo piovoso, e un delegato del sindaco.
Il nostro Istituto si è così aggiudicato per la prima media il 1° premio con il lavoro puntinista di Sofia Bozzetto (1^D), il 2° premio con un delicato scorcio della chiesetta di Amanda Boscato e il 3° premio con il realistico acquerello di Eleonora Mottin (1^B). Degno di nota, sempre per la prima media, l’opera di Filippo Campagnolo raffigurante Sant’Agata illuminata dalla luce rosata del tramonto.
Anche per la seconda media il 1°premio è andato alla nostra alunna Rebecca Faccio che ha realizzato una realistica rappresentazione della chiesetta, accuratamente disegnata e ricca di particolari.
La nostra scuola si è classificata nei primi posti anche per la terza media, grazie agli elaborati di due allievi della 3^D: Marco di Palma (1° premio ex aequo con un’altra studentessa) e Mattia Lunardon (3° premio). Marco è riuscito a rendere attraverso gli acquerelli la dicotomia giorno e notte, mentre Mattia ha immerso l’edificio religioso in un’atmosfera onirica, degna di un dipinto di Van Gogh.
Moltissimi tra i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a questo evento, attraverso i loro disegni, hanno saputo tradurre in realtà il celebre aforisma di Pablo Picasso quando diceva: “Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole”.
Articolo 3 della Costituzione e "fake news"
Giulia Baggio, Benedetta Conforto, Edoardo Pattarello, Maya Baschirotto, Anita Pesce ed Andrea Poloni, 2^G e 2^F
Ciao a tutti!
Siamo Giulia, Benedetta e Edoardo di 2^G, assieme a Maya, Anita e Andrea P. di 2^F. Non molto tempo fa, abbiamo svolto un'attività davvero molto non tradizionale! Beh, ora vi racconteremo i particolari!
Innanzitutto partiamo dal dire che questo lavoro fa parte dell’UDA, “Unità Didattica di Apprendimento”, cioè un nuovo approccio all’apprendimento.
Questa attività ha impegnato molte ore delle nostre lezioni scolastiche, ma dobbiamo dire che ha dato i suoi frutti!
Di cosa abbiamo parlato? Dell’importanza dell’Articolo 3 della Costituzione Italiana, delle Fake news e delle intelligenze artificiali. Tramite l’articolo 3 abbiamo trattato il tema delle disuguaglianze, con le quali ci siamo collegati all’Agenda 2030 e ai suoi Goal 5, 10 e 8 (sempre riguardanti le disuguaglianze e il lavoro dignitoso per tutti i cittadini).
Poi abbiamo citato il tema delle Fake news, delle vere e proprie trappole. Ma esse sono pericolose? Assolutamente sì! E come si possono riconoscere? Bisogna analizzarle da cima a fondo attraverso il metodo galileiano, formato da varie fasi che ci permettono di capire quali notizie sono false.
E sapete cosa abbiamo scoperto con le Fake news? Che, nel Medioevo, alcune donne venivano considerate streghe per il loro stile di vita, e quindi torturate fino alla morte. Abbiamo anche discusso in merito agli ebrei, anch’essi perseguitati e discriminati per la religione da loro professata.
Altre false notizie si sono diffuse durante l’Influenza Spagnola del ‘900.
Anche noi di 2^F ci siamo soffermati molto sull’articolo 3 della nostra Costituzione e sull’IA parlando, invece, dei collegamenti che si potevano creare con questi due interessanti argomenti. Abbiamo capito come molte intelligenze artificiali creano disuguaglianze, questo dovuto al programmatore, ossia all’uomo che non riesce ancora ad accettare per esempio le pari dignità sociali. Inoltre abbiamo analizzato in classe un articolo che parlava di come anche Google Translate, il famosissimo traduttore utilizzato in gran parte del mondo, faccia discriminazioni.
Infatti si è notato come frasi al femminile scritte in spagnolo vengano tradotte in inglese al maschile. Infine, per concludere in bellezza questo nostro percorso, abbiamo creato un Podcast a gruppi, dove abbiamo riportato tutto quello che ci è stato spiegato durante il primo quadrimestre!
Che ne dite? Siamo stati abbastanza chiari?
Noi vi salutiamo…Alla prossima! :)
Corrado Carli, Fernando Filippo e Tommaso Scalabrin, 3^F
Scommettiamo che non avete mai sentito parlare di Bernardino Frescura… Ebbene, noi siamo qui per farvelo conoscere.
Quest'anno, noi alunni della classe 3^ F abbiamo scelto proprio lui come personaggio da presentare ad un concorso locale che si propone di ricordare il professor Giovanni Nicolli attraverso dei lavori incentrati sulle passioni di questo insegnante prematuramente scomparso. Il professor Nicolli amava la storia locale, la natura e la cultura del territorio in cui viveva.
Una nostra compagna ci ha parlato di un suo parente (si tratta del nonno del nonno!) che è stato un importante geografo ma che, a noi, risultava sconosciuto. Abbiamo deciso di conoscerlo meglio e, quando il suo ritratto ci è parso chiaro, abbiamo trasformato le informazioni che avevamo in un video.
Ci siamo improvvisati sceneggiatori (abbiamo scritto il testo!), attori (lo abbiamo registrato!) e montatori (abbiamo assemblato immagini, parole e musica!) e, alla fine, il nostro filmato ne è uscito, senza modestia, piuttosto bello!
Bernardino Frescura è stato un importante geografo italiano. Nacque il primo settembre del 1868 proprio a Marostica, la nostra amata città, dove trascorse la sua infanzia. Studiò nei pressi di Padova, poi a Genova e, infine, nuovamente a Padova dove si laureò in Lettere e Filosofia. Si specializzò in geografia e divenne docente universitario a Genova e poi a Milano. Svolse importanti incarichi nazionali nel periodo in cui tanti italiani emigravano verso le Americhe, a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.
A quei tempi, l'emigrazione verso le Americhe era un fenomeno davvero rilevante: molte persone emigravano, soprattutto per mancanza di posti di lavoro, affrontando in maniera ingenua e sprovveduta il viaggio e la nuova sistemazione. Bernardino Frescura capì che si poteva e si doveva fare qualcosa per loro: non poteva lasciare i migranti inconsapevoli del proprio destino, voleva trovare un modo per raggiungerli e fornire quelle informazioni che avrebbero reso l’emigrazione meno dolorosa e pesante.
Iniziò, quindi, a scrivere delle guide, ovvero dei piccoli libricini in cui forniva ai migranti informazioni sui trasporti, sui porti, sugli alloggi, presentando con precisione geografica le caratteristiche dei luoghi in cui volevano vivere e lavorare. In questo modo, il migrante poteva affrontare il nuovo mondo in maniera meno sprovveduta.
Studiare la vita di Bernardino Frescura ci ha fatto capire meglio le migrazioni del passato e, allo stesso tempo, ci ha permesso di confrontarle con quelle attuali. Attraverso questo confronto abbiamo capito che gli emigranti dell’epoca di Frescura pensavano alle Americhe come la terra delle possibilità, proprio come avviene oggi per i migranti che cercano di raggiungere l’Italia.
Chissà se i migranti attuali stanno trovando, lungo il sentiero che stanno percorrendo, un Bernardino Frescura che, con generosità, sia disposto ad accompagnarli.
Bedin Riccardo, Biondolillo Giada, Campagnolo Emma, Toniolo Anna, 3^B
16 maggio 2023
Ciao a tutti, cari lettori e lettrici.
In questo articolo parleremo di un argomento che ad ogni 27 gennaio ritorna periodicamente nelle nostre conversazioni: come avrete intuito, parliamo della Giornata della Memoria. Sappiamo tutti che cosa si ricorda in questo giorno: il 27 gennaio è la data che convenzionalmente ricorda una delle più grandi atrocità della storia, è la data in cui si ricorda la Shoah.
È necessario ricordare perché, altrimenti, milioni di persone innocenti, morte perché ritenute indegne di vivere, rischierebbero di morire un’altra volta, cancellate dal tempo.
“Ricordare per non dimenticare” è una frase che noi abbiamo cercato di fare nostra scendendo in campo in prima persona. E scendere in campo non è solo una metafora, ma è effettivamente quello che abbiamo fatto: tutte le classi terze sono scese in giardino e noi ragazzi ci siamo sistemati in riga, uno affianco all’altro e siamo rimasti diritti in piedi, fermi immobili. Non è stato così semplice e la voglia di cambiare posizione e di parlare con i compagni si è fatta ripetutamente sentire, ma l’abbiamo fatto perché era proprio questo che gli internati del campo dovevano sopportare: il primo doloroso rituale a cui erano sottoposti era, appunto, l’appello. Ogni prigioniero, malato o anziano che fosse, doveva rimanere sull’attenti, in attesa che le guardie naziste annunciassero la fine della tortura per passare alla successiva. Le guardie chiamavano ogni prigioniero urlando un numero in tedesco, e ogni internato doveva rispondere. Non erano più persone, erano “pezzi”, e quel numero era tutto ciò che li distingueva dal nulla più assoluto.
Noi eravamo lì, nel cortile della scuola, ritti in piedi come i prigionieri, al freddo come loro, ad attendere il nostro turno. Ma il nostro compito era quello di riportare tra noi il ricordo di coloro che hanno sofferto, delle persone che hanno sofferto. Come fare per restituire loro l’umanità a lungo negata? Siamo partiti dalla prima cosa che contraddistingue ognuno di noi come persona: il nome. Al posto del numero, al posto di quell'etichetta priva di vita, noi abbiamo voluto mettere il nome di un deportato, assieme a due righe che riassumessero brevemente la loro vita spezzata dalla crudeltà del campo. Abbiamo creato delle piccole pietre d’inciampo, dei cartellini il cui contenuto facesse “inciampare” il pigro corso di pensieri che spesso governa le nostre vite, delle piccole pietre che tengano a terra, tra di noi, il ricordo di queste persone e che gli impedisca di volare via nell'oblio. Assieme ad ogni “pietra” abbiamo messo un lumino, per dire che il ricordo di queste persone è ancora acceso dentro di noi. Le “pietre d’inciampo”, poi, sono state donate al Comune di Marostica.
Con questa nostra piccola manifestazione abbiamo voluto fare giustizia, fare giustizia per delle persone che in vita non ne hanno avuta. Ed è il solo modo che abbiamo per impedire che questo sia ripetuto, che altre persone vengano private del più importante dei diritti, quello alla vita. Nel nostro piccolo ci abbiamo provato, abbiamo portato avanti di qualche infinitesimo il testimone della memoria nella grande Storia, nella speranza di vincere questa staffetta.
Ora i prossimi siete voi, abbiamo bisogno del vostro aiuto, cari lettori, solo insieme ne usciremo vittoriosi.
Arianna Petre ed Edoardo Salmeri, 3^ F
16 maggio 2023
Ciao a tutti, cari lettori!
Immaginiamo che abbiate già sentito parlare dei “cambiamenti climatici”.
Beh, noi alunni della classe 3^ F, ne abbiamo sentito parlare eccome! Grazie alla nostra UDA del primo quadrimestre, infatti, abbiamo approfondito proprio questo argomento, comprendendo tutto ciò che gli gira attorno: cause, conseguenze ed i tanti effetti sul nostro ambiente e sulla quotidianità delle persone.
Abbiamo dedicato molte ore di lezione, partecipato ad incontri, visionato dati e video per capire al meglio cosa sta succedendo al nostro clima.
Quando alla fine abbiamo compreso la gravità del problema, ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa, dovevamo trovare un modo veloce ed efficace per far comprendere il fenomeno anche a qualcun altro e diffondere il sapere. Abbiamo, perciò, deciso di organizzare una serata informativa!
E, visto il nostro scopo, quale titolo sarebbe stato più opportuno se non “Cambiamo i cambiamenti climatici”?!
Durante la serata abbiamo presentato ai nostri genitori e ai professori presenti l’argomento, cercando di chiarire come si manifesta, quali sono le cause e gli effetti, ma indicando anche le possibili soluzioni, attuabili e attuate, riservando uno spazio critico alle azioni dei cosiddetti “potenti del mondo” che non stanno mettendo in atto tempestivamente.
Il nostro scopo era quello di informare gli ascoltatori e di far capire loro quanto vicino e grave è il problema. Abbiamo cercato di farlo tramite delle chiare e semplici spiegazioni ed intrattenendo il pubblico con dibattiti, sondaggi e addirittura cantando una canzone, bella e significativa, scritta da noi, che abbiamo cantato cercando di vincere la vergogna!
Siamo veramente soddisfatti del risultato finale e speriamo di aver centrato l’obiettivo!
Se volete saperne di più sull’argomento dei cambiamenti climatici, sempre qui, nel blog dell’ Informascuola, potete trovare altri articoli al riguardo.
Chiudiamo con un invito: provate anche voi, nel vostro piccolo, a cambiare i cambiamenti climatici con noi.
Assieme, ne siamo certi, possiamo fare qualcosa!
Barone Giulia, Bertolin Jordan, Pilati Christopher e Ramina Elisa, 3^B
16 maggio 2023
Chi di voi sa che cosa sta succedendo all’acqua dei nostri mari?
L’acqua degli oceani e dei mari sta diventando più acida rispetto al passato. Il colpevole dell'acidificazione degli oceani è il diossido di carbonio in eccesso che l'uomo emette nell'atmosfera come prodotto di scarto della combustione dei combustibili fossili, purtroppo ancora alla base di molte attività umane. In più vengono abbattute le foreste, nostre alleate nella lotta per fermare i cambiamenti climatici (assorbono infatti la CO2 in eccesso): di male in peggio! L’anidride carbonica assorbita dall'acqua degli oceani la rende più acida, e l’acidificazione fa sì che i coralli, le ostriche e le altre creature con conchiglie o scheletri di carbonato di calcio presenti nell'oceano si indeboliscano e muoiano.
Anche il fenomeno dello sbiancamento dei coralli è collegato all’eccesso di CO2 in atmosfera. L’aumento di gas serra nell’aria, infatti, provoca un aumento della temperatura: a causa di questo aumento, i coralli espellono le alghe che vivono nei loro tessuti e che li tengono in vita. Queste alghe sono fondamentali per la sopravvivenza dei coralli perché forniscono loro l'ossigeno necessario, e quindi rendono possibile la calcificazione, la crescita e la riproduzione. Se i coralli si ammalano e muoiono, anche i pesci, che vivono in prossimità delle barriere coralline, possono perdere la propria casa e il loro cibo.
Questo è un argomento che noi alunni della classe 3^ B abbiamo toccato con mano, questi cambiamenti siamo riusciti a vederli con i nostri occhi!
Grazie ad alcuni esperimenti fatti con la nostra professoressa di scienze abbiamo potuto simulare il processo di acidificazione dell’acqua e osservarne gli effetti su alcune conchiglie. Abbiamo dedicato a questi esperimenti molto tempo, però ne è valsa la pena!
Abbiamo preso tre vasetti e, in ognuno di essi, abbiamo messo due conchiglie, una più piccola e una più grande. In ogni vaso abbiamo aggiunto acqua: nel primo vasetto abbiamo messo solo acqua con un pH simile a quello dei mari, nel secondo vasetto abbiamo messo un po’ di aceto per ricreare la situazione dell’acqua marina un po’ più acida e, infine, nel terzo e ultimo vaso abbiamo messo più aceto per simulare una condizione del mare molto più acida.
Dopo tre settimane abbiamo osservato le conchiglie di tutti i vasi e abbiamo notato che le conchiglie del terzo vaso erano corrose visibilmente. Le conchiglie del secondo vasetto, invece, erano leggermente bucate.
Dopo aver fatto queste osservazioni, abbiamo rimesso le conchiglie nei propri vasi e abbiamo aspettato altre tre settimane. Quando abbiamo osservato nuovamente tutte le conchiglie, ci siamo resi conto che le conchiglie del vaso n. 3 erano completamente distrutte, mentre quelle del vaso n. 2 erano bucate e quelle del vaso n. 1 erano rimaste uguali.
Con questo esperimento abbiamo capito gli effetti dell’aumento dell’anidride carbonica sugli oceani.
Grazie di averci dedicato il vostro tempo!
Giovanni Chen, Daria Lunardon, Victor Oppong e Clarissa Vendramin, 3^B
17 maggio 2023
Sappiamo in molti che la Terra si sta riscaldando a causa delle emissioni di gas serra.
Ma cosa sono questi gas serra? Principalmente sono l’anidride carbonica, il metano ed il protossido di azoto che sono presenti in natura in quantità limitate e determinano l’effetto serra naturale, fondamentale per la vita sul nostro pianeta.
Le attività dell’uomo, introdotte con le rivoluzioni industriali, hanno determinato l’effetto serra antropico: l’aumento di emissioni di questi gas serra ha intensificato la capacità di trattenere il calore in uscita dalla Terra, provocando l’innalzamento delle temperature e la conseguente variazione dei modelli climatici.
A scuola abbiamo cercato di capire che cosa è accaduto nell’atmosfera tra la fine dell’Ottocento e il 2010. Per far questo, abbiamo analizzato un grafico che rappresenta l’andamento della temperatura e della concentrazione di CO2 a livello globale.
Questo grafico è stato realizzato dalla NOAA (National Oceanic And Atmospheric Administration-USA). L’asse delle ascisse riporta gli anni, scanditi in intervalli di cinque, che vanno dal 1880 al 2010, mentre sugli assi delle ordinate sono rappresentati due tipi di dati: a destra la concentrazione di CO2 in ppm (=parti per milione) e a sinistra la temperatura media del pianeta in gradi Celsius. Le barre rosse indicano temperature superiori alla media misurata nel periodo 1901-2000, le barre blu indicano temperature inferiori alla media. La lettura dei dati ci ha fatto capire che, tra il 1935 e il 1975, la temperatura ha iniziato ad aumentare ma senza un andamento continuo. Dal 1975, invece, temperatura e concentrazione di CO2 hanno subito un drastico ininterrotto aumento. Abbiamo notato che la temperatura media nel corso di 130 anni è aumentata di circa 1°C, e questo aumento è correlabile con il contemporaneo aumento della concentrazione di CO2 capace di provocare un surriscaldamento della temperatura media.
Abbiamo poi studiato che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica è causato dall’utilizzo dei combustibili fossili (come carbone, petrolio e gas metano, utilizzati nelle centrali che producono energia, per i trasporti, nelle industrie e in molti impianti di riscaldamento), dall’allevamento intensivo (specialmente dei bovini), dalla deforestazione, dall’utilizzo di automobili a benzina o a diesel.
Cosa possiamo fare?
Sapete che tutti noi possiamo fare qualcosa per migliorare questa situazione?
In primo luogo, potremmo preferire i mezzi pubblici, la bicicletta e la macchina elettrica ad altri mezzi che utilizzano idrocarburi. Potremmo diventare dei consumatori più attenti, ad esempio comprando frutta di stagione, possibilmente coltivata vicino a noi (a km0) invece di acquistare frutta fuori stagione e proveniente da luoghi molto lontani. Potremmo incoraggiare le persone a fare un'adeguata raccolta differenziata perché avremmo meno rifiuti da smaltire e più materiali da riciclare con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2.
Dobbiamo puntare a realizzare l’emissione zero: le emissioni di CO2 e di gas serra devono essere pari a quelle che vengono eliminate, per cui non contribuiscono al riscaldamento globale.
Energie rinnovabili
Abbiamo capito che dobbiamo utilizzare fonti di energia diverse dagli idrocarburi. Dobbiamo quindi rivolgerci alle energie rinnovabili che sono energie pulite. Stiamo parlando dell’energia prodotta da fonti come il sole, il vento, l’acqua e il calore della terra.
L’energia solare, quella eolica, l’energia idroelettrica e l’energia geotermica potrebbero sostituire carbone, petrolio e gas evitando nuove emissioni dannose.
Allora, ragazzi, che ne dite? Ce la possiamo fare? Dobbiamo fare scelte coraggiose per noi stessi, per i nostri figli e nipoti… per conservare al meglio il nostro splendido pianeta!
Riccardo Mottin, Leonardo Mattesco, Adam Hasani, Kevin Fetah
16 maggio 2023
La situazione in Italia
Il nostro Paese, come il resto del mondo, è interessato dai cambiamenti climatici dovuti all’innalzamento delle temperature del globo.
In base agli studi del CNR, le temperature medie annuali in Italia sono cresciute negli ultimi due secoli di 1,7°C. Se consideriamo gli ultimi 50 anni, notiamo che l’aumento è stato molto rilevante, pari a 1,4°C che corrispondono a 2,8°C per secolo.
Le conseguenze di questa variazione si vedono nell’andamento dei fenomeni atmosferici.
Uno di questi fenomeni, che colpisce soprattutto il Centro e il Sud dell’Italia in primavera ed in estate, è la siccità: le precipitazioni sono più rare rispetto al passato e, quando arrivano, possono essere molto violente o molto persistenti, tanto da provocare esondazioni.
Inoltre, proprio a causa della siccità diffusa, le foreste italiane negli ultimi tempi sono soggette a numerosi incendi perché le alte temperature e l'assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni nelle aree più esposte al divampare delle fiamme. Questa situazione drammatica spinta dal cambiamento climatico favorisce incendi più frequenti e intensi, con un aumento globale fino al 14% degli incendi previsto entro il 2030. (fonte: agi.it)
Il territorio del Veneto
Anche in Veneto il cambiamento climatico si fa sentire.
Secondo i dati riportati dall’associazione Arpav Veneto, le temperature dal 1993 si sono alzate di circa mezzo grado per decennio.
Questa situazione influisce sulla siccità che, nell'ultimo periodo, sta prosciugando buona parte dei fiumi e delle lagune del Veneto. Il fiume più vicino a noi, il Brenta, negli ultimi tre anni ha subito un calo veramente importante: il livello dell'acqua si è abbassato di ben 47.4 cm. (fonte: Regione Veneto). Questo problema si ripercuote sull’agricoltura che registra una drastica diminuzione dell'acqua utilizzabile per le colture.
In periodo invernale si sente frequentemente parlare del “problema neve” che sta colpendo le aree alpine italiane e, quindi, anche la nostra regione. L’innalzamento della temperatura invernale determina la mancanza di precipitazioni nevose ad alte quote. Il fenomeno ha una diretta conseguenza sulle riserve d’acqua dolce per l’estate, in quanto i fiumi non vengono più alimentati, ma ne ha anche sulle attività turistiche che si svolgono in montagna. La carenza di neve, infatti, ha obbligato i proprietari dei molteplici impianti sciistici a sostituire la neve naturale con quella artificiale che contiene additivi inquinanti per l’ambiente.
Marostica e dintorni
Le persone che vivono nel nostro territorio sicuramente hanno notato che le precipitazioni hanno perso la loro regolarità: le piogge alternano periodi di assenza ad altri di intensità preoccupante, la grandine si può presentare particolarmente distruttiva e la neve, che nel passato caratterizzava l’orizzonte alpino, raramente imbianca le nostre montagne.
Abbiamo così potuto assistere sia alla perdita delle coltivazioni agricole per siccità, sia ad alluvioni che hanno distrutto molte coltivazioni, come quelle di mais particolarmente abbondanti nel nostro territorio. Abbiamo anche subito violente grandinate che hanno messo in ginocchio le produzioni locali come quella di ciliegie e di uva.
In conclusione, possiamo notare come il cambiamento climatico di cui sentiamo parlare tantissimo non sia un problema lontano da noi, un problema a cui possiamo restare indifferenti, ma è un problema che già affligge i nostri territori e di cui bisogna prendere coscienza al più presto per poter rimediare.
Christopher Pilati, Clarissa Vendramin, Isabel Cacco e Anna Rizzato, 3^B e 3^F.
19 maggio 2023
Sappiamo tutti che tra le cose più belle della scuola ci sono le gite, ops… “le visite di istruzione”.
Noi ragazzi di 3^B e 3^F siamo qui per raccontarvi la nostra esperienza del 4 e 5 maggio a Milano.
Città che vai, esperienza che fai…
Per tutti noi, questa è stata una nuova esperienza perché non eravamo mai andati in viaggio di istruzione per due giorni insieme alla nostra classe e ai professori, così abbiamo legato di più tra di noi e abbiamo conosciuto meglio i nostri insegnanti.
Abbiamo potuto parlare di argomenti che in classe non avremmo mai affrontato, per esempio, come rimorchiare le ragazze e i ragazzi. Insieme alle prof, ci siamo divertiti a scherzare su questo tema raccontandoci vicende ed esperienze personali, scoprendo anche lati delle nostre insegnanti che ci hanno, positivamente, colto di sorpresa. Inoltre, in hotel abbiamo conosciuto dei nostri coetanei, che arrivavano dall'Abruzzo, con i quali abbiamo scherzato durante la serata.
Città che vai, colori che trovi…
Ci siamo immersi nella metropoli milanese: intorno a noi, vie, palazzi, piazze si presentavano in proporzioni e forme nuove, illuminate con colori diversi, e meritavano tante foto stupende.
Le nostre foto hanno fissato il grigio del cielo (smog?), il giallo del polline, che faceva starnutire anche chi non era allergico, e il verde dei numerosi parchi e di alcuni edifici molto famosi, come il Bosco Verticale, che abbiamo potuto osservare da vicino.
Città che vai, mezzi di trasporto che trovi…
Per spostarci in centro abbiamo utilizzato la metropolitana, un comodissimo mezzo di trasporto che troviamo solo nelle grandi città. Sotto il livello stradale, i treni della metropolitana viaggiano veloci e regolari, ma state attenti ai borseggiatori! Anche noi, tra la folla, abbiamo attirato la loro attenzione, ma non ci siamo fatti cogliere alla sprovvista!
Abbiamo utilizzato anche il pullman con cui siamo arrivati per gli spostamenti più lunghi, quelli dall’hotel al centro di Milano, e abbiamo capito che cos'è il traffico cittadino.
I nostri spostamenti più frequenti, però, avvenivano a piedi e, per questo, arrivavamo a sera esausti!
Città che vai, attrazioni che trovi…
Abbiamo visitato molti monumenti e musei: siamo partiti dallo Spazio Alda Merini, un luogo dedicato a questa poetessa, poi i navigli, la Porta Ticinese e Piazza XXIV maggio.
A piedi, abbiamo raggiunto Piazza Duomo e ci siamo fermati ad ammirare la facciata del famoso edificio religioso e il Monumento a Vittorio Emanuele II, che é stato recentemente imbrattato. Al Memoriale della Shoah, una guida ci ha illustrato il significato di questo luogo, facendoci ascoltare testimonianze di sopravvissuti. In Piazza Gae Aulenti, una delle più moderne di Milano, abbiamo visto il Bosco Verticale, un edificio completamente sostenibile, e la Biblioteca degli Alberi. Al Museo della Scienza e della Tecnica abbiamo ammirato tante invenzioni degli uomini che hanno reso più semplice la nostra vita (dagli elettrodomestici ai mezzi di trasporto) e più vicino lo spazio.
Città che vai, incontri che fai…
Alcuni di noi, durante un'ora libera vicino a piazza Gae Aulenti, hanno avuto la fortuna di incontrare un tiktoker famoso thenotoriousalvin_ con il quale hanno fatto delle foto. Chi non c’era, ha invidiato molto i compagni!
In giro per Milano abbiamo anche visto molti maranza, termine che le nostre prof ancora non conoscevano. Allora noi abbiamo dovuto “istruirle”.
Città che vai, acquisti che fai…
In questi due giorni le professoresse ci hanno lasciato mezz’ora libera in cui abbiamo fatto dei giri e ci siamo comprati alcuni souvenir. Milano ci ha fatto capire la globalizzazione: Starbucks, Primark e ODS, ma anche Sephora, Lego Store e Nike…
Questa esperienza ha permesso a tutti noi di imparare cose nuove, di divertirci e di legare di più tra classi. Abbiamo trascorso due giorni senza genitori e senza compiti o lezioni, abbiamo fatto delle compere, ci siamo immersi in una realtà differente da quella in cui viviamo abitualmente.
Sensazioni, emozioni, immagini, sapori, profumi… di un viaggio di istruzione
Arianna Berton, Ginevra Lunardon, Melissa Pesavento ed Ilaria Pozzobon 3^ C e 3^ D
23 maggio 2023
Quando l'autobus è partito, poco dopo l'alba, la pioggia rigava i finestrini e quell'ambiente un po' grigio ha fatto cadere nel sonno tanti di noi, mentre gli altri giocavano a carte, chiacchieravano o guardavano le immagini che passavano fuori dal finestrino e che cambiavano di regione in regione.
La prima tappa è stata Pisa, una città bianca dove ogni struttura si evolve in forme diverse, eleganti e mai scontate.
A Livorno la luce del Sole ci ha abbracciati, il profumo salmastro del mare ci ha condotto verso il suo celeste cristallino. Le onde del mare si infrangevano lungo gli scogli, creando una schiuma scompigliata che ammiravamo ipnotizzati. Camminando per Livorno abbiamo potuto scorgere tutta la bellezza che la città può donare.
In seguito il nostro percorso è proseguito in pullman dove abbiamo osservato incantati la bellezza del romito toscano.
Siamo giunti poi a Castagneto Carducci, attraversando il viale dei cipressi tanto adorato dal famoso scrittore, in quel momento abbiamo potuto capire a fondo quei versi così tanto criptici, ma pieni di significato.
A Bolgheri, un piccolo borgo uscito dalle fiabe, si percepiva l'odore del pane sfornato in mattinata, tutto era accogliente, tutto ti stringeva in un caldo abbraccio.
Stremati, ma soddisfatti ci siamo diretti verso il pullman, pronto ad aspettarci per portarci verso l'ultima tappa della giornata, il tanto agognato hotel, sinonimo di riposo, dove ci avrebbero accolto un letto e una gradevole compagnia.
La notte trascorse veloce, costellata da corse improvvise,chiacchiere divertenti, risvegli bruschi, verità sussurrate e sospiri non uditi.
La mattina seguente ci siamo alzati con la frenesia della nuova giornata che ci avrebbe atteso. Nella sala da pranzo ci attendeva la colazione: sembrava quasi di essere entrati in un sogno: torte, spremute, dolci fatti in casa, frutta e tanto altro. Ci siamo preparati velocemente, ansiosi di visitare luoghi che eravamo abituati a osservare sognanti solamente nelle riviste o nei film.
A Populonia, un'antichissima e stupenda città etrusca, sembrava quasi di essersi catapultati in un'altra epoca e ogni singolo angolo sprigionava la bellezza della città. Situato in cima a una collina circondata dal mare cristallino, l’antico borgo ci ha invitati ad entrare nel centro del paese, dove abbiamo acquistato souvenir, calamite, braccialetti e focacce che solo guardandole mettevano appetito.
Nel pomeriggio siamo giunti al parco della Maremma dove il pullman si è immerso nel verde.
Fuori dai finestrini si ergeva un deserto incontaminato in cui flora e fauna si scioglievano alla perfezione incontrandosi poi con il mare e fondendosi con esso.
Dopo aver concluso il giro abbiamo fatto l’ultimo saluto a quella terra che sembrava appartenere a nessuno se non a quel mare tiepido e celeste. La sensazione che abbiamo provato toccando l’acqua è stata meravigliosa: sembrava quasi una coccola calda che mitigava la brezza fresca del vento.
Il vento ci accarezzava il volto scompigliando i capelli mentre trasportava il rumore delle onde.
A malincuore siamo tornati verso il pullman, il vento assopiva i nostri sorrisi tristi, questa esperienza era finita, ma ci portavamo tanto, tanti ricordi, tante esperienze, tante risate, tante parole non dette, tanti paesaggi diventati parte della nostra mente. E mentre il viaggio di ritorno trascorreva lento ci rendevamo conto che non volevamo che finisse davvero quel piccolo sogno.
C'era chi si abbandonava a un sonno delicato, chi si rifugiava in una partita a carte, chi semplicemente rideva e mentre il buio calava, noi rimanevamo a osservare il paesaggio, tutti segnati da una nuova esperienza che avremmo custodito con parsimonia.
Arte in mostra. "Canova genio europeo"
Laura Galdino De Campos e Francesca Galesso, 3^F
5 dicembre 2022
È sempre bello imparare cose nuove fuori dall’aula scolastica!
Noi alunni della classe 3^ F abbiamo fatto questa esperienza durante l'uscita didattica a Bassano del Grappa per visitare la mostra dedicata ad Antonio Canova.
La nostra visita all’esposizione è stata guidata dal dott. Mario Guderzo, uno storico dell’arte grande conoscitore di Antonio Canova, che ci ha accompagnati nel percorso.
Prima di incontrare le opere dello scultore di Possagno, abbiamo visto un breve video che presentava la vita di Canova. In questo modo abbiamo potuto capire meglio l’importanza delle sculture che erano esposte alla mostra. Davanti a molte opere, la nostra straordinaria guida ci ha spiegato che cosa rappresentavano, chi le aveva richieste, come erano state realizzate.
Una scultura che ci ha colpito molto è stata la Maddalena giacente. Questa statua è bellissima: Maddalena è distesa sul letto, ha la testa piegata indietro e il viso rigato da una lacrima. Il corpo è avvolto morbidamente in un velo. Il dottor Guderzo ci ha raccontato che è stata ritrovata in un giardino e che nessuno sapeva che si trattava di un’importante opera di Canova.
Un’altra meravigliosa scultura in marmo è intitolata Le tre grazie e rappresenta le tre figlie di Zeus che simboleggiano lo splendore, la gioia e la prosperità.
Ma alla mostra abbiamo anche visto un gruppo marmoreo che mette soggezione e angoscia: è l’opera Laocoonte che illustra il momento in cui il sacerdote troiano Laocoonte e i suoi due figli stanno per essere strangolati dai serpenti marini.
Guardando queste sculture abbiamo capito la bravura di Canova: é riuscito a far vivere il marmo!
Quando siamo tornati a scuola, con l’aiuto della professoressa di arte, abbiamo lavorato, divisi in gruppi, per realizzare cinque cartelloni utilizzando soprattutto le immagini. Siamo partiti dal contesto storico per presentare il periodo in cui è vissuto questo importante artista, che nasce nel 1757 a Possagno, per poi ripercorrere tutta la sua vita, dalla nascita fino alla morte, mettendo in luce il suo percorso di studi che inizia a Venezia, all’Accademia di Belle Arti, e prosegue a Roma dove la sua carriera giungerà al successo. Un gruppo di alunni ha approfondito il tema del neoclassicismo che era il movimento artistico in cui Canova si riconosceva: per lui, l’arte più bella era quella prodotta dagli antichi greci e romani che, nella scultura e nell'architettura, avevano realizzato opere magnifiche. Un gruppo di compagni ha cercato di capire bene come lavorava questo grande scultore. La sua tecnica di scultura prevedeva un lavoro lungo e faticoso. Per prima cosa bisognava preparare il disegno, di seguito un bozzetto, poi una scultura in argilla, lo stampo, la colatura, preparare la statua in gesso per poi passare alla statua in marmo dove venivano riportate precisamente le dimensioni della statua precedente.
Per terminare la presentazione della figura di Canova abbiamo approfondito il suo impegno civile: questo artista, infatti, si è dato molto da fare per recuperare le opere d’arte che i francesi, al seguito di Napoleone Bonaparte, avevano sottratto all’Italia in base al trattato di Tolentino.
Questa esperienza ci è servita per conoscere in modo più approfondito Antonio Canova e per studiare in maniera alternativa l’arte neoclassica.