Noi, classe 2^G della scuola secondaria di Marostica "Natale dalle Laste", abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a due progetti interessanti: il primo, organizzato da Ca’ Dotta, ci ha spiegato l’importanza di mantenere la nostra identità online in sicurezza, il secondo progetto, Check It Out, ci ha mostrato come non cadere nel tranello delle Fake news. Seguiti dalle professoresse Bittante, Franceschi, Marchiorri e Sanna, abbiamo acquisito esperienza su alcuni argomenti legati alla sicurezza in internet e all’uso delle nuove tecnologie. Vorremmo perciò condividere con voi ciò che abbiamo imparato a proposito di: hate speech, privacy, fake news e fake images, identità digitale e phishing.
Privacy
GRUPPO 1: Noemi Buratto, Livia Nicolli, Leon Hoxhaj, Zeno Rocco Venezian
Our privacy is very important, here there are some advices to preserve it:
don’t tell anyone or write your password
don’t visit dangerous profiles and accounts
don’t share your personal information online
Phishing
GRUPPO 2 Maria Bonotto, Pietro Broglio, Davide Faggion
If you happen to lose your personal data, contact the local postal police office!
Personal identity is valuable, create secure passwords and do not put personal information on social media.
Use an antivirus on your devices.
Don’t use public wifi.
Fake News
GRUPPO 3 Alessia Josenid Cafagna, Giusuè De Leo, Amar Kecolli, Giovanni Tasca
If you want to be safe online, don’t trust sites you do not know
Control the place where your message comes from
Do not open a message if you do not know where it comes from or who it comes from
Fake Images
GRUPPO 4 Beatrice Lanaro, Alisa Mattesco, Federico Panazzolo, Leonardo Torresin
Do not share photos to strangers online
Do not believe in every photo you find online, they can be fake
To know if an image online is real or fake, use sites like Fotoforensics, Tineye or Google images
Don’t trust anyone online, because there could be people that post fake images of you.
GRUPPO 5 Busatto Alice, Cernicchi Arianna, Franco Giulio, Lunardon Maria Sole
Don’t chat with strangers
Don’t offend the other people
If you get offended through the internet, always talk to your parents or an adult
La tua identità potrebbe essere in pericolo!
di Noemi Buratto, Leon Hoxhaj, Livia Nicolli, Zeno Rocco Venezian, 2G
15 maggio 2024
Hai mai diffuso foto e dati personali online?
Questa può sembrare una cosa scontata che tutti facciamo spesso, ma purtroppo al giorno d’oggi possiamo incontrare situazioni pericolose che ci possono portare a scelte inconsapevoli.
I rischi più diffusi sono: la perdita della propria privacy, le impronte che lasciamo online che possono essere utilizzate per marketing, le identità false che possiamo incontrare e il furto di informazioni personali.
La privacy è l’insieme di tutte le informazioni e di tutte le caratteristiche che compongono la nostra persona e la nostra identità; è quindi una cosa importantissima, poiché è la nostra vera e propria “sfera” di informazioni.
La perdita della privacy è la perdita dei dati che riguardano la nostra identità virtuale.
Può avvenire in modi diversi:
Attraverso il riciclaggio e la modifica di foto personali che possono essere utilizzate per la vendita della nostra immagine;
attraverso la creazione di identità false con i nostri dati;
utilizzando le nostre informazioni per siti o progetti di cui noi non siamo a conoscenza.
I social network contano miliardi di utenti che quotidianamente condividono con persone estranee foto e video. Essi sono il centro della perdita della nostra privacy, perché lì rendiamo pubblica la nostra identità.
Essi sono parte della nostra quotidianità, attraverso i social osserviamo la vita degli altri e condividiamo informazioni che talvolta possono essere usate contro di noi dalle persone sbagliate.
I social più diffusi nel mondo sono:
Tik Tok: per trasmettere video brevi;
Instagram: per condividere foto e video;
Youtube: per mostrare video più lunghi.
Le impronte che lasciamo online vengono generate ogni volta che mandiamo un messaggio, che facciamo delle ricerche, che pubblichiamo una foto o che visitiamo un sito o un servizio.
Eh già, online lasciamo delle vere e proprie tracce di noi, tutto quel che pubblichiamo, anche se eliminato, quello che cerchiamo e tutto quello che guardiamo viene registrato dal sito o social network, che utilizza queste informazioni per creare una vera e propria identità virtuale con preferenze di branding, di aziende e di prodotti, per marketing o per generare statistiche.
Ad esempio, se io pubblico una foto con un prodotto di un’azienda, nei prossimi 10 giorni sui post consigliati mi verranno proposti piccoli rivenditori online o spot pubblicitari di quell’azienda, affinchè io venga attratto da questo prodotto e possa comprarlo.
Un grande nemico della nostra privacy è l'hackeraggio, un'attività legata all'utilizzo di dispositivi digitali come: computer, smartphone, tablet e persino intere reti. Gli hacker sono persone che lavorano nell'illegalità e che agiscono per ottenere un guadagno attraverso le informazioni altrui. Gli hacker possono anche ricorrere alla psicologia per ingannare l'utente e convincerlo a fare clic su un allegato dannoso o a fornire dati personali.
Per proteggere la nostra privacy dobbiamo: evitare siti e account sospetti, impostare password sicure e chiedere aiuto a un adulto se ci dovessimo trovare in situazioni pericolose.
Anche se non usi attivamente internet qualcun altro potrebbe condividere informazioni su di te, intenzionalmente o meno. Perciò è sempre meglio interessarsi su ciò che gli altri postano su di te e con te online.
La nostra privacy è una nostra responsabilità e per essere protetta richiede una costante attenzione.
di Maria Bonotto, Pietro Broglio, Davide Faggion, 2^G
15 maggio 2024
CHE COS'È L’IDENTITÀ DIGITALE?
E’ il disegno della propria identità sui social, un'idea di te che rendi pubblica nella rete.
CON L’ IDENTITÀ DIGITALE PUOI INCONTRARE NUOVI AMICI
Avere un’identità digitale può avere dei lati positivi, come ad esempio si possono stringere nuove amicizie.
Ad esempio una nostra compagna di classe, viaggiando tra i social, ha conosciuto una ragazza irlandese e sono diventate amiche strette.
Questa nostra coetanea ha avuto quindi l’occasione di confrontarsi con una persona che probabilmente non avrebbe mai incontrato senza l’identità digitale.
L'IDENTITÀ DIGITALE: L'ASSO NELLA MANICA DEI CYBERCRIMINALI
L’identità digitale può essere però anche una maschera dietro cui si nasconde una persona con cattive intenzioni, che può usarla per scopi illeciti, ad esempio l’aggressione dei server privati o la sottrazione di foto e immagini private.
Ad oggi si possono creare più account e quindi avere più identità, inoltre è difficile capire quale profilo rispecchi un’identità reale e quale invece una falsa.
Molti infatti creano false identità per mettere in cattiva luce altre persone o rubare dati personali, quest’ultima azione viene definita col termine phishing.
COS'E' IL PHISHING?
I cybercriminali entrano nei server privati, diffondendo un virus nel computer, attraverso un sistema di hackeraggio rubano i dati privati di una persona per farne cattivo uso. Questi dati poi possono essere resi pubblici.
Per evitare che la vostra identità digitale venga rubata è consigliato usare una password complessa, non condividerla per nessun motivo, controllare le impostazioni di privacy dei social media e non usare wifi pubblici.
LA NOSTRA OPINIONE
Sicuramente bisogna stare attenti quando si usa l’identità digitale perché i ladri tecnologici sono dappertutto e potrebbero sottrarre i nostri dati personali.
E’ vero che senza di essa tutto sarebbe più sicuro, ma non si potrebbero fare molte cose come inviare e-mail, scrivere agli amici e ai propri familiari, sapere cosa accade nel mondo in tempo reale, telefonare alle persone lontane o fare shopping online.
Vi consigliamo di rispettare le misure di sicurezza citate per evitare l’aggressione di cybercriminali; se poi questo episodio dovesse accadere, bisogna chiedere aiuto alla polizia postale.
Avendo alcune piccole attenzioni possiamo salvaguardare la nostra identità digitale e avere una vita sicura su internet.
Sai cosa sono le fake news? Scoprilo con noi!
di Alessa Josenid Cafagna, Giosuè De Leo, Amar Kecolli, Giovanni Tasca, 2G
8 maggio 2024
Le fake news sono informazioni o notizie false che vengono pubblicate sul web, soprattutto sui social network; esse possono essere molto pericolose, soprattutto se scritte da persone abili che conoscono le tecniche per farle apparire credibili. Per ogni notizia che leggi in internet è bene quindi chiederti se sia veritiera.
Vediamo come fare: innanzitutto bisogna verificare se il sito su cui è pubblicata è attendibile. Cerca quindi se sul fondo della pagina o nella sezione contatti è scritto come comunicare con la redazione, i nomi dei giornalisti e del capo del giornale. Chi scrive notizie vere si fa sempre riconoscere!
Le fake news si possono riconoscere anche con il metodo TAG, un sistema inventato dagli studenti dell’Università di Stanford in California e oggi molto diffuso. Esso si basa su tre passaggi, di cui è l’acronimo:
-Trova la fonte: ovvero trova il primo sito su cui è stata pubblicata la notizia e verifica se è un sito affidabile;
-Analizza il contenuto: leggi attentamente le informazioni scritte nel sito e chiediti se possono essere vere o false;
-Guardati intorno: cerca se l’informazione è stata riportata in altri siti con caratteristiche simili o differenti.
Un altro modo per riconoscere le fake news è cercare un riscontro dell’informazione nei siti di fact checking, cioè quei siti che si occupano proprio di smascherare le notizie false che circolano in internet, come l’italiano Bufale.net.
Un esempio di fake news che ci ha colpito è un video pubblicato nel 2014 in cui si fa credere che Michael Jackson sarebbe ancora vivo e che sarebbe fuggito a Los Angeles. Ciò ovviamente non è vero, Michael Jackson è morto nel 2009!
Le fake news sono molto rischiose, soprattutto se dicono cose che possono influire sul tuo modo di pensare e di agire. Sono per la maggior parte scritte con intenzioni negative, anche se spesso vengono condivise da molte persone sui social senza che neanche si rendano conto che sono false.
Quindi, prima di credere e condividere ciò che leggi in internet, chiediti sempre: che sia vero? Tieni acceso il cervello e verifica, eviterai così di cadere nella trappola delle fake news.
Hai mai creduto alle fake images?
di Beatrice Lanaro, Alisa Mattesco, Federico Panazzolo, Leonardo Torresin, 2G
8 maggio 2024
Le fake images sono delle immagini false e sono usate per rendere più credibili delle notizie non vere (fake news). Esse vengono utilizzate dagli haters e da coloro che vogliono diffondere notizie scorrette.
Ma chi sono gli haters?
Gli haters sono delle persone che, mediante la rete, ma soprattutto attraverso i social network, inviano commenti negativi per esprimere il loro odio verso degli influencer oppure altre persone online. Se la gente crede alle fake images create dagli haters, comincia ad odiare il soggetto preso di mira.
Le immagini false possono essere create dall’ intelligenza artificiale usando vari siti come PhotoFunia, Canva e Hotshot.
Un esempio di fake images circolate recentemente, di cui è stata vittima Rose Villain, è stato quando si sono trovate su Internet delle immagini false di lei nuda. Vi immaginate come può essersi sentita?
Un altro esempio di fake images possono essere quelle immagini che, pur ritraendo qualcosa di vero, vengono decontestualizzate, ovvero abbinate a notizie che mentono sul soggetto rappresentato.
Un esempio concreto? “Una donna tatua il figlio di 9 mesi e subito scoppia la polemica.” Queste sono le parole scritte in un articolo di una fonte giornalistica poco attendibile, “il Fatto Quotidaino”, accompagnato da un'immagine decontestualizzata, cioè non è una vera foto del bambino ma di una scultura fatta da Jason Clay Lewis, uno scultore californiano.
Ed ecco il punto più importante. Come facciamo a riconoscere le fake images? Fortunatamente molti siti vengono inventati per individuarle e per aiutare le persone a difendersi e a identificarle, come ad esempio Tineye e Fotoforensics.
Fotoforensics, come detto prima, è un sito che ci aiuta a individuare se una foto è stata modificata per renderla credibile oppure no. Nel sito bisogna allegare l’immagine che si vuole rilevare e ti vengono mostrate tutte le modifiche fatte alla foto.
Per individuarle si può anche usare la ricerca inversa per immagini di Google Immagini o Tineye, dove basta inserire l’immagine e appaiono tutti i siti e tutti gli articoli dov’è stata utilizzata.
Secondo uno studio inglese dell’Università di Warwick, solo il 40% delle persone non sa riconoscere i fake; sappiamo individuare una foto ritoccata solamente 6 volte su 10.
Per concludere ti consigliamo di non postare foto sui social, ma di condividerle solo con persone che conosci, perché una volta in circolo potrebbero essere modificate e usate contro di te, diventando così vittima delle fake images.
Inoltre, se una foto che vedi online non ti convince, prima di condividerla esegui la ricerca inversa e scopri se è fake!
Il lato oscuro del linguaggio
di Busatto Alice, Cernicchi Arianna, Franco Giulio e Lunardon Maria Sole, 2^Gm
3 maggio 2024
Hai mai sentito parlare di hate speech? Ne hai mai avuto esperienza?
L’hate speech, che letteralmente significa “discorso d’odio”, è l’insieme di tutte quelle parole che le persone si scambiano e che manifestano un atteggiamento d’odio.
Esso avviene molto spesso verso persone più deboli fisicamente o mentalmente, quando si hanno pareri diversi e anche tra etnie differenti.
L’hate speech nasce da battute, pregiudizi e offese che ripetute accrescono l’odio e possono sfociare anche in atti di violenza sempre più frequenti e di gravità crescente.
Non è corretto che delle persone innocenti vengano offese o aggredite di continuo. Non c’è alcun motivo per cui un uomo o una donna debbano essere vittime di violenza verbale. Per questo l’hate speech va eliminato subito!
Questa modalità continua di offendere le persone a volte può portare a delle minacce nella vita reale o anche tramite internet.
Se qualcuno fa qualcosa di sbagliato sui social bisognerebbe segnalarlo e, se si è minorenni, parlarne con i genitori. Purtroppo non tutti i siti fanno valere la segnalazione, per questo si deve stare attenti.
Se poi si è vittima di hate speech è bene trovare il coraggio di dirlo ai propri familiari, agli amici o a qualcuno di cui ci si fida.
Un esempio è la storia di Marcos, un ragazzo italiano un po’ scuro di pelle e con problemi fisici che lo rendono più debole rispetto ad un normale adolescente.
L’hate speech è cominciato tramite internet, quando dei suoi compagni hanno iniziato a prenderlo in giro tramite chat e gruppi sui social.
All’inizio lui non ci faceva caso e ignorava tutte le minacce che gli arrivavano e non ne parlava con nessuno.
Un giorno però, durante la ricreazione, questi ragazzi lo aggredirono e lui, non essendo in grado di difendersi, subì colpi molto forti.
Rientrato in classe, la professoressa si accorse che era successo qualcosa e chiamò i suoi genitori che lo portarono in ospedale.
L’odio, se non controllato, può evolversi in un fenomeno molto più grande e pericoloso; questa progressione d’odio può essere rappresentata attraverso una piramide detta “Piramide dell’odio” elaborata dall’Anti-Defamation League, un’organizzazione internazionale ebraica non governativa con sede negli Stati Uniti.
Nei gradini più bassi si trovano i comportamenti e gli atteggiamenti basati sul pregiudizio, man mano che si sale si collocano gli atti più gravi: discriminazione, violenza e, in cima a tutto, il genocidio ovvero lo sterminio di intere popolazioni.
Un genocidio che tutti sicuramente conoscono è quello avvenuto durante la seconda guerra mondiale, quando i nazisti sterminarono molti ebrei.
Noi ricordiamo a tutti voi di evitare questo discorso d’odio: non prendendo in giro, non offendendo, non esprimendo pregiudizi e minacce, risolvendo la questione parlandone con calma ed evitando la violenza, in modo che l’odio non si diffonda ancora di più.
NO ALL’HATE SPEECH!