Si trova in quella che era via Santa Croce. La facciata è neogotica, gli archi a sesto acuto danno slancio a quello che non è un edificio imponente.
Nei pressi dell'ottocento c'era l'opera Don Calabria di Verona che fece costruire una chiesetta in stile neo gotico, da qui il nome dei buoni fanciulli perché l'Opera cercava di istruire i fanciulli di strada.
La villa più maestosa di Costozza appartenne subito alla famiglia Trento ma alla caduta di quella lunga dinastia si insediò la famiglia Carli. La facciata è di un colorito giallastro e i lineamenti sono molto essenziali. Gli interni sono storici come il bellissimo atrio a cassettoni di legno intagliati.
La ereditario i conti Da Schio alla caduta della secolare famiglia Trento con cui erano imparentati.
Più che una villa è un complesso di ville e giardini. L'enorme giardino all'italiana con fontana e statue degli scultori Marinali fu cominciato da Ottavio Trento nel ‘700 ma il conte Alvise fu colui che maggiormente lo espanse e lo arricchì.
Gli edifici presenti sono la villa Da Schio e la “ca’ Molina”, quest'ultima è costruita in parte nella roccia del covolo vicino.
Le mura del complesso confinano con quello che era il cimitero medievale e con i contrafforti delle mura della chiesa di San Mauro che sono visibili da chilometri di distanza.
Venne tra cui Villa Eolia, fatta erigere dal conte Francesco Trento nella seconda metà del XVI secolo come sede dell’Accademia Eolicafatta erigere dal conte Francesco Trento nella seconda metà del XVI secolo come sede dell’Accademia Eolica
Fu la villa che ospitò Galileo Galilei dopo l'estate del 1593 durante la sua fuga dalla Chiesa, la villa fu fatta costruire dai nobili Trento e fatta affrescare da Gian Antonio Fasolo.
Dentro si trovano i ventidotti (da qui æolia da eolo il Dio greco del vento) che rinfrescavano la villa perché sono collegati ai cavoli da cui spira un vento fresco di 13 gradi tutto l'anno.
Costruita nel diciasettesimo secolo per i nobili Godi passò ai nobili Pagello e poi ai nobili Miotto. Dalle mappe che ci sono rimaste sappiamo che i giardini si estendevano ben oltre tanto che la villa aveva una pescheria (ovvero un laghetto artificiale) che in parte dava acqua alle "degore" di difesa
L'architetto fu A. Pizzoccaro che la costruì nel 1666 circa.
Costruita nel quindicesimo secolo per i nobili godi ha ancora la cancellata medievale