Il 14 marzo di ogni anno, fin dal lontano 1988, si festeggia il pi-greco day La data del 14 marzo deriva dal modo che negli Stati Uniti hanno di indicare le date: prima il mese e poi il giorno quindi 3 (mese di marzo) / 14 (il giorno) per ottenere 3,14 cioè l'approssimazione ai centesimi del pigreco (è un numero irrazionale infinito).
Dal 2020 questo giorno è stato fatto coincidere con la giornata mondiale della matematica.
Alla scoperta di Gliese 581g
Gliese 581 g è un pianeta scoperto nel 2010 da Steven Vogt. Orbita attorno alla nana rossa Gliese 581. È distante sui 20,5 anni luce dalla Terra. È il pianeta più simile alla terra mai scoperto sino ad ora. La sua massa è uguale a 0,31 M⊙ e ha un diametro di 403 100 km. Le temperature vanno dai -64° ai -45 C° di notte e dai -37 ai -12 °C di giorno.
Ci sono alcune caratteristiche che potrebbero renderlo simile alla Terra:
Zona abitabile: Gliese 581g è considerato un pianeta situato nella zona abitabile della sua stella, dove le condizioni potrebbero permettere l'esistenza di acqua liquida sulla sua superficie. Questo è un requisito fondamentale per la vita come la conosciamo.
Dimensioni e massa: secondo le stime iniziali, Gliese 581g è stato ipotizzato come un pianeta con una massa e un raggio simili a quelli della Terra, sebbene ci siano state dispute sulla sua effettiva esistenza e caratteristiche. Questo potrebbe suggerire una composizione rocciosa simile alla Terra.
Possibile atmosfera: poiché si trova nella zona abitabile, è possibile che Gliese 581g possieda un'atmosfera che potrebbe essere simile in certa misura a quella terrestre. Tuttavia, senza dati diretti sull'atmosfera del pianeta, questo rimane un'ipotesi.
Rotazione: si è ipotizzato che Gliese 581g potrebbe essere in rotazione sincrona, il che significa che un lato del pianeta potrebbe essere costantemente rivolto verso la sua stella, come accade con la Luna rispetto alla Terra. Questo avrebbe implicazioni significative sul clima e sulla distribuzione dell'energia sul pianeta.
Potenziale per la vita: date le sue caratteristiche stellari e orbitali, Gliese 581g è stato considerato uno dei pianeti extrasolari più promettenti per la ricerca di vita extraterrestre, se esiste.
Tuttavia, finora non ci sono prove definitive sulla presenza di vita su questo pianeta.
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Durante un congresso dell'Unione Astronomica Internazionale alcuni astronomi hanno creato dubbi sull’esistenza di Gliese 581g. L’astronomo italiano Francesco Pepe ha detto che non può confermare l'esistenza non solo del pianeta 'g', ma anche del pianeta 'f'. Pepe ha studiato un sistema ricco di pianeti di frequente. Ha raccolto un totale di 180 osservazioni. Dalle quali può essere confermata solo l'esistenza dei precedenti quattro pianeti. ci sono alcune caratteristiche che potrebbero renderlo simile al nostro pianeta. Ci sono poche chance che il pianeta ’’f’’ esista.
Steven Vogt, il quale scoprì Gliese 581g, ha detto che non è possibile commentare il lavoro dei ricercatori che hanno messo in dubbio l'esistenza del pianeta, in quanto questo lavoro non è stato pubblicato, confermando invece dati e analisi che hanno portato alla scoperta di Gliese 581 g.
Nel 2016, dopo analisi dei dati, viene confermato che i pianeti f e g sono il frutto di un errore di calcolo.
Il 9 ottobre 2008 i membri del social network Bebo hanno inviato una trasmissione radio verso Gliese 581, grazie al radio telescopio RT-70. La trasmissione radio, chiamata semplicemente "A Message from Earth", è una capsula del tempo digitale che contiene immagini e messaggi degli utenti della community. Si pensa che il messaggio dovrebbe arrivare su Gliese 581 entro il 2049.
Marco Leonardi classe 2D
Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Gliese_581_g
https://chat.openai.com/c/a50383c1-4ede-425e-9eba-e208363ad11c
Il metodo scientifico nell’attività didattica “Sperimentare” della 1^H
Il metodo scientifico è la modalità che la scienza adopera per raggiungere una conoscenza della realtà che sia affidabile e soprattutto verificabile. Il metodo scientifico consiste nella raccolta di dati sperimentali che devono essere analizzati in modo rigoroso, logico e, dove possibile, matematico. Il metodo scientifico fu enunciato per primo da Galileo che collegava le «sensate esperienze» alle «necessarie dimostrazioni» ma fin dall’antichità si è cercato di definire un metodo per conoscere la realtà.
Già gli egizi e i babilonesi avevano prefigurato forme di un primitivo metodo scientifico, successivamente, in Grecia, Aristotele e Talete di Mileto sono stati coloro che per primi hanno descritto meglio i criteri fondamentali di un metodo matematico da applicare alla conoscenza della natura e della realtà. Tale metodo si articola in due momenti essenziali: porre le premesse e dedurre da esse una serie di conseguenze.
Fu Leonardo da Vinci, nel Rinascimento, che diede il suo notevole contributo per porre le basi del metodo scientifico in senso moderno. In particolare, Leonardo riteneva notevole l’importanza di due fattori:
la sperimentazione empirica, perché non basta soltanto ragionare e fare uso dei concetti se poi non si mettono alla prova con la sperimentazione;
la dimostrazione matematica, come garanzia di rigore logico.
Infatti Leonardo sostiene che:
«Nissuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, s' essa non passa per le matematiche dimostrazioni.» (Leonardo, Trattato sulla pittura, Newton Compton, 1996, pag. 3) Leonardo stesso sostiene che “ la sapienza è figliola della spirienzia” per definire il valore dell’esperienza come fondamento della conoscenza.
E’ Galileo Galilei che nel Rinascimento pone le basi del metodo scientifico in senso moderno così come noi lo conosciamo.
L’attività didattica “Sperimentare” svolta, ad inizio anno scolastico , dalla 1^ H si inserisce nella definizione e conoscenza del metodo scientifico.
Gli alunni, partendo dall’osservazione di vari tipi di fenomeni che possono essere riscontrati in natura, formulano ipotesi per spiegare tali fenomeni che poi vengono verificate con la sperimentazione. Gli esperimenti degli alunni, descritti in dettaglio in una relazione di laboratorio, vengono illustrati realizzando dei brevi video che dimostrano le varie fasi della sperimentazione, i materiali e gli strumenti adoperati per giungere alla spiegazione delle ipotesi formulate.
Di seguito il link al video completo con tutti gli esperimenti realizzati.
Scarabot e Artista in rotazione: progetti di thinkering della 1^h
Per il progetto Erasmus “Let´s Protect Nature With Stem Erasmus+ project” ed in occasione della giornata intyernazionale delle discipline STEM che si celebra l’8 novembre di ogni anno, la 1^H realizzato due progetti di thinkering che sono stati presentati alle rappresentanze dei docenti delle nazioni partecipanti al progetto.
Per thinkering (che deriva dal termine inglese “To thinker” e letteralmente significa “armeggiare” , “aggiustare qualcosa” ) si intende quel metodo in cui si insegna a “pensare con le mani” e ad apprendere sperimentando con strumenti e materiali. I progetti che gli alunni della 1^H hanno realizzato si chiamano Scarabot e L’artista in rotazione.
Sono stati usati materiali semplici e a basso costo, anche riciclati: bicchieri di plastica, nastro isolante da elettricista, nastro carta, carta e cartone da imballaggio, motorini elettrici, pennarelli a colori. Scarabot, un robot pittore in grado di muoversi e di scarabocchiare su un foglio di carta. Mentre l’artista in rotazione è una macchina che aiuta gli alunni nel loro lavoro di artisti.
Con questi progetti gli alunni della 1^H hanno immaginato, creato, giocato, condiviso e riflettuto insieme e hanno imparato a “pensare con le mani” attraverso la risoluzione dei problemi che di volta in volta si sono presentati e attraverso la sperimentazione di attività pratiche dove sono stati usati strumenti e materiali semplici e a basso costo. I problemi che sono stati riscontrati e risolti in Scarabot sono principalmente legati alla posizione delle gambe che deve essere tale che il robot sia stabile e si possa muovere facilmente senza cadere e alla giusta lunghezza dell’elica che ruotando imprime il movimento al robot. Mentre i problemi riscontati nell’Artista in rotazione sono legati al fatto che bisogna rinforzare il foro del disco di cartone con nastro isolante altrimenti il disco gira a vuoto.
Nei due video che seguono sono descritti i passaggi che hanno portato alla realizzazione dei due progetti e il risultato finale.
Il video che segue riassume il lavoro che è stato presentato ufficialmente per il progetto Erasmus con i commenti in lingua inglese.