a cura di Daniele De Rosa, classe 2A
Il commissario Werner era abituato a risolvere dei misteri. E' sempre stato un ottimo investigatore insieme al suo cane Charlie, un pastore tedesco che ha sempre avuto un fiuto formidabile. Werner aveva appena trovato il colpevole di un furto, quando subito dopo è arrivata la notizia di una spaventosa scomparsa.
Su una collina nascosta tra i boschi di Bergen, c'era il negozio di Jason, oltre un paio di case e il negozio di Emma. Un giorno, il 23 gennaio, il negozio di Jason era aperto, ma lui non c'era. Era stata la signora Grace ad accorgersi della sua scomparsa per prima, per poi chiamare la polizia. Werner e il suo cane Charlie si presentarono sul luogo e, come farebbe qualsiasi investigatore, chiese a varie persone se conoscessero Jason o se sapessero qualcosa sull'accaduto. Nathan rispose di sì e, insieme alla signora Grace, divenne il principale sospettato.
Werner, aggirandosi sul posto e riflettendo, ricordò che da piccoli Emma e Jason erano sempre stati poco amici, anzi si può dire nemici. Però, pensò tra sé, Emma è una persona educata e gentile, quindi non sarebbe mai stata colpevole della scomparsa di Jason. Lasciò questo pensiero chiamando Charlie, per esplorare il territorio e cercare delle possibili prove. Si diressero, quindi, verso le montagne più alte e, dopo neanche due minuti, trovarono qualcosa di alquanto sospetto: un cappello di lana verde si trovava quasi immerso nella neve. Werner, giustamente, non sapeva di chi fosse, quindi si affidò al formidabile fiuto di Charlie. Dopo aver annusato il cappello il cane, abbaiando, corse verso le montagne. Werner, senza perdere di vista il suo aiutante Charlie, fece cenno a due poliziotti di seguirlo. Una volta fermato, Charlie, abbaiando guardò in basso.
Fu in quell'attimo che Werner capì tutto: era inverno, il 23 gennaio, si trovavano a Bergen, in Norvegia, e quindi c'era neve, in quel momento, molta neve.
Werner ordinò a Charlie di scavare sotto la neve.
Il cane cominciò e, dopo qualche istante, una mano, praticamente congelata, emerse dalla neve; era proprio quella di Jason. Con l'aiuto dei due poliziotti, Werner riuscì a prendere il corpo e successivamente portarlo a valle, sul luogo del delitto. Mentre Werner interrogava i sospettati, arrivò Jack, che gli spiegò che viveva lì intorno e aveva visto e filmato l'assassino dal balcone di casa sua. All'inizio, l'investigatore era titubante ma, dopo avere visto il breve video, rimase sbalordito: la colpevole era Emma.
a cura di Armando Naclerio, 2A
Ken è un investigatore privato, ma a volte i casi da risolvere se li trova da solo, questo perché è una persona molto curiosa, ma anche molto coraggiosa. Era un giorno molto innevato, a tratti nevicava e a tratti no. A Ken venne la straordinaria idea di andare in Abruzzo, perchè alcuni suoi amici gli dissero che lì stava nevicando tantissimo.
Il lunedì mattina Ken preparò le valigie e andò in Abruzzo. Affittò una casa, vi posò le valigie e i primi tre giorni sciò per tutto il tempo.
Il giovedì mattina si svegliò, stranamente vide un sole accecante in cielo e quindi decise di andare a guardare cosa ci fosse in quella casa rotta e abbandonata a fianco a lui che, da quando era arrivato,lo aveva insospettito molto.
Appena arrivato, entrò dalla finestra e al piano terra vide che era tutto rotto e la porta era chiusa in modo inquietante da alcune catene. Ken entrò prima nel secondo piano, dove non c'era niente, poi al primo, dove c'era la cucina e il salotto. Nella cucina c'era un tavolo con dodici sedie, un frigorifero rotto e due mobili con cassetti completamente rotti; invece nel salotto c'era un divano grande quasi come cinque frigoriferi, televisione rotta e un orologio in funzione, che si trovava sulla parete opposta al divano. Rimase solo la cantina. Ken scese le scale e non notò niente di strano, finché guardò a terra e vide delle macchie di sangue che portavano ad un armadio. Prima di aprirlo vide un coltello sporco di sangue proprio lì per terra, quindi aprì l'armadio e trovò il cadavere di un vecchio collega di Ken. Ken impallidì e decise di trovare indizi... dopo un po' di ricerche trovò un portafogli ed una telecamera, che puntava proprio sull'armadio. Quindi trovò un biglietto con scritto: "Chiunque trovi questo biglietto deve dire alla mia famiglia che mi sono stancato di questa vita e mi sono suicidato." Vedendo questo pensò che si fosse suicidato ma, insospettito, guardò il video registrato dalla telecamera e vide che il criminale era sceso in cantina con Gennaro Fusco, aveva cacciato il coltello e lo aveva ucciso. Successivamente aveva preso una penna, il foglietto e aveva scritto quella lettera. Il caso era ormai quasi risolto; rimaneva capire chi fosse il colpevole. Quindi, senza pensarci due volte, prese il portafogli e guardò se ci fosse la carta d'identità ma, per sfortuna, non c'era. Lui non si arrese. Fece esaminare l'impronta digitale che si trovava sul portafogli. Trovarono il proprietario, era il pericoloso Carlo, un ex incarcerato per omicidio. Voi penserete che il caso era chiuso... ma no! Il nostro super investigatore andò alla centrale di polizia con tutte le prove, addirittura con una foto del cadavere di Gennaro Fusco. Due giorni prima Carlo era scappato dal carcere e nessuno era riuscito finora a ritrovarlo . Quindi il maresciallo Gregorio ed il generale Biagio consegnarono al super investigatore Ken il premio per aver ritrovato il latitante Carlo!