novembre 2024 n.15
"C’era una volta una bambina che non riusciva a smettere di disegnare... !”, ecco direi che questo incipit mi ben descrive!
Mi chiamo Diana, Didì è il mio nome d'arte, un diminutivo piccolo e sonoro che unisce il mio nome “decisamente troppo lungo per stare sul dorso di un libro”, come disse il mio professore di illustrazione, il terzo anno alle belle Arti.
Il mio nome d'arte mi è stato donato una notte di molto tempo fa, da una conversazione a telefono con l'artista Albero Nemo, per cui nutro profonda stima.
Didì risuona perfettamente con i miei due lati: la bambina sognatrice che non ha mai smesso di disegnare sogni e il mio lato “Strega”, quello dedito agli studi e alla cura dell'Anima.
Sono cresciuta tra gli odori di pagine di libri, tra poesie decadenti e fiabe nere, con le mani sempre piene di colori e grafite, pervasa dal desiderio continuo di voler donare un segno al suono delle parole che leggevo.
Il libro è da sempre uno dei miei migliori amici: un oggetto prezioso che abita con me, tutti i luoghi che vivo. E' il mio buongiorno, quando mi preparo di corsa per uscire a lavoro e ne infilo uno, di corsa nella mia borsa, ed è la mia buonanotte, prima di entrare nel mondo dei sogni.
Un mese fa, sono stata invitata a partecipare a #ioleggoperché, un'iniziativa nazionale di educazione e promozione della lettura. Grazie all’energia, all’impegno e alla passione di insegnanti, librai, studenti ed editori, e del pubblico che ha contribuito al successo di #ioleggoperché, finora sono stati donati alle scuole oltre due milioni di libri nuovi, che oggi arricchiscono il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche di tutta Italia.
Ad Agerola l'iniziativa ha riscosso molto seguito e molti nuovi libri sono giunti nelle mani e nelle menti di molti piccoli lettori. Queste iniziative sono di fondamentale importanza per promuovere la cultura, la lettura, e per dare la possibilità, anche ai bambini di famiglie meno agiate di farne esperienza.
Sempre ad Agerola, in piazza Capasso, durante l'iniziativa #ioleggoperché ho avuto il piacere di dimostrare il potere salvifico delle storie e dei libri, creando un laboratorio artistico sul libro collettivo. Con voi, ragazzi dell'IC Di Giacomo-De Nicola, abbiamo sperimentato il laboratorio creando una storia collettiva fatta di molteplici linee, storie ed emozioni.
E a proposito di libri vi lascio un pezzo di libro che da sempre amo e continua ad ispirarmi..
Grazie dello spazio che mi avete concesso... e buona lettura a tutti!
Didì Gallese
“Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere "veramente bene informati".
Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno.
E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi.
Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescar con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano.
Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.
[...]
Capite ora perché i libri sono odiati e temuti?
Perché rivelano i pori sulla faccia della vita.
La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, inespressive."
Fahrenheit 451
R. Bradbury
L'intervista integrale a Diana Gallese la trovi qui...
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