Nel periodo natalizio, nel piccolo paese di Vignolo si terrà un magico mercatino di Natale. Dobbiamo ringraziare la proloco di Vignolo per la loro bellissima idea.Si terrà il 21 Dicembre la gente è invitata a cogliere l’occasione per visitarlo presso la piazzetta accanto alla biblioteca di Vignolo, in via Baralloto e nelle vie del centro dalle 10 alle 18.
Nei mercatini saranno esposti lavoretti creati dai bambini nel loro tempo libero a casa, utilizzando materiali di riciclo. I visitatori troveranno anche interessanti occasioni nei banchetti dell’usato.
Questa giornata è un'occasione per aprire la porta al Natale e magari fare qualche acquisto in tema!🎄🎅🎁
ELENCO DEI MERCATINI NEL CUNEESE:
Boves:
https://www.eventiemercatini.com/mercatino-natalizio-1-8-15-dicembre-2024-boves/#google_vignette
Nome: Babbo Natale Bovesano nel Fantastico Villaggio degli Elfi".
Si terranno il 1-8 e 14 dicembre.
Vinadio:
https://www.visitcuneese.it/en/dettaglio-evento/-/d/mercatino-di-natal
Nome: Mercatino di Natale.
Si terranno il 22, 23, 29 e il 30 novembre.
Emma Aime, Sonia Occelli, Beatrice Mandrile, Leonardo Fontana.
In questi giorni con la Parrocchia si sta svolgendo una caccia al tesoro dei santi.
L’iniziativa è rivolta a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.
L'obiettivo dell'evento è di completare una scheda incollandoci sopra delle tessere su cui è rappresentato il volto di un santo. Come ottenerle? Nei negozi dei comuni di Cervasca e di Vignolo. I negozianti - ai quali precedentemente è stata consegnata la statuetta di un santo - ti chiedono di che santo si tratta e di cercarlo nella vetrina. Se lo trovi, ti consegnano la tessera.
Entro il quattro novembre è necessario contattare o consegnare di persona a Don Tonino la scheda. Se si è riusciti a completarla entro la scadenza si verrà ripagati per l’impegno con un premio a sorpresa.
“Partecipate Numerosi!!!!” 😇
Emma Aime, Beatrice Mandrile, Sonia Occelli
Domenica 12 ottobre, a Cervasca, si è svolta la tradizionale “Sagra della Castagna Cervaschina”, alla quale ha partecipato anche il nostro istituto con la scuola dell’infanzia, la primaria e le classi seconde della scuola secondaria di I grado.
Il 12 febbraio 2025, presso la sala polivalente del comune di Cervasca, si sono riuniti i rappresentanti dei comuni di Beinette, Borgo San Dalmazzo, Boves, Cervasca, Margarita, Mondovì, Peveragno, Roccavione e Vignolo per illustrare i progetti che intendono avviare con i fondi SUA (Strategie Urbane d’Area), finanziamenti regionali finalizzati alla rigenerazione urbana. Erano presenti anche la giunta comunale dei ragazzi e il gruppo mentoring della scuola media di Cervasca, accompagnati dalla dirigente scolastica, Cristina Bersani, e dal referente dell’istituto per la scuola secondaria di I grado, Samuele Galli.
Perché la scuola media di Cervasca? Perché parte delle proposte del comune scaturisce da spunti forniti proprio dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo.
Questa attività è stata seguita dai prof. Galli, Bianco e Cavallera ed è stata ideata dai ragazzi che due anni fa frequentavano la terza media.
Gli studenti hanno misurato accuratamente gli spazi del cortile e, riportando le misure su planimetrie, hanno poi inserito le loro proposte.
Come? Volendo aggiungere elementi che avrebbero aiutato lo svolgimento della ricreazione, hanno effettuato dei sondaggi all’interno dell’istituto da cui hanno ricavato le informazioni utili al loro progetto.
Una riqualificazione del cortile che passerebbe attraverso la nuova copertura, la sostituzione degli attuali cassonetti con nuovi bidoni per la raccolta differenziata, un’area verde con alberi, collegata al parco vicino.
Coloro che hanno progettato questo lavoro hanno anche proposto di aggiungere elementi come panchine per disabili, un gazebo per stare all’ombra e delle fontane.
La giunta comunale ha spiegato che solo due delle proposte verranno effettuate; saranno, infatti, piantati cinque alberi e molte panchine verranno posizionate ai loro piedi. Gli altri fondi verranno impiegati per la realizzazione di opere per la comunità giovanile di Cervasca nei pressi della scuola: una pista da skateboard, una palestra all’aperto e l’ampliamento della biblioteca.
Cervasca cambia e si rinnova quindi grazie al coinvolgimento e alle idee dei ragazzi che non solo ne rappresentano il futuro, ma che già fanno parte di una comunità viva e cosciente delle proprie necessità e capace di individuare le criticità della città e fornirne soluzioni con idee concrete.
Beatrice Mascherpa, Tommaso Pautassi
Il 24 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, si è tenuto un incontro tra gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado e la professoressa Segre, testimone delle sofferenze passate della sua famiglia. Introducendo l’evento. la dirigente Bersani ha spiegato a noi alunni quanto sia importante ricordare non solo il 27 gennaio, giornata della memoria, ma in generale durante tutto l’anno.
La parola è poi passata al sindaco per i saluti di rito, dopodiché noi ragazzi abbiamo intonato con il flato una canzone che ci predisponesse all’ascolto di questa testimonianza. La professoressa Segre ha parlato di ciò che era successo alla sua famiglia cominciando a contestualizzare la storia degli ebrei italiani.
Ha raccontato che la Comunità Ebraica arrivò in Italia, in particolare in Piemonte, intorno al diciassettesimo secolo, la maggior parte dei suoi componenti si trasferì a Saluzzo a causa delle discriminazioni nelle campagne.
Nonostante ciò, nei secoli passati, chi professava la religione Ebraica era costretto a vivere in un ghetto, a praticare le sole professioni di mercante e banchiere, e ad indossare una fascia nera di riconoscimento sul braccio destro, nel caso degli uomini.
Anche le sinagoghe dovevano essere costruite in appartamenti civili e mimetizzate(dovevano sembrare case). Solo nel 1848 I Savoia attraverso un decreto regio stabilirono che gli ebrei erano uguali a tutti gli altri cittadini.
Quindi dalla seconda metà dell’ 800 quasi tutti i membri della comunità ebraica di saluzzo poterono spostarsi e decisero di trasferirsi altrove. A Saluzzo rimasero poche famiglie tra cui i Segre.
La professoressa ha mostrato delle antiche foto di suo padre da bambino, prima delle leggi razziali, dalle quali si poteva dedurre la vita spensierata e felice condotta dai componenti della famiglia prima che venisse loro impedito di fare qualunque cosa.
Era l’inizio del dicembre del 1938 quando in Italia vennero emanate le leggi razziali: prima venne stilata una precisa lista di tutte le persone ebree e poi, partendo da piccole norme che quasi tutti consideravano insignificanti, ogni individuo che professava quel credo perse la sua libertà.
Le restrizioni furono all’inizio relative al lavoro e alla possibilità di essere liberi professionisti, poi alla scuola,alla sanità pubblica, ad avere dipendenti “ariani”.
La famiglia di Giulio, papà della professoressa Segre, presa alla sprovvista, fu costretta a scappare all’alba del mattino successivo all’emanazione delle leggi razziali.
La prima tappa fu Torino, da lì presero un treno per Courmayeur da dove, poi, sarebbero fuggiti in Svizzera.
Non avevano però fatto conto della copiosa neve e dell'impossibilità a valicare le montagne.
Il padre, dopo aver scoperto di non poter terminare la fuga, decise di entrare nella chiesa del paese.
Chiese aiuto a Don Cirillo, il curato,che, dopo aver ascoltato la storia, propose al padre di Giulio di nascondere il bambino nella parrocchia fino alla fine dell’occupazione, mentre il padre e la madre avrebbero cercato rifugio altrove, potendosi muovere più velocemente senza loro figlio.
La vita clandestina del fanciullo, che si spacciò per il “nipotino” del parroco, scorse relativamente tranquilla, anche grazie alla complicità di tutta la comunità,ma costantemente in pericolo.
Alla fine del conflitto la famiglia Segre, tranne i nonni malati e deportati ad Auschwitz, si ricongiunse.Il loro benefattore non venne dimenticato, infatti i genitori e poi lo stesso Giulio, divenuto grande, lottarono per far conoscere l'importanza del gesto di don Cirillo, che ricevette, infatti, l’importantissimo riconoscimento di “Giusto fra le nazioni”.
Nonostante il lieto fine della storia, è impossibile non puntare l’attenzione sulle dinamiche storiche e socio-culturali che portarono sofferenze non solo alla famiglia Segre, ma a moltissimi innocenti, rei solo di appartenere ad una minoranza. La nostra oratrice punta l’attenzione anche sull’importanza del ricordare e continuare a tramandare i tragici avvenimenti che attraversarono l’Europa e in particolare l’Italia nella prima metà del secolo scorso. Proprio per questo la professoressa, come suo padre prima di lei, si impegna costantemente a raccontare e a portare testimonianze dirette e indirette, anche grazie a documenti incontestabili, di quanto successo, affinché si possa attualizzare il messaggio di uguaglianza e si evitino gli scempi del passato.
Dal canto nostro, il messaggio è giunto forte e chiaro e ha reso concreto ed estremamente toccante quanto già più volte appreso da film e lezioni scolastiche, rendendo indelebile in noi la memoria di quanto accaduto nel passato e il messaggio di speranza per il futuro.
Beatrice Mascerpa e Francesco Dutto
Il 13 Ottobre 2024 si è svolta la castagnata di Cervasca. Questo evento viene organizzato ogni anno la seconda domenica di Ottobre e si chiama “Sagra della Castagna Servaschina”.
La Castagnata è nata 23 anni fa da un’idea della giunta di Aldo Serale. Erano presenti l’assessore Gianni Falco, i consiglieri Aurora Cavallo e Valerio Armando e l’attuale sindaco, Enzo Garnerone, che era assessore in comunità montana.
La fiera nasce con lo scopo di valorizzare i prodotti locali e il territorio, come la mostra dei funghi o pisacan che 40 anni fa è stata ideata dai coniugi Luigi ed Aurora Falco, che l’hanno fatta conoscere a livello nazionale e internazionale. Perchè loro riuscivano a far mangiare i funghi non nobili cucinandoli su piatti tipici del nostro Piemonte e facendoli degustare nelle serate gastronomiche, utilizzavano anche funghi di per sé non commestibili che cucinati in una certa maniera diventavano commestibili.
Tutti gli anni la sagra viene organizzata dalla Pro Loco di Cervasca e dall’amministrazione comunale, che decidono insieme il programma e gli eventi collaterali alla manifestazione (musica, concerti, intrattenimento...).
Oltre ai volontari della Proloco e agli assessori e consiglieri, partecipano diverse associazioni, collaboratori privati e numerosi sponsor.
Anche i ragazzi contribuiscono all’allestimento di questa manifestazione: una parte della fiera è infatti occupata da bancarelle di giovani ragazzi che organizzano il “mercatino delle pulci”, dove bambini e ragazzi vendono cose che non utilizzano più, così si possono riciclare. Ci sono inoltre le bancarelle della parrocchia con le castagne.
Per realizzare questo articolo abbiamo intervistato il sindaco, il quale ci ha detto che lui e gli assessori non hanno potuto vivere il piacere della castagnata da piccoli, ma sono molto soddisfatti per aver ideato il mercatino dei ragazzi, che vivono sempre con grande entusiasmo l’allestimento delle proprie bancarelle.
La fiera della Castagnata per noi giovani oggi è un momento di svago e divertimento, dove tutti possono esprimere la loro creatività attraverso creazioni e bancarelle.
Edoardo Colombero, Sara Garnerone, Jennifer Anna Iuffredo, Gaia Morgana, Serena Tecco ed Elisa Todisco.
Il 27 novembre 2024, una delegazione di studenti di III media, accompagnata dal prof. Notabella e dalla Dirigente scolastica Cristina Bersani, ha partecipato alla commemorazione per l’80o anniversario degli eccidi avvenuti a Cerialdo, Passatore, San Bernardo e San Defendente.
Nel piccolo parco ospitante il cippo commemorativo, si è ricordato l’eccidio compiuto nella notte tra il 26 e il 27 novembre 1944, quando più di venti persone sono state rapite, torturate e uccise dai nazifascisti.
In particolare è stata ricordata la morte di Tino Galliano, Rocco Daniele e di Spirito Peano, raccontata dalla sorella di Tino, Irene Galliano.
Questi tre ragazzi sono stati trucidati non perché facevano parte della resistenza, ma come civili che per pochi minuti avevano violato il coprifuoco.
Uno dei tre è stato fucilato subito, mentre gli altri due torturati nella Caserma Cesare Battisti a Cuneo e poi uccisi.
La loro morte fu giustificata tramite una bugia, perché la mattina seguente i nazifascisti comunicarono ai cittadini che quella notte erano stati giustiziati dei briganti.
In ricordo di quel triste evento, gli studenti dell’IC Cervasca hanno cantato un brano inedito del prof. Notabella, che li ha accompagnati col suono della fisarmonica.
Non erano lì solo per ricordare quei ragazzi, ma tutte le stragi di civili commesse dai fascisti e dai nazisti nel territorio cuneese.
Dopo gli interventi dei delegati dei sindaci di Cuneo e di Cervasca, ha preso la parola Gigi Garelli, direttore dell’Istituto della resistenza e della società contemporanea di Cuneo, che ha mostrato un registro con tutti i nomi dei morti per la Resistenza e dei civili uccisi durante il ventennio. Erano numerosi quelli di Cervasca, Passatore e Cuneo. Presso il piazzale della Libertà di Cuneo, ad esempio, è ancora possibile vedere, lungo il parapetto posto tra l’ingresso della stazione e corso Kennedy, una lapide che ricorda la fucilazione di tre partigiani.
Anche noi abbiamo partecipato alla commemorazione e con questo articolo vogliamo indurre voi lettori a riflettere e ricordare coloro che hanno combattuto per la libertà, spesso sacrificando sé stessi, per garantire una vita migliore al prossimo.
Buona memoria!
Beatrice Mascherpa, Tommaso Pautassi