Nella splendida sede di Europass Teacher Academy prende avvio il corso “AI for CLIL” (https://www.teacheracademy.eu/course/artificial-intelligence-for-clil/).
Noi insegnanti, in totale dodici, proveniamo da Italia, Polonia, Bulgaria e Germania.
Fin dai primi momenti abbiamo iniziato a conoscerci: ciascuno presenta la propria scuola, raccontando il territorio in cui è inserita, la sua vocazione educativa, l’esperienza con il gruppo Erasmus e le modalità di lavoro con gli studenti.
Si crea subito un clima di confronto vivo e stimolante, ricco di scambi di idee e buone pratiche, che lascia presagire una settimana intensa e davvero proficua.
16/03/2026
17/03/2026
Questa mattina ci siamo dedicati a una panoramica di strumenti utili per progettare percorsi CLIL di qualità da proporre ai nostri studenti. Abbiamo poi lavorato in modo pratico, sperimentando diverse applicazioni, tra cui Educaplay e Suno, per creare attività e canzoni adattabili alle varie fasce d’età.
Personalmente mi sono concentrata sulla realizzazione di due quiz, uno di geografia e uno di storia, pensati per alunni di classe terza e quarta della scuola primaria ed anche ad una canzone sul libro "Il GGG" che proporrò ai miei alunni.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato a un piacevole city tour di Nizza, accompagnati da Arina, che ci ha guidato con entusiasmo alla scoperta delle bellezze della città. Passeggiando tra le sue vie, abbiamo potuto ammirare scorci suggestivi e angoli ricchi di storia, fino ad arrivare nel cuore della Vieux Nice, con le sue stradine colorate e vivaci.
Il percorso si è concluso salendo verso il Castello di Nizza, da cui abbiamo potuto godere di una vista davvero mozzafiato sulla città e sul mare. La luce del pomeriggio, limpida e calda, e il clima piacevole hanno reso l’esperienza ancora più speciale, regalando a tutti noi un momento di bellezza e condivisione che ha chiuso nel migliore dei modi questa intensa giornata.
18/03/2026
Questa mattina ci siamo messi alla prova con la creatività, utilizzando il Play-Doh per dare forma alla nostra idea di intelligenza artificiale.
Personalmente ho scelto di realizzare due frutti, una mela e una banana, ma ho deciso di rappresentarli con colori non realistici: per la mela ho utilizzato il fucsia e il celeste, mentre per la banana ho scelto l’arancione. Ho intitolato la mia creazione “When Nature Meets AI”.
Attraverso questa scelta ho voluto trasmettere un messaggio preciso: l’intelligenza artificiale è capace di generare immagini estremamente accattivanti e sorprendenti, ma non sempre aderenti alla realtà. Proprio come i miei frutti, ciò che appare bello e convincente può in realtà essere una reinterpretazione, distante dall’esperienza reale. L’attività ci ha quindi aiutato a riflettere in modo concreto e creativo sul rapporto tra immaginazione, tecnologia e senso critico.
Nella seconda parte della mattinata abbiamo esplorato una vasta gamma di strumenti di intelligenza artificiale utili per la didattica, tra cui Chatter Kids, YouCut, Gamma, NotebookLM, ElevenLabs e Brisk Teaching. È stata una panoramica ricca e stimolante, che ci ha permesso di scoprire nuove possibilità per rendere le lezioni più coinvolgenti e innovative.
In particolare, abbiamo svolto un’esercitazione pratica lavorando in gruppo: insieme a Carla e a David, collega polacco, abbiamo realizzato un breve video sul tema del riciclo. Siamo partiti da immagini di diversi tipi di rifiuti — organico, carta, plastica e rifiuti tecnologici — che abbiamo poi animato utilizzando Chatter Kids e montato con YouCut.
È stato davvero divertente dare voce a questi piccoli “personaggi”, registrarne i dialoghi e vederli prendere vita. Un’attività creativa e coinvolgente, che ci ha mostrato concretamente come l’AI possa trasformarsi in uno strumento efficace per sensibilizzare gli studenti su tematiche importanti, come il rispetto dell’ambiente.
19/03/2026
Nella prima parte della mattinata abbiamo iniziato con un gioco proposto dal nostro formatore, utile per farci sperimentare in prima persona quanto l’apprendimento possa essere efficace, coinvolgente e divertente quando avviene attraverso il gioco.
Successivamente, ciascuno di noi ha lavorato con l’applicazione Booklet. Io ho creato un’attività intitolata “School Objects”, pensata per l’apprendimento del lessico: i bambini devono individuare la traduzione corretta tra quattro opzioni per ogni parola proposta. Ho strutturato il gioco su un totale di trenta parole.
L’aspetto più motivante è la dinamica ludica: ogni risposta corretta permette di “pescare” un pesce, che può essere più o meno prezioso, consentendo così di accumulare punti. Questo sistema rende l’attività ancora più coinvolgente e stimola la partecipazione attiva degli alunni.
Nella seconda parte della mattinata ci siamo dedicati a un momento di confronto sul significato e sulle caratteristiche del CLIL. Abbiamo lavorato in piccoli gruppi per elaborare delle presentazioni, che successivamente sono state condivise ed esposte agli altri, favorendo così uno scambio di idee e riflessioni molto arricchente. Durante l’attività sono emersi chiaramente i quattro pilastri del CLIL: Content, Communication, Cognition e Culture, elementi fondamentali che guidano la progettazione didattica. Abbiamo riflettuto in particolare sul fatto che, in un approccio CLIL, non siamo insegnanti di lingua in senso stretto, ma docenti di contenuti che utilizzano la lingua straniera come veicolo per l’apprendimento disciplinare. Un aspetto centrale su cui ci siamo soffermati è stato quello dello scaffolding, ovvero l’insieme di strategie di supporto che l’insegnante mette in atto per facilitare la comprensione e permettere agli alunni di partecipare attivamente, anche quando il livello linguistico non è ancora pienamente sviluppato. Lo scaffolding può assumere diverse forme: l’uso di immagini, schemi e mappe concettuali, la semplificazione del linguaggio, la ripetizione di parole chiave, l’anticipazione del lessico, così come il modeling (fornire esempi concreti) e il lavoro cooperativo tra pari. Questo tipo di supporto è fondamentale perché aiuta gli studenti a costruire progressivamente autonomia, rendendo accessibili contenuti anche complessi e favorendo un apprendimento significativo e inclusivo.
20/03/2026
Ultima mattina di corso: ci siamo messi alla prova con un compito piuttosto complesso, almeno per me, ma anche molto gratificante. Utilizzando l’app Metasteps abbiamo progettato uno spazio interno arricchito da immagini e video realizzati durante questa settimana a Nizza. Il risultato finale è una galleria visiva elegante e curata dal punto di vista estetico.
Questa attività può essere facilmente riproposta anche in classe: gli studenti potrebbero progettare uno spazio (una scuola o altri ambienti) utilizzando immagini e materiali prodotti da loro stessi, dando forma a un vero e proprio progetto creativo e personale.
Nella seconda parte della lezione mi sono dedicata alla progettazione di un’attività sui Fenici utilizzando un approccio CLIL, basato sui quattro pilastri: contenuto, comunicazione, cognizione e cultura.
Ho strutturato una lezione per una classe quarta, tenendo conto del livello linguistico degli alunni (pre A1/A1) e prevedendo strategie di scaffolding per supportare tutti, inclusi gli studenti con BES. Ho selezionato un lessico specifico più ampio, accompagnato da immagini e attività guidate, per favorire una comprensione accessibile ma anche stimolante.
La lezione è stata articolata in diverse fasi: attivazione con stimoli visivi, presentazione dei contenuti sui Fenici, attività operative (matching, classificazione tra popoli del mare e del fiume, produzione orale e scritta) e momenti di cooperative learning per aumentare il coinvolgimento.
Infine, ho previsto una verifica strutturata e una griglia di valutazione per monitorare l’apprendimento. Questa attività mi ha permesso di applicare concretamente i principi del CLIL, progettando una lezione inclusiva, motivante e orientata allo sviluppo integrato di contenuti e lingua.
Si conclude una settimana intensa e stimolante dedicata all’applicazione dell’intelligenza artificiale nella didattica. A volte è stato complesso, perché abbiamo affrontato molti contenuti su un tema che conosco ancora solo parzialmente, ma l’esperienza ha avuto un impatto profondo su di me. Creare attività didattiche è responsabilità dell’insegnante, ma è altrettanto importante renderle coinvolgenti e significative per gli studenti: la didattica tradizionale da sola non basta più.
Un ringraziamento speciale va al formatore Andrei Ceban per la sua competenza e per la chiarezza con cui ha condiviso i suoi saperi. Ringrazio inoltre la mia scuola e il mio gruppo Erasmus per avermi offerto questa opportunità, investendo su di me: farò del mio meglio per onorare questa fiducia.