“Non chiederti quando finirà la tempesta perché potresti togliere tempo al momento di agire”. Questo è il motto dell’associazione Sea Rescue Dog che, dal 2009, si occupa di preparare e addestrare la sua unità cinofila per svolgere salvataggi in acqua.
Inoltre, cani e padroni hanno la possibilità di partecipare a iniziative di pet therapy, socializzazione e attività ludico-sportive.
Presieduta da Fabrizio Calgione, l’associazione ha attualmente sede nel campo di allenamento di Francavilla, nella zona del foro. La Sea Rescue Dog ad oggi collabora con i bagnini degli Angeli del mare,la FISA (Federazione Italiana Salvataggio in Acqua) e la Protezione Civile Eraclea.
Ecco come si svolgono gli addestramenti a terra e in acqua.
“Tramite un addestramento improntato in acqua, con numeri di esercizi determinati tra cane e conduttore, si crea un legame che diventa vitale per il salvataggio” dichiarano dall’associazione. “Spesso l’anello debole è proprio il conduttore, perciò è necessario un allenamento specifico per diventare unità cinofila di salvataggio”.
Prima di cominciare con l'addestramento in acqua, i cani cuccioli svolgono un allenamento a terra. Nei periodi estivi, però, sono spesso a contatto con l’acqua per familiarizzare con essa.
“Il vero lavoro ha inizio verso gli otto-nove mesi d’età, con esercizi in acqua, attività di nuoto e di riporto con simulatori e con l’ausilio di baywatch e natanti”.
Un esercizio che può essere cruciale per salvare persone in stato di incoscienza è la “presa al polso”.
Altri esercizi fondamentali da svolgere in acqua sono il salto da un’imbarcazione o il riporto di un gommone con possibile motore e persone a bordo sulla riva; inoltre. il cane imparerà a porgere un salvagente.
Dopo questo addestramento e l’acquisizione del brevetto, sia per il bagnino che per il suo cane, si è pronti per affrontare reali emergenze o essere attivi in spiaggia e garantire la sicurezza di tutti.
Luca Giulio Calgione