Abbiamo incontrato la preside Simona Marinelli, che ci ha parlato del suo lavoro e delle ultime novità scolastiche.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Com’è nata l’idea della curvatura sportiva?
La curvatura sportiva è nata lo scorso anno, su suggerimento dei docenti del dipartimento di scienze motorie perché ci piaceva l’idea di proporre agli studenti e alle famiglie un percorso scolastico più lungo, che andasse al di là delle 30 ore consuete, ma con un’offerta formativa specifica legata allo sport. Lo sport è una disciplina che lega, che crea relazioni, che permette di stare insieme nel rispetto di regole specifiche e poi perché è uno strumento che facilita il benessere, lo stare bene a scuola, con se stessi e con gli altri.
Perché ha scelto come sede la scuola “Virgilio”?
Ho scelto la “Virgilio” perché è una scuola di Pescara, a me interessava tornare nel Comune di Pescara-, un istituto che ha una scuola secondaria molto grande, che aveva un indirizzo musicale, questa offerta della scuola secondaria Virgilio mi ha sempre attratto, è una scuola di qualità, con docenti stabili e con un bel clima collaborativo.
Com’è nata l’idea della ricreazione fuori?
Questo è sempre stato un po’ un mio pallino. In parte, per poter utilizzare tutti gli spazi della scuola, interni ma anche esterni. E poi, per inserire delle pause all’interno delle attività didattiche, pause che devono essere attive. I breaks attivi migliorano la concentrazione da parte degli studenti, stare all’aria aperta ti permette di ossigenare il cervello e di rientrare a scuola più concentrato.
Quali sono le novità per il prossimo anno scolastico?
Oltre alla Curvatura Sportiva, lo scorso anno avevamo già in mente di aggiungere un’ulteriore offerta. Proporremo per l’anno scolastico 2026/27 l’Indirizzo Internazionale alla scuola primaria “Colli” e alla scuola secondaria di primo grado “Virgilio”. Ci saranno delle ore di potenziamento della lingua inglese e l’introduzione della metodologia CLIL - cioè l’insegnamento di discipline non linguistiche in inglese- in alcune materie, ad esempio scienze e tecnologia. Ci avvarremo anche di un docente madrelingua che affiancherà il docente curriculare.
Perché ha scelto di fare la preside?
Il mio sogno da bambina era quello di fare l’insegnante. L’idea di fare un lavoro che fosse legato al mondo della scuola ce l’avevo già da ragazzina. Ho iniziato come docente, ho insegnato lettere alla scuola secondaria per dieci anni. Questo ruolo da dirigente ti permette comunque di lavorare a scuola, ma di organizzare il lavoro dell’intera comunità in modo più diretto e specifico. È un lavoro che mi permette di stare a contatto con le persone, di relazionarmi un po’ con tutti, di ascoltare le esigenze di studenti, di genitori, di docenti ed è anche un lavoro creativo: si organizzano attività, si pensano progetti. È un lavoro che può essere anche divertente.
Come si svolge la giornata tipo di una preside?
Il succo del mio lavoro è risolvere problemi. Generalmente quando entro passo negli uffici a chiedere agli assistenti amministrativi se ci sono problemi e a che punto è il loro lavoro. Poi leggo la posta, rispondo al telefono, ricevo persone. Scrivo anche tanto, sistemo progetti, scrivo circolari, mi interfaccio anche con l’esterno, organizzo riunioni con lo staff, con i docenti. È un lavoro pieno, ma la parola chiave è problem solving: io risolvo problemi o, perlomeno, cerco di risolvere problemi.
Cosa le piace di più di questo lavoro?
Mi piace l’aspetto relazionale, che è un po’ anche la criticità di questo lavoro. Io lavoro sempre con la porta aperta, entrano sempre persone, quindi questo ascoltare, accogliere, prendermi cura delle esigenze, delle istanze che arrivano sistematicamente tutti i giorni. L’aspetto che mi piace di più è la relazione con i piccoli e con i grandi.
Qual è la regola che dovrebbe essere rispettata di più e perché?
Per me la parola chiave è rispetto. Degli oggetti e soprattutto delle persone: del compagno di classe, del docente, del collaboratore scolastico, rispetto in tutti i sensi. Questo dovrebbe essere l’insegnamento. Quando ci si sveglia la mattina bisognerebbe ricordarsi questa regola: rispettare gli altri, rispettare il prossimo, rispettare tutto ciò che ti circonda.