Tracce
a.s. 2025\2026
a.s. 2025\2026
La nostra scuola è suddivisa in stanze tematiche ispirate agli elementi naturali (Terra, Acqua, Aria, Fuoco, Energia). Ogni stanza è progettata per offrire esperienze concrete, sensoriali e simboliche, che permettono ai bambini di apprendere attraverso il gioco e l’esplorazione. Inizieremo un viaggio alla scoperta della nostra scuola, un percorso che ci permetterà di conoscere più da vicino ogni stanza e le esperienze che i bambini vivono al loro interno.
Questo viaggio parte dalla stanza della Terra, uno spazio che accoglie i bambini e li invita a sperimentare, creare e prendersi cura, attraverso attività legate alla manualità, al gioco simbolico e al contatto con materiali naturali. La stanza Terra è uno spazio che richiama stabilità, cura e trasformazione. Qui i bambini entrano in contatto con materiali naturali e attività che favoriscono manualità, concentrazione, immaginazione e senso di responsabilità. All’interno della stanza si svolgono diverse esperienze: semina e cura delle piante per aiutare i bambini a sviluppare pazienza e senso di attesa e prendersi cura di qualcosa nel tempo; gioco simbolico : “mamma-casetta” che permette di rielaborare esperienze quotidiane e familiari, esprimere emozioni e vissuti, sviluppare le abilità relazionali e il linguaggio; manipolazione di materiali quali argilla, pasta di sale, sabbia cinetica, creazioni di storie nei giardini zen e mandala con elementi naturali. Queste esperienze favoriscono lo sviluppo della motricità fine, la coordinazione occhio-mano, la calma, la concentrazione e l’autoregolazione emotiva; le costruzioni con Lego e legnetti che sviluppano logica e pensiero spaziale, problem solving e le abilità sociali quali la collaborazione con gli altri bambini.
Ci prendiamo cura, insieme, del giardino
Prendersi cura del giardino è il primo passo per imparare ad abitare uno spazio, non solo ad usarlo. Nelle immagini i bambini si muovono attorno a un grande mucchio di cippato, appena scaricato dal camioncino. Con pale, secchi e gesti spontanei lo sparpagliano, lo toccano, lo distribuiscono insieme. Ancora ridimensionano i rami della potatura dell’alloro, tra un profumo inebriante e l’obiettivo di avere legna per il fuoco e bastoncini da cottura. Il lavoro condiviso diventa gioco, esplorazione, cooperazione; ogni azione è semplice, ma potente: rendere abitabile uno spazio comune. Il giardino prende forma e il gruppo cresce nel fare insieme così la cittadinanza nasce dal basso, dalle mani nella terra e imparare a prendersi cura diventa un modo concreto di stare al mondo.
"Yule": chiudere, ringraziare, desiderare
Yule, la celebrazione del solstizio d’inverno, diventa per la scuola dell’infanzia outdoor un’esperienza intensa e simbolica. Nel giorno più corto dell’anno, i bambini vivono il passaggio dalla notte alla luce attraverso il contatto diretto con la natura. Al centro del cerchio di ceppi, il fuoco acceso rappresenta il calore, la protezione e la rinascita del sole. Ogni bambino affida ai rami dei desideri un pensiero, una speranza o un’intenzione: i rami vengono poi bruciati nel fuoco, trasformando i desideri in fumo e luce, in un gesto semplice ma carico di significato. Un rituale collettivo che favorisce ascolto, attesa e senso di appartenenza, rafforzando il legame tra bambini, natura e cicli della Terra.
Come ogni anno, la nostra scuola ha vissuto una splendida giornata di festa prenatalizia grazie alla preziosa collaborazione dei genitori. Con grande impegno, mamme e papà hanno allestito un mercatino artigianale ricco di oggetti realizzati a mano: decorazioni natalizie, piccoli manufatti e idee regalo speciali. Durante la giornata è stato offerto a tutti panettone e tè caldo, perfetto per riscaldarsi e condividere chiacchiere e sorrisi. I canti natalizi attorno al fuoco hanno creato inoltre un grande clima di gioia e partecipazione. I bambini hanno potuto vivere momenti magici grazie allo spazio dedicato alla scrittura della letterina a Babbo Natale, alla lettura di una storia natalizia e, soprattutto, alla presenza di Babbo Natale in persona, con cui hanno potuto conversare, fare domande ed esprimere desideri. Si è trattato di un altro momento di collaborazione scuola-famiglia. Una giornata che ha unito la comunità nel segno dello spirito natalizio e della collaborazione.
Il 3 Dicembre la musica è stata protagonista di una bellissima esperienza di continuità tra la scuola secondaria di primo grado “Trissino” e la scuola dell’infanzia.
Alcuni ragazzi della scuola secondaria, accompagnati dalla loro insegnante e muniti dei loro strumenti musicali, si sono recati presso la scuola dell’infanzia per regalare un concerto speciale ai bambini e alle insegnanti. Un momento atteso e preparato con cura, nato dal dialogo e dalla collaborazione tra i docenti dei due ordini di scuola.
Il concerto ha offerto ai bambini dell’infanzia l’occasione di ascoltare dal vivo strumenti tipici dell’orchestra, come il violino, il contrabbasso e il flauto traverso, osservando da vicino come vengono suonati e scoprendo suoni nuovi e affascinanti.
Tra i brani eseguiti, anche “Frosty The Snowman”, una canzone particolarmente significativa: i bambini della scuola dell’infanzia la stavano imparando proprio in quel periodo, grazie a un accordo condiviso tra le insegnanti. Sentirla suonare dal vivo dai ragazzi più grandi ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente, favorendo partecipazione, canto spontaneo e grande emozione.
Questo incontro musicale ha portato gioia all’intera comunità scolastica e ha rappresentato un prezioso momento di continuità educativa, permettendo ai bambini di guardare con curiosità e fiducia al loro futuro percorso scolastico, e ai ragazzi della secondaria di sperimentare il valore del mettersi in gioco e condividere le proprie competenze.
Dopo una raccolta di elementi naturali che attiravano la loro attenzione i bambini hanno disposto i loro tesori su una lunga striscia di cartoncino, creando sequenze di elementi come fossero fotogrammi di un film naturale. Poi, con meraviglia, hanno fatto scorrere la striscia all’interno della televisione delle storie, una “lente di apprendimento" che trasforma la realtà in racconto.
Guardando attraverso la lente, i bambini hanno dato voce a ciò che vedevano. In questo gioco di sguardi e immaginazione, la natura si è trasformata in linguaggio, la raccolta in narrazione, e il giardino in un libro aperto di storie possibili. Un’esperienza che insegna a osservare, a connettere e a raccontare: perché ogni bambino, davanti alla sua televisione naturale, diventa autore del proprio mondo.
Semi: dall’albero alla biblioteca
In una giornata ventosa, al cerchio di ceppi, i bambini hanno alzato lo sguardo incuriositi da un suono leggero e ritmico: tic… tic… tic… Il faggio rosso, mosso dal vento, lasciava cadere i suoi semi sul terreno. Bambine e bambini hanno iniziato a raccoglierli con cura, osservando le diverse forme e colori che la natura aveva regalato loro. Presto la ricerca si è allargata: tra erbe, cespugli e orto hanno trovato semi di altre piante. Li hanno raccolti e custoditi pronti per essere portati alla biblioteca dei semi, un luogo speciale dove i semi non si comprano né si vendono, ma si scambiano come fossero storie. La bibliotecaria li ha accolti con un sorriso e, in cambio dei loro tesori naturali, ha consegnato ai bambini semi di nuove piante da scoprire e coltivare e la ‘scheda del prestito’ per continuare a raccogliere e moltiplicare semi. Con un semplice gesto di scambio, è nato un cerchio di cura e conoscenza per ricordare che ogni seme porta con sé una nuova vita pronta a germogliare.
A partire da sezioni di tronco e da un piccolo insieme di materiali naturali preparati per l’occasione, i bambini hanno costruito facce buffe, sorridenti, sorprese o pensierose, mettendo in scena espressioni di ogni tipo.
Ogni bambino ha potuto giocare con la propria immagine e allo stesso tempo osservare le differenze tra le creazioni dei compagni. Tra una risata e un’espressione stravagante, è emerso un messaggio semplice ma potente: siamo tutti diversi, e proprio grazie alle nostre particolarità diventiamo unici e speciali.
Un’attività che unisce natura, manualità e riflessione, insegnando a riconoscere e valorizzare la propria identità e quella degli altri.
Mani che si scaldano attorno alle castagne fumanti e voci allegre che intonano canti patriottici: così è iniziata la marronata, una mattinata speciale in cui bambini, alpini e ospiti di Avmad si sono ritrovati per celebrare insieme l'autunno. Tra castagne, canti e sorrisi, i bambini hanno scoperto che ciascuno custodisce una storia e tanti ricordi, un pezzo di vita prezioso, soprattutto se condiviso. Gli ospiti del centro hanno accolto con gioia l’energia e la curiosità dei bambini, creando un ponte tra passato e presente.
Quando sono arrivati gli alpini con i loro inconfondibili cappelli e le loro canzoni, l'emozione è stata ancora più forte: abbiamo riscoperto la bellezza della lentezza, del semplice stare insieme tra generazioni, l'ascolto e il rispetto reciproco.
Gli alpini ci hanno aiutato a mantenere viva la memoria del passato e l'esperienza ha rafforzato infine il senso di comunità.
Grazie alpini e ospiti di Avmad!
Qualche settimana fa, durante una passeggiata nel bosco, il nonno di uno dei nostri bambini ha fatto una scoperta che ha dato il via a un piccolo viaggio tra esplorazione scientifica e immaginazione. Durante una camminata ha raccolto un pezzo di tronco: a prima vista sembrava un semplice ramo spezzato, ma a guardarlo meglio si notava un foro profondo lungo la corteccia. A scuola, con i bambini ci siamo chiesti: “Chi può aver fatto quei buchi? Perché? E ancora: Perché ci sono delle noci dentro? La curiosità si è trasformata subito in esplorazione. Grazie ad alcune ricerche abbiamo scoperto che quei buchi sono opera del picchio, un uccello che usa il suo becco come un martello per cercare insetti sotto la corteccia e, a volte, per creare delle vere e proprie “dispense” dove infilare le provviste o, più spesso, dove trovare larve da mangiare. Ma... le noci? Quelle non sono “da picchio”. La presenza delle noci ha aperto un altro interrogativo: “Chi può aver usato i buchi del picchio per nascondere le sue scorte di cibo?”. La risposta che ci siamo dati è che probabilmente uno scoiattolo abbia fatto riserva di cibo per l’inverno proprio in quel tronco. Queste scoperte hanno acceso nei bambini la voglia di sapere. Abbiamo letto libri di divulgazione, cercato immagini per riconoscere i diversi tipi di picchi, scoperto come e dove vivono gli scoiattoli ma anche albi illustrati con protagonisti questi animali come “ Il ladro di foglie”.
E chissà quali altri storie potrebbero nascere dall’immaginazione dei bambini nei prossimi giorni: forse un’amicizia tra un picchio e uno scoiattolo che condividevano il tronco come casa comune, dividendosi il lavoro e le provviste? Così, tra buchi di picchio e scorte di scoiattolo, abbiamo imparato che ogni traccia nel bosco può essere l’inizio di una storia! La natura ha questo potere meraviglioso: se ci fermiamo ad osservarla e ad ascoltarla, sa raccontare, suggerire, incuriosire.
Prendendo spunto dalla lettura “Volpe che ama l’autunno” abbiamo vissuto un momento autentico in cui la scoperta dei sapori autunnali si è intrecciata con la condivisione e la collaborazione tra compagni: la preparazione dei cioccolatini di mela, una merenda sana, divertente e perfetta per l'autunno. L’esperienza ha avuto inizio con l’accensione del fuoco con gli acciarini. Vista l’umidità presente, non è stato facile: abbiamo riflettuto assieme sul motivo per cui non si accendeva, accolto proposte dei bambini (es. soffiare) e scelto le esche più adeguate. Ognuno ha avuto il proprio ruolo: chi accendeva il fuoco con l’aiuto delle maestre, chi infilzava le fette di mela con gli stuzzicadenti e chi riduceva il cioccolato a pezzetti. Una volta che il cioccolato si è sciolto, ogni bambino ha potuto intingere la propria fetta di mela, creando così un piccolo “cioccolatino” da gustare. Dopo un breve tempo di raffreddamento, la merenda è stata pronta per essere condivisa. L’attesa è stata un po’ lunga ma l’emozione era tanta! I bambini hanno potuto così osservare un fenomeno scientifico in modo diretto: il calore agisce sugli alimenti e li trasforma. Il cioccolato solido, infatti, a contatto con il calore, ha iniziato a sciogliersi. Lavorare inoltre insieme per un obiettivo comune ha rafforzato il senso di gruppo e ha reso l’esperienza ancora più significativa. Anche una merenda condivisa può trasformarsi in un’occasione educativa preziosa!
Ecco il link della ricetta per poter ripetere, se lo desiderate, l'esperienza anche a casa.
Nel mese di Ottobre i bambini hanno vissuto una ricca esperienza di scoperta e manipolazione del mais, un percorso sensoriale e scientifico, oltre che di condivisione relazionale con adulti e compagni. Abbiamo iniziato sgranando le pannocchie, osservando da vicino i chicchi, ascoltandone il suono quando cadono e toccandone la superficie. Con gli scartossi, le foglie che avvolgono la pannocchia, i tutoli e la pannocchia stessa abbiamo creato texture per dipingere, scoprendo come anche i materiali naturali possano trasformarsi in strumenti artistici. Alcuni chicchi li abbiamo seminati, per osservare nel tempo la nascita di una nuova piantina, altri invece sono stati protagonisti di un momento conviviale: la trasformazione in pop-corn, condivisa nel cerchio dei ceppi, tra meraviglia e profumo di festa. Questa esperienza ha avuto come obiettivi lo sviluppo della coordinazione occhio-mano, della capacità di osservazione, della creatività oltre a promuovere il rispetto per la natura e la capacità di aspettare. Un piccolo seme di conoscenza e cura che, come il mais, desideriamo far crescere!