Mamma Teresa era una madre, i cui figli partirono per la guerra, e scrisse un diario per raccontare della sua triste esperienza.
Quando Anadage, uno dei suoi figli, morì, essa si sedette per anni, quotidianamente pensando a lui, sulla panchina della stazione del piccolo paese Bova di Marrara in cui abitavano, con la speranza di trovare i soldi per andare a visitare la tomba del figlio.
Dopo 5 anni, riuscì ad acquistare un biglietto del treno per Monaco di Baviera.
Tramite l'aiuto di molte persone, di buon cuore, riuscì ad arrivare ad a Heppenheim ( il paese dove morì Anadage), dove conobbe moltissime famiglie che la aiutarono e con le quali fece amicizia anche se tedesche. Si recò sulla tomba del figlio per ben 5 anni e ogni volta era accolta con grandi feste.
Nei suoi viaggi Teresa portò fiori sulle tombe degli italiani morti come suo figlio, e conobbe anche moltissime persone come Eleonore Winkler, dirigente della VVN, associazione dei perseguitati del regime nazista, fondata nel 1947 a Berlino , con cui ebbe un rapporto speciale.
Eleonore la aiutò a portare i resti di Anadage in Italia, cosa impossibile da fare in quel periodo perché c'era una legge che vietava di trasferire le salme dei soldati Italiani deceduti. Teresa venne aiutata anche da un ufficiale tedesco e alla fine riuscì nell’impresa.
Ci ha molto colpito il fatto che Teresa, una donna fragile e semplice , sia riuscita nel suo intento e abbia ricevuto più aiuto in un paese straniero che nella sua patria.