NOVIEMBRE 2025
1. Qual è il tuo nome completo?
Per il documento e il passaporto è Carlo d'Imporzano, mentre il mio nome di battesimo completo è Carlo Angelo Maria d'Imporzano. Un tempo si usava mettere tre nomi al battesimo, adesso non più.
2. Qual è la tua data di nascita?
E' un segreto.
3. Da chi è composta la tua famiglia? Che tipo di infanzia hai avuto?
Beh, era composta da mio padre e da mia madre; e ho due fratelli maggiori e una sorella minore. Io sono il terzo figlio, un grande vantaggio essere terzi!
La mia infanzia non me la ricordo - ride - però mi ricordo una cosa: sono andato a scuola direttamente a 6 anni, non ho fatto la scuola dell'infanzia e quando avevo 5 anni non volevo assolutamente andarci perché vedevo i miei fratelli maggiori studiare sempre a casa, mentre io invece giocavo.
4. Quanti Paesi hai visitato?
Boh, molti. Praticamente tutta l'Europa e quasi tutta l'America eccetto Messico e Cile. Anche la parte di Israele e la Giordania. Poi anche molti Paesi dell'Asia, la Cina, la Thailandia, Le Filippine...Ma non sono mai andato in Giappone perché non ne ho mai avuto il tempo nonostante Pechino sia a due ore di volo da Tokyo.
5. In quanti Paesi hai vissuto?
All'estero in Colombia e in Cina.
6. Dove sei nato?
A Milano.
7. Che cosa hai studiato?
All'università ho studiato ingegneria, matematica e teologia.
8. Qual è stato il tuo primo lavoro?
Beh, ho sempre fatto il prete nella mia parrocchia e nel frattempo insegnavo teologia al liceo, all'università e nel seminario.
9. Quando, come e perché sei diventato un sacerdote?
Mi ricordo che ero all'università e andando a lezione una mattina a Milano - Milano il cielo spesso ha questa caratteristica di pioggia fine e leggera - sceso dal tram, mi è venuto chiaro che non era quella la mia strada, che quello che stavo vivendo, nonostante mi piacesse molto - avevo una ragazza molto bella intelligente e ricca - ride - non era il mio destino. E che sarei diventato missionario come avevo desiderato per la prima volta alla vostra età.
Quella mattina lì di cui vi sto raccontando ho capito che la mia vita non sarebbe stata "normale" come la gente che si sposa e fa figli. Non era questo il mio.
10. Dove hai fatto il seminario?
A Milano.
11. Quante lingue parli?
Beh parlare solo l'italiano, poi mi arrangio un po' con lo spagnolo, il francese, l'inglese e il cinese. Parlare una lingua è una cosa seria, un'altra cosa è farsi capire. Voi lo sapete bene, guardate quanti anni dovete studiare l'italiano!
12. Sappiamo che hai vissuto in Cina, quanto tempo ci sei stato e perché?
Sono stato in Cina 17 anni per aiutare ad aprire un rapporto tra Santa Sede e la Cina. In Cina ci sono circa 12/15 milioni di cattolici, però su 1400 milioni di persone. Allora c'erano pessimi rapporti, la Cina non voleva i cattolici per tutta una serie di problemi grandi, c'è stata a quel punto la possibilità di andare in Cina: in Italia ho incontrato il console generale della Cina ed è stato lui a inviarmi. Parlai con Parolin che era sottosegretario di Stato della Santa Sede e mi ha detto “sì, vai, può essere utile per la Chiesa.” [...] In Cina ho organizzato la prima intervista al Papa che è uscita su un giornale cinese.
Una cosa bellissima fu vedere la Cappella Sistina da solo insieme al direttore generale della scuola del partito comunista cinese, ovviamente ateo. Abbiamo aspettato che se ne andassero via tutti e l'abbiamo vista da soli. Che regalo. [...] In Cina ho fondato una scuola di italiano.
13. Abbiamo scoperto da un articolo online che sei stato in Cina come invitato e membro della Federazione Internazionale Univos, che cos'è?
Univels, non Univos. E' la traslitterazione che hanno fatto i cinesi. La Univels è la società commerciale che abbiamo creato per poter far pagare una retta agli studenti cinesi.
14. Che cos'è Comunione e Liberazione? Di cosa si occupa? Qual è stato il tuo primo incontro con Comunione e Liberazione?
Comunione e Liberazione è un movimento nella Chiesa Cattolica. Quando è iniziata non si chiamava così, si chiamava Gioventù Studentesca, perché è iniziata nei licei, nel 1954. Io l'ho incontrato dopo, nel 60. E' nata dalla diocesi del Monsignor Giussani, adesso Servo di Dio: è iniziato il suo processo per farlo Santo. Io ho iniziato a vivere questa esperienza perché a me il Cristianesimo non piaceva. Io sono nato in un momento in cui in Italia erano tutti cattolici, ma era tutto un dover fare, tutto un devi, devi, devi, devi fare le cose buone, devi fare questo, devi fare quest'altro, a me non piaceva, non era il mio temperamento, quindi io dicevo "a me la Chiesa non piace" soprattutto perché mi sembrava che si dovessero fare le cose che a me non piacevano, e invece io volevo farle! Questo lo pensavo fin quando ho incontrato degli amici che mi hanno fatto vedere che la vita cristiana non era quella che io avevo incontrato da piccolo e a scuola. [...]
L'esperienza di Comunione e Liberazione mi ha convinto perché era meglio di quello che vivevo, era di più. Io stavo molto bene, ero contento e mi piaceva la vita che facevo: andavo in barca a vela e quando sciavo scendevo sempre tra i primi 15 - ride - ho trovato però poi una vita ancora più bella. Mi son detto "ne vale la pena".
15. Sappiamo che hai fondato due scuole a Bogotà: perché hai scelto questa città?
Non l'ho scelta. Era arrivata una domanda da Medellin per insegnare nella Pontificia Università Bolivariana, poi però per caso ho incontrato il nunzio apostolico, il rappresentante del Papa qui in Colombia che mi ha detto di venire assolutamente a Bogotà perché era importante che stessi qui che è la Capitale.
16. Come riesci a bilanciare la vita religiosa con quella accademica?
Beh, in realtà è uguale: io sono io che vivo tutte le cose. Dallo studio, al lavoro, agli amici, alla città, tutto. Sono io che vivo, non c'è una vita religiosa, una vita civile o una vita sociale. In tutti i posti sei tu, sei sempre tu.