Lo spettrometro IR consente di indagare la natura di alcune categorie di sostanze attraverso l'analisi delle interazioni uniche, tra luce infrarossa e molecole. Questa tecnologia può essere adattata per identificare le caratteristiche molecolari specifiche di diversi tipi di polimeri. Tuttavia per poter effettuare l'analisi bisogna seguire prima alcuni passaggi chiave.
Abbiamo raccolto i campioni tramite una manta in galleggiamento sull'Arno. I vari campionamenti sono durati 60 minuti e nel frattempo avevamo il compito di determinare la velocità del fiume e, per un intervallo di 20 minuti, concentrarci nell'osservazione di eventuali rifiuti galleggianti.
Dopo il campionamento abbiamo cercato di raccogliere tutti i detriti raccolti dalla manta e travasarli in dei recipienti per il lavaggio
Abbiamo cercato di raccogliere il maggior numero di microplastiche. Durante i primi quattro campionamenti non ne abbiamo trovate molte, ma nell'ultimo sì, erano tantissime!
Quindi non potendo isolare correttamente tutti i campioni, abbiamo preferito portare nei nostri laboratori quello che avevamo campionato
Il lavaggio delle microplastiche ci ha visto coinvolti per diverso tempo
Abbiamo effettuato più controlli, così da essere sicuri di aver recuperato il maggior numero di campioni
Alla fine abbiamo suddiviso ciò che avevamo ottenuto e che non potevamo dividere ulteriormente in 6 becker da 600mL
Le frazioni sono state trattate con acqua ossigenata concentrata al 20%
Riscaldando a temperatura controllata garantendo una miscelazione costante per i primi 30 minuti
Abbiamo fatto attenzione a non superare i 50°C in quanto avremmo potuto danneggiare il materiale in plastica raccolto
Quindi abbiamo messo le frazioni in stufa per alcuni giorni mantenendo la temperatura intorno i 50°C
Quello che è rappresentato in foto è il risultato della filtrazione dei campioni dopo la digestione chimica
Abbiamo scelto di analizzare i primi 100 campioni ottenuti. Con un po' di pazienza abbiamo catalogato le microplastiche per dimensione, colore e consistenza.
Infine, abbiamo utilizzato il nostro spettrometro FT-IR con ATR, riuscendo ad identificare gli spettri IR dei singoli campioni. Confrontando i dati ottenuti ed interpretando gli spettri con i database, siamo stati in grado di determinare il tipo di microplastiche presenti nei campioni analizzati.
Dai risultati ottenuti, emerge chiaramente che la maggior parte delle microplastiche presenti nel campione analizzato sono sotto forma di pellet, costituendo il 62% del totale. Questo dato suggerisce che tali microplastiche potrebbero derivare principalmente dagli scarti di produzione di imballaggi, evidenziando la potenziale fonte di inquinamento nell'area del fiume
Polipropilene e polietilene sono i polimeri maggiormente rilevati. Il loro ammontare complessivo nel campione esaminato è più del 72%.
Fotografia rappresentate i detriti accumulati e bloccati dal ponte Fortezza alla data dell'8 maggio 2024
In totale sono stati fatti cinque campionamenti sul fiume, da gennaio ad aprile. Le microplastiche raccolte nei primi tre campionamenti sono state inviate alla Dott.ssa Elisa Costa, dell'Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del CNR-IAS Sede di Genova. In totale sono state analizzate 88 microplastiche, i risultati ottenuti sono stati i seguenti:
I pellet ammontano al 46.6%, i frammenti duri al 48.9%, 2,3% fili e 2% come film.
La maggior parte dei polimeri identificati sono riconducibili a polietilene, 46,6%, a polipropilene, 42%, ed al 3,4% di polistirene.